\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

“OMOFOBO!” – ARRESTATO A LONDRA PERCHÉ, PREDICANDO SU I TESSALONICESI 4, HA DEFINITO L’OMOSESSUALITÀ (E L’ADULTERIO) “PECCATO”

Lo scambio tra il pastore Castellina e il fratello Di Lecce mi spinge a fare alcune considerazioni sulla nostra Chiesa.

La mia ovviamente non vuole essere un’analisi scientifica ma una semplice osservazione da membro di chiesa (valdese e metodista), site drug e prima ancora da membro della più grande Chiesa di Cristo.

Dopo anni di Sinodi e Conferenze Distrettuali, ho raccolto un comune commento dalle persone che per la prima volta vi partecipano quali deputati delle nostre Chiese. Tutti rimangono meravigliati, per non dire delusi, dal fatto che nelle nostre assemblee non si parli mai di Gesù Cristo!

Certo si può rispondere che questi sono incontri organizzativi, dove si discute dei regolamenti, della gestione della Chiesa e delle sue opere, ma il punto non è questo. In questi contesti sembra di partecipare a un’assemblea di una qualunque società, non a un incontro tra credenti, dove soffia lo Spirito Santo e dove i fratelli e le sorelle manifestano la loro gioia e gratitudine al Signore per la condivisione fraterna. In particolare i nostri fratelli stranieri si sentono spaesati e non ne capiscono la logica, che è lontana anni luce dalla loro spiritualità.

Non so se si possa parlare di “chiesa in decomposizione”, ma è un dato oggettivo che ogni anno la Chiesa Valdese perde dei membri, fatica con le contribuzioni, e molte piccole realtà locali rischiano di scomparire. Se non fosse per l’apporto dei fratelli e delle sorelle non italiani, molte delle nostre chiese locali sarebbero già state chiuse.

Sul perché avvenga questo, il dibattito è continuo e prosegue da anni, ma le risposte date, quale la progressiva secolarizzazione della società, il disinteresse per il sacro, etc. non convincono. A mio modo di vedere, l’unica risposta valida non la si vuole sentire, e si continua a girare intorno al problema senza fare nulla, illudendosi che la situazione cambi da sola, come per miracolo, ma senza nemmeno invocare l’aiuto di Dio, giacché non mi è mai capitato una volta di sentire il presidente del seggio invitare i deputati a pregare per la Chiesa!

La radice del problema risiede nella Facoltà Valdese di Teologia: la nostra facoltà non sforna pastori ma teologi! Certo è bello avere un corpo pastorale che conosca alla perfezione greco ed ebraico, che sappia sostenere delle dotte conversazioni su Bonhoeffer, Niemöller e Gounelle, ma in una Chiesa composta da poco più di 20.000 membri, quando abbiamo un teologo o due, sono già più che sufficienti. Quello che serve sono dei pastori che sappiano fare due cose molto più semplici e pratiche: cura d’anime ed evangelizzazione! Purtroppo un bravo teologo non è per forza anche un bravo pastore. La cura d’anime è spesso negletta, forse perché andare a visitare vecchi, malati e detenuti è meno gratificante che tenere un discorso presso l’associazione tal dei tali, dove il pastore è invitato quale rappresentante della blasonata Chiesa Valdese. L’evangelizzazione poi è stata assente per anni nelle nostre chiese, a meno di non chiamare evangelizzazione le conferenze culturali, la partecipazioni ad iniziative civili e gli incontri ecumenici che riempiono regolarmente le agende dei nostri pastori, insieme alle mille Commissioni cui fanno parte.

Purtroppo senza una costante cura d’anime ed una convinta evangelizzazione, le chiese si spengono: i risultati sono davanti ai nostri occhi.

