\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

ORA ANCHE LA “TEOLOGIA FINOCCHIA”, LA BIBBIA GAY, E UNA MISTERIOSA CONFESSIONE DI FEDE

Immaginiamoci una montagna con Dio sulla vetta e in basso, information pills nella pianura, symptoms l’umanità che langue in ogni sorta di problemi. Le religioni del mondo (eccetto una) potrebbero essere rappresentate come i vari tentativi di una parte dell’umanità di raggiungere quella vetta ed incontrare Dio faccia a faccia e così chiedergli aiuto per risolvere quei problemi. Molte “spedizioni” sono partite ed arrancano a gran fatica per diverse vie e con ogni sorta di esperienze, e si trovano a diverse altezze sui fianchi di quella montagna, ma non sono riuscite ancora ad arrivarci. Sono lì che s’ingegnano, credono e sperano che la loro sia la via migliore e che ci arriveranno. A volte “ecumenicamente” uniscono i loro sforzi, altre volte sono in competizione fra di loro e sperano di arrivarci per primi sulla vetta. Quel Dio al quale tentano di giungere nei modi più diversi imponendo ai loro seguaci diversi esercizi e tecniche, viene poi naturalmente immaginato nei modi più diversi, perché nessuno di loro, di fatto, l’ha mai veduto. L’altra parte dell’umanità, nella pianura, non crede che sulla vetta esista alcuno, che sia futile cercare di arrivarci e così cerca di risolvere i propri problemi da sola, altrettanto speranzosa, ma senza successo.

Un’eccezione a tutto questo è l’Evangelo cristiano, dove Dio, sulla vetta, è Lui che, di Sua propria iniziativa, nel Suo Figlio, scende personalmente nella valle laggiù (l’incarnazione) e, trovandovi solo cadaveri spirituali, soffia in molti di loro, ribelli che odiano Dio, il soffio della vita, dando loro cuori nuovi che possano contemplare la Sua bellezza e poi, prendendo ciascuno sulle sue spalle, li porta al sicuro sulla vetta della montagna per una via nuova e vivente affinché possano godere per sempre delle Sue ricchezze. Fra di loro vi sono anche diversi che prima seguivano le compagnie di vari altri “scalatori” ma poi, rendendosi conto della loro futilità, li hanno abbandonati tornando giù in valle.

A quest’immagine, con tutti i limiti di un’illustrazione, si potrebbero aggiungere altri dettagli, non certo l’ultimo fra i quali la vita immacolata del Figlio di Dio e la Sua monte sostitutiva dei peccatori sulla croce, come pure la Sua risurrezione trionfale. Questi fatti dell’Evangelo sono centrali nella storia della redenzione. L’analogia di base, però, rimane vera.  Le religioni di questo mondo dicono ai loro seguaci che se si atterranno strettamente ai loro consigli e precetti potranno scalare il monte di Dio.

La fede cristiana dice che noi non ce la potremo mai fare in quel modo, per quanto lodevoli ed ardimentosi siano quegli sforzi, anzi, che di fatto, le motivazioni per affrontare la scalata non sono nemmeno quelle giuste perché, per natura, odiamo Dio vero e vivente e non abbiamo alcuna intenzione di incontrarlo (spesso, infatti, ci immaginiamo che lassù vi sia il dio che ci fa più comodo immaginare). Molti, di fatto, si accontentano della “esperienza” della salita e ritengono che queste aspirazioni siano sufficienti per loro, “l’unica cosa che veramente conti” per elevarsi (almeno un poco) e arrivare in cima, non sia, dopo tutto, essenziale. “L’importante è partecipare”, sembrano dire. E’ Dio, così, che viene giù e, con la Sua potenza, apre gli occhi, porta vita nella morte e risuscita perché molti, per grazia Sua, siano con Lui.

Ci sono, perciò, due tipi di base di religione nel mondo: quelle dell’ascensione (uomini e donne che salgono) e l’Evangelo della discesa (Dio che scende giù), una religione del nostro fare, arrancare ed esercitarsi e quella dell’Evangelo che annuncia ciò che Egli ha fattom fa e farà in Cristo.

“Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira, come gli altri. Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l’immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù. Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; 10 infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:1-10).

Paolo Castellina

 
di Paolo Castellina

Immaginiamoci una montagna con Dio sulla vetta e in basso, diagnosis nella pianura, link l’umanità che langue in ogni sorta di problemi. Le religioni del mondo (eccetto una) potrebbero essere rappresentate come i vari tentativi di una parte dell’umanità di raggiungere quella vetta ed incontrare Dio faccia a faccia e così chiedergli aiuto per risolvere quei problemi. Molte “spedizioni” sono partite ed arrancano a gran fatica per diverse vie e con ogni sorta di esperienze, e si trovano a diverse altezze sui fianchi di quella montagna, ma non sono riuscite ancora ad arrivarci. Sono lì che s’ingegnano, credono e sperano che la loro sia la via migliore e che ci arriveranno. A volte “ecumenicamente” uniscono i loro sforzi, altre volte sono in competizione fra di loro e sperano di arrivarci per primi sulla vetta. Quel Dio al quale tentano di giungere nei modi più diversi imponendo ai loro seguaci diversi esercizi e tecniche, viene poi naturalmente immaginato nei modi più diversi, perché nessuno di loro, di fatto, l’ha mai veduto. L’altra parte dell’umanità, nella pianura, non crede che sulla vetta esista alcuno, che sia futile cercare di arrivarci e così cerca di risolvere i propri problemi da sola, altrettanto speranzosa, ma senza successo.

