\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

UN LIBRO PREZIOSO PER VALDESI E RIFORMATI!

Cosa dice la Confessione di Fede della Chiesa Valdese – Cosa professa la Chiesa oggi

L’articolo sulla lettura biblica rovesciato dalla Chiesa di oggi

Chi legge con riverenza la Santa Scrittura riconosce questa essere la voce di Dio e non d’un huomo”

Dalla lettera del 5 ottobre 1661 con cui Antonio Legero (così si firma) la presentava ai Valdesi:

I nemici più pericolosi della Chiesa non sono quelli che credono di far servitio a Dio perseguitandola esteriormente con ferro e fuoco, buy case ma gl’errori e li vitij che appestano gl’animi nel di dentro col soffio dell’antico serpente, prescription web padre della menzogna, e spirito immondo”.

Confessione di fede delle Chiese Riformate, Cattoliche et Apostoliche del Piemonte, confermata per testimonianze espresse dalla Santa Scrittura (1655)

Noi crediamo

Articolo 4 – Lettura biblica 

Che riconosciamo la divinità di questi libri sacri non solo dalla testimonianza della Chiesa, ma principalmente dalla eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta in essi, dall’eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra, e dall’operatione dello Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza la testimonianza la quale ce ne rende la Chiesa, e che ci apre gli occhi per iscoprir i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo col suo divino sapore.
Attualità

Più ancora del precedente, l’articolo 4 è in stridente contrasto con la dottrina realmente oggi professata da molti, e non contrastati, esponenti della Chiesa Valdese, i quali – se pastori – hanno l’hanno solennemente sottoscritto, insieme a tutto il resto della Confessione di Fede, al momento della consacrazione e comunque  hanno affermato di condividerla quando hanno chiesto di diventare membri di chiesa.

Quasi ogni parola di questo articolo collide con quanto viene sostenuto oggi.

Chi oggi parlasse di “divinità di questi libri sacri” verrebbe accusato di essere “fondamentalista”, o più semplicemente verrebbe trattato da povero idiota.

L’affermazione, poi, che la loro divinità si riconosce innanzitutto dalla testimonianza della Chiesa, suona ormai beffarda, dato che proprio la Chiesa, al massimo, ammette a denti stretti che “contengono la parola di Dio”, ma accanto a “incrostazioni culturali”, errori, affermazioni basate su pregiudizi e così via.

Il secondo elemento – dice la Confessione – che ci fa riconoscere la divinità delle Scritture è la “eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta”. E qui ci risiamo: chi esce dalla Facoltà Valdese di Teologia sembra di solito persuaso che la verità stia nella loro personale scienza, che stabilisce di volta in volta dove la Bibbia dice la verità e dove sbaglia.

Il terzo elemento che testimonia della divinità delle Scritture è – secondo la Confessione – “l’eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra”. Di male in peggio: secondo la teologia neo-sadducea dominante, più o meno tutti gli ebrei, almeno quelli del tempo antico, erano pieni di pregiudizi dovuti all’appartenenza a una società di tipo patriarcale, spesso coinvolta in situazioni di guerra ecc. Sfortunatamente (sia chiaro che stiamo ironizzando) tutti gli autori materiali dei libri della Bibbia erano antichi ebrei, e dunque ciò che hanno scritto va “interpretato”, “liberato dalle incrostazioni”, “compreso nel suo contesto” ecc. ecc. Altro che “eccellenza, sublimità e maestà”! Siamo al paradosso di una chiesa che pure si dice “evangelica”, fondata sul “sola scriptura”, la quale dice apertamente che le affermazioni bibliche vanno “interpretate” facendo dire loro l’opposto di ciò che dicono, e autorevolmente afferma che la festosa benedizione di ciò che parecchi passi biblici condannano inequivocabilmente è “biblica al cento per cento”.

Il quarto elemento è lo Spirito Santo. Ma qui lo Spirito “fa ricevere con riverenza la testimonianza” che la Chiesa rende della Scrittura. Oggi invece viene definita Spirito Santo la protervia che fa ergere se stessi a giudici della Bibbia: qui è giusta,qui è sbagliata, qui è parola di Dio, qui è incrostazione culturale.