Le Chiese cd Evangelicali veicolano un messaggio semplice ed efficace: “Gesù ti salva”. La nostra recentissima campagna di… evangelizzazione è solo un maldestro tentativo dopo anni di immobilismo, perché il suo messaggio è tutto diretto al cervello delle persone, piuttosto che al cuore, e sembra dire: “vieni alla chiesa valdese perché è libera e aperta, perché accoglie tutti, perché non ha il papa, perché non fa distinzioni sessuali…”.

Va bene anche questo, ma io vado in una Chiesa Evangelica per incontrare Gesù, non perché è diversa da quella cattolica.

Ma torniamo ai nostri pastori/teologi. Non c’è dubbio che essi abbiano un peso determinante nelle scelte della Chiesa, e quindi sull’orientamento dei membri di chiesa. Il fatto che la Chiesa Valdese si ponga su posizioni “progressiste” non è di per se un male, ovviamente, ma quando questo deriva dal fatto che la maggior parte dei pastori è prigioniera di un’ideologia di sinistra, al punto di giudicare la bontà dei membri di chiesa (in senso lato) non in base alla loro adesione alla Parola, bensì al loro orientamento politico, non è certo in linea con quanto ci si può aspettare da un pastore e da una Chiesa, che dovrebbe accogliere indistintamente tutti gli orientamenti proprio perché è in Cristo che il mondo nelle sue diversità viene riconciliato con Dio. Allora il dibattito nella nostra Chiesa dovrebbe veramente essere franco e aperto, e non clandestino con scambi di anatemi e scomuniche in puro stile sovietico/papista. Così come il vostro sito (Valdesi.eu) ospita interventi di Di Lecce, sarebbe auspicabile che Riforma desse spazio anche agli interventi di Castellina, e altri che volessero esprimere liberamente le proprie opinioni discordanti con la linea ufficiale, ma sicuramente espressione di una democrazia ecclesiastica che la nostra Chiesa si onora di possedere.

Non voglio qui entrare nel merito delle posizioni teologiche espresse su taluni temi, e in particolare la decisione del Sinodo di benedire le unioni omo affettive, ma vorrei sottolineare come il modo di condurre la questione sia stato molto discutibile. Premesso che non si tratta di matrimoni omo affettivi, che la Chiesa Valdese non approva, personalmente sono favorevole alle c.d. “benedizioni”, laddove queste siano viste come il riconoscimento di un cammino di fede di due persone che ricercano la comunione con Cristo, pur nella loro diversità, e non un semplice gesto provocatorio, che poi purtroppo è stato strumentalizzato soltanto in chiave diritti civili degli omosessuali. L’apostolo Paolo diceva che tutto mi è lecito, ma anche che non tutto mi giova. Certamente il clamore suscitato dall’Atto del Sinodo 2010 a favore delle benedizioni omo affettive non ha giovato alla Chiesa Valdese, ma semmai l’ha danneggiata allontanando diverse persone dalla comunione perché non preparati adeguatamente. Così è stato prodotto un Atto che in linea di principio era giusto, ma sicuramente inopportuno, proprio perché nelle Chiese non se n’era parlato preventivamente a sufficienza, e con una sorta di “colpo di mano” è stato approvato sulla spinta di una parte soltanto del corpo pastorale, nonostante i forti dubbi espressi da molte parti, in particolare dai fratelli e dalle sorelle non italiani. Non è stato un bell’esempio di fraternità neanche quello.

Concludo ritornando sul tema che a mio avviso è centrale: l’annuncio dell’Evangelo, fatto col cuore e non con la mente. Se la croce è ancora scandalo e pazzia, allora anche il messaggio di Cristo deve ritornare a parlare ai cuori delle persone con la semplicità e la freschezza dei bambini. Se i nostri pastori non impareranno a deporre la loro pesante cultura umana/umanistica per lasciarsi guidare maggiormente dalla pazzia dello Spirito Santo nella loro opera di annuncio dell’Evangelo, dubito molto che la nostra Chiesa potrà sopravvivere, e questo anche se crescono i contributi dell’8 per mille, e quindi potenzialmente il nostro consenso tra la gente, perché un tale consenso è dimostrato che poi non si traduce in nuove conversioni.

