\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

A scanso di equivoci…

decease dove per la prima volta i valdesi non sono più maggioranza” src=”http://www.valdesi.eu/wp-content/uploads/2013/11/Tempio-di-San-Germano-dove-per-la-prima-volta-i-valdesi-non-sono-più-maggioranza–300×225.jpg” alt=”” width=”300″ height=”225″ />Anche il settimanale Riforma è costretto, troche nell’edizione del 15 novembre, order ad ammettere che le chiese valdesi delle Valli Valdesi, nucleo storico, baluardo valdese da almeno 750 anni, stanno subendo gravi perdite di membri: dal 2003 ad oggi, si va da 11.522 a 10.819. Una perdita di 703 persone, pari al 6,1%. In Val Pellice, dove vive un quarto di tutti i valdesi europei, si scende da 5625 a a 5109, -9,2%. La comunità di Luserna San Giovanni, che era la più grande comunità valdese del mondo, scende da 1894 a 1546, con un’impressionante -18,4! Con questa perdita arriva esattamente alla pari con Torre Pellice, anch’essa in calo, ma di sole 44 persone, che primeggia in termini di membri elettori, quelli generalmente più impegnati che chiedono di avere diritto di voto nelle assemblee: 331 contro i 233 di Luserna, superata anche dai 238 di Pinerolo. Perdite superiori al 10% anche ad Angrogna, Bobbio Pellice, Pramollo, Prarostino, Massello, Prali e Rodoretto. Notevole anche il caso di San Germano, dove per la prima volta dall’epoca della deportazione e dell’esilio 1686-1689 i valdesi non sono più maggioranza. Prima del 1686 la prevalenza valdese risale a tempi immemorabili.

Quali sono le ragioni di questo calo preoccupante? L’autore dell’articolo, Marco Rostan, membro della comunità di Luserna San Giovanni e molte volte deputato al Sinodo, non si addentra nella ricerca delle cause, ma dice comunque: “Anche in terra valdese la secolarizzazione avanza, la fede spesso diventa una religione personale, la frequenza al culto episodica. Non sono pochi quelli che dicono di avere un loro rapporto con Dio, ma si rifiutano di far parte di una chiesa. Perché?”

Un perché bello chiaro lo spiega un membro della comunità di Bobbio, Antonio Zatti, “da 58 anni” lettore del settimanale valdese,  che, in una lettera (lodevolmente) pubblicata sullo stesso numero, racconta di aver detto al suo pastore, Gregorio Plescan, “non capisco i suoi sermoni” perché “secondo me, mancano di spirito” citando Giovanni 6:63: “È lo Spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla“.

Da qui discende tutto il resto: disprezzo per la Bibbia, che implica disprezzo per la Confessione di fede fondata sulla Bibbia, che implica il mancato rispetto della missione della Chiesa, quello di professare le dottrine contenute nell’Antico e nel Nuovo Testamento e formulate nella sua confessione di fede, disprezzo e ostilità verso chi si oppone a tutto questo. Del resto, poiché la chiesa ha abbandonato il suo fondamento, ciò su cui di fatto si basa è una confusa ideologia politica portata avanti con metodi da partito politico intollerante, dove non c’è interesse verso chi ha idee diverse o semplicemente non è nella cerchia “che conta”. Questo porta ovviamente ad altri abbandoni.

Poche settimane fa abbiamo parlato di due valdesi, uno celebre, Roberto Malan, e una ben nota ai lettori di questo sito, Daniela Michelin Salomon, siano stati messi fuori dai registri ecclesiastici senza battere ciglio. Si potrebbero citare anche altri casi, anche recenti – come quello di avvocato della Val Pellice che ha servito la chiesa in tanti comitati e gruppi di lavoro – di richieste di  cancellazione. Ma Lor Signori tirano dritto, predicano la tolleranza e il dialogo, ma solo con chi la pensa come loro. Per gli altri – soprattutto se sono orgogliosi di essere valdesi – ci sono porte in faccia, ostilità, ostracismo.

Autocritica? Al contrario! Basta vedere l’unica reazione alla garbatissima critica mossa dalla lettera di Antonio Zatti: una lettera del pastore di Genova, Italo Pons, di “solidarietà” con il pastore Plescan. E il solito ammonimento: “il dissenso… dovrebbe essere circoscritto nell’assemblea locale… dove ogni membro ha la possibilità di esprimere e manifestare le sue opinioni”.

Ma quando la Chiesa Valdese ha voluto protestare verso decisioni politiche della Regione Piemonte in  materia di sanità lo ha fatto con striscioni per le strade e sui templi, dichiarazioni ai giornali e alle televisioni, plateali gesti durante il Sinodo, trasformato in momento di lotta politica. Si può dubitare che questo sia compito della chiesa, ma di certo è un suo diritto. E se un assessore regionale avesse detto “il dissenso dovrebbe essere circoscritto al consiglio regionale o alle elezioni regionali dove c’è libertà di manifestare le proprie opinioni”, tutti, pastori valdesi per primi, avrebbero gridato alla dittatura, e giustamente.