Un’eccezione a tutto questo è l’Evangelo cristiano, dove Dio, sulla vetta, è Lui che, di Sua propria iniziativa, nel Suo Figlio, scende personalmente nella valle laggiù (l’incarnazione) e, trovandovi solo cadaveri spirituali, soffia in molti di loro, ribelli che odiano Dio, il soffio della vita, dando loro cuori nuovi che possano contemplare la Sua bellezza e poi, prendendo ciascuno sulle sue spalle, li porta al sicuro sulla vetta della montagna per una via nuova e vivente affinché possano godere per sempre delle Sue ricchezze. Fra di loro vi sono anche diversi che prima seguivano le compagnie di vari altri “scalatori” ma poi, rendendosi conto della loro futilità, li hanno abbandonati tornando giù in valle.

A quest’immagine, con tutti i limiti di un’illustrazione, si potrebbero aggiungere altri dettagli, non certo l’ultimo fra i quali la vita immacolata del Figlio di Dio e la Sua monte sostitutiva dei peccatori sulla croce, come pure la Sua risurrezione trionfale. Questi fatti dell’Evangelo sono centrali nella storia della redenzione. L’analogia di base, però, rimane vera.  Le religioni di questo mondo dicono ai loro seguaci che se si atterranno strettamente ai loro consigli e precetti potranno scalare il monte di Dio.

La fede cristiana dice che noi non ce la potremo mai fare in quel modo, per quanto lodevoli ed ardimentosi siano quegli sforzi, anzi, che di fatto, le motivazioni per affrontare la scalata non sono nemmeno quelle giuste perché, per natura, odiamo Dio vero e vivente e non abbiamo alcuna intenzione di incontrarlo (spesso, infatti, ci immaginiamo che lassù vi sia il dio che ci fa più comodo immaginare). Molti, di fatto, si accontentano della “esperienza” della salita e ritengono che queste aspirazioni siano sufficienti per loro, “l’unica cosa che veramente conti” per elevarsi (almeno un poco) e arrivare in cima, non sia, dopo tutto, essenziale. “L’importante è partecipare”, sembrano dire. E’ Dio, così, che viene giù e, con la Sua potenza, apre gli occhi, porta vita nella morte e risuscita perché molti, per grazia Sua, siano con Lui.

Ci sono, perciò, due tipi di base di religione nel mondo: quelle dell’ascensione (uomini e donne che salgono) e l’Evangelo della discesa (Dio che scende giù), una religione del nostro fare, arrancare ed esercitarsi e quella dell’Evangelo che annuncia ciò che Egli ha fattom fa e farà in Cristo.

“Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira, come gli altri. Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l’immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù. Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; 10 infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:1-10).

 
Roma (NEV), pills 19 giugno 2013 – Ammonta a più di 37 milioni di euro la quota dell’otto per mille destinata alla Tavola valdese per il 2012. Lo ha reso noto in questi giorni il Ministero delle Finanze. Si tratta di un balzo in avanti del 150% rispetto all’anno precedente (nel 2011 superava di poco i 14 milioni). La cifra sarebbe in parte determinata dal fatto che per la prima volta i valdesi e i metodisti hanno avuto accesso alle cosiddette “quote non espresse”, try ovvero alla ripartizione di quei fondi che i contribuenti non hanno destinato a nessuna confessione e che pertanto vengono distribuiti, viagra come previsto dal meccanismo, in percentuale alle scelte espresse. Per la Tavola valdese, tuttavia, “questa novità non spiega un risultato così rilevante: ad esempio può aver giocato un aumento complessivo del gettito IRPEF dal quale si ricavano i fondi destinati dell’otto per mille”.

“Attendiamo di analizzare tutti questi aspetti e di sapere quante firme ci sono state attribuite – spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese – per verificare se c’è stato un aumento e di che misura. In ogni caso si tratta di un dato eccezionale benché non inatteso, che ci consentirà di potenziare il nostro sostegno a progetti di sviluppo, assistenza e cultura in Italia e all’estero. Come sempre è accaduto, non un euro dell’otto per mille ‘valdese’ andrà a finanziare le attività di culto, pastorali e spirituali, che sono e restano a carico dei membri di chiesa. La novità che introduciamo da quest’anno è che sale dal 30% al 50% la quota che destineremo a interventi realizzati in altri paesi: circa 18 milioni di euro, una cifra di eccezionale rilievo se comparata ai fondi destinati dal Governo per la cooperazione internazionale”. Conclude Bernardini: “La gestione di fondi così rilevanti, soprattutto in tempo di crisi, ci attribuisce un’enorme responsabilità nei confronti dei tanti contribuenti che ci hanno dato fiducia ma ci apre anche una grande opportunità di servizio del tutto coerente con la nostra fede e la nostra tradizione di impegno sociale”.

La Chiesa valdese giunse alla decisione di partecipare alla ripartizione delle “quote non espresse” dopo una lunga e travagliata riflessione conclusasi nel 2001: quell’anno il Sinodo – il massimo organo decisionale dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi – votò a favore di una revisione dell’Intesa con lo Stato che fu approvata dal Parlamento nel 2009 ed i cui effetti sono divenuti operativi a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2012.

 

Abbiamo riportato qui sopra il comunicato dell’Agenzia di Notizie Evangeliche NEV. 

Qualche constatazione.

1) L’introito dell’8 per mille arriva così a quasi 10 volte l’ammontare delle entrate (cioè delle offerte) della Chiesa Valdese.

