Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

La Bibia Piemontèisa – Leture bibliche për Duminica 23 fërvé 2020

Ultima duminica apress l’Epifanìa
Orassion
Nosgnor! Che anans la passion ëd Tò Fieul unigènit it l’has arvelà Soa glòria an sla santa montagna, acòrdane che nojàutri ant la contemplassion për fej ëd sòa facia, i podoma avèj la fòrsa ‘d portè nòstra cros e d’esse cambià a Sòa imàgine da glòria a glòria; për Gesù Crist, nòst Signor, ch’a viv e regna con Ti e con lë Spirit Sant, un sol Dé pr’ ij sécoj dij sécoj. Amen.
Testament Vej: Surtìa 24:12-18
An ës test dël lìber dla Surtìa I trovoma Mosè, ël servitor che Nosgnor a l’avìa sernù për guidé sò pòpol a la libertà, ch’a l’é ciamà an sù n’àuta montagna, ël Sinai, pr’ ancontresse con chiel facia a facia, parèj ch’a ‘rsèiva le tablëtte ‘d pera ‘d la Lege. A gnun d’autri a l’é acordà ‘s privilegi d’ancontresse con Nosgnor.
Peui Nosgnor a l’ha dije a Mosè: “Monta sù da mi an sla sima dla montagna e resta lì. A sarà antlora che mi it darai le taule ‘d pera con la Lej e ij comandament ch’i l’hai scrivuje për l’istrussion dj’Israelita. Parèj, Mosè, ansema a Giosuè, sò agiutant, a l’é montà fin-a an sla sima dla montagna. Mosè a l’avìa dit a j’ansian: “Resté sì e spetene fin-a ch’i artonoma. Aron e Hur a son sì con vojàutri. S’a-i é quajdun ch’a l’ha ‘d question da sotpon-e, ciameje ‘d consej a lor”. Antlora Mosè a l’é montà an sla sima dla montagna, e na nìvola a l’ha quatala.

Al di là delle apparenze (Matteo 17:1-9) – Culto di Domenica 23 febbraio 2020

Ultima domenica dopo l’Epifanìa

Oggi viviamo più che mai nell’epoca dell’apparire, dell’apparenza ingannevole. L’industria cinematografica è maestra in quest’ambito. Non tutto ciò che “appare”, però, è quello che sembra, sia in positivo che in negativo. C’è chi appare grande, meraviglioso, bello e seducente, ma si tratta di un inganno, perché la realtà è ben diversa. C’è però anche chi appare insignificante, umile, di poco conto e valore, chi “non attira gli sguardi”, che “non fa chiasso” ma che nasconde valori importanti, bellezza, ciò che più conta nella vita. Solo “pochi intenditori” se ne rendono conto, non le persone superficiali che badano all’apparenza.
La gloria e l’identità straordinaria del Salvatore Gesù Cristo era nascosta allora agli occhi dei più e ancora oggi si nasconde nella “orrenda visione” di un uomo inchiodato su una croce. Solo pochi si rendono conto che proprio lì, invece, si nasconde Dio, la sapienza, la bellezza, la nobiltà, il vero amore, la giustizia, la vita, i valori ultimi dell’esistenza, quelli che salvano la nostra miserabile umanità. La gloriosa e unica identità di Gesù di Nazaret Dio la rivela a pochi eletti. Sì, non temiamo di usare questa espressione. E’ ciò che accade, nel testo biblico che oggi consideriamo, nell’episodio evangelico della Trasfigurazione. Gesù un giorno prende con sé i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, e li porta – solo loro – su un monte, dove a essi egli rivela la gloria della sua identità, quella che ai più è nascosta. Si tratta di una sorta di “anteprima” dell’esperienza che I discepoli di Gesù faranno più tardi quando saranno testimoni della Sua risurrezione dai morti, della Sua vittoria sul peccato e sulla morte – anche questa riservata ad un numero limitato di persone. Tutto questo è del tutto coerente con gli eterni propositi di Dio – c’è un motivo ben chiaro – com’é evidente da tutto l’insegnamento biblico per chi, senza pregiudizi, ne affronta lo studio. Leggiamo così il testo di Matteo 17:1-9.
———
Paolo Castellina