Ma la Chiesa valdese fa le veglie contro la “omofobia”

La Chiesa Valdese è impegnatissima contro la “omofobia”. Nel 2007, approved il Sinodo votò un ordine del giorno in cui, healing tra l’altro, si invitavano le chiese locali a partecipare alle veglie contro l’omofobia. Invito ampiamente accolto negli anni seguenti. Nella giornata inaugurale del Sinodo 2010, gran parte dei membri del Sinodo indossava un triangolo rosa “contro l’omofobia”. Nel mese di maggio di quest’anno, molte chiese hanno organizzato per la “giornata mondiale contro l’omofobia” convegni, veglie, preghiere eccetera.

Che cos’è l’omofobia? La parola, etimologicamente, indicherebbe “paura degli omo[sessuali]” (ci sono molti altri omo: omogenei, omozigoti, omoteleuti… ma ormai la parola “omo” è stata monopolizzata). Nella pratica è usata, con un significato fortemente negativo, come “razzista” rispetto all’orientamento sessuale. Dunque i giornali parlano di “episodi di omofobia” quando degli individui picchiano qualcuno perché è gay, danneggiano i locali frequentati dai gay, e cose del genere. Chiaramente, si tratta di comportamenti esecrabili e anche imbecilli. E così molti chiedono delle leggi apposite. In realtà, la legge punisce qualsiasi aggressione o atto distruttivo indipendentemente dall’obiettivo. Ma questo, dicono, non basta: bisogna punire chi “incita all’odio contro gli omosessuali”, e questo può essere ragionevole, ma diventa complicato, perché “incitare all’odio” è un concetto vago. Chi dice “Andiamo ad aggredire dei gay perché se lo meritano” è già punito dalla legge perché incitare a commettere un reato, qualsiasi reato, è già di per sé un reato. E così si chiede di estendere il concetto.

Il 23 marzo In Inghilterra e Galles è stata approvata una legge che, a pochi giorni dalla sua entrata in vigore, ha avuto un effetto sconcertante. Il 1° Luglio, a Wimbledon, l’americano Tony Miano predicava per strada con un piccolo amplificatore, su I Tessalonicesi 4, 1-5: “Per il resto dunque, fratelli, vi preghiamo ed esortiamo nel Signore Gesù che, come avete ricevuto da noi in quale modo vi conviene camminare per piacere a Dio, abbondiate molto più in questo. Voi conoscete infatti quali comandamenti vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù. Poiché questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione; che vi asteniate dalla fornicazione; che ciascuno di voi sappia possedere il suo vaso in santità ed onore, non con passioni disordinate, come i gentili che non conoscono Dio”. Miano diceva più volte che sia l’adulterio sia l’omosessualità sono peccati agli occhi di Dio ed esortava ad astenersene, senza mai pronunciare parole di odio o disprezzo verso chi le pratica. Su segnalazione di una donna, la polizia interveniva e faceva una serie di domande al predicatore sulle sue motivazioni. Miano chiariva di non nutrire né diffondere odio verso gli omosessuali. Anzi, diceva: “Io amo gli omosessuali, per questo voglio far loro conoscere la parola di Dio”. Aggiungeva: “Se incontrassi un omosessuale che soffre la fame lo porterei a mangiare insieme a me”. Nonostante questo, dopo una serie domande, veniva tratto in arresto da due poliziotti e portato nella locale stazione di polizia, dove veniva trattenuto per sei ore, e costretto a lasciare le impronte digitali e fare il test del Dna. Il tutto può essere osservato in un lungo filmato, pubblicato su Huffington Post UK. E’ anche possibile trovare un resoconto del fatto in italiano. Sia Miano sia i poliziotti tengono un comportamento pacato e tranquillo, nessuno di loro appare fanatico. Ma la legge è la legge e la Bibbia è la Bibbia. Né l’una né l’altra possono essere “interpretate” al di là di certi limiti. E se la Bibbia dice una cosa vietata dalla legge, la legge la punisce! Infatti, quello di Miano non è un caso isolato.