2) Il numero di italiani che firma per l’8 per mille può essere stimato sulla base di questa cifra in circa 600 mila, cioè 30 volte più del totale dei membri di chiesa valdese.

3) Nonostante l’aumento dal 30% al 50% della somma destinata ad interventi all’estero, quella per l’Italia passa da da 9 a 18,5 milioni!

Una domanda: come mai aumentano le firme per l’8 per mille e diminuisce il numero dei membri di chiesa? Non sarà che si riesce in ciò che si ha a cuore e si fallisce dove si mette poco impegno e convinzione? 
Roma (NEV), there 19 giugno 2013 – Ammonta a più di 37 milioni di euro la quota dell’otto per mille destinata alla Tavola valdese per il 2012. Lo ha reso noto in questi giorni il Ministero delle Finanze. Si tratta di un balzo in avanti del 150% rispetto all’anno precedente (nel 2011 superava di poco i 14 milioni). La cifra sarebbe in parte determinata dal fatto che per la prima volta i valdesi e i metodisti hanno avuto accesso alle cosiddette “quote non espresse”, thumb ovvero alla ripartizione di quei fondi che i contribuenti non hanno destinato a nessuna confessione e che pertanto vengono distribuiti, come previsto dal meccanismo, in percentuale alle scelte espresse. Per la Tavola valdese, tuttavia, “questa novità non spiega un risultato così rilevante: ad esempio può aver giocato un aumento complessivo del gettito IRPEF dal quale si ricavano i fondi destinati dell’otto per mille”.

“Attendiamo di analizzare tutti questi aspetti e di sapere quante firme ci sono state attribuite – spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese – per verificare se c’è stato un aumento e di che misura. In ogni caso si tratta di un dato eccezionale benché non inatteso, che ci consentirà di potenziare il nostro sostegno a progetti di sviluppo, assistenza e cultura in Italia e all’estero. Come sempre è accaduto, non un euro dell’otto per mille ‘valdese’ andrà a finanziare le attività di culto, pastorali e spirituali, che sono e restano a carico dei membri di chiesa. La novità che introduciamo da quest’anno è che sale dal 30% al 50% la quota che destineremo a interventi realizzati in altri paesi: circa 18 milioni di euro, una cifra di eccezionale rilievo se comparata ai fondi destinati dal Governo per la cooperazione internazionale”. Conclude Bernardini: “La gestione di fondi così rilevanti, soprattutto in tempo di crisi, ci attribuisce un’enorme responsabilità nei confronti dei tanti contribuenti che ci hanno dato fiducia ma ci apre anche una grande opportunità di servizio del tutto coerente con la nostra fede e la nostra tradizione di impegno sociale”.

La Chiesa valdese giunse alla decisione di partecipare alla ripartizione delle “quote non espresse” dopo una lunga e travagliata riflessione conclusasi nel 2001: quell’anno il Sinodo – il massimo organo decisionale dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi – votò a favore di una revisione dell’Intesa con lo Stato che fu approvata dal Parlamento nel 2009 ed i cui effetti sono divenuti operativi a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2012.

Abbiamo riportato qui sopra il comunicato dell’Agenzia di Notizie Evangeliche NEV. 

Qualche constatazione.

1) L’introito dell’8 per mille arriva così a quasi 10 volte l’ammontare delle entrate (cioè delle offerte) della Chiesa Valdese.

2) Il numero di italiani che firma per l’8 per mille può essere stimato sulla base di questa cifra in circa 600 mila, cioè 30 volte più del totale dei membri di chiesa valdese.

3) Nonostante l’aumento dal 30% al 50% della somma destinata ad interventi all’estero, quella per l’Italia passa da da 9 a 18,5 milioni!

Una domanda: come mai aumentano le firme per l’8 per mille e diminuisce il numero dei membri di chiesa? Non sarà che si riesce in ciò che si ha a cuore e si fallisce dove non ci si mette 
Roma (NEV), website like this 19 giugno 2013 – Ammonta a più di 37 milioni di euro la quota dell’otto per mille destinata alla Tavola valdese per il 2012. Lo ha reso noto in questi giorni il Ministero delle Finanze. Si tratta di un balzo in avanti del 150% rispetto all’anno precedente (nel 2011 superava di poco i 14 milioni). La cifra sarebbe in parte determinata dal fatto che per la prima volta i valdesi e i metodisti hanno avuto accesso alle cosiddette “quote non espresse”, pharmacy ovvero alla ripartizione di quei fondi che i contribuenti non hanno destinato a nessuna confessione e che pertanto vengono distribuiti, come previsto dal meccanismo, in percentuale alle scelte espresse. Per la Tavola valdese, tuttavia, “questa novità non spiega un risultato così rilevante: ad esempio può aver giocato un aumento complessivo del gettito IRPEF dal quale si ricavano i fondi destinati dell’otto per mille”.

“Attendiamo di analizzare tutti questi aspetti e di sapere quante firme ci sono state attribuite – spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese – per verificare se c’è stato un aumento e di che misura. In ogni caso si tratta di un dato eccezionale benché non inatteso, che ci consentirà di potenziare il nostro sostegno a progetti di sviluppo, assistenza e cultura in Italia e all’estero. Come sempre è accaduto, non un euro dell’otto per mille ‘valdese’ andrà a finanziare le attività di culto, pastorali e spirituali, che sono e restano a carico dei membri di chiesa. La novità che introduciamo da quest’anno è che sale dal 30% al 50% la quota che destineremo a interventi realizzati in altri paesi: circa 18 milioni di euro, una cifra di eccezionale rilievo se comparata ai fondi destinati dal Governo per la cooperazione internazionale”. Conclude Bernardini: “La gestione di fondi così rilevanti, soprattutto in tempo di crisi, ci attribuisce un’enorme responsabilità nei confronti dei tanti contribuenti che ci hanno dato fiducia ma ci apre anche una grande opportunità di servizio del tutto coerente con la nostra fede e la nostra tradizione di impegno sociale”.