Come se avesse previsto i tentativi di piegare la Bibbia alle proprie personali inclinazioni, o alle incrostazioni culturali (queste sì) che affliggono questa nostra epoca non meno che le altre, l’estensore della confessione usa un linguaggio gastronomico: “corregge il nostro gusto per discernere questo cibo col suo divino sapore”. Il punto è questo: è più importante il nostro gusto o la Scrittura ? Entrambe le posizioni sono sostenibili, ma non per chi afferma di essere “evangelico” e sostenitore della “sola scriptura”, come testimonianza della parola di Dio.

 

Le prove scritturali rafforzano ulteriormente il contrasto.

PROVE della Confessione di Fede del 1655 REALTÀ ATTUALE
Giovanni 4:42: “E dicevano alla donna: Noi non crediamo più per le tue parole; perciocché noi stessi l’abbiamo udito , e sappiamo che costui è veramente il Cristo, il Salvator del mondo”. Così chi legge con riverenza la Santa Scrittura riconosce questa essere la voce di Dio e non d’un huomo.   Il versetto è tratto dall’episodio dell’incontro di Gesù con la donna samaritana che lo incontra, lo ascolta, crede in lui e chiama la gente del posto ad andare anch’essi da lui. Come sottolinea l’estensore della confessione, leggere la Scrittura “con riverenza” è come ascoltare la voce di Dio. Ma, appunto, occorre la “riverenza”, non la protervia di saperne più della Scrittura.
Giovanni 3:31: “[27. Giovanni {Battista} rispose e disse: L’uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo…] Colui che vien da alto è sopra tutti; colui che è da terra è di terra, e di terra parla; colui che vien dal cielo è sopra tutti”. Ecco l’umiltà di Giovanni Battista di fronte a Dio e di fronte a Gesù. Lui “riceve” ed è “da terra”. Sa bene che conta solo ciò che riceve “dal cielo”. Il Battista possa essere un esempio di umiltà, porta alla vera saggezza, per tutti noi che siamo poca cosa davanti a lui.
Luca 24:32: “Ed essi dissero l’uno all’altro: Non ardeva il cuor nostro in noi, mentre egli ci parlava per la via, e ci apriva le scritture?”. Cleopa e l’altro discepolo si sono accorti che lo sconosciuto viandante che li accompagnava sulla via di Emmaus era il Cristo risorto. E si rendono conto che avevano in qualche modo capito che era lui perché il loro cuore ardeva quando quello sconosciuto spiegava (“apriva”) le Scritture. A loro, che non sapevano spiegarsi la sparizione del corpo di Gesù, egli “cominciando da Mosè, e seguendo per tutti i profeti, dichiarò loro in tutte le scritture le cose ch’erano di lui” (versetto 27). A quanto pare, diversamente da come farebbe gran parte dei pastori di oggi, il Nazareno mostra la verità e l’importanza di tutte le scritture. E va ricordato che, all’epoca le Scritture erano quello che noi chiamiamo Antico Testamento, e gli Ebrei chiamano Tanakh.Per quei due discepoli, quindi, e persino per Gesù, le Scritture sono il metro di paragone. È in base ad esse che Gesù mostra loro chi Lui è veramente, ed è su quella base che i discepoli gli credono e lo capiscono. Per molti teologi e pastori valdesi di oggi, invece, la propria interpretazione, fatta alla luce del loro punto di vista culturale, è il metro di paragone della validità delle singole parti delle Scritture: questo passo va bene, questo no e così via.In altre parole, si mettono al di sopra non solo della Bibbia, ma addirittura di Gesù. Lui “dichiara” le Scritture, cioè le rende chiare, le fa capire meglio. Non le interpreta, né ne rovescia il significato, Lui che pure avrebbe l’autorità per fare persino questo. Ma, a quanto pare, basta qualche anno alla Facoltà di Teologia di via Pietro Cossa per ritenersi superiori al Cristo.
Ebrei 4:12: “Perciocché la parola di Dio è viva, ed efficace, e vie più acuta che qualunque spada a due tagli; e giunge fino alla divisione dell’anima e dello spirito, e delle giunture e delle midolle; ed è giudice de’ pensieri e delle intenzioni del cuore”. Salmo 12:6:Le parole del Signore son parole pure, Argento affinato nel fornello di terra, Purgato per sette volte.Salmo 19:8: “Gli statuti del Signore son diritti, e rallegrano il cuore; Il comandamento del Signore è puro, ed illumina gli occhi.”  Definizione sublimi e penetranti delle Scritture. Del tutto incompatibili col farsene gioco rovesciandole a proprio piacimento. Esse sono “giudice” nostro, non viceversa.Sono parole dell’apostolo Paolo e del re Davide. Anch’essi, però valgono poco agli occhi dei sedicenti teologi. 
