Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

Un progetto di vita e le sue regole (Matteo 18:15-20) – Culto di domenica 6 settembre 2020

Quattordicesima Domenica dopo Pentecoste

Letture bibliche: Salmo 149; Esodo 12:1-14; Romani 13:8-14; Matteo 18:15-20

La comunità cristiana può essere paragonata ad una scuola o ad un laboratorio dove operano degli apprendisti. La comunità cristiana, infatti, la chiesa, per sua stessa natura, deve essere persone che stanno imparando a vivere secondo la volontà di Dio. Gesù ci mette in comunione con Dio e ci fa vivere nell’ambito di una comunità, quella cristiana. Come ci si deve, però, comportare con Dio? Come ci si deve comportare con gli altri? Secondo i criteri che Gesù stesso ci insegna e che spesso sono molto diversi da quelli comuni in questo mondo ed ai quali siamo abituati. In questo mondo, per esempio, prevale il pensare solo e sempre a sé stessi, ai propri interessi, vantaggi e comodi. “Non così dovrà essere tra voi”, dice Gesù. In questo mondo ciascuno pensa per sé, e non si ha scrupoli nel danneggiare gli altri, umiliarli, ferirli, calpestarli, sfruttarli per fare i nostri interessi a loro danno. “Non così dovrà essere tra voi”, dice Gesù. In questo mondo prevalgono i conflitti, la concorrenza spietata, i rapporti di potere e di forza. “Non così dovrà essere tra voi”. dice Gesù. In questo mondo si ritiene umiliante ammettere di avere sbagliato e chiedere perdono. Quando ci fanno dei torti, si coltiva il risentimento, si rompono i rapporti e si pensa “a fargliela pagare”. “Non così dovrà essere tra voi”, dice Gesù. Certo, la comunità cristiana è chiamata a distinguersi consapevolmente dal modo di pensare, parlare ed agire, comune in questo mondo.

Nella parte centrale del capitolo 18 di Matteo troviamo Gesù che ci istruisce al riguardo ciò che dobbiamo fare quando qualche nostro fratello in fede ci fa un torto, ci offende, o, in qualche modo ci danneggia. Che dobbiamo fare? “Tenergli il broncio”, non parlargli più, coltivare in noi il risentimento e pensare a “fargliela pagare”?

«Ora, se il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo; se ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello; ma se non ti ascolta, prendi con te ancora uno o due persone, affinché ogni parola sia confermata per la bocca di due o tre testimoni. Se poi rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta anche di ascoltare la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità vi dico che tutte le cose che voi avrete legate sulla terra saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra saranno sciolte nel cielo. Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro»” (Matteo 18:15-20).

In questo testo Gesù stabilisce quelle che potremmo considerare delle “misure di protezione” dei deboli o comunque di quanti, nella comunità cristiana, subiscono abusi e prevaricazioni…

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Radio Tempo di Riforma

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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