Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

La Bibia Piemontèisa – Duminica 19 ‘d Gené 2020 – Sconda Duminica apress l’Epifanìa

Leture: Isaia 49:1-7; 1 Corint 1:1-9; Gioann 1:29-42; Salm 40:1-12

Orassion

Nosgnor tut-potent, dont nòst Salvator Gesù Crist a l’é la lus dël mond: Acòrda che tò pòpol, anluminà da Toa Paròla e dai Sacrament, a peuda bërluse con la radiansa dla glòria ‘d Crist; che Chiel a sìa conossù, adorà e scotà fin-a ai confin dla tèra; për Gesù Crist, che con Ti e con lë Spirit Sant a viv e regna, un sol Dé, ora e për sèmper. Amen.

Për lesi tut – LEGGI TUTTO

Pastor Paolo Castellina

 

Non si finisce mai di imparare (Giovanni 1:29-42) – Culto di domenica 19 gennaio 2020

Seconda domenica dopo l’Epifania
Capita talvolta di sentire esclamare: “Non si finisce mai di imparare”. Lo dice chi viene sorpreso da qualcosa che gli dà l’occasione di conoscere ciò che prima ignorava. La conoscenza, però, normalmente non ci casca addosso all’improvviso, ma è risultato dell’impegno diligente e perseverante a leggere, riflettere, studiare ed imparare.
Il testo dell’Evangelo che consideriamo quest’oggi parla dei discepoli di Giovanni il battezzatore che vengono accompagnati a riconoscere in Gesù l’unico, solo e vero Salvatore del mondo. Diversi di essi diventeranno, a loro volta, discepoli di Gesù, sapienza di Dio fattasi uomo e che li chiama a seguilo con fiducia. Potremmo noi esserne da meno?
Per le letture bibliche ora ho una valente collaboratrice: Audry Taschini, da Bergamo
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Paolo Castellina

 

La United Methodist Church si divide sul matrimonio gay – Nascono i Traditional Methodists

La United Methodist Church è la più grande denominazione metodista del mondo. Raccoglie infatti oltre 12 degli 80 milioni di metodisti del pianeta, 6 milioni negli USA e 6 in altri 135 paesi.

Ebbene, i vertici della  Chiesa Metodista Unita hanno comunicato l’intenzione, dopo anni di lotte e contrasti sulla questine del matrimonio gay, di dividersi. La decisione andrà presa nella assemblea mondiale a maggio di quest’anno. Tale divisione, dicono è “il miglior modo di risolvere le nostre differenze, consentendo a ciascuna parte della Chiesa di rimanere fedele alla propia concezione teologica e allo stesso tempo riconoscendo la pari dignità e il rispetto per ogni persona.”

Il vescovo Kenneth Carter, presidente del consiglio dei vescovi della chiesa ha detto: “Mi sono sempre dedicato all’unità. Ma, alla lunga, non può essere unità a spese di qualcuno”.

Il piano di divisione ha ricevuto l’apprezzamento sia dei conservatori sia dei progressisti.

Nel febbraio scorso ci fu una conferenza mondiale sull’argomento. Due erano le posizioni ritenute prevalenti: dare alle 32mila chiese locali la scelta se celebrare o meno i matrimoni tra persone dello stesso sesso oppure semplicemnte consentirli in tutte. Sorprendendo la maggior parte degli osservatori, però, ha ampiamente prevalso la terza opzione: proibire i matrimoni gay e inasprire le sanzioni per chi le pratica.

Ha vinto le elezioni, ma… – Culto di domenica 12 gennaio 2020

(Matteo 3:13-17; Isaia 42:1-8)

Ha vinto le elezioni, ma i suoi avversari non ammettono la sconfitta… Dopo ogni elezione o referendum vi è il momento della proclamazione ufficiale dei vincitori. In quel momento i perdenti pure riconoscono la loro sconfitta e rendono onore al vincitore. E’ quello che si chiama “fair play” o gioco leale. Capita però non poche volte che gli sconfitti non accettino i risultati delle elezioni, li contestino e cerchino in tutte i modi di farle ripetere perché il risultato non piace loro. Cercano così la maniera di farle considerare illegittime o falsate, salvo poi in tutti i modi ostacolare il vincitore. Leggi tutto sul Blog di Paolo Castellina