La Bibia Piemontèisa – Duminica 16 ëd Fervé 2020 – Duminica apress l’Epifanìa ch’a fà ses

Leture bìbliche: Deuteronomi 30: 15-201 Corint 3:1-9Maté 5:21-37; Salm 119: 1-8
Orassion: Nosgnor, ch’it ses la fòrsa ‘d tuti coj ch’as fido an Ti! Aceta, për Toa miserìcòrdia, nòstre preghiere e, përchè da noiàutri i podoma fé gnente ‘d bon sensa ‘d Ti, dane l’agiùt ëd Toa grassia, për che quand ch’i scotoma ij Tò comandament, i podoma dete piasì, tant an la volontà che ant ij fàit; për Gesù Crist, nòst Signor, ch’a viv e regna con Ti e con lë Spirit Sant, un sol Dé, për ij sécoj dij sécoj. Amen.
Testament Vej: Deuteronomi 30: 11-20
Nosgnor a l’ha dàit a le creature uman-e ‘d régole ‘d condòta moral ciàire ch’a sicuro nen mach la dzorvivensa, ma ‘dcò n’àuta qualità ‘d vita. A son càusa ëd rapòrt armonios con Nosgnor, con j’àutri e con ël mond. Nen conformesse a cole lege a veul dì trovesse con përturbament, confusion, dësfonsion e, a la fin, a la mòrt. L’istess a l’é vera për ël pòpol che Nosgnor a l’ha sernù e ch’a l’é gropasse con un Pat.

Il nuovo è sempre migliore dell’antico? (Matteo 5:21-37) – Culto di Domenica 16 febbraio 2020

Sesta domenica dopo l’Epifania
Il nuovo è sempre migliore dell’antico? Probabilmente sì, se parliamo dello sviluppo della tecnologia, ma per tutto il resto, “gli antichi” erano spesso molto più saggi dei “moderni”, basti pensare alle insuperate filosofie dell’antica Grecia di millenni or sono. Un equivoco di questo genere lo troviamo oggi spesso fra chi dice che l’Antico Testamento sarebbe “superato” dal Nuovo Testamento. No, non è così. La terminologia che usiamo, e spesso le traduzioni della Bibbia non abbastanza accurate, non aiutano molto al riguardo. Che dire dell’antica legge mosaica? Sarebbe stata sostituita dalla legge del Cristo, da considerarsi “più avanzata” e persino “più umana” di quella? No. Il Salvatore Gesù Cristo, nel testo che consideriamo oggi, dice esplicitamente di no. Leggiamolo, e poi, come sempre, faremo delle considerazioni.
———
Paolo Castellina

Roberto Benigni attacca la Bibbia usando la Bibbia. Davanti a milioni di italiani

Il noto attore Roberto Benigni ha portato in scena al Festival della Canzone a Sanremo il Cantico dei Cantici. Non è la prima volta che l’attore toscano si cimenta con la Bibbia. In passato l’avevamo anche citato come esempio perché la prendeva assai più sul serio di tanti pastori, preti e teologi.

Ma questa volta davvero non c’è nulla da lodare. Benigni ha caricato le immagini sensuali e sessuali del Cantico, e questo era quasi scontato, dati i tempi in cui viviamo. Tutto sommato non cambia molto. Ciò che è grave, nella trasmissione televisiva più seguita dell’anno, anche da tanti bambini, è aver esplicitamente negato qualunque tipo di lettura o di messaggio diverso dal sesso per il sesso. E’ arrivato a dire che il sesso cantato in quel testo biblico è quello “di un uomo per la sua donna, di una donna per il suo uomo, di una donna per la sua donna, di un uomo per il suo uomo”. Ha aggiunto: “Io lo farei sempre, anche qui sul palco, tutti dovremmo farlo, pubblico, musicisti dell’orchestra, il maestro, tutti con tutti”. Davvero un’operazione meschina.