I Corinzi 2:14-15: “[6. Or noi ragioniamo sapienza fra gli uomini compiuti; ed una sapienza, che non è di questo secolo, né de’ principi di questo secolo, i quali son ridotti al niente. 7. Ma ragioniamo in misterio la sapienza di Dio occulta, la quale Iddio ha innanzi i secoli determinata a nostra gloria. 8. La quale niuno de’ principi di questo secolo ha conosciuta; perciocché, se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signor della gloria. 9 Ma egli è come è scritto: Le cose che occhio non ha vedute, ed orecchio non ha udite, e non son salite in cuor d’uomo, son quelle che Iddio ha preparate a quelli che l’amano. 10 Ma Iddio le ha rivelate a noi per lo suo Spirito; perciocché lo Spirito investiga ogni cosa, eziandio le cose profonde di Dio. 11 Perciocché, fra gli uomini, chi conosce le cose dell’uomo, se non lo spirito dell’uomo, ch’è in lui? così ancora, niuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio. 12 Or noi abbiam ricevuto, non lo spirito del mondo, ma lo Spirito, il quale è da Dio; acciocché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio. 13 Le quali ancora ragioniamo, non con parole insegnate della sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito Santo; adattando cose spirituali a cose spirituali.] Or l’uomo animale non comprende le cose dello Spirito di Dio, perciocché gli sono pazzia, e non le può conoscere; perché si giudicano spiritualmente. Ma lo spirituale giudica d’ogni cosa, ed egli non è giudicato da alcuno. Perciocché, chi ha conosciuto la mente del Signore, per poterlo ammaestrare? or noi abbiamo la mente di Cristo.”  Quali parole potrebbero essere più chiare? Sembrano scritte apposta per il nostro tempo. La “sapienza che non è di questo secolo” sembra letteralmente ricordare che siamo noi uomini e donne di oggi ad avere le “incrostazioni culturali” e i “pregiudizi dovuti alla mentalità del tempo”. E c’è chi è talmente “incrostato” da pensare di essere lui quello che “ha conosciuto la mente di Dio per poterlo ammaestrare
Tutti i fedeli hanno questo spirito di Dio come insegna San Paolo in Romani 8:9 : “[5. Perciocché coloro che son secondo la carne, pensano, ed hanno l’animo alle cose della carne; ma coloro che son secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. 6 Imperocché ciò a che la carne pensa, ed ha l’animo, è morte; ma ciò a che lo Spirito pensa, ed ha l’animo, è vita e pace. 7 Poiché il pensiero, e l’affezion della carne è inimicizia contro a Dio; perciocché ella non si sottomette alla legge di Dio; imperocché non pure anche può. 8 E coloro che son nella carne non possono piacere a Dio.] Or voi non siete nella carne, anzi nello Spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi; ma, se alcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui.Cioè non è cristiano. Ancora una volta, sembra che la Confessione di Fede sia stata scritta non nel 1655, ma nel 2011! E non solo la Confessione, ma anche la lettera di Paolo. Grazie a Dio, sono state scritte molto prima, altrimenti questa insistenza sulla carne sarebbe accusata di essere un attacco personale a questo o quel “celebrante” o a qualche coppia “celebrata”. In realtà, la Scrittura dovrebbe fare proprio questo: parlare a ciascuno. “De te fabula narratur” scriveva Orazio. E parla a tutti, a noi che scriviamo queste modeste righe, a te che le leggi, forse proprio con questi versetti. Chi invece pensa di non avere bisogno della Scrittura, dello Spirito, “non ha lo Spirito di Cristo, non è di lui”, dice Paolo. “Non è cristiano”, è la sentenza dei valdesi del Seicento che redigono la Confessione.
Onde scrivendo a tutti li corinti e tessalonicesi, egli esorta di giudicarne: I Corinzi 10:15: “Io parlo come ad intendenti; giudicate voi ciò che io dico”. II Corinzi 1:13: “[12 Perciocché questo è il nostro vanto… che in semplicità, e sincerità di Dio, non in sapienza carnale,ma nella grazia di Dio, siam conversati nel mondo, e vie più ancora fra voi.] Perciocché noi non scriviamo altre cose, se non quelle che discernete, ovvero ancora riconoscete”. I Tessalonicesi 5, 19 a 21: “Non ispegnete lo Spirito. Non isprezzate le profezie. Provate ogni cosa, ritenete il bene”.   Contrariamente alle accuse di fondamentalismo di cui gli odierni teologi sono molto generosi, l’apostolo Paolo esorta ad usare ciò che chiameremmo oggi spirito critico: “giudicate”, “discernete”, “riconoscete”, “provate ogni cosa”. Non chiede obbedienza cieca, non vuole che si metta da parte l’intelligenza. Raccomanda però di non “disprezzare le profezie”. Questo sarebbe arroganza e protervia: l’opposto dell’intelligenza.
I Giovanni 4:1: “Diletti, non crediate ad ogni spirito, ma provate gli spiriti, se son da Dio; poiché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo. Con l’ammonizione contro i falsi profeti si chiudono le prove scritturali di questo articolo di fede, ancora una volta con una impressionante sensazione di attualità.

