LETTERA APERTA AI PASTORI di Samuele Sieve, Ginevra
Cari pastori,
Molti anni or sono, mi avete insegnato un catechismo, permettendomi di conoscere la grazia che Dio rivolta agli uomini. In questa grazia ho creduto. Cioè la speranza di una vita dopo la morte, la resurrezione dei corpi, la vita eterna insomma.
Questa promessa di una nuova esistenza presso il Signore permette al credente di sopportare le pene di questa vita terrena, di rinunciare a vivere in modo disonesto, di ignorare le beffe degli increduli e le persecuzioni. A condizione di accettare certe regole che, sul momento e con l’idealismo della gioventù, sembrano facili, ma che con il passare degli anni e le esperienze cui l’esistenza ci confronta, ci si rende conto dell’impegno, del coraggio e della costanza che questo richiede al povero mortale e della gran dose di pazienza che il suo comportamento necessita da parte di Dio.