Alla Camera dei Deputati di Roma, la commissione Giustizia ha messo a punto un testo-base sulla "omofobia" dove, oltre a introdurre un aggravante per i delitti commessi per odio verso eprsone con un determinato orientamento sessuale, si punisce "con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa chi propaganda idee fondate sulla superiorità [di un certo orientamento sessuale o di una certa identità di genere] ovvero sull’odio [verso un certo orientamento sessuale o una certa identità di genere] ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. La legge, inoltre vieta “ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi di orientamento sessuale o di identità di genere. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni”.
Insomma, c'è ben altro che punire gli atti di teppismo o di bullismo.

Ora, dire che un cristiano dovrebbe sposarsi con una persona di sesso opposto e che chi lo fa con una dello stesso sesso compie un peccato sembra proprio indicare “la superiorità di un certo orientamento sessuale”: per dire questo, se passa il testo così com’è, si dovrà affrontare un anno e sei mesi di carcere. Lo stesso dovrà accadere se si leggono pubblicamente, dicendo che sono parola di Dio, i diversi brani della Bibbia che condannano l’omosessualità. Lo stesso dovrà accadere per la lettura del canto XV della Divina Commedia. Se una scuola rifiuta di assumere come insegnante un omosessuale o un transessuale, se una chiesa non consente di diventare ministri di culto a omosessuali e transessuali non sta forse compiendo una discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale? E non sarebbe forse discriminazione ammettere alla benedizione liturgica solo le coppie uomo-donna, e non quelle uomo-uomo o donna-donna? Anche per questo, un anno e mezzo di reclusione. E non si pensi che la Chiesa Valdese sia esente: infatti, molte chiese locali, sulla base della decisione del 2010, non consentono le benedizioni alle coppie dello stesso sesso. I semplici membri di queste chiese, anche se magari sarebbero personalmente favorevolissimi alle ‘benedizioni gay’ sarebbero soggetti a una pena tra sei mesi e quattro anni di reclusione. I capi di queste comunità, si suppone i pastori e i membri del concistoro/consiglio di chiesa, invece si farebbero da uno a sei anni di reclusione…

Insomma, ora vedremo quale sarà la scelta della Chiesa Valdese tra la Bibbia e la libertà religiosa da una parte, e la guerra santa “contro l’omofobia” dall’altra. Quante veglie si farebbero a favore di un predicatore islamico che fosse arrestato perché propaganda l’inferiorità delle donne?

E vedremo anche se gli organi di informazione della Chiesa daranno la notizia dell’arresto del predicatore americano in Inghilterra.

Related Posts

11 Responses to ““OMOFOBO!” – ARRESTATO A LONDRA PERCHÉ, PREDICANDO SU I TESSALONICESI 4, HA DEFINITO L’OMOSESSUALITÀ (E L’ADULTERIO) “PECCATO””

  1. rosario ha detto:

    Non è la prima volta che succede una cosa del genere in Gran Bretagna. L’anno scorso un pastore battista discutendo con una signora in modo privato e colloquiale anche se inuna via pubblica è stato denunciato e arrestato da un poliziotto poi rivelatosi essere omosessuale.
    Questa nuova legge è veramente preoccupante, dimostra come il movimento/lobby LGBT abbia tendenze fascistoidi e non credo di esagerare. Fino a poco tempo fa credevo che loro si sentissero più uguali degli altri ora comincio a pensare che si sentano una razza superiore, una mutazione genetica che li rende migliori e anche più santi e osservanti quando si proclamano cristiani.
    Sfruttano le violenze che dei criminali e dei nazisti della loro risma commettono contro le loro persone (interamente intese psiche e corpo) per imporre la loro visione della società alla quale non ci si potrà opporre perchè difesa dalle pistole e dai fucili, nonchè dalle manette del regime.
    Qui sono in gioco le libertà fondamentali e non è cosa che riguarda solo i credenti, ma la cittadinanza. Sarebbe ora di allargare questa questione dell’offensiva gay a tutta la citadinanza e prepararsi a raccogliere le firme per abrogare questa legge o quella che comunque ne uscirà.
    Speriamo bene.
    Saluti fraterni