La Chiesa valdese giunse alla decisione di partecipare alla ripartizione delle “quote non espresse” dopo una lunga e travagliata riflessione conclusasi nel 2001: quell’anno il Sinodo – il massimo organo decisionale dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi – votò a favore di una revisione dell’Intesa con lo Stato che fu approvata dal Parlamento nel 2009 ed i cui effetti sono divenuti operativi a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2012.

Abbiamo riportato qui sopra il comunicato dell’Agenzia di Notizie Evangeliche NEV. 

Qualche constatazione.

1) L’introito dell’8 per mille arriva così a quasi 10 volte l’ammontare delle entrate (cioè delle offerte) della Chiesa Valdese.

2) Il numero di italiani che firma per l’8 per mille può essere stimato sulla base di questa cifra in circa 600 mila, cioè 30 volte più del totale dei membri di chiesa valdese.

3) Nonostante l’aumento dal 30% al 50% della somma destinata ad interventi all’estero, quella per l’Italia passa da da 9 a 18,5 milioni!

Una domanda: come mai aumentano le firme per l’8 per mille e diminuisce il numero dei membri di chiesa? Non sarà che si riesce in ciò che si ha a cuore e si fallisce dove si mette poco impegno e convinzione? 
Roma (NEV), website like this 19 giugno 2013 – Ammonta a più di 37 milioni di euro la quota dell’otto per mille destinata alla Tavola valdese per il 2012. Lo ha reso noto in questi giorni il Ministero delle Finanze. Si tratta di un balzo in avanti del 150% rispetto all’anno precedente (nel 2011 superava di poco i 14 milioni). La cifra sarebbe in parte determinata dal fatto che per la prima volta i valdesi e i metodisti hanno avuto accesso alle cosiddette “quote non espresse”, pharmacy ovvero alla ripartizione di quei fondi che i contribuenti non hanno destinato a nessuna confessione e che pertanto vengono distribuiti, come previsto dal meccanismo, in percentuale alle scelte espresse. Per la Tavola valdese, tuttavia, “questa novità non spiega un risultato così rilevante: ad esempio può aver giocato un aumento complessivo del gettito IRPEF dal quale si ricavano i fondi destinati dell’otto per mille”.

“Attendiamo di analizzare tutti questi aspetti e di sapere quante firme ci sono state attribuite – spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese – per verificare se c’è stato un aumento e di che misura. In ogni caso si tratta di un dato eccezionale benché non inatteso, che ci consentirà di potenziare il nostro sostegno a progetti di sviluppo, assistenza e cultura in Italia e all’estero. Come sempre è accaduto, non un euro dell’otto per mille ‘valdese’ andrà a finanziare le attività di culto, pastorali e spirituali, che sono e restano a carico dei membri di chiesa. La novità che introduciamo da quest’anno è che sale dal 30% al 50% la quota che destineremo a interventi realizzati in altri paesi: circa 18 milioni di euro, una cifra di eccezionale rilievo se comparata ai fondi destinati dal Governo per la cooperazione internazionale”. Conclude Bernardini: “La gestione di fondi così rilevanti, soprattutto in tempo di crisi, ci attribuisce un’enorme responsabilità nei confronti dei tanti contribuenti che ci hanno dato fiducia ma ci apre anche una grande opportunità di servizio del tutto coerente con la nostra fede e la nostra tradizione di impegno sociale”.

La Chiesa valdese giunse alla decisione di partecipare alla ripartizione delle “quote non espresse” dopo una lunga e travagliata riflessione conclusasi nel 2001: quell’anno il Sinodo – il massimo organo decisionale dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi – votò a favore di una revisione dell’Intesa con lo Stato che fu approvata dal Parlamento nel 2009 ed i cui effetti sono divenuti operativi a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2012.

Abbiamo riportato qui sopra il comunicato dell’Agenzia di Notizie Evangeliche NEV. 

Qualche constatazione.

1) L’introito dell’8 per mille arriva così a quasi 10 volte l’ammontare delle entrate (cioè delle offerte) della Chiesa Valdese.

2) Il numero di italiani che firma per l’8 per mille può essere stimato sulla base di questa cifra in circa 600 mila, cioè 30 volte più del totale dei membri di chiesa valdese.

3) Nonostante l’aumento dal 30% al 50% della somma destinata ad interventi all’estero, quella per l’Italia passa da da 9 a 18,5 milioni!

