\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

LA PASTORA ZELL È STANCA E INSOFFERENTE PER LE “CHIACCHIERE IN RETE”…

Immaginiamo che in Italia, website almeno una settimana durante l’anno, doctor si voglia dare direttamente ai cittadini la possibilità di decidere il loro destino, search ciò di modificare quelle leggi che proprio non piacciono, di rinnovare il paese, di svecchiarlo dalla sua burocrazia e dai centri di potere autoreferenziali!

Immaginiamo che per farlo si decida di formare un’assemblea di 180 deputati così composta:

66 deputati/senatoridella repubblica;

La Casa Valdese di Torre Pellice, dove si svolge il Sinodo.

32 politici e funzionari di partito;

82 delegati eletti tra i cittadini delle varie regioni italiane.

Immaginiamo di riunirli tutti in un’aula, insieme ad altri 42 deputati/senatori della repubblica, che però, quest’ultimi, potranno soltanto intervenire per dare consigli ed esporre le loro idee, senza il diritto di voto; per cui le decisioni dell’assemblea saranno prese con una maggioranza di 91 voti.

Ora immaginiamo di discutere dei tanto attesi cambiamenti, delle riforme che si dovrebbero fare, di tutte le istituzioni che si vorrebbero innovare (per esempio ridurre il numero dei deputati/senatori, o il peso dei partiti politici nella vita pubblica, di un maggior spazio ai giovani e alle nuove idee e quant’altro serve per svecchiare il nostro paese), e il tutto in una sola settimana di lavoro dell’assemblea, cui sono per altro imposti tempi e temi in gran parte già prestabiliti, e proprio da alcuni di quei 32 funzionari di partito che poi voteranno nell’assemblea.

La domanda che ora ci poniamo, molto seria e concreta è questa: “Come possono 82 delegati, la maggioranza dei quali “non sono politici di professione”, e perciò non avvezzi ai dibattiti parlamentari e alla politica, con tutti i suoi “trucchi del mestiere” e giochetti sottobanco, far passare un qualunque progetto di cambiamento contro i 98 “politici navigati”, che vivono quotidianamente il loro ruolo, e non soltanto una settimana all’anno, e come se non bastasse anche spalleggiati da altri 42 loro colleghi, pronti a dare “saggi consigli” frutto dell’esperienza, destinati a smontare le “idee e le proposte naif”  che gli 82 inesperti delegati, muovendosi in ordine sparso, possono proporre?” E questo al di la della matematica, 98 a 82, che non è un’opinione.

Giudichereste democratica una tale assemblea?

Lettera firmata (con richiesta di anonimato)

Aggiungiamo: immaginiamo che a quella assemblea non sia ammessa la presenza del pubblico che potrebbe almeno vedere i “trucchi del mestiere e i giochetti”, nonostante il regolamento lo richieda…

Qualcuno che non segua puntualmente questo sito potrebbe chiedersi perché questa riflessione sia stata inviata a valdesi.eu. Il lettore non lo specifica, ma immaginiamo si tratti di una “parabola” sul Sinodo Valdese. I numeri sono simili, anche se ci paiono non del tutto coincidenti, a quelli dei pastori (i primi 66) e dei deputati eletti (gli ultimi 82). Non sappiamo esattamente a chi corrispondono i 32 funzionari di partito: sappiamo che a ogni sinodo 2 diaconi a turno sono membri con diritto di voto e che ci sono altri non pastori  membri di diritto. I 42 “deputati/senatori” sembrano corrispondere ai pastori che, a turno, non hanno diritto di voto.

 Al di là della precisione dei numeri (ma forse sbagliamo noi), va però osservata una cosa: nel caso del Sinodo i 66+42 “deputati/senatori” e gran parte dei 32 “politici e funzionari”, sono nominati “a vita” e non eletti come lo sono i veri deputati e senatori.

