Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

Ne vale sempre la pena – Culto di Domenica 17 Novembre 2019

23ma domenica dopo Pentecoste

(Galati 6:9-10)
Vale la pena continuare a fare del bene anche a chi sappiamo ci ha fatto del male (o persino continua a farlo alle nostre spalle) il mondo lo considera “proprio da stupidi”. Quel che il mondo, però, consiglia o sconsiglia di fare, per quanto “logico” possa sembrare, è spesso in netta contrapposizione al comportamento che ci insegna la Parola dell’Evangelo, della cui maggior sapienza il cristiano non dovrebbe mai dubitare. Ecco che cosa ci dice di fare l’Apostolo in Galati 6:9-10.
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Paolo Castellina

 

Una logica imprescindibile – Culto di domenica 10 Novembre 2019 –


22a domenica dopo Pentecoste
Oggi tendiamo a pensare che tutto sia simile ai mondi immaginari rappresentati dal cinema. Ciascuno immagina la realtà che preferisce, crede che sia vera e che possa funzionare. Dicono: “Quel che è vero per te non è vero per me. Ciascuno avrà quel che crede. Mondi e realtà parallele, ciascuno con le sue leggi, la sua logica, la sua razionalità… Quindi “rimaniamo tolleranti”… No, si tratta di fantasie, un ingannare noi stessi. Esiste una realtà oggettiva e leggi universali valide per tutti, una logica, una razionalità. Che piaccia o non piaccia. Raccoglieremo quel che seminiamo. I semi hanno proprietà oggettive, non dipendono da ciò che noi crediamo. È una logica imprescindibile. Lo ribadisce il testo di oggi: Galati 6:7-8.
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Paolo Castellina

 

Sostenere chi ci istruisce nella Parola (31. Galati 6:6) – Culto di Domenica 3 Novembre 2019

Ventunesima domenica dopo Pentecoste

Una delle contestazioni che spesso vengono fatte alle organizzazioni religiose di qualunque tipo è quella di essere “sempre a caccia dei nostri soldi” e di volersi arricchire alle nostre spalle. Sfruttare la pietà religiosa come mezzo di guadagno, indubbiamente è stata e rimane, in tanti casi, un’odiosa pratica diffusa fin dall’antichità e che la Bibbia stessa condanna nei termini più forti. Come per tante altre cose in questo mondo si tratta, però, di un abuso che non può essere addotto per negare che chi si occupa di provvederci onestamente beni spirituali sia “degno del suo salario”. Il principio è evidenziato nel testo che esaminiamo quest’oggi di Galati 6:6. Non è l’unico che ne parla, ma merita, come sempre, di essere considerato a fondo.

La necessità dell’esame di noi stessi – Culto di Domenica 27 ottobre 2019

Ventesima Domenica dopo Pentecoste

Viviamo nel tempo in cui si sospetta e si mette criticamente in questione ogni cosa. Esaminare e riesaminare noi stessi, però, non è altrettanto popolare, anzi sconveniente e per alcuni persino offensivo! Il culto di sé stessi e dei propri “diritti” non lo permetterebbe! La Parola di Dio, però, lo ritiene essenziale: ci sono criteri oggettivi con i quali confrontarsi. Quali sono? La lettera ai Galati ce ne parla.
Pastore Paolo Castellina

Voi che avete lo Spirito (Galati 6:1-2) – Culto di domenica 20 ottobre 2019

 Diciannovesima domenica dopo Pentecoste

La differenza fra le ruote ferrate e le ruote rivestite di gomma degli pneumatici è evidente. I secondi sono elastici, leggeri e più efficienti. Sembra la differenza fra “la legnosità, la pesantezza e la lentezza” dogmatica della religione legalista e il dinamismo di quella pneumatica, quella, cioè, ripiena dello Spirito di Cristo. E’ l’apostolo Paolo che, nella lettera ai Galati, letteralmente chiama “pneumatici” i veri cristiani, tradotto in “voi che siete spirituali” o “che avete lo Spirito”. La superiorità degli “pneumatici” è evidente, e comporta responsabilità ma anche rischi. Vediamo.

Paolo Castellina

Essere cristiani “non è una passeggiata” (28. Galati 5:24-26) – Culto di domenica 13 ottobre 2019

Domenica 13 Ottobre 2019 – Diciottesima domenica dopo Pentecoste
Il comportamento che si definisce “stoico” indica oggi generalmente quello di chi sopporta con forza d’animo e impassibilità sofferenze fisiche e morali, che dimostra forza, determinazione, fermezza, rigorosa disciplina personale. Era quello dimostrato, insieme ad altre caratteristiche, dai seguaci dell’antica filosofia greca dello stoicismo [1], che pure ha paralleli in altre culture. Il personale rigoroso impegno morale e spirituale, però, è pure quello a cui è chiamato il cristiano che, volendo essere degno di tale nome, intende seguire l’insegnamento del Nuovo Testamento. Le espressioni usate dall’apostolo Paolo nel testo biblico che esaminiamo oggi, a questo riguardo sono inequivocabili.
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Paolo Castellina

A Roma una statua pagana in processione. Altrove si calpesta la Parola di Dio.