Una domanda: come mai aumentano le firme per l’8 per mille e diminuisce il numero dei membri di chiesa? Non sarà che si riesce in ciò che si ha a cuore e si fallisce dove si mette poco impegno e convinzione? 

di Paolo Castellina

Oggigiorno sembra essere comune sentire che la religione non debba “intromettersi” nelle questioni politiche perché, malady in qualche modo, information pills per qualche miracolo, il secolarismo o laicismo, che dir si voglia, garantirebbe una neutralità priva di pregiudizi, mentre la religione sarebbe solo invischiata di pregiudizi ed irrazionalità. Si ritiene così che la gente sia libera di pensare e praticare la religione che vuole “nel privato” evitando però di “imporne” le idee nella sfera pubblica, salvo naturalmente appoggiare l’ideologia dominante (il che naturalmente è gradito e lodato)!
Non c’è nulla di particolarmente nuovo in questa concezione. In Inghilterra, William Lamb – Lord Melbourne (1779-1848), futuro primo ministro e mentore della Regina Vittoria – opponendosi alla campagna di William Wilbeforce contro il commercio degli schiavi, si lamentava dicendo ironicamente: “Siamo arrivati proprio a un bel punto se si permette alla religione di invadere la vita pubblica”. Allo stesso modo Willoughby Bertie, conte di Abingdon (1740-1799), diceva: “La religione è un sentimento privato, non un principio pubblico sul quale agire”. Era ovviamente conveniente dirlo in un tempo in cui il commercio degli schiavi garantiva grandi profitti, ma Wilbeforce non si era lasciato intimidire ed avrebbe vinto lui.

Lo stesso avviene oggi: quando la maggior parte dei cristiani si oppongono apertamente, per esempio, ai cosiddetti “matrimoni omosessuali”, all’eutanasia, o alla pratica dell’aborto, sulla base di consolidati principi etici e morali, si grida allo scandalo come se fosse un attentato alla libertà ed un voler imporre “idee di parte” sull’intera società. La verità è che anche la cosiddetta “neutralità laica” non è affatto neutrale come vorrebbero far credere, ma è espressione di una concezione del mondo concorrente, sostenuta per altro molto “religiosamente” da centri di potere che vorrebbero essi stessi dominare ed imporsi facendosi passare per “progressisti” e “illuminati”. Risultato del laicismo non è di fatto “neutralità, tolleranza ed armonia” ma ben altro: quello è solo un mito abilmente orchestrato con la forza della propaganda. I cristiani hanno il diritto (ed il dovere) di promuovere la propria concezione del mondo sulla società nel suo complesso opponendosi, in questo caso, all’ideologia laicista, smascherandone le pretese e dimostrando quanto quest’ultima sia piuttosto portatrice di corruzione morale e spirituale. I cristiani sono consapevoli di avere un preciso mandato da assolvere nella politica anche quando prevale il paganesimo.

Lo esemplifica la stessa storia biblica. Il patriarca Giuseppe aveva operato nella sfera politica in Egitto conquistando un ruolo di responsabilità e promuovendo con successo principi alternativi, proprio nel tempo in cui si pensava che il Faraone fosse l’incarnazione del dio Sole (Genesi 41:37-45). Il profeta Daniele aveva assunto un ruolo di responsabilità al servizio del Re Dario di Persia senza per questo fare alcun compromesso con l’ideologia allora dominante. Mantenendo egli una carica poltica presso di lui, lo avrebbero potuto per questo accusare di collusione e compiacenza con il potere, ma questo non sembra turbarlo: “Parve bene a Dario di affidare l’amministrazione del suo regno a centoventi satrapi distribuiti in tutte le province del regno. Sopra di loro nominò tre capi, uno dei quali era Daniele, perché i satrapi rendessero conto a loro e il re non dovesse soffrire alcun danno. Questo Daniele si distingueva tra i capi e i satrapi, perché c’era in lui uno spirito straordinario; il re pensava di stabilirlo sopra tutto il suo regno” (Daniele 6:1-3,28). Neemia aveva profittato della sua posizione di coppiere sotto re Antaserse per diventare governatore della Giudea e far ricostruire le mura attorno a Gerusalemme (Neemia 2:1-8).

I cristiani potrebbero anche non avere una maggioranza alle spalle, ma essi sono consapevoli di avere un ruolo legittimo da svolgere negli affari pubblici non solo nei termini di vivere cristianamente, ma nel testimoniare e proporre i valori cristiani. Wilbeforce non considerava la fede cristiana come essenzialmente politica, ma riteneva che i principi biblici che essa proclama fossero del tutto salutari per l’intera società e si era adoperato per persuaderne le forze politiche affinché fossero adottati. Egli spesso citava Colossesi 3:2: “Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra”. Il paradosso è che solo chi aspira “alle cose di lassù” può essere di grande beneficio “quaggiù”!

Paolo Castellina

Roma (NEV), website like this 19 giugno 2013 – Ammonta a più di 37 milioni di euro la quota dell’otto per mille destinata alla Tavola valdese per il 2012. Lo ha reso noto in questi giorni il Ministero delle Finanze. Si tratta di un balzo in avanti del 150% rispetto all’anno precedente (nel 2011 superava di poco i 14 milioni). La cifra sarebbe in parte determinata dal fatto che per la prima volta i valdesi e i metodisti hanno avuto accesso alle cosiddette “quote non espresse”, pharmacy ovvero alla ripartizione di quei fondi che i contribuenti non hanno destinato a nessuna confessione e che pertanto vengono distribuiti, come previsto dal meccanismo, in percentuale alle scelte espresse. Per la Tavola valdese, tuttavia, “questa novità non spiega un risultato così rilevante: ad esempio può aver giocato un aumento complessivo del gettito IRPEF dal quale si ricavano i fondi destinati dell’otto per mille”.