Ma il peggio è stato quello di usare un testo biblico contro il resto della Bibbia. Perché qui si canta l’amore e tutt’altrove si parla di guerra, di odio e di punizioni. Un’operazione indecente.

Avere addirittura negato ogni possibilità di lettura diversa da quella puramente sessuale è assurdo poiché è evidente che il Cantico è entrato nel canone in virtù della lettura anche allegorica. Fosse solo la celebrazione del sesso che ci sta a fare lì? Il solo ebraismo ha molte altre poesie erotiche.

L’accenno all’amore gay e orgiastico è poi gravemente lesivo del testo: nel Cantico lui vuole lei e lei vuole lui, in modo esclusivo, altro che chi capita capita, come teorizza Benigni! E in un contesto dove il cantante Achille Lauro parla di “mascolinità tossica” a proposito degi uomini che si vestono da uomo e non da drag queen cioè come la caricatura di una prostituta, dove Tiziano Ferro bacia sulla bocca Fiorello, Fiorello mette in scena un ballo lento con Amadeus (giocosamente sì, ma proprio per questo normalizzante), il complesso del messaggio è: “Fate l’amore con chiunque capiti a tiro (se è dello stesso sesso è più alla moda), lo dice persino la Bibbia, roccaforte di omofobia e sessuofobia”.

Il passaggio di Benigni sull’amore omosessuale e collettivo alla fine è quello che resta. Perché per il resto ha solo ostentato e trivializzato i delicati, per quanto espliciti, riferimenti anatomici del Cantico. Ricordo che quando ho seguito di più in televisione il Festival di Sanremo e la televisione in generale era nella preadolescenza e nella prima adolescenza. In quell’età, ecco il messaggio che ragazzi e ragazze ricevono. Non è un caso. E i loro genitori si devono adattare: “ma non vedi che anche a Sanremo dicono così”?

Naturalmente, le gerarchie ecclesiastiche, cattoliche ma non solo, si sono ben guardate da denunciare lo sconcio. Anzi, c’è chi si è lanciato in approvazioni sperticate.

Leonista

La Bibia Piemontèisa – Duminica 9 Fërvé 2020 – Quinta Duminica apress l’Epifanìa

Leture bìbliche: Isaia 58:1-91 Corint 2:1-12Maté 5:13-20Salm 112:1-10

Orassion: Nosgnor! Fane lìber da le caden-e dij nòstri pëccà, e dane la libertà ‘d cola vita bondosa ch’it l’has fane conòsse an Tò Fieul Gesù Crist, nòst Salvator; ch’a viv e regna con ti, ant l’unità dlë Spirit Sant, ora e për sèmper. Amen
Testament Vej: Isaìa 58:1-9
Ël “digiun” ch’a-j pias a Nosgnor. An cost tòch dël profeta Isaìa, Nosgnor a acusa sò pòpol, ij chërdent, ëd mach fé mostra d’esse religios ma a séguito, ant l’istess temp a fé d’ògni sòrt d’ingiustissie. Nosgnor a sa nen còsa fesse ‘d sirimònie religiose s’a son pa compagnà da ‘d fàit, da coerensa a soa volontà arvelà ant la vita concreta.
“Crija bin fòrt, chita nen ëd crijé. Fà sente toa vos tanme n’arson ëd tromba. Arcòrda a mè pòpol soa infedeltà, a la sëppa ‘d Giacòb ij sò pëccà. Pura, lor a smijo d’esse tant religios! Am ciamo
Pastor Pàul Castlin-a