Al fratello Zatti, neppure una parola di comprensione, di spiegazione, nulla. Deve tacere e basta!

site dove per la prima volta i valdesi non sono più maggioranza” src=”http://www.valdesi.eu/wp-content/uploads/2013/11/Tempio-di-San-Germano-dove-per-la-prima-volta-i-valdesi-non-sono-più-maggioranza–300×225.jpg” alt=”” width=”300″ height=”225″ />Uno di quelli rimasti spiega il perché, e la reazione di un pastore lo conferma

Anche il settimanale Riforma è costretto, nell’edizione del 15 novembre, ad ammettere che le chiese valdesi delle Valli Valdesi – nucleo storico, baluardo valdese da almeno 750 anni – stanno subendo gravi perdite di membri: dal 2003 a oggi, si va da 11.522 a 10.819. Una perdita di 703 persone, pari al 6,1%.

In Val Pellice, dove vive un quarto di tutti i valdesi europei, si scende da 5625 a a 5109, -9,2%. La comunità di Luserna San Giovanni, che era la più grande comunità valdese del mondo, scende da 1894 a 1546, con un’impressionante -18,4! Con questa perdita arriva esattamente alla pari con Torre Pellice, anch’essa in calo ma di sole 44 persone, che primeggia in termini di membri elettori – quelli generalmente più impegnati che chiedono di avere diritto di voto nelle assemblee: 331 contro i 233 di Luserna, superata anche dai 238 di Pinerolo. Perdite superiori al 10% anche ad Angrogna, Bobbio Pellice, Pramollo, Prarostino, Massello, Prali e Rodoretto. Notevole anche il caso di San Germano dove, per la prima volta dall’epoca della deportazione e dell’esilio 1686-1689, i valdesi non sono più maggioranza. Prima del 1686, la prevalenza valdese risaliva a tempi immemorabili.

Quali sono le ragioni di questo calo preoccupante? L’autore dell’articolo, Marco Rostan, membro della comunità di Luserna San Giovanni e molte volte deputato al Sinodo, non si addentra nella ricerca delle cause ma dice comunque: “Anche in terra valdese la secolarizzazione avanza, la fede spesso diventa una religione personale, la frequenza al culto episodica. Non sono pochi quelli che dicono di avere un loro rapporto con Dio, ma si rifiutano di far parte di una chiesa. Perché?”

Un perché bello e chiaro lo spiega un membro della comunità di Bobbio, Antonio Zatti – “da 58 anni” lettore del settimanale valdese che, in una lettera (lodevolmente) pubblicata sullo stesso numero, racconta di aver detto al suo pastore, Gregorio Plescan: “Non capisco i suoi sermoni” perché “secondo me, mancano di spirito” – citando Giovanni 6:63: “È lo Spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla“.

Da qui discende tutto il resto: disprezzo per la Bibbia, che implica disprezzo per la Confessione di Fede fondata sulla Bibbia, che implica il mancato rispetto della missione della Chiesa, quello di professare le dottrine contenute nell’Antico e nel Nuovo Testamento e formulate nella sua Confessione di Fede, disprezzo e ostilità verso chi si oppone a tutto questo. Del resto, poiché la chiesa ha abbandonato il suo fondamento, ciò su cui di fatto si basa è una confusa ideologia politica portata avanti con metodi da partito politico intollerante, dove non c’è interesse verso chi ha idee diverse o semplicemente non è nella cerchia “che conta”. Questo porta ovviamente ad altri abbandoni.

Poche settimane fa abbiamo parlato di due valdesi – uno celebre, Roberto Malan, e una ben nota ai lettori di questo sito, Daniela Michelin Salomon – messi fuori dai registri ecclesiastici senza battere ciglio. Si potrebbero citare anche altri casi, anche recenti, di richieste di cancellazione – come quello di avvocato della Val Pellice che ha servito la chiesa in tanti comitati e gruppi di lavoro. Ma Lor Signori tirano dritto, e predicano la tolleranza e il dialogo ma solo con chi la pensa come loro. Per gli altri – soprattutto se sono orgogliosi di essere valdesi – ci sono porte in faccia, ostilità, ostracismo.

Autocritica? Al contrario! Basta vedere l’unica reazione alla garbatissima critica mossa dalla lettera di Antonio Zatti: una lettera del pastore di Genova, Italo Pons, di “solidarietà” con il pastore Plescan. E il solito ammonimento: “Il dissenso… dovrebbe essere circoscritto nell’assemblea locale… dove ogni membro ha la possibilità di esprimere e manifestare le sue opinioni”.

Ma, quando la Chiesa Valdese ha voluto protestare verso decisioni politiche della Regione Piemonte in  materia di sanità, lo ha fatto con striscioni per le strade e sui templi, dichiarazioni ai giornali e alle televisioni, plateali gesti durante il Sinodo, trasformato in momento di lotta politica. Si può dubitare che questo sia compito della chiesa, ma di certo è un suo diritto. E se un assessore regionale avesse detto “il dissenso dovrebbe essere circoscritto al consiglio regionale o alle elezioni regionali, dove c’è libertà di manifestare le proprie opinioni”, tutti – pastori valdesi per primi – avrebbero gridato alla dittatura, e giustamente.