Pastore Paolo Castellina

Resistere o fuggire? – Culto di Domenica 5 gennaio 2020

Resistere o fuggire? Accettare pazientemente o difendersi? (Matteo 2:13-23)
Domenica 5 gennaio 2020 – Seconda domenica dopo Natale
Oggi sta aumentando in modo esponenziale in tutto il mondo l’odio e le violenze contro ebrei e cristiani. Le forze che ne sono responsabili non si possono neanche più menzionare a causa di nuove leggi che, con pretesti vari, di fatto proteggono bugiardi e assassini. Com’è tipico per i bulli, i persecutori si fanno passare loro stessi per vittime! Non manca nemmeno, fra di noi, chi queste violenze le giustifica. Tutto questo non sorprende. Gesù stesso diceva: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me” (Giovanni 15:18).
L’odio verso il Dio vero e vivente e tutto ciò che lo riguarda, qualunque forma quest’odio assuma, è costante espressione di questo mondo decaduto e ribelle a Dio. Sarà il mondo a prevalere? E’ un povero illuso se lo crede. Sarà Dio ed il suo Regno a prevalere, a loro vergogna. Troviamo questo persino nei racconti evangelici dell’infanzia di Gesù, che consideriamo quest’oggi, nel capitolo 2 di Matteo.
Pastore Paolo Castellina

Paolo Castellina <paolocastellina@gmail.com>

2020 un anno di responsabilità e di anniversari per noi

Nel 2020 ogni giorno i credenti avranno la responsabilità di rispondere alla chiamata di Dio attraverso Gesù Cristo, il Messia. Noi veri valdesi abbiamo una responsabilità particolare per la nostra storia, per la fede e la perseveranza di chi ci ha preceduto.

Nel 2020 saranno

10 anni dalla nascita di valdesi.eu, il sito web dei valdesi che cercano di seguire le tracce dei padri e condividono per davvero la confessione di fede che tutt’ora i pastori sottoscrivono per poi contraddirla;

10 anni dall’approvazione da parte del Sinodo delle benedizioni alle coppie dello stesso sesso; da una intervista alla moderatora dell’epoca sappiamo che la Chiesa Valdese rischio la scissione delle comunità “etniche”, fatta rientrare non si sa come;

50 anni da quando ad Agape iniziarono i “campi ecumenici”, nei quali – lo dice la Fondazione Valdese – c’è stato l’incontro “con l’elaborazione del pensiero marxista di gruppi politici più liberi e minoritari spesso ai limiti dell’eresia”;

100 anni dal primo dei due soli incontri di rappresentanti di tutte le denominazioni evangeliche italiane;

125 anni dall’apertura dell’Asilo per Anziani di Luserna San Giovanni;

150 anni da quando, subito dopo la battaglia con cui Roma entrò a far parte del Regno d’Italia, un colportore valdese introdusse le sue bibbie nella città e il pastore Prochet vi tenne il primo culto in una stanza d’albergo

210 anni dalla nascita a Torre Pellice di Alexis Muston, pastore, medico  e storico valdese, autore di “Israël des Alpes”, la migliore storia valdese pubblicata, e dell’Inno “Le serment de Sibaud” sul celebre giuramento

310 anni dalla pubblicazione del libro di Henri Arnaud sul Glorioso Rimpatrio

330 anni dalla seconda fase del Glorioso Rimpatrio

331 anni dal Glorioso Rimpatrio

350 anni dalla morte a Leida del grande storico Valdese Jean Léger

365 anni dalle “Pasque Piemontesi”, il massacro dei Valdesi del Piemonte

370 anni dalla nascita di Guglielmo d’Orange, futuro Stadtholder delle Province Unite e re Guglielmo III d’Inghilterra, decisivo sostenitore del Glorioso Rimpatrio

459 anni dalle ripetute vittorie dei Valdesi del Piemonte contro le persecuzioni lanciate dal Duca di Savoia e terminate con la Pace di Cavour; nello stesso anno vengono annientati i Valdesi di Calabria

460 anni dalla stesura della prima confessione di fede valdese da parte del pastore Scipione Lentolo

460 anni dalla morte sul rogo a Roma del pastore Gian Luigi Pascale

460 anni dall’arrivo delle truppe ducali in Val Pellice con lo scopo di sopprimere il culto valdese

475 anni dal massacro dei Valdesi del Luberon, Francia

800 anni da quando gli Statuti di Pinerolo condannano a una multa di dieci soldi chi ospita un valdese

