Il Papa incontra la Chiesa Valdese

La visita di un papa in un tempio valdese, il suo abbraccio al moderatore di quella chiesa, che, come papa, lui abbia chiesto perdono ai valdesi per le sofferenze causate loro nel passato ed abbia baciato la Bibbia, dovrebbe indubbiamente rallegrarci, ed in parte lo fa.
Dico “dovrebbe” perché, se guardiamo le cose da una prospettiva biblica, noi tutti non viviamo in un mondo che possa dirsi “normale” e razionale. Questo conclamato “evento storico” avviene, di fatto, nell’ambito di una cultura post-moderna impostata al relativismo etico e dottrinale dove tutto viene compreso in quello che consideriamo un malinteso ed ingannevole amore privo di verità e scambiato per “vangelo”.

Riteniamo che abbracci e perdoni, in questo contesto, abbiano ben poco senso perché il Cattolicesimo rappresentato dall’attuale papa e il Valdismo rappresentato dal suo Moderatore, hanno ben poco a che fare con il Cattolicesimo ed il Valdismo di un tempo  (benché se ne ritengano continuatori e rappresentanti). Ne sono sicuramente una “evoluzione” ma…
Bergoglio lo vediamo come un tipico esponente, a suo modo, del post-modernismo relativista. Quello che bacia la Bibbia di Olivetano e abbraccia il moderatore valdese, è lo stesso papa che bacia statue della Madonna e lenzuoli sacri, onora Giovanni Bosco, strenuo avversario dei Valdesi, prega in Moschee e templi buddisti e “valorizza”, senza discernimento, ogni forma di religiosità pretendendo di tenerle insieme in nome di una non ben precisata spiritualità. Indubbiamente un approccio “ecumenico” gradito ai relativisti moderni dove la questione della verità neppure si pone e dove tutto si risolve in un sentimentale “amore” privo di discernimento. Tutto questo sicuramente ha una sua logica, ma non è quella che noi sottoscriveremmo.
Lo stesso vale per quei “valdesi”. Pur rappresentando formalmente un’istituzione pure secolare, essi hanno ben poco a che vedere, nonostante le loro pretese, con i valdesi che hanno redatto la loro confessione di fede ed hanno aderito alla Riforma ginevrina. Di fatto, pur formalmente sottoscrivendola, la contraddicono continuamente o credono di averla “superata”. Sono infatti “figli” non della Riforma ma dell’illuminismo razionalista e della critica biblica, quella che ha svuotato di significato e di autorità della Bibbia stessa (non più considerata Parola di Dio), svenduti ai miti del progresso e entusiasti sostenitori di ogni ideologia più alla moda. Indubbiamente anch’essi parlano di “amore”, ma un amore pure privo di discernimento (o comunque definito in maniera molto discutibile) e soprattutto privo dei criteri morali stabiliti da Dio nella Sua legge (che pure viene relativizzata).
Cosa dunque ne pensiamo di questo incontro? Lo riteniamo sostanzialmente mistificante e fatto da personaggi e istituzioni nei quali, come cristiani non ci identifichiamo e non ci rappresentano. Il nostro approccio, sostanzialmente anti-istituzionale, auspica la collaborazione fra cristiani che effettivamente riconoscano che la Bibbia sia Parola di Dio, regola della nostra fede e della nostra condotta. Il che implica come debba essere essa, non solo formalmente, ma in pratica e in modo verificabile, quella che mette noi in questione e ci riforma, quella che “ci critica” mentre spesso si trovano conclamati cristiani e anche teologi intenti a criticare, manipolare e revisionare la Bibbia stessa sulla base di tradizioni o ideologie ad essa aliene.

Crediamo che la collaborazione fra cristiani debba svolgersi non fra conformisti e servi delle istituzioni, ma fra coloro che profeticamente si pongono, nella testimonianza e nella denuncia, in modo critico verso un mondo di fatto ostile al Dio vero e vivente ed ai Suoi propositi rivelati, fra cristiani, cioè, che intendono “tenere alta la Parola della vita” (Filippesi 2:16).
Per meglio comprendere la nostra posizione riportiamo qui pure quanto riassume le finalità del nostro movimento “Sentieri Antichi Valdesi”.
“Sentieri Antichi Valdesi” è un movimento ecclesiale valdese e riformato che si prefigge di far conoscere, difendere e promuovere i principi informatori dell’antico movimento valdese e della Riforma protestante classica, fondati sul presupposto che la Bibbia è integralmente Parola di Dio e regola della nostra fede e della nostra condotta. Questi principi sono testimoniati autorevolmente dalla Confessione valdese di fede del 1655 che, insieme alle altre confessioni di fede della Riforma detta calvinista, crediamo esprimere fedelmente l’insegnamento dell’Antico e del Nuovo Testamento. I firmatari della S.A.V. vogliono, in questo modo, unire le loro forze in un tempo in cui, con dolore e preoccupazione, vedono molte chiese che a tali principi dicono di rifarsi (come la chiesa valdo-metodista), allontanarsene di fatto sempre più sotto l’influenza corruttrice di mode ed ideologie filosofiche, sociali, politiche e culturali che, a nostro avviso, vengono abbracciate con scarso o erroneo discernimento in nome di un malinteso progresso. Da cui la nostra vocazione non solo di protesta e denuncia di quell’involuzione, ma anche dare sostegno e voce a coloro che non condividono la linea prevalente nelle loro chiese che, spesso emarginati, non se ne sentono più “a casa”, anzi traditi.
pastore Paolo Castellina (S.A.V.)

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