“Attendiamo di analizzare tutti questi aspetti e di sapere quante firme ci sono state attribuite – spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese – per verificare se c’è stato un aumento e di che misura. In ogni caso si tratta di un dato eccezionale benché non inatteso, che ci consentirà di potenziare il nostro sostegno a progetti di sviluppo, assistenza e cultura in Italia e all’estero. Come sempre è accaduto, non un euro dell’otto per mille ‘valdese’ andrà a finanziare le attività di culto, pastorali e spirituali, che sono e restano a carico dei membri di chiesa. La novità che introduciamo da quest’anno è che sale dal 30% al 50% la quota che destineremo a interventi realizzati in altri paesi: circa 18 milioni di euro, una cifra di eccezionale rilievo se comparata ai fondi destinati dal Governo per la cooperazione internazionale”. Conclude Bernardini: “La gestione di fondi così rilevanti, soprattutto in tempo di crisi, ci attribuisce un’enorme responsabilità nei confronti dei tanti contribuenti che ci hanno dato fiducia ma ci apre anche una grande opportunità di servizio del tutto coerente con la nostra fede e la nostra tradizione di impegno sociale”.

La Chiesa valdese giunse alla decisione di partecipare alla ripartizione delle “quote non espresse” dopo una lunga e travagliata riflessione conclusasi nel 2001: quell’anno il Sinodo – il massimo organo decisionale dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi – votò a favore di una revisione dell’Intesa con lo Stato che fu approvata dal Parlamento nel 2009 ed i cui effetti sono divenuti operativi a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2012.

Abbiamo riportato qui sopra il comunicato dell’Agenzia di Notizie Evangeliche NEV. 

Qualche constatazione.

1) L’introito dell’8 per mille arriva così a quasi 10 volte l’ammontare delle entrate (cioè delle offerte) della Chiesa Valdese.

2) Il numero di italiani che firma per l’8 per mille può essere stimato sulla base di questa cifra in circa 600 mila, cioè 30 volte più del totale dei membri di chiesa valdese.

3) Nonostante l’aumento dal 30% al 50% della somma destinata ad interventi all’estero, quella per l’Italia passa da da 9 a 18,5 milioni!

Una domanda: come mai aumentano le firme per l’8 per mille e diminuisce il numero dei membri di chiesa? Non sarà che si riesce in ciò che si ha a cuore e si fallisce dove si mette poco impegno e convinzione? 

di Paolo Castellina

Oggigiorno sembra essere comune sentire che la religione non debba “intromettersi” nelle questioni politiche perché, malady in qualche modo, information pills per qualche miracolo, il secolarismo o laicismo, che dir si voglia, garantirebbe una neutralità priva di pregiudizi, mentre la religione sarebbe solo invischiata di pregiudizi ed irrazionalità. Si ritiene così che la gente sia libera di pensare e praticare la religione che vuole “nel privato” evitando però di “imporne” le idee nella sfera pubblica, salvo naturalmente appoggiare l’ideologia dominante (il che naturalmente è gradito e lodato)!
Non c’è nulla di particolarmente nuovo in questa concezione. In Inghilterra, William Lamb – Lord Melbourne (1779-1848), futuro primo ministro e mentore della Regina Vittoria – opponendosi alla campagna di William Wilbeforce contro il commercio degli schiavi, si lamentava dicendo ironicamente: “Siamo arrivati proprio a un bel punto se si permette alla religione di invadere la vita pubblica”. Allo stesso modo Willoughby Bertie, conte di Abingdon (1740-1799), diceva: “La religione è un sentimento privato, non un principio pubblico sul quale agire”. Era ovviamente conveniente dirlo in un tempo in cui il commercio degli schiavi garantiva grandi profitti, ma Wilbeforce non si era lasciato intimidire ed avrebbe vinto lui.

Lo stesso avviene oggi: quando la maggior parte dei cristiani si oppongono apertamente, per esempio, ai cosiddetti “matrimoni omosessuali”, all’eutanasia, o alla pratica dell’aborto, sulla base di consolidati principi etici e morali, si grida allo scandalo come se fosse un attentato alla libertà ed un voler imporre “idee di parte” sull’intera società. La verità è che anche la cosiddetta “neutralità laica” non è affatto neutrale come vorrebbero far credere, ma è espressione di una concezione del mondo concorrente, sostenuta per altro molto “religiosamente” da centri di potere che vorrebbero essi stessi dominare ed imporsi facendosi passare per “progressisti” e “illuminati”. Risultato del laicismo non è di fatto “neutralità, tolleranza ed armonia” ma ben altro: quello è solo un mito abilmente orchestrato con la forza della propaganda. I cristiani hanno il diritto (ed il dovere) di promuovere la propria concezione del mondo sulla società nel suo complesso opponendosi, in questo caso, all’ideologia laicista, smascherandone le pretese e dimostrando quanto quest’ultima sia piuttosto portatrice di corruzione morale e spirituale. I cristiani sono consapevoli di avere un preciso mandato da assolvere nella politica anche quando prevale il paganesimo.

Lo esemplifica la stessa storia biblica. Il patriarca Giuseppe aveva operato nella sfera politica in Egitto conquistando un ruolo di responsabilità e promuovendo con successo principi alternativi, proprio nel tempo in cui si pensava che il Faraone fosse l’incarnazione del dio Sole (Genesi 41:37-45). Il profeta Daniele aveva assunto un ruolo di responsabilità al servizio del Re Dario di Persia senza per questo fare alcun compromesso con l’ideologia allora dominante. Mantenendo egli una carica poltica presso di lui, lo avrebbero potuto per questo accusare di collusione e compiacenza con il potere, ma questo non sembra turbarlo: “Parve bene a Dario di affidare l’amministrazione del suo regno a centoventi satrapi distribuiti in tutte le province del regno. Sopra di loro nominò tre capi, uno dei quali era Daniele, perché i satrapi rendessero conto a loro e il re non dovesse soffrire alcun danno. Questo Daniele si distingueva tra i capi e i satrapi, perché c’era in lui uno spirito straordinario; il re pensava di stabilirlo sopra tutto il suo regno” (Daniele 6:1-3,28). Neemia aveva profittato della sua posizione di coppiere sotto re Antaserse per diventare governatore della Giudea e far ricostruire le mura attorno a Gerusalemme (Neemia 2:1-8).