800 anni dalla Constitutio in Basilica Beati Petri dell’imperatore Federico II di Svevia in cui inasprisce le misure contro gli “eretici” tra cui i Leonisti, cioè i Valdesi

1988 anni (presumibilmente) dalla morte e risurrezione di Gesù

1990 anni dall’inizio della predicazione di Gesù

2021 anni dalla nascita di Gesù

3425 anni dall’Esodo del popolo d’Israele dall’Egitto e dalla consegna dei Dieci Comandamenti

4030 anni dalla vocazione di Abramo

Le parole non bastano: abbiamo bisogno di verbi! (Giovanni 1:1-18) – Culto di Domenica 29 dicembre 2019

Prima Domenica dopo Natale

Avete mai provato a fare un discorso cancellando da esso tutti I verbi? Diventa una successione di parole statiche, magari anche belle da contemplare, ma che non porta da nessuna parte… Quando il Dio vero e vivente si esprime Egli ti coinvolge con verbi. Quando Dio entra in questo mondo nella persona di Gesù, il Cristo, Egli non viene come “conferenziere”, ma come uomo che unisce sempre la parola all’azione. Ecco perché forse sarebbe meglio considerarlo non tanto come “Parola di Dio”, ma come “Verbo di Dio”. Dovremmo, con buona ragione, considerarlo così. Lo vediamo oggi dal prologo del vangelo secondo Giovanni.

Paolo Castellina <paolocastellina@gmail.com>


 

Buon Natale! Hai 3 minuti per sapere come nacque Gesù?

La Bibbia: l’unica fonte per sapere chi era, cosa disse e fece Gesù

Il nostro augurio è che nella giornata di oggi, o anche dopo, ciascuno trovi il tempo, ne basta molto poco, per leggere i brani biblici che parlano della nascita di Gesù: Matteo 1:18:25 e 2:1-12, Luca 2, 1:20.

Pochissimi minuti per scoprire che il bue e l’asino, i nomi e il numero dei Magi (che non erano re), e tante altre cose, sono simpatiche invenzioni avvenute molto dopo.

Fatto questo, ci sarebbe da scoprire che tantissimi altri passi della Bibbia annunciano la nascita di Gesù. Un solo esempio: Isaia 9:1-6.

MATTEO 1
18 Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa in matrimonio a Giuseppe, ma prima che iniziassero a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Allora Giuseppe, suo sposo, che era uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, deliberò di lasciarla segretamente. 20 Ma, mentre rifletteva su queste cose, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria come tua moglie, perché ciò che è stato concepito in lei è opera dello Spirito Santo. 21 Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati». 22 Or tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta che dice: 23 «Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: “Dio con noi”». 24 E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; 25 ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù.

MATTEO 2

1 Ora, dopo che Gesù era nato in Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, ecco dei magi dall’oriente arrivarono a Gerusalemme, 2 dicendo: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo». 3 All’udire ciò, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. 4 E, radunati tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi, del popolo, s’informò da loro dove doveva nascere il Cristo. 5 Ed essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6 “E tu, Betlemme terra di Giuda, non sei certo la minima fra i principi di Giuda, perché da te uscirà un capo, che pascerà il mio popolo Israele”». 7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, domandò loro con esattezza da quanto tempo la stella era apparsa. 8 E, mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e domandate diligentemente del bambino, e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo». 9 Ed essi, udito il re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduta in oriente andava davanti a loro finché, giunta sul luogo dov’era il bambino, vi si fermò. 10 Quando essi videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. 11 E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra. 12 Quindi, divinamente avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