Gesù, physician rivolto a loro, price disse: “Siete usciti con spade e bastoni come per prendere un brigante. Ogni giorno ero in mezzo a voi insegnando nel tempio e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto affinché le Scritture fossero adempiute” (Marco: 14:48,49).

Chiaramente Dio aveva già stabilito gli avvenimenti che il Figlio dell’uomo avrebbe dovuto affrontare, e aveva fatto in modo che venissero scritti su fogli di carta o pergamene definite poi “le Scritture”. Le Scritture sono parole scritte da uomini ma ispirate da Dio, del quale gli eterni decreti sono stabiliti e resi leggibili in un libro.

Dio non agisce in modo astratto, ma sempre in modo concreto. Quando Egli creò i cieli e la terra, visto che è onnipotente, avrebbe potuto crearli con la sola forza del pensiero e invece usò la Parola della sua bocca che può esprimersi solo col Soffio, perché senza soffio non si può pronunciare verbo!

E così è del consiglio eterno della sua volontà, il quale Egli stabilì prima della fondazione del mondo; come in un progetto stabilì la storia del mondo, la storia del Figlio di Dio, il suo arresto, la sua agonia, la sua morte; ma non fu sufficiente predisporre a livello mentale tutto ciò affinché avvenisse, Egli lo stabilì fermamente sigillandolo nelle Scritture in modo talmente irrevocabile che Cristo stesso, vedendo le folle che venivano verso di Lui con spade e bastoni, mentre ogni giorno era in mezzo a loro, dichiarò con solennità. “Ma questo è avvenuto affinché le Scritture fossero adempiute” (versetto 49).

I progetti nascosti nel cuore di Dio sono stati resi noti nelle Scritture e ogni cosa si è adempiuta nei minimi particolari.

Egli non ha voluto che i suoi decreti fossero vaganti nell’aria rendendoli irraggiungibili alla nostra comprensione come fossero solo un frutto del suo pensiero, ma decise di concretizzarle rendendole note e facendole scrivere da uomini nella Sacra Bibbia, dimostrando così la sua sapienza eterna nella decisione della sua volontà che raggiunge gli uomini attraverso la Parola scritta.

Daniela
La Confessione di fede del movimento valdese, look pubblicata in italiano nel 1655 in consonanza con l’insegnamento della Riforma protestante, see è qui presentata con esposizione e commento didattico del pastore Paolo E. Castellina: un prezioso retaggio con la quale anche la nostra generazione di cristiani deve confrontarsi per continuare ad essere fedele alla divina Rivelazione. In comunione con la fede del popolo di Dio attraverso la Storia, salve essa ci può aiutare a preservare le nostre chiese da ricorrenti errori e degenerazioni che pregiudicano la nostra testimonianza cristiana. La Confessione di fede del 1655 è pure presentata parallelamente alla precedente Confessione di fede dei valdesi del 1560, basata sulla Confessione gallicana.

Clicca qui per il libro

Clicca qui per E-book

Related Posts

One Response to “UN LIBRO PREZIOSO PER VALDESI E RIFORMATI!”

  1. Luca Zacchi ha detto:

    Grazie per il lavoro Paolo!

Rispondi a Luca Zacchi Annulla risposta

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Link Consigliati

                 

Visitatori 2010 : 43.446

Visitatori 2011 : 81.694

Visitatori 2012(fino a al 13 Novembre) : 85.636

Statistiche visitatori dal 14-11-2012

  • 2119507Totale Visitatori:
  • 484Oggi:
  • 1383Ieri:
  • 10077Ultimi 7 giorni:
  • 24216Questo mese:

Visitatori Online

Articoli Recenti