Poiché c’è un pastore che ci accusa di “fomentare lacerazione fra chiese e pastori” (e questo pastore ha il grande merito di farlo pubblicamente a viso aperto), vorremmo specificare che in altre epoche, in cui nessuno subiva tali accuse e tanto meno il Sinodo pensava di condannarli solennemente, il Sinodo stesso era composto in ampia prevalenza da non pastori, eletti. Dire che, a nostro parere, l’assetto sinodale di quell’epoca era migliore non è significa fomentare lacerazioni, semmai evitare che quelle che già ci sono si allarghino, come testimoniano le comunità dove ci sono tanti membri, fino al 40%, che  dei loro membri, per esplicita richiesta.  
Immaginiamo che in Italia, almeno una settimana durante l’anno, click si voglia dare direttamente ai cittadini la possibilità di decidere il loro destino, rx ciò di modificare quelle leggi che proprio non piacciono, di rinnovare il Paese, di svecchiarlo dalla sua burocrazia e dai centri di potere autoreferenziali! Immaginiamo che, per farlo, si decida di formare un’assemblea di 180 deputati così composta:

66 deputati/senatori della Repubblica;

32 politici e funzionari di partito;82 delegati eletti tra i cittadini delle varie Regioni italiane.

Immaginiamo di riunirli tutti in un’aula, insieme ad altri 42 deputati/senatori della Repubblica che però, quest’ultimi, potranno soltanto intervenire per dare consigli ed esporre le loro idee, senza il diritto di voto; per cui le decisioni dell’Assemblea saranno prese con una maggioranza di 91 voti.

Ora immaginiamo di discutere dei tanto attesi cambiamenti, delle riforme che si dovrebbero fare, di tutte le istituzioni che si vorrebbero innovare (per esempio ridurre il numero dei deputati/senatori, o il peso dei partiti politici nella vita pubblica, di un maggior spazio ai giovani e alle nuove idee e quant’altro serve per svecchiare il nostro Paese), e il tutto in una sola settimana di lavoro dell’assemblea, cui sono per altro imposti tempi e temi in gran parte già prestabiliti, e proprio da alcuni di quei 32 funzionari di partito che poi voteranno nell’Assemblea.

La domanda che ora ci poniamo, molto seria e concreta è questa: “Come possono 82 delegati, la maggioranza dei quali “non sono politici di professione”, e perciò non avvezzi ai dibattiti parlamentari e alla politica, con tutti i suoi “trucchi del mestiere” e giochetti sottobanco, far passare un qualunque progetto di cambiamento contro i 98 “politici navigati”, che vivono quotidianamente il loro ruolo, e non soltanto una settimana all’anno, e come se non bastasse anche spalleggiati da altri 42 loro colleghi, pronti a dare “saggi consigli” frutto dell’esperienza, destinati a smontare le “idee e le proposte naif”  che gli 82 inesperti delegati, muovendosi in ordine sparso, possono proporre?” E questo al di là della matematica, 98 a 82, che non è un’opinione.

Giudichereste democratica una tale Assemblea?

Lettera firmata con richiesta di anonimato

 

Aggiungiamo: immaginiamo che a quella assemblea non sia ammessa la presenza del pubblico che potrebbe almeno vedere i “trucchi del mestiere e i giochetti”, nonostante il regolamento lo richieda…

Qualcuno che non segua puntualmente questo sito potrebbe chiedersi perché questa riflessione sia stata inviata a valdesi.eu. Il lettore non lo specifica, ma immaginiamo si tratti di una “parabola” sul Sinodo Valdese. I numeri sono simili, anche se ci paiono non del tutto coincidenti, a quelli dei pastori (i primi 66) e dei deputati eletti (gli ultimi 82). Non sappiamo esattamente a chi corrispondono i 32 funzionari di partito: sappiamo che a ogni sinodo 2 diaconi a turno sono membri con diritto di voto e che ci sono altri non pastori  membri di diritto. I 42 “deputati/senatori” sembrano corrispondere ai pastori che, a turno, non hanno diritto di voto.