Al fratello Zatti, neppure una parola di comprensione, di spiegazione, nulla. Deve tacere e basta!

L’iniziativa del movimento Sentieri Antichi Valdesi sta suscitando interesse e speranze da parte di molte persone, ambulance non soltanto in ambito valdese ma anche di ambienti diversi. Questo ce ne rallegra molto.

Nonostante, illness però, i suoi promotori abbiano sin dall’inizio precisato chiaramente quale intenda essere il carattere di questa iniziativa e i suoi principi guida, si incontrano di tanto in tanto persone che vorrebbero farne parte ma che, forse “distratte” o con “poco tempo” per leggerne bene lo Statuto, hanno le proprie idee su ciò che la S. A. V. è o dovrebbe essere e vorrebbero portarla “altrove” rispetto alle sue intenzioni originarie – alterandone il carattere. Magari anche lo Statuto l’hanno letto, non è di loro gradimento, e si propongono così di farlo cambiare. Certo, lo Statuto della S.A.V. non è come “la legge dei Medi e dei Persiani che è irrevocabile” (Daniele 6:12). Esso può essere senz’altro sottoposto ad aggiustamenti e perfezionamenti, ma non fino ad annacquarne le intenzioni o stravolgerne il carattere inteso.

Quale vuol essere il carattere della S. A. V. secondo le intenzioni dei suoi promotori? Lo ribadiamo qui con altre parole rispetto allo Statuto alla cui rilettura sempre rimandiamo.

Fin dall’inizio, nella “visione” degli ispiratori del sito web www.valdesi.eu, la finalità ultima del nostro movimento era e rimane quella di vivere e promuovere fedeltà al Dio vero e vivente che si rivela nelle Sacre Scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento. Questo  vuol dire, per noi, fedeltà ai princìpi ispiratori del movimento valdese e riformato che trovano nelle sue storiche Confessioni di fede i suoi principi ispiratori inalterabili. Queste Confessioni di fede riflettono inequivocabilmente la scuola di pensiero che va sotto il nome Calvinismo , viva e vegeta a tutt’oggi nel mondo intero. Se siamo “tradizionalisti”, è quella la tradizione che vogliamo onorare e promuovere; se siamo “conservatori”, è quello che vogliamo conservare come un prezioso retaggio da non dissipare ma da investire. La nostra “protesta” assume per noi quel punto di riferimento soltanto, e quanto non ne è coerente lo respingiamo. Tutto questo lo prendiamo per scontato e traspare chiaramente da tutto ciò che pubblichiamo.

ll nostro movimento attrae l’interesse non solo di molti che valorizzano quanto ora riaffermato, ma anche di evangelici conservatori di differenti scuole di pensiero e persino da diversi cattolici-romani. Con tutti questi certamente abbiamo molto in comune, e spesso i temi della nostra “protesta” coincidono con i loro, ma non vogliamo né abbandonare né relativizzare il nostro “specifico” . Un generico ” conservatorismo” o “tradizionalismo” non è ciò che caratterizza il nostro movimento, e non lo stiamo costruendo su quelle basi come se esso potesse indistintamente raccogliere cristiani conservatori di ogni tipo. La nostra base “identitaria” sono le Confessioni di fede della Riforma classica, di cui quella valdese è sorella, e che trovano nei principi del Calvinismo il loro carattere imprescindibile di fondo. Questo deve essere chiaro e inequivocabile a tutti coloro che sono interessati al nostro movimento.

Che piaccia o non piaccia a qualcuno – con tutto il rispetto verso altre scuole di pensiero, e senza escludere che possiamo collaborarvi ogni qual volta sia necessario – noi non siamo né vogliamo diventare “pentecostali”, “fratelli”, “battisti”, “metodisti” e chi più ne ha più ne metta; ma siamo “riformati“, campo nel cui ambito si pone storicamente in Italia la Chiesa valdese.

La S. A. V. in questo pure si differenzia dalla defunta T. E. V. – di cui non vuole necessariamente essere solo la rinascita. Per quanto importanti pure crediamo che siano il Risveglio o il Pietismo, non ci poniamo in quella linea, ma in quella della coerenza con le Confessioni di fede della Riforma. Come non vogliamo rinnegare il cognome che portiamo, così quella è l’identità e carattere non accessorio che vogliamo dare all’iniziativa del nostro movimento ed essa ìntendiamo prendere seriamente come espressione della nostra fede cristiana. Poco importa che questo possa sembrare per alcuni “restrittivo”: così è, se vi pare. Da quello non vogliamo né possiamo in coscienza prescindere.

Sicuramente vi è spazio per altri movimenti e iniziative, ma questo è ciò che noi intendiamo ora essere e promuovere, senza i tanti “sì”, “ma”, “però” e “forse” che affliggono oggi chiese e movimenti. Fedeltà, in tempo di relativismo e di universale spirito critico non è un concetto popolare. Anche in questo vogliamo essere controcorrente!

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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