Scuole parentali: insegnare ai nostri figli una concezione biblica del mondo e della vita

Che non esista una “educazione neutrale” e “laica” della gioventù per noi è un dato assodato. Ogni scuola pubblica insegna sempre secondo i presupposti dell’ideologia prevalente di un dato tempo e serve gli interessi delle forze politiche ed economiche dominanti, intendendo formare cittadini che servano fedelmente quel sistema. Questo non avviene soltanto in regimi apertamente tirannici e profilati ideologicamente, ma anche sotto regimi cosiddetti “democratici” e “laici”. La formazione di spiriti liberi dotati di facoltà critiche può essere magari qualcosa che essi affermano a livello teorico, così come si vantano della “democrazia” (che spesso è solo una realtà “addomesticata”) ma anche in quel contesto prevale comunque il “pensiero unico” e il dissenso viene scoraggiato.

Anche per quanto riguarda “la religione” la scuola pubblica non potrà mai essere “neutrale”. Potrà essere magari neutrale a livello dell’equidistanza dall’influenza diretta di organizzazioni religiose propriamente dette, ma il laicismo stesso è “religione” con i suoi indiscutibili dogmi come lo scientismo, il relativismo, o i moderni principi del “politicamente corretto”, e guai a chi li mette in questione! L’insegnante stesso viene ripreso e persino allontanato se non fa eco nelle sue classi ai decreti dei governanti del momento e “osa” metterli in questione davanti ai suoi allievi. L’insegnante, a dire delle scuole pubbliche, dovrebbe “lasciare da parte” le sue persuasioni religiose private ed insegnare “secondo i programmi ministeriali” e la linea stabilita dallo Stato. E se per quell’insegnante la sua religione non può essere in alcun modo “una questione privata” ma deve necessariamente influire, per principio, sul tutto della vita? Beh, allora verrà molto probabilmente accusato di “integralismo” ed “invitato” a dimettersi. Solo l’integralismo ufficialmente approvato dallo Stato deve prevalere! Non deve avere concorrenti!

Per questi ed altri motivi noi siamo in favore delle scuole private e dell’educazione parentale. I genitori cristiani hanno il sovrano diritto di educare i propri figli secondo la fede che li caratterizza come famiglia e chiesa e non intendono delegare la loro educazione ad altri che inevitabilmente li forgeranno secondo principi estranei. Ogni presunta “neutralità” è del tutto illusoria e ingannevole. La fede cristiana nella prospettiva biblica e riformata è una concezione complessiva del mondo e della vita. Ogni compromesso che accetti di fare con concezioni ad essa estranee non potrà che indebolirla, sottometterla ed alla fine sempre neutralizzarla. Non stiamo qui parlando, infatti, di una fede cristiana compromessa o peggio, prostituita all’ideologia dominante. Questo è spesso il caso delle prospettive pietistiche che relegano la fede “nel cuore” o “nelle nuvole” e che lasciano gestire “il mondo” (che appartiene a Dio) ad altri, oppure quelle del liberalismo teologico, sempre pronto a rincorrere le ideologie del momento in cui vede (senza alcuno spirito di discernimento) “l’opera dello Spirito”. Parliamo di un curriculum di studio che, ad esempio, onori i principi biblici di creazione, caduta e redenzione, che metta in evidenza l’importanza della legge morale che Dio ha rivelato nella Sua Parola (che riguarda ogni ambito della vita), che abbia un approccio critico alle filosofie secolari ed alle loro conseguenze pratiche. Questo è il retaggio della prospettiva calvinista conservatrice come si è consolidata nel corso dei secoli e che ci caratterizza come movimento.

Scuole private e parentali ebraiche e cristiane sono una realtà in molti Paesi ed esse hanno sviluppato curricula scolastici coerenti ai principi che professano. Beate quelle nazioni che riconoscono questi diritti e non pretendono di imporre a tutti la linea delle scuole controllate dallo Stato. Molto di meno è stato fatto nei paesi di lingua italiana. Ancora c’è, infatti, molto da fare per far capire a tanti insegnanti e genitori che il compito di istruire bambini e giovani non riguarda in prima istanza lo Stato, ma la famiglia e poi le chiese. Molto c’è ancora da fare (e lottare) per de-statalizzare l’istruzione e neutralizzare quelle forze politiche ed economiche che vorrebbero controllare l’istruzione come se bambini e giovani fossero “proprietà dello Stato” (o magari anche delle lobby dell’industria privata). Nel libertarismo cristiano lo Stato ha compiti molto limitati e l’istruzione non è fra questi, almeno non in prima istanza.

E’ soprattutto nell’epoca della pandemia (che ha costretto all’isolamento e alla didattica a distanza) come pure alla crisi del sistema scolastico statale, che molte famiglie e chiese stanno prendendo coscienza dell’importanza dell’educazione parentale e privata, e quindi a sviluppare curriculum scolastici diversi da quelli ministeriali. Si cerca così di tradurre in italiano programmi e testi dall’estero. Che dire di curricula, scolastici basati su principi biblici e cristiani? C’è ancora molto poco a disposizione. Un esempio pratico di questi lo sta portando avanti Giorgio Modolo, riformato di Vittorio Veneto, che ha tradotto “Promessa e compimento” di S. G. De Graf e che sta sviluppando in lezioni anche in formato video. Adatte a adolescenti e giovani, anche molti adulti ne potranno trarre giovamento. Rimandiamo i lettori a questo materiale pubblicato nel sito web www.cristoregna.it che, oltre a contenere i testi di queste lezioni contiene una ricchissima scelta (vedasi direttamente: www.cristoregna.it). Giorgio Modolo risponderà volentieri a domande sull’argomento. Proponiamo il video della prima lezione che potrete trovare su YouTube all’indirizzo: https://youtu.be/3YCMCMtmm74

Sull’argomento, vedasi anche questo articolo: https://www.locicommunes.it/articoli/riappropriarsi-del-dovere-di-educare-e-distruire

 

 

 

 

1 commento

  1. È molto più complicato!
    Il ricostruzionismo trionfalista cristiano non vive nella realtà della devastazione.
    Per quel che riguarda la scuola parentale, la Chiesa è talmente eclissata, che le nuove realtà di scuola parentale si presentano impregnate di insegnamenti di spiritualità esoterica meditativa per il benessere psico-fisico, comprese le presenze dei folletti nei boschi…!
    Il problema vero è che la Chiesa, come istituzione cristiana, non c’è più!
    Quella ufficiale che opera è quella vaccinale, sia evangelica, valdese, cattolica che insiste che I bambini devono frequentare la scuola statale e conformarsi a vaccini, mascherine ecc.
    Così ci si ritrova non allineati alle chiese soggiogate allo stato (le quali spesso non hanno accettato I propri membri sprovvisti di greenpass) e non allineati con le scuole parentali che propongono spiritualità aliene.
    Daniela Michelin Salomon

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