    • Anett ha detto:

      Anna I femminielli vennogo considerati come un fenomeno folkloristico e per questo accettatti da un popolo che vive di tradizioni popolari. Da un lato c’e8 l’orgoglio di appartenere a questo luogo cosec ricco di cultura popolare, credo che in nessun altro luogo d’Italia potrebbe esistere la Candelora. Dall’altro c’e8 la tristezza di vedere considerati i femminielli quasi come un fenomeno da baraccone. L’ultima parte del filmato lo dimostra ed e8 effettivamente un po’ triste.

  2. Sinceramente io non so più che pensare…perché forse arriverà il tempo che non si potrà neanche più pensare liberamente e leggere la Bibbia prendendola così com’è!!! Daniela

    • Salvador ha detto:

      Brava Livia!! :)Concordo in pieno!! Cambiare idea e8 sempre stata una praovgetira delle persone intelligenti, no? Speriamo che ora si facciano ulteriori passi avanti! 🙂

  3. Luca Zacchi ha detto:

    Condivido appieno l’articolo.

  4. Franco ha detto:

    Il video non si vede più

    • Althaf ha detto:

      Secondo me il dato importante e8 che la deivrsite0 puf2 essere vista come valore in contesti che solitamente si pensa siano ostili a tutto cif2 che va oltre il comune senso del pudore e della vergogna. In questo senso lo vedo come un qualcosa di positivo. Che poi sussista l’omofobia e8 un dato di fatto che diamo tutti per scontato ma la mia osservazione era indirizzata pif9 in generale al concetto di diverso .

  5. Franco ha detto:

    ah scusate errore mio, credevo partisse dalla foto.

    • Frank ha detto:

      Grazie per le preziose ifmarnozioni. Napoli si conferma un centro di promozione culturale unico e straordinario, anche se ovviamente nella prassi di tutti i giorni restano i limiti della lentezza di assimilazione.L’omofobia purtroppo sta crescendo, alimentata anche dalla chiesa, un po’ in tutto il Paese.

  6. Ana ha detto:

    Anna Il gay pride viene considerato feomneno da baraccone in termini negativi (non e8 un opinione personale ma cif2 che pensa la maggior parte delle persone). Quello dei femminielli invece e8 un feomneno molto pif9 complesso di un gay pride e strettamente legato alla struttura sociale napoletana. Non sono certo persone ridicole, ma proprio per il loro modo di essere sono meglio accettate rispetto ad un gay o ad una lesbica, ed e8 questo il lato triste della vicenda.

  7. ela ha detto:

    anche per ragioni come questa le varie denominazioni cristiane dovrebbero essere unite. Le divisioni in denominazioni certo non aiutano, da decenni non aiutano. In parole povere, per chiudere i cancelli non si deve aspettare che prima scappino i buoi, allora sarà troppo tardi

Rispondi a Daniela Michelin Salomon Annulla risposta

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Link Consigliati

                 

Visitatori 2010 : 43.446

Visitatori 2011 : 81.694

Visitatori 2012(fino a al 13 Novembre) : 85.636

Statistiche visitatori dal 14-11-2012

  • 2118655Totale Visitatori:
  • 1015Oggi:
  • 1452Ieri:
  • 10738Ultimi 7 giorni:
  • 23364Questo mese:

Visitatori Online

Articoli Recenti