 Al di là della precisione dei numeri (ma forse sbagliamo noi), va però osservata una cosa: nel caso del Sinodo i 66+42 “deputati/senatori” e gran parte dei 32 “politici e funzionari”, sono nominati “a vita” e non eletti come lo sono i veri deputati e senatori.

Poiché c’è un pastore che ci accusa di “fomentare lacerazione fra chiese e pastori” (e questo pastore ha il grande merito di farlo pubblicamente a viso aperto), vorremmo specificare che in altre epoche, in cui nessuno subiva tali accuse e tanto meno il Sinodo pensava di condannarli solennemente, il Sinodo stesso era composto in ampia prevalenza da non pastori, eletti. Dire che, a nostro parere, l’assetto sinodale di quell’epoca era migliore non è significa fomentare lacerazioni, semmai evitare che quelle che già ci sono si allarghino, come testimoniano le comunità dove ci sono tanti membri, fino al 40%, che chiedono di essere cancellati.  

Continuiamo lo studio biblico sull’epistola di Giacomo. Siamo arrivati all’undicesima puntata ed arriveremo, medical a Dio piacendo, ailment fino alla quindicesima. Questa puntata ha per titolo: “Amicizia con il mondo” e sul testo di Giacomo 4:1-12. Oggi la maggior parte delle chiese (liberali e non!) insistono molto sull’amore di Dio per il mondo. Che cosa però intende esattamente il Nuovo Testamento quando si riferisce a “mondo”? Dipende dal contesto, perché i significati possono essere più diversi di quanto pensiamo, e non precisarli (spesso convenientemente) fa prendere molti abbagli tanto da condurre ad errori molto gravi. Questo studio biblico può essere seguito anche da chi non si collega con noi via Skype, dal sito http://paolocastellina.pbworks.com/w/page/61524755/Giacomo11 sia con la registrazione video che con il testo scritto. Gradiremmo molto ricevere riflessioni, domande e anche critiche al riguardo. Risponderò volentieri. L’indirizzo è sempre paolocastellina@gmail.com
 
Ogni bene, Paolo

3 Dicembre 2012

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Questa puntata ha per titolo: “Amicizia con il mondo” e sul testo di Giacomo 4:1-12. Oggi la maggior parte delle chiese (liberali e non!) insistono molto sull’amore di Dio per il mondo. Che cosa però intende esattamente il Nuovo Testamento quando si riferisce a “mondo”? Dipende dal contesto, prescription perché i significati possono essere più diversi di quanto pensiamo, e non precisarli (spesso convenientemente) fa prendere molti abbagli tanto da condurre ad errori molto gravi.

Questo studio biblico può essere seguito anche da chi non si collega con noi via Skype dal  http://paolocastellina.pbworks.com/w/page/61524755/Giacomo11, sia con la registrazione video che con il testo scritto. Gradiremmo molto ricevere riflessioni, domande e anche critiche al riguardo. Risponderò volentieri. L’indirizzo è sempre paolocastellina@gmail.com

Ogni bene,

Paolo

Spulciando qui e là nel numero 45 di Riforma, stomach sembra che la riflessione della pastora Anne Zell in terza pagina su “Le parole, la Parola” si riferisca alla sua crescente impazienza (“sono sempre più stanca ed insofferente”) per il dissenso nella chiesa valdese (?) “anche in rete“. A che cosa si riferisce?

Sembra che faccia esattamente ciò di cui accusa gli altri, cioè usare il “detto e non detto”, criticando “le “parole pesanti” che a suo dire sarebbero “inutili” ed ingiuste. Di che cosa parli lo lascia infatti nell’ambiguità, definendolo “i primi anelli della catena della malvagità”. Lancia il sasso e tipicamente “nasconde la mano”, pronta a negare di averlo tirato…

Un appello dunque alla “chiarezza” che è la prima a non fare. Naturalmente “non parla di noi” e si guarda bene dal farlo “per non farci pubblicità”. Non una parola di autocritica e il solito appello al “dialogo” che non avverrà mai. Stile “a buon intenditor poche parole”.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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