LUCA 2

1 Ora, in quei giorni fu emanato un decreto da parte di Cesare Augusto, che si compisse il censimento di tutto l’impero. 2 Questo censimento fu il primo ad essere fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3 E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4 Or anche Giuseppe uscì dalla città di Nazaret della Galilea, per recarsi in Giudea nella città di Davide, chiamata Betlemme, perché egli era della casa e della famiglia di Davide, 5 per farsi registrare con Maria, sua moglie, che aveva sposato e che era incinta. 6 Così mentre erano là, giunse per lei il tempo del parto. 7 Ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, e lo fasciò e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. 8 Ora in quella stessa regione c’erano dei pastori che dimoravano all’aperto, nei campi, e di notte facevano la guardia al loro gregge. 9 Ed ecco, un angelo del Signore si presentò loro e la gloria del Signore risplendette intorno a loro, ed essi furono presi da grande paura. 10 Ma l’angelo disse loro: «Non temete, perché vi annunzio una grande gioia che tutto il popolo avrà; 11 poiché oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore. 12 E questo vi servirà di segno: Voi troverete un bambino fasciato, coricato in una mangiatoia». 13 E ad un tratto si unì all’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio, dicendo: 14 «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini, su cui si posa il suo favore». 15 E avvenne che, quando gli angeli si allontanarono da loro per ritornare in cielo, i pastori dissero tra loro: «Andiamo fino a Betlemme, per vedere ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto conoscere». 16 Andarono quindi in fretta e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino, che giaceva in una mangiatoia. 17 Dopo averlo visto, divulgarono quanto era stato loro detto a proposito di quel bambino. 18 E tutti coloro che li udirono si meravigliarono delle cose raccontate loro dai pastori. 19 Maria custodiva tutte queste parole, meditandole in cuor suo. 20 E i pastori se ne ritornarono, glorificando e lodando Dio per tutte le cose che avevano udito e visto, come era stato loro detto.

ISAIA 9

1 Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano nel paese dell’ombra della morte, si è levata una luce. 2 Tu hai accresciuto la nazione, hai aumentato la loro gioia; essi gioiscono davanti a te come si gioisce alla mietitura, e come si giubila quando si divide il bottino. 3 Poiché tu hai spezzato il giogo che gravava su di lui, il bastone sulle sue spalle e la verga di chi l’opprimeva, come nel giorno di Madian. 4 Poiché ogni calzatura di guerriero nella mischia e ogni mantello rotolato nel sangue, sarà destinato ad essere arso e sarà esca del fuoco. 5 Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l’impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. 6 Non ci sarà fine all’incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno, per stabilirlo fermamente e rafforzarlo mediante il giudizio e la giustizia, ora e sempre. Questo farà lo zelo dell’Eterno degli eserciti.

 

Che cosa c’è in un nome (Matteo 1:18-25) – Culto di Domenica 22 Dicembre 2019

Quarta domenica di Avvento
Il nome che portiamo spesso ci è stato dato in modo arbitrario o circostanziale. I miei genitori mi avevano detto che il mio nome, Paolo, lo avevano scelto guardando sul calendario quale nome, fra i santi riportati nel mese di giugno, piaceva loro maggiormente. Il mio secondo nome, Eugenio, lo avevano scelto perché quello era il nome del mio nonno materno. Gesù aveva ricevuto quel suo nome non perché era quello che piaceva di più a sua madre e a Giuseppe, ma perché così gli era stato dato per rivelazione, insieme al suo secondo nome, Emanuele. Erano nomi che portavano in sé un messaggio. Qual era? Lo troviamo nel vangelo secondo Matteo, al primo capitolo. Vediamo.
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Paolo Castellina

Preghiera islamica in chiesa in nome di una contraffazione di Isaia 56 . E ‘Riforma’ applaude

Il numero di Riforma del 22 novembre 2019 riporta alla ribalta quello che si autodefinisce il “settimanale delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi”.

La Chiesa St Paul di Boston

In terza pagina, tra le decine di migliaia di chiese evangeliche del mondo, si ritiene di dedicare un ampio articolo alla “chiesa episcopale di St. Paul di Boston” (vedi anche la versione online). Perché? Perché “al venerdì ospita, dall’estate del 2000, circa 300-350 musulmani, per lo più uomini, per la preghiera di mezzogiorno”. Visto che le chiese evangeliche non sono “luoghi sacri”, la cosa in sé potrebbe essere indifferente e dunque – peraltro – non degna di un articolo su un settimanale evangelico italiano. Il fatto è che non si tratta di semplice ospitalità, ma di condivisione rituale, peraltro inserita nel programma settimanale di attività della chiesa. Infatti, leggiamo, nel 2014 “la chiesa ha sostenuto ingenti spese di ristrutturazione (10 milioni di dollari – il doppio dell’intero bilancio dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi – Nostra nota) per lavori come la “rimozione dei tradizionali banchi”, in modo da consentire di distendere sul pavimento “una quindicina di file di tappeti da preghiera di seta” e la “installazione di lavabi per le abluzioni rituali”. Non viene precisato se nei culti della

Preghiera islamica nella chiesa episcopale

chiesa ospitante i fedeli devono anche loro portarsi un “tappeto da preghiera” o devono stare in piedi o dove possono sedersi. Dunque, non si tratta solo di condivisione di spazi, ma di stravolgerli – a caro prezzo – per le esigenze rituali di ben altra fede.