I cristiani potrebbero anche non avere una maggioranza alle spalle, ma essi sono consapevoli di avere un ruolo legittimo da svolgere negli affari pubblici non solo nei termini di vivere cristianamente, ma nel testimoniare e proporre i valori cristiani. Wilbeforce non considerava la fede cristiana come essenzialmente politica, ma riteneva che i principi biblici che essa proclama fossero del tutto salutari per l’intera società e si era adoperato per persuaderne le forze politiche affinché fossero adottati. Egli spesso citava Colossesi 3:2: “Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra”. Il paradosso è che solo chi aspira “alle cose di lassù” può essere di grande beneficio “quaggiù”!

Paolo Castellina

Lo racconta Riforma

Il settimanale delle chiese battiste, viagra 100mg metodiste e valdesi Riforma, sick nel numero del 7 giugno, healing ci informa che nella chiesa battista di Mottola si è parlato della “teologia queer che vede nell’incarnazione un ‘travestimento’ di Dio, un Dio che è un Dio della Liberazione”.

L’articolo non spiega che cosa sarebbe la teologia queer. Queer è una parola che, nel suo significato più ampio, vuol dire “strano” o “obliquo”, ma nel passato era usato come dispregiativo per “omosessuale”. Un po’ come l’italiano “finocchio”, parola di per sé non negativa indicando un ortaggio con ottime qualità nutritive. Negli Usa, però, questo termine è stato rivendicato proprio da omosessuali più ideologizzati, con una sfumatura più raffinata, che avrebbe qualcosa a che fare con la teoria dei generi, secondo la quale, detto approssimativamente, essere uomo o donna è una questione di influenza ambientale ovvero scelta che non ha nulla a che fare con l’essere fisicamente maschio o femmina. Quanto alla teologia queer, secondo Wikipedia è quella che “cerca di indagare e di esplorare la sessualità umana e le identità di genere (gay, lesbiche, bisex, transessuale, transgender, ecc) e il loro rapporto con Dio”. e “si pone l’obbiettivo di far nascere una riflessione su Dio a partire dal contesto queer”. Mah!

Tra le “conquiste” di questi “teologi” vi è la “bibbia gay”, detta anche la Queen James Version. In inglese la traduzione più nota della Bibbia è nota come King James Version, cioè la versione del Re Giacomo, da James I. Secondo questi “teologi”, il Re Giacomo, che pure ingravidò la moglie almeno dodici volte, aveva anche relazioni sessuali con maschi, e veniva perciò chiamato Queen James, cioè Regina Giacomo. In realtà il nome di Regina deriva da un’accusa politica, secondo la quale il suo predecessore, Elisabetta, aveva governato da re, e lui – troppo debole – da regina. Questa cosiddetta nuova traduzione, è in realtà uguale alla versione del Re Giacomo, con la sola eccezione dei passi dove si condanna, esplicitamente o implicitamente, l’omosessualità. Pertanto, in Genesi 19, dove gli abitanti di Sodoma chiedono a Lot di portare fuori i due angeli “affinché li possiamo conoscere”, il verbo “conoscere”, lo stesso che in tutte le altre circostanze viene indicato per rapporti sessuali del tutto consenzienti, viene “tradotto”, o meglio falsificato, con “stuprare e umiliare”. L’argomento, insomma, sarebbe che gli abitanti di Sodoma sono stati puniti da Dio non perché volevano avere rapporti sessuali con gli angeli ospiti di Lot, ma perché volevano averli in modo non paritario e con la sopraffazione. Ma, salvo pensare che gli angeli non vedessero l’ora di fornicare con i sodomiti, nessuno aveva mai dubitato che il pericolo paventato da Lot era per l’appunto una violenza, peraltro evidentemente omosessuale, con l’ulteriore aggravante di avere come vittime degli ospiti, per di più angeli. Non c’era bisogno di fare una traduzione falsa per questo.

Molto più interessante, per il totale dispregio della verità, è la traduzione del passo di Levitico 18, “Non giacer carnalmente con un maschio: ciò è cosa abominevole”, falsificato con “Non giacere carnalmente con un maschio davanti all’altare di Moloch: ciò è cosa abominevole”. Un goffo tentativo di sostituire la proibizione di rapporti omosessuali con un monito contro l’idolatria. Sarebbe come sostituire “Non rubare” con “Non rubare per poi dare i soldi al tempio di Baal”, o “Non uccidere”, con “Non fare sacrifici umani agli idoli”, e certamente come sostituire “Non commettere adulterio” con “Non praticare la prostituzione sacra”.

Gli stessi trucchetti sono usati anche per gli altri passi che condannano l’omosessualità, ma ciò non soddisfa i curatori della “bibbia gay”, che preannunciano ulteriori falsificazione perché “la Bibbia è ancora piena di affermazioni che vanno contro al principio di eguaglianza e contraddizioni di cui non ci siamo ancora occupati”. Sembra di sentire certi “teologi”, e “teologhe” valdesi. Altro dettaglio interessante: mentre tutti le altre versioni della Bibbia sono presto consultabili su internet, questa si deve comprare.