Un articolo del sito di informazione cattolico “La nuova bussola quotidiana”, parla di riti pagani in certe chiese, beninteso cattoliche, di Roma, in occasione del “Sinodo dell’Amazzonia”. Sembra che la chiesa di Roma – partita in ritardo rispetto a quella valdese ufficiale – abbia recuperato e sia già più avanti, almeno nell’apparenza. Il tradizionale ritualismo cattolico romano si presta più facilmente a processioni varie, e che questa volta si segua una statua pagana anziché altre statue non è quel gran cambiamento. Il sincretismo si pratica, a Roma e altrove, fin dai primi secoli della nostra era. Ma se nelle chiese cattolico romane si adorano statue pagane anziché quelle solite, in quelle del “Sola Scriptura”, che dovrebbero evitare gli errori restando ben saldamente attaccate alla Bibbia, si è fatta della Parola di Dio un bersaglio costante di “decostruzione”, cioè distruzione e blasfemia. Se a Roma portano in processione una scultura di legno di una divinità pagana, nelle Valli e altrove si calpesta il dono di Dio all’umanità: la sua Parola.

Non consoliamoci con i guai altrui. Vediamo piuttosto i segni dei tempi.

 

Odiate Israele e giustificate i terroristi? Ecco un suggerimento per il vostro 8 per 1000

Ecco alcuni dei progetti finanziati con l’8 per 1000 valdese nel Medio Oriente.

  • “Riabilitazione e reinserimento dei bambini palestinesi ex-detenuti in Cisgiordania”. 20mila euro all’Arci Comitato Regionale Toscano. Proprio per questo progetto “Save the Children-Italia” collabora con “Defense for Children International Palestine” (DCI-P), che è strettissimamente legata al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), designata come organizzazione terroristica da Unione europea, Usa e Canada. Hashem Abu Maria, coordinatore dell’unità di mobilitazione di DCI-P è stato definito “nostro leader” dal FPLP. In un video della stessa DCI-P del 23 settembre 2014 si celebra Abu Maria con un discorso di Rifat Odeh Kassis, direttore generale di DCI-P, in un ambiente dove pareti e presenti recano simboli e bandiere del FPLP; Nassar Ibrahim, presidente dell’Assemblea di DCI-P è stato redattore di El Hadaf, il settimanale del FPLP, e autore di un murale celebrativo di George Habash, fondatore del FPLP; Mahmoud Jiddah, membro del Consiglio direttivo di DCI-P dal 2012 al 2016, ha trascorso diciassette anni in carcere per un attacco con granate a civili israeliani; anche il già citato Shawan Jabarin è stato nel consiglio dal 2007 al 2014; Fatima Daana, tesoriera del DCI-P, è la vedova di Raed Nazzal, comandante dell’ala militare del PFLP; nel 2018, Citibank e Arab Bank hanno chiuso i conti del DCI-P per il suo fiancheggiamento al terrorismo. L’Arci Toscana non dichiara con chi collabora per quel progetto, dunque è pressoché certo che interagisca con DCI-P. Se Save the Children non

Nel sito dell’Arci Toscano si evidenzia un acritico sostegno a qualsiasi azione messa in atto dai palestinesi, con Israele colpevole di qualunque nefandezza. Mai il più piccolo accenno agli innumerevoli attacchi terroristici contro Israele, salvo la citazione della “intifada dei coltelli”, ma solo per lamentare gli “indiscriminati” arresti degli accoltellatori. C’è sempre il luogo comune che i coloni israeliani costruiscono i propri insediamenti “espropriando” i palestinesi o addirittura scacciandoli dalle proprie abitazioni, quando invece compiono regolari acquisti in zone disabitate. Parla di “quadro terribile di violenza, privazione di diritti, razzismo, apartheid”. Per quanto riguarda Gaza, chiama “libertà di movimento” i tentativi di palestinesi di superare il confine con Israele, chiama “manifestazioni pacifiche” il lancio di molotov e di aquiloni incendiari sui villaggi israeliani, parla della “barbarie di soldati addestrati ad uccidere” nel corso di una presunta occupazione, dimenticando che Gaza, conquistata da Israele ben tre volte nel corso di guerre difensive, per tre volte è stata integralmente restituita ai palestinesi, e che i vicini villaggi ebraici, sempre sotto attacco dei “pacifici” missili e terroristi, si trovano in territorio pienamente israeliano.

