Un altro scienziato che si è occupato della compatibilità del racconto biblico della Creazione con la Bibbia è Jonathan D. Sarfati, che ha ottenuto un Ph.D. in chimica fisica dalla Victoria University di Wellington, Nuova Zelanda, paese che Sarfati ha rappresentato in tre olimpiadi degli scacchi.
Egli afferma che la scienza non ha provato che la Terra ha miliardi di anni né che le specie animali discendono da una cellula attraverso un processo evolutivo.
Si tratta si assunzioni basate essenzialmente sulla negazione preconcetta di interventi divini e nel presupposto della uniformità della storia naturale che si sarebbe svolta gradualmente, senza particolari salti. Proprio il concetto contro il quale ci mette in guardia 2 Pietro 3:3-5:
“negli ultimi giorni verranno degli schernitori, che cammineranno secondo le loro proprie voglie, e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Da quando infatti i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione.
Ma essi dimenticano volontariamente che per mezzo della parola di Dio i cieli vennero all’esistenza molto tempo fa»”.
A dimostrazione di questo, Sarfati cita un fervente sostenitore dell’evoluzionismo, il genetista Richard Lewontin, il quale afferma: “Noi ci schieriamo dalla parte della scienza a dispetto della evidente assurdità di alcuni suoi costrutti, e nella tolleranza della comunità scientifica per racconti non sostenuti da evidenze, perché abbiamo un’aprioristica dedizione al materialismo. Il materialismo è un assoluto, perché non possiamo consentire una intrusione divina.” Insomma, sotto questo punto di vista, la comunità scientifica si basa su un atto di fede (o di non fede), non sostenuto da prove scientifiche.
Il concetto di metodo scientifico è storicamente presente solo nella cultura giudaico-cristiana. Infatti, un universo ordinato che obbedisce a leggi razionalmente concepibili, ha senso se è opera di un Creatore ordinato e razionale, razionalmente comprensibile. Senza un creatore o con al comando Zeus e la sua banda di colleghi preda di invidie, contese e concupiscenze, perché dovremmo aspettarci qualche tipo di ordine?
Se il Sistema Solare è frutto di una collisione accidentale, se l’evoluzione dalla non vita all’essere umano è accidentale, e il pensiero è un casuale effetto collaterale dell’evoluzione, quale validità dovrebbe avere il pensiero, incluso quello ateistico e materialistico?
Al contrario, la Bibbia rivendica e spiega la sua validità, ad esempio in 2 Timoteo 3:14-17 : “Tu però persevera nelle cose che hai imparato e nelle quali sei stato confermato, sapendo da chi le hai imparate, e che sin da bambino hai conosciuto le sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio a salvezza, per mezzo della fede che è in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera”. O Romani 1:20 : “Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili”. La Bibbia si autentica da sé attraverso le numerose profezie realizzate, incluse quelle su Gesù.
Il disegno razionale è evidente in natura, benché essa sia decaduta con il peccato originale. Eccone alcuni esempi.
Il sonar del delfino, in grado di localizzare un pesce grande quanto una pallina da golf a 70 metri di distanza. Esso consta di sofisticatissimi sistemi per emettere onde sonore e di indirizzarle dove vuole l’animale e diverse conformazioni di lipidi contenuti nella lente sonora in grado di conseguire quei risultati. I diversi tipi di lipidi sono prodotti attraverso un complicato processo che richiede a sua volta numerosi tipi di enzimi. Tutto questo sistema deve essere in perfetto ordine e connesso al sistema nervoso per consentire al delfino di farlo funzionare, percepirne i risultati e agire di conseguenza. Come può essersi prodotto per caso tutto questo e, soprattutto, come può essersi sviluppato gradualmente, dato che solo l’insieme delle sue parti e delle sue caratteristiche ne consente il funzionamento?
Il più semplice organismo che si riproduca contiene una quantità enciclopedica di informazioni complesse, organizzate e specifiche. Il più piccolo genoma conosciuto è quello del Mycoplasma genitalium, che contiene 482 geni comprendenti 580mila coppie di basi azotate, quelle che costituiscono la struttura del DNA. Lo stesso ateista Richard Dawkins ammette che “una singola cellula umana è in grado di contenere tre o quattro volte le informazioni presenti nei 30 volumi dell’Enciclopedia Britannica”. È peraltro paradossale che lo scriva nel suo libro L’orologiaio cieco: perché l’evidenza dell’evoluzione rivela un Universo senza disegno! Un volume di DNA pari alla capocchia di uno spillo contiene informazioni pari a una pila di libri 500 volte più alta della distanza dalla Terra alla Luna.
Le informazioni genetiche possono essere tradotte solo attraverso enzimi che sono a loro volta in codice. Come può questo non essere frutto di una intelligenza, ma del caso?
Gli enzimi che consentono di produrre l’amminoacido istidina contengono istidina: impossibile qualsiasi gradualità nel formarsi di questo processo: il sistema era funzionante fin dal primo istante, come scritto nella Genesi.
“La vita nasce per caso per una interazione di raggi cosmici o di altre fonti di energia con un fantomatico brodo primordiale” Così si insegna nelle scuole. Ma nessuno è stato in grado di ipotizzare come questo potrebbe avvenire dal punto di vista chimico o fisico. Anzi, ciò che la scienza dice è che molti dei composti biochimici tendono a distruggersi l’un l’altro. Gli organismi viventi sono strutturati in modo da impedirlo, ma un ipotetico brodo primordiale, non essendo vivente non è in grado di farlo.
In sintesi, la creazione in sei giorni è più verosimile di tutte quelle proposte in alternativa.

Lascia un commento