Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

Per Paolo, e persino per Gesù, Mosè ha scritto il Pentateuco

Per gli studi biblici valdesi no. Sorge il dubbio…

Il valore dell’analisi storica di un testo o di un libro della Bibbia è di notevole importanza culturale ed è utile per comprendere il contesto nel quale si svolgevano i fatti. Ma quando l’analisi storica contraddice la Scrittura stessa, in quel caso subentra la perdita di fiducia in essa per chi considera la Bibbia la Parola di Dio.

Il racconto dei fatti della prima parte dell’Antico Testamento sarebbe stato, secondo lo studio storico-critico valdese, redatto da alcuni poveri esuli dopo la deportazione in Babilonia che, nostalgicamente, là presso i fiumi di Babilonia sedevano e anche piangevano ricordandosi di Sion (Salmo 137:1); redatto quindi raccontandosi storie, leggende e miti che erano stati tramandati oralmente dalle generazioni precedenti.

Ma questi esuli disperati, nell’angoscia della deportazione, non avrebbero forse potuto avere la guida spirituale per scrivere le parole dell’amico di Dio: Mosè, al quale il Signore parlava faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico? (Esodo 33:11). Mosè, fedele in tutta la cose a Dio, col quale il Signore parlava a tu per tu, con chiarezza, e non per via di enigmi, e che vedeva la sembianza dell’Eterno (Numeri 12:7-8).

In uno studio biblico non si accenna minimamente al fatto che Mosè possa essere stato l’autore del Pentateuco, mentre Cristo stesso ne parla: “Infatti se voi credeste a Mosè, credereste anche a me, perché egli ha SCRITTO di me. Ma se non credete ai suoi SCRITTI, come crederete alle mie parole? ( Giov. 5:46-47). Sorge il dubbio…

Mosè con Elia (i due grandi rappresentanti della legge e i profeti), li troviamo sul monte della trasfigurazione in compagnia di Gesù (Marco 9:4). Mosè e i profeti, nella storia del ricco e Lazzaro, vengono considerati da Abramo completamente attendibili e affidabili per essere ascoltati e da essi essere persuasi per il ravvedimento (Luca:18:18-30). Che cosa veniva letto nelle sinagoghe ogni sabato ai tempi degli Atti degli apostoli? “Poiché Mosè fin dalle antiche generazioni ha in ogni città chi lo predica nelle sinagoghe dove viene LETTO ogni sabato.” (Atti:15:21).

Si può ben capire il perché dunque, la perdita di fiducia in un’analisi storica non onesta, tanto da non accennare nemmeno che Mosè abbia potuto scrivere qualcosa, sia la conseguenza logica per chi sa che Dio non si è mai divertito a confonderci le idee.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

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Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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