  • “Difendere I diritti delle donne e dei bambini palestinesi detenuti” – 17.419 euro all’associazione Addameer. Addameer è anch’essa legata all’organizzazione terroristica FPLP, definisce “prigionieri politici” tutti i terroristi detenuti e “martiri” tutti i terroristi morti in azione. Quanto ai “bambini detenuti” – spiega la stessa Addameer – sono giovani in gran parte poco sotto i diciotto anni arrestati per lancio di pietre contro gli israeliani o altri reati. In particolare, Addameer difende strenuamente la pratica dell’Autorità Palestinese di pagare un salario mensile ai terroristi in carcere, anche quelli riconosciuti colpevoli di assassinio e anche dopo il loro eventuale rilascio. Nei casi in cui l’Autorità palestinese ha parzialmente sospeso tale pratica allo scopo di ottenere maggiori fondi dagli Stati Uniti, Addameer ha vivamente protestato. Nel sito di Addameer, al primo posto tra i “prigionieri politici” di cui si occupa, c’è Sami Ahed Abdullah Maslah Abu Deyak, condannato a tre ergastoli e trenta anni di reclusione. Non viene spiegato per quali crimini è stato condannato. A difesa dei minori detenuti, Addameer afferma che essi sono stati condizionati dai loro famigliari e dai loro leader a compiere gli atti per i quali sono stati arrestati, ma non ha mai fatto nulla per evitare che questo accada, anzi, è protagonista della stessa campagna di odio di cui quei minori sono vittime. Una campagna finanziata anche con soldi provenienti anche dall’Italia.

(continua, purtroppo)

“Greta Thunberg successore di Gesù” – La Chiesa di Svezia conferma che certo ambientalismo è una religione (e certe chiese apostate e blasfeme)

Fin dal lontano 2011 abbiamo denunciato il pericolo che “l’ambiente” diventi per la Chiesa Valdese (e anche per molte altre che ci stanno un po’ meno a cuore) una vera e propria divinità. Ora la Chiesa di Svezia di Malmö lo dice apertamente, con un Tweet, pubblicato già nel dicembre scorso, in cui dice: “Ascoltate! Gesù di Nazareth ha ora nominato uno dei suoi successori, il suo nome è Greta Thunberg.” 

Ci sarebbe qualche centinaio di motivi per dire quanto è blasfema questa apostasia. Qui ne basta una, il successore di Gesù non esiste. E’ lui che tornerà, non altri: «Infatti, come il lampo esce da levante e sfolgora fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo

Insomma, non solo certo ambientalismo è religione, ma ha anche trovato il suo messia, nella sedicenne vittima di una operazione mediatica messa su dalla madre e da un esperto di marketing. Per noi cristiani, per noi veri valdesi dovrebbe essere facile orientarci al riguardo.

Quanto alla Chiesa di Svezia, nel suo sito si presente per quale essa ormai è: una Onlus che ha il nome di Chiesa ma che quasi nasconde il suo fondamento: Gesù il Cristo, il Messia. Forse il fatto che ora, almeno per quelli di Malmö, è il predecessore di Greta, li spingerà a conoscerlo un po’ meglio! Dicono che i loro valori fondamentali sono “pace, riconciliazione, giustizia e sostenibilità”. Dov’è la fede in Dio? Del resto, parlando del loro fondamento teologico, affermano che la loro struttura democratica permette loro di “adattare la fede e la teologia al mondo in cui viviamo”. L’apostasia e la blasfemia sono infatti un grande cambiamento per una chiesa che fu riformata, cioè che deve sempre farsi formare dalla immutabile Parola di Dio.

 

Il sermone del culto sinodale: “Se non crediamo alla risurrezione non siamo chiesa”

La predicatrice metodista Erica Sfredda ha condotto il culto inaugurale del Sinodo Valdese. Ascoltato tutto il sermone, non nascondo la mia sorpresa nel constatare che è stato non solo pienamente biblico, ma anche molto appropriato ai nostri tempi. Consigliamo ovviamente di ascoltarlo tutto usando questo link. Ma, per chi è di fretta, c’è anche una felice sintesi in questa intervista.

Imperniato su I Corinzi 15, ha richiamato ogni membro di chiesa a ciò su cui una chiesa, su cui le chiese valdesi e metodiste si fondano: la resurrezione di Cristo, la salvezza attraverso di Lui. Naturalmente i media hanno sottolineato solo il passaggio in cui ha fatto alcuni esempi di peccato, tutti di carattere sociale, come indifferenza verso “i morti del Mediterraneo”, inquinamento e altri, sui quali si può essere d’accordo o meno.

Ma tutto il resto è stato un richiamo alla verità biblica. Spero che il messaggio sia ascoltato e preso molto sul serio.

Il lavoro di Sentieri Antichi Valdesi non è stato inutile. Non per nostro merito, ma perché coerente con la Parola di Dio.

Leonista

 

 

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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