No, non ci uniremo al coro di preghiere generiche ed ipocrite

Come cristiani siamo ripetutamente esortati dalle Sacre Scritture a elevare al Signore suppliche, preghiere, ed intercessioni, in particolare: “… per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta, in ogni pietà e dignità. Questo è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore” (1 Timoteo 2:2-3). Dio, però, ascolta sempre le nostre preghiere?
Certo, Dio è sovrano e decide Lui se, come e quando esaudire le nostre preghiere in conformità ai Suoi eterni propositi. Egli, però, potrebbe anche rifiutarsi di ascoltare le nostre preghiere! Di questo abbiamo diversi casi nelle Scritture, come per esempio:
“Ascoltate la parola dell’Eterno, o capi di Sodoma! (…) Quando venite a presentarvi nel mio cospetto, chi vi ha chiesto di calcare i miei cortili? Cessate dal recare oblazioni vane (…) e quanto al convocar adunanze, io non posso soffrire l’iniquità unita all’assemblea solenne. (…) le vostre feste stabilite l’anima mia li odia, mi sono un peso che sono stanco di portare. Quando stendete le mani, io rifiuto di vederlo; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete d’innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate dal fare il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate ragione all’orfano, difendete la causa delle vedove! E poi venite, e discutiamo assieme, dice l’Eterno; quand’anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; quand’anche fossero rossi come la porpora, diventeranno come la lana. (…) Se siete disposti ad ubbidire, mangerete i prodotti migliori del paese; ma se rifiutate e siete ribelli, sarete divorati dalla spada; poiché la bocca dell’Eterno ha parlato” (Isaia 1:10-20).
Magari le nostre mani non sono letteralmente “piene di sangue”, ma sicuramente i nostri occhi spesso sono ciechi al riguardo della situazione in cui viviamo, non abbiamo discernimento sulle dinamiche del potere nell’ambito della società e crediamo ingenuamente a tutto quel che ci dicono i media. Idolatriamo lo stato come se ci dovesse esso stesso provvedere ogni cosa, mentre (anche sotto la maschera di democrazia e doi forza provvedente) è solo il nostro sfruttatore ed oppressore. Non vediamo al di là del nostro naso e siamo caratterizzati (come singoli e comunità) da disimpegno politico e sociale, da quell’inazione che di fatto ci rende complici del sistema (mascherata magari da soggezione alle autorità). Siamo indifferenti verso le sofferenze della gente e non ci uniamo al grido di coloro che protestano verso gli abusi del potere. La nostra solidarietà è spesso fatta solo di parole, e si, … “preghiamo per la pace” proprio quando i nostri governanti preparano e fomentano la guerra.
Ed ecco così che pare che sia iniziata un’altra stagione in cui leader di chiese ed organizzazioni ecclesiastiche “pregano per la pace”. Se Dio stesso considera tutto questo “insopportabile”, date le succitate premesse, pensate a coloro che non possono sopportare tale untuosa ipocrisia!
No, basta preghiere generiche… Semmai preghiere specifiche a cui si deve premettere impegno concreto. Il Signore Gesù dice: “Beati quelli che s’adoperano alla pace” (Matteo 5:9), e non “Beati quelli che pregano per la pace”. Le nostre dimostrazioni si devono muovere a ben altro livello, come quello della resistenza passiva, della disubbidienza civile, ad iniziative di ubbidienza concreta a Dio che crea “uno stile di vita” conforme alla Sua volontà rivelata.

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