L’articolo di Riforma si riferisce anche che nella riunione è stato “intenso… il momento in cui è stata recitata la confessione di fede di Bangkok”. Addirittura “recitato”! E pensare che noi, proprio su RIforma siamo stati ferocemente attaccati perché sosteniamo troppo la confessione di fede. E questi addirittura la recitano in un momento intenso. Peccato che non ci sia verso di sapere che cosa sia questa fantomatica confessione di fede di Bangkok, di cui l’unica menzione nell’oceano di internet è proprio nel resoconto della memorabile riunione di Mottola. Poiché queste cose, però, accadevano in una chiesa battista, vale la pena di citare la frase iniziale di quella che è tuttora conosciuta come “la confessione di fede battista”, quella del 1689:

“La Sacra Scrittura è l’unica, bastevole, certa e infallibile regola di ogni conoscenza di salvezza, di fede e obbedienza.”

Sospettiamo che la confessione di Bangkok dica ben altro.

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8 Responses to “ORA ANCHE LA “TEOLOGIA FINOCCHIA”, LA BIBBIA GAY, E UNA MISTERIOSA CONFESSIONE DI FEDE”

  1. Daniela Michelin Salomon ha detto:

    Ma questi “curatori della bibbia gay” stanno completamente dando i numeri? Non si rendono conto di aggiugere scandalo su scandalo?
    Daniela Michelin Salomon

  2. Luca Zacchi ha detto:

    Una vergogna dopo l’altra. Ora siamo arrivati a falsificare la Bibbia…

  3. Paolo Castellina ha detto:

    Prima che qualcuno ci dia degli ignoranti, la “Confessione di Fede di Bagkok” è propriamente detta: “Dichiarazione ed Appello di Bagkok” ed è stata prodotta nel 2009 dalla Conferenza Ecumenica Globale su Giustizia per i Dalit” del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Con il sottotitolo “Comunità giuste ed inclusive”, essa mira a difendere la dignità dei Dalit. Paria o dalit (o erroneamente intoccabili, ma la traduzione corretta è oppressi) sono definiti i fuori casta nel sistema sociale e religioso induista, includendo anche gli aborigeni indiani e gli stranieri.Gandhi si riferì ai dalit più poveri ed emarginati come agli Harijan, cioè “figli di dio”.Il diffuso termine paria è il singolare della parola paraiyar che sono il gruppo etnico dalit più cospicuo nel Tamil Nadu. Il termine “dalit” (in sanscrito dal significa “spezzare, spaccare, aprire”). Il movimento gay la utilizza strumentalmente per affermare che gli omosessuali sono una casta oppressa la cui dignità ed uguaglianza è da affermare.Vedasi (in inglese) resources/documents/wcc-programmes/unity-mission-evangelism-and-spirituality/just-and-inclusive-communities?set_language=en

  4. Luca Zacchi ha detto:

    Per conoscenza, vi posto quanto ho pubblicato sul mio profilo Facebook condividendo quwsto articolo: Di fronte a questa vergogna, ci tengo a sottolineare di non aver più nulla a che spartire con la chiesa valdese cosiddetta ‘ufficiale’. Siamo arrivati alle traduzioni di comodo, stile testimoni di Geova, pur di giustificare dottrine che sono solo verità umane, fasulle e parziali.

  5. Samuela ha detto:

    qui andiamo molto peggio che i testimoni di Geova. di questo passo dove andremo a finire? o si ravvedono o alla fine di questa vita rimarranno delusi. i primi valdesi della storia non avevano nulla a che fare con queste novità di oggi, volevano vivere il vero evangelo e pagarono un prezzo molto alto per questo

  6. Samuela ha detto:

    per correttezza devo aggiungere infatti che, come il commentatore precedente, non includevo di certo valdesi.eu, che so essere contrarissimi a queste novità pro gay, nè i valdesi contrari a tali novità e chiunque del protestantesimo non le approvi. lo stesso vale per i battisti, anch’essi sono divisi sul punto e quelli che vogliono conservare il vero Vangelo non approverebbero mai una cosa del genere

  7. Franco ha detto:

    Signori e signore…..se non l’abbiamo ancora capito….l’anticristo é servito.

  8. Franco ha detto:

    Leggo qui e là vari commenti e una cosa mi ha colpito. Spesso viene esaltata la caratteristiche democratiche della chiesa valdese e va bene se intesa nell’ambito cioè nella comune adesione ad un Re, una monarchia, cioè la Parola di Dio che é Gesù. Ma questo lodevole concetto di considerazione reciproca sembra più essere ormai intesa come una Parola di Dio fatta a colpi di maggioranza e consenso. Un pò meno esaltazione della democrazia umana e un più di esaltazione di monarchia divina, di Gesù Cristo, potrebbe essere la giusta ricetta. Queste cose/dottrine/persone,non sono piombate dal giorno alla notte in uan chiesa valdese. Evidentemente gli é stato dato modo di proliferare per anni. Spero con tutto il cuore che i fratelli in Cristo valdesi dissidenti possano trovare modo di vincere in Cristo tutti i turbamenti che quelli che erano loro stessi fratelli gli stanno provocando. Ed anche il concetto di fratello va meditato proprio su ciò che insegna il Re in Luca 8: 19 “Or sua madre e i suoi fratelli vennero da lui, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. 20 E da alcuni gli fu riferito: «Tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e ti vogliono vedere». 21 Ma egli, rispondendo, disse loro: «Mia madre e i miei fratelli sono quelli che odono la parola di Dio e la mettono in pratica».
    Dobbiamo stingerci forte, pregare, raccoglierci insieme per essere pronti ad affrontare una probabile nuova persecuzione.

Rispondi a Franco Annulla risposta

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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