Tutto questo – secondo Riforma – deriverebbe dal fatto che quella chiesa “ha come motto le parole di Isaia 56,7 «una casa di preghiera per tutti i popoli»”. E qui c’è il vero problema. A parte il dettaglio che questo “motto” non appare in tutto il sito della chiesa episcopale di Boston ma solo sulla parete delle postazioni lavapiedi (!), se davvero in quell’edificio si fanno riti musulmani in nome

Isaia sul lavapiedi

di quel versetto, vuol dire che le parole di Isaia vengono stravolte, assai più dei “tradizionali banchi”, dando ad intendere che il profeta auspicasse di offrire spazi a qualsiasi culto. L’abitudine di queste chiese ultraliberali di snaturare il significato della Parola di Dio si manifesta qui in modo particolarmente sfacciato. È infatti, quello di Isaia 56, un passaggio denso di messaggi fondamentali, ed è particolarmente riprovevole prendere otto parole (cinque in ebraico), fuori contesto per far dire al profeta tutt’altro da ciò che dice e nascondere il resto. Basterebbe citare il versetto 7 per intero per capirlo, ma per essere più chiari ancora partiamo dal versetto 3 : “E non dica l’eunuco: <<Ecco, io sono un albero secco>>. 4 Poiché così dice l’Eterno: <<Agli eunuchi che osservano i miei sabati, scelgono ciò che a me piace e si attengono fermamente al mio patto, 5 darò loro nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome, che varranno meglio dei figli e delle figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato. 6 I figli degli stranieri che si sono uniti all’Eterno per servirlo, per amare il nome dell’Eterno e per essere suoi servi, tutti quelli che osservano il sabato senza profanarlo e si attengono strettamente al mio patto, 7 li condurrò sul mio monte santo e li riempirò di gioia nella mia casa di orazione; i loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa sarà chiamata una casa di orazione per tutti i popoli>>. Il Signore, l’Eterno, che raduna i dispersi d’Israele, dice: <<Io raccoglierò intorno a lui (Israele) anche altri, oltre a quelli già raccolti>>.”

Dunque, quel che Dio dice, per bocca di Isaia non è: “qualunque religione va bene”, come fanno intendere gli episcopali di Boston. Ma proprio il contrario: non importa il popolo o la condizione personale, purché ci si converta e si seguano gli insegnamenti di Dio. E aggiunge che persone di tutte le etnie si convertiranno. Secoli prima del Messia Gesù, l’ebreo Isaia annuncia che altri popoli si aggiungeranno a quello di Israele nel seguire i comandamenti dell’Eterno, il “Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe”. Non una divinità qualsiasi.

È bello sapere che le parole del versetto 5, “un posto e un nome”, in ebraico si dicono “Yad Vashem”, e sono state scelte dallo Stato di Israele per denominare il memoriale delle vittime della Shoah, per dire che anche per quei bambini uccisi e dunque rimasti senza figli come fossero eunuchi, e così per quegli uomini e donne i cui figli sono stati sterminati anch’essi, Dio prepara un nome eterno nella sua casa. Lo Yad Vashem li ricorda nella Gerusalemme terrena, ma anche nella Gerusalemme celeste lo saranno.

Ecco: prendere questo messaggio, di una forza straordinaria, per giustificare tutt’altro è veramente un’operazione desolante.

Orbene, condividere spazi con altre religioni può essere accettabile, ma se si dice di farlo in nome di Isaia 56 vuol dire rifiutare Cristo, via, verità e vita, in nome del “tutto va bene”, del “tutto è uguale”. E l’unico modo di rendere uguali Islam e cristianesimo è o negare la veridicità di uno di essi, o di entrambi.

Nota finale, quasi leggera rispetto a quanto abbiamo appena scritto. Riforma non si chiede come mai quei 300-350 musulmani sono “per lo più uomini”? Nello stesso numero del settimanale ci si scaglia, allineati al moderno femminismo anti-maschile, contro la violenza e la discriminazione nei confronti delle donne. Ma non si ha nulla da dire sul fatto che i musulmani releghino a casa la maggior parte delle loro donne.

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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