Famiglie valdesi nelle persecuzioni. I Bastie: la fede più forte di ogni altra cosa (1a parte)

Le due borgate Bastia oggi: a sinistra i Bastia Superiori, a destra i Bastia Inferiori

Abbiamo notizie della famiglia Bastie fin dalla fine del XIV secolo quando nacque Johannes Bastie Carretier, a San Giovanni, oggi parte del comune di Luserna San Giovanni, dove due borgate, vicine fra di loro, portano ancora il nome di Bastie, Superiori e Inferiori. Intorno all’anno 1500 due generazioni di suoi discendenti nacquero nella vicina Angrogna (anche lì c’è una borgata Bastie), ma i loro figli di cui abbiamo notizia ritornarono a San Giovanni dove, intorno al 1570, nacque Paulo Bastie Carretier. Sposò Susanna Malanot ed ebbero tre figli. Di due conosciamo la discendenza: Michel, nato nel 1594, e Bartolomeo, del 1596. Il terzo, Giuseppe, nato nel 1598 pare sia morto intorno al 1630 senza figli.

Bartolomeo, si sposa per primo intorno al 1618, con Susanna Saviot, stesso paese. L’anno dopo nasce una figlia cui viene imposto lo stesso nome della madre, Susanna, e nel 1620 Maria, nell’anno in cui muore il nonno Paolo. Nascono poi un figlio e altre tre figlie, l’ultima delle quali, nel 1631. Nel 1639 il padre Bartolomeo muore, poco più che quarantenne. 

Il primogenito, Michel, si sposa invece piuttosto tardi (possiamo presumere si fosse già sposato in precedenza fosse rimasto vedovo), a 40 anni, intorno al 1634, con Esther Bellonat, vent’anni più giovane, anche lei di San Giovanni. Nel 1635 nasce il primo figlio, Paul come il nonno paterno, e nel 1637 il secondo, Daniel.  Tra il 1639 e il 1652 nascono quattro figlie e un figlio. 

Nel 1655, in questo mondo, sempre benedetto dalla fede, confortato dalle gioie della famiglia e della comunità, irrompe una terribile persecuzione. Il 17 aprile, quattromila soldati savoiardi comandati dal Marchese di Pianezza  entrano in Val Pellice mirando ancora una volta allo sterminio totale dei Valdesi (per il quadro storico vedi la nostra Cronologia Valdese di quegli anni). I Valdesi, enormemente inferiori per numero e armamento, resistono con azioni di guerriglia, appoggiati dalla popolazione. Michel, che ha 61 anni, muore il 10 giugno durante i furiosi combattimenti in Val Pellice. Due mesi dopo, grazie alle pressioni della Svizzera, dell’Inghilterra di Cromwell e persino della Francia, all’epoca alleata di quest’ultimo, il Duca di Savoia Carlo Emanuele II ripristina le garanzie di libertà religiosa dei Valdesi stabilite nel trattato di Cavour nel 1561, limitatamente all’area montana da loro abitata. La vita torna alla normalità, sia pure nelle durezze dell’epoca. Nel frattempo, la vedova di Michel, l’ormai quarantenne Esther, si scopre incinta e all’inizio del 1656 nasce Mathieu, ottavo e postumo.

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