Pragmatica o devozionale? (Matteo 5:13-20) – Culto di Domenica 9 Febbraio 2020

Quinta Domenica dopo l’Epifanìa

Oggi spesso ci troviamo di fronte a due tipi di predicazioni cristiane che corrispondono a due diverse interpretazioni del cristianesimo: quella pragmatica e quella devozionale. La prima s’incentra su ciò che noi dovremmo fare, cioè sull’etica e sulla morale cristiana, opere sociali e comportamenti. La seconda s’incentra sull’essere, sulla spiritualità, sul nostro rapporto con Dio, come stabilirlo e come coltivarlo. La prima corre il rischio di essere semplicemente moralistica e legalista: chiede di fare quel che di fatto la gente non è in grado di fare se non è stata effettivamente rigenerata da Dio ed ha rapporto autentico con Lui. La seconda corre il rischio, promuovendo solo spiritualità, di essere “disincarnata” e antinomista – non educa effettivamente il credente a conformare la sua vita ai doveri morali stabiliti da Dio. “Essere” e “fare”, “orizzontale” e “verticale”, nell’insegnamento di Gesù, però, sono sempre strettamente congiunte. Lo vediamo nella lettura biblica di oggi: Matteo 5:13-20.
Paolo Castellina

 

Per aderire a Sentieri Antichi Valdesi scrivi a lettere@valdesi.eu

La Bibia Piemontèisa – Duminica 2 ‘d Fërvé 2020 – La presentassion ëd Nosgnor Gesù Crist

Leture bìbliche: Malachìa 3:1-4; Ebréo 2:14-18; Luca 2:22-40; Salm 84

Orassion

Dé tut-potent e etern! Con umiltà i pregoma che, coma che tò Fieul ùnich a l’é stàit presentà al Templ ant cost-dì sì, parèj i podoma ‘dcò nojàutri esse presentà a ti con un cheur net e pur; për Gesù Crist, nòst Signor, ch’a viv e regna con ti e con lë Spirit Sant, un sol Dé, ora e për sèmper. Amen.

Testament Vej: Malachìa 3:1-5

Ël Signor ëd l’univers a dis: “Vardé che ‘v mando mè mëssagé, përchè a pronta na stra ‘dnans ëd mi. E dlongh, a intrerà an sò santuari ël Sovran che vojàutri i serche; e ‘l mëssagé dl’aleansa ch’i veule, vardelo ambele-sì ch’a riva! Chi é-lo ch’a podrà ‘rzistje ‘l dì che chiel a rivà? Chi ch’a podrà sté drit an pé quand ch’as farà vëdde?

Për lesi tut – LEGGI TUTTO

ACCOGLIERE LA VITA, ACCOGLIERE GESÙ (LUCA 2:22-40) – CULTO DI DOMENICA 2 FEBBRAIO 2020

 PRESENTAZIONE DI GESÙ AL TEMPIO

Ogni creatura umana che viene generata e nasce è un dono di Dio che come tale va rispettato e della quale dobbiamo prendercene cura, perché è una creatura “fatta ad immagine e somiglianza di Dio”. Attraverso i secoli i cristiani hanno onorato questo principio non solo con I propri figli, ma anche salvando ed accogliendo i bimbi che i pagani abbandonavano perché loro sgraditi e che avrebbero ucciso. E’ con la stesso grande rispetto che Giuseppe e Maria, così, accolgono e si prendono cura di Gesù, bambino, che nasce ed è loro affidato, e non solo perché era un bimbo “speciale”, ma proprio perché, come credenti, intendevano vivere in armonia con Dio secondo la sua volontà rivelata. Maria e Giuseppe, infatti, si distinguono perché essi onorano diligentemente, per il loro piccolo Gesù, quanto stabilisce la legge che Dio ci ha trasmesso attraverso Mosè, cosa buona e giusta, data per il nostro bene. E’ quanto vediamo oggi nell’episodio evangelico che va sotto il nome di “la presentazione di Cristo al Tempio”. Leggiamone il testo come lo troviamo in Luca 2:22-40.
———
Paolo Castellina

 

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Link Consigliati

                 

Visitatori 2010 : 43.446

Visitatori 2011 : 81.694

Visitatori 2012(fino a al 13 Novembre) : 85.636

Statistiche visitatori dal 14-11-2012

  • 2282621Totale Visitatori:
  • 159Oggi:
  • 1052Ieri:
  • 6834Ultimi 7 giorni:
  • 32824Questo mese:

Visitatori Online

Articoli Recenti