\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

L’attuale confusione semantica: “Viva l’evangelizzazione” – Ma di quale Vangelo?

13 Gli mandarono poi alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nelle parole. 14 Ed essi, more about giunti, capsule gli dissero: «Maestro, noi sappiamo che tu sei verace e non hai riguardi per nessuno, perché non badi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Dobbiamo pagarlo o no?». 15 Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché lo veda». 16 Essi glielo portarono. Ed egli disse loro: «Di chi è questa immagine e questa iscrizione?». Essi gli dissero: «Di Cesare». 17 Allora Gesù rispose e disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio». Ed essi si meravigliarono di lui.” Marco 15

DSCN0780Fede e politica. Tema di infiniti dibattiti. Ma, come sempre, meglio dei dibattiti, sono le parole della Scrittura.

Vediamo innanzitutto come il tema viene introdotto. Gesù viene indotto ad affrontare un tema squisitamente politico, il pagamento delle tasse, “per coglierlo in fallo nelle parole”. Chi vuole che lui parli di questo tema lo fa in mala fede, sperando che Lui dica qualcosa che si possa usare per farlo condannare dalle autorità romane. Come sappiamo, ci riusciranno solo con i falsi testimoni.

Nonostante la mala fede dei suoi interlocutori, Gesù risponde. Avrebbe potuto tacere, come farà in seguito in diverse fasi del suo processo, quando si trattava di difendere se stesso. Ma qui Egli parla, perché la cosa non riguarda Lui, ma i suoi discepoli e tutti coloro che credevano in Lui, che avrebbero potuto avere delle gravi conseguenze se non fosse stato chiaro su questo punto. Se avesse, anche solo con il Suo silenzio, indotto i suoi a non pagare il tributo, questi avrebbero potuto subire pesanti castighi, non escluso i più gravi, poiché non pagare le tasse è “evasione fiscale”, ma sostenere che non è lecito pagarle è ribellione, e i Romani erano molto sensibili su questo punto. Gesù sa bene che seguirlo costerà la vita a molti, ma una cosa è dare la vita per la fede, un’altra per una ribellione politica. Non che ciò non sia ammissibile, anzi: “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli” (Matteo 5:10). Ma Gesù ne lascia la responsabilità a ciascuno, mentre per la Fede è Lui stesso a dare l’esempio con la propria vita.

Quanto al fatto politico del tributo, invece, chiede “Di chi è questa immagine?“. Sul denaro c’era l’effigie di Cesare, ed era fatto coniare da Cesare, all’epoca l’imperatore Tiberio. E dunque rientra nella sfera di interesse dell’imperatore.

Dove è stampata invece l’immagine di Dio? La Bibbia risponde molto chiaramente: “Poi DIO disse: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza… ” (Genesi 1:26). L’immagine di Dio è stampata su di noi! Non per nulla si legge in due dei passaggi più importanti di tutta la Bibbia: “Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza” (Deuteronomio 6:5). “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Matteo 22:37).

Amare è donare. E cos’altro siamo noi che “cuore”, “anima”, “mente” e “forza”. Ecco ciò che dice Gesù: a Cesare si può ben dare la moneta per il tributo, a Dio dobbiamo dedicare noi stessi.

Gesù non ha quindi voluto essere una guida politica per noi, ma molto di più. Non ci ha chiesto di appartenere a un partito, o di compiere questo o quell’atto politico, ma molto di più: ispirare ogni nostro atto alla Sua Parola e donare noi stessi. Ciò può anche comportare un impegno politico, se tale è la vocazione. Ma su come esercitarlo siamo noi singoli credenti ad assumerci la responsabilità. “Dio lo vuole” gridavano i crociati, anche quelli che massacravano musulmani ed ebrei inermi in Terra d’Israele, ma in realtà lo volevano loro. “Gott mit uns” (Dio è con noi) c’era scritto sulle fibbie delle cinture dell’esercito tedesco anche durante la Seconda Guerra Mondiale, ma in realtà era il loro capo ad essere contro Dio, al punto da tentare di infangarne il nome usandolo peggio che invano.

Il cristiano non dice: “Dio lo vuole”, ma “sia fatta la Tua volontà” (Matteo 6:10). Non dice: “Dio è con noi”, ma “Darò la mia vita per te” (Giovanni 13:37).

Leonista
di Paolo Castellina

Viviamo in un tempo di grande confusione, more about dove parole e concetti perdono sempre più il loro significato oggettivo e sono relativizzate. Per questo motivo, adiposity nel tentativo di evitare conflitti, molti si accontentano di attribuire a concetti e parole dei significati molto generali, vaghi, illudendosi, magari, che tutti quanti si intenda e si realizzi la stessa cosa.

Nell’ambito del variegato mondo cristiano si parla, per esempio, di “amore” e di “evangelizzazione” (per citare solo due termini fra i tanti) e ci si potrebbe rallegrare quando si vede “un impegno comune” in quel senso. Solo però un ingenuo potrebbe credere che con quei termini tutti intendano la stessa cosa o, peggio, che questo non importi più di quel tanto, che l’importante sia “amare” o “evangelizzare”. Di fatto non è così, e quindi c’è poco da rallegrarsi, soprattutto quando il richiamo alla Bibbia, che dovrebbe definire i nostri termini, viene relativizzato dal cosiddetto metodo storico critico e/o influenzato più o meno consapevolmente, da ideologie o “tradizioni” estranee.  È questo il caso dell’intendimento dell’ultimo Sinodo della Chiesa Valdese, che, in un ordine del giorno, afferma:

“Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ribadisce che l’evangelizzazione, cioè l’annuncio esplicito della salvezza in Cristo, è vocazione imprescindibile della chiesa; sottolinea la necessità di un appassionato e rinnovato impegno delle chiese, dei circuiti, dei distretti, di tutti e di ciascuno nella missione di annuncio dell’Evangelo all’Italia e dà mandato alla Tavola di studiare forme, mezzi e finanziamenti al fine di organizzare una campagna evangelistica a livello nazionale.”

Evviva, finalmente, potremmo dire. In realtà c’è ben poco di cui rallegrarsi, visto che cosa viene oggi largamente fatto passare da questa chiesa come “vangelo” che, del vangelo è una visione così “riveduta e corretta” da essere piuttosto di fronte ad un “altro vangelo” il cui contenuto sono indubitabilmente gli slogan dell’umanesimo religioso moderno e della “correttezza politica” che ben poco ha a che fare con il messaggio del Nuovo Testamento. Un simile discorso, sia ben chiaro, può essere fatto per la “evangelizzazione” che vorrebbe promuovere il Cattolicesimo romano, o certa “evangelizzazione” evangelicale a cui si assiste di tanto in tanto, per non parlare poi di quella dei gruppi séttari. Il quadro è davvero disperante. È la confusione profetizzata per “gli ultimi tempi”? Ci sarebbe da crederlo.

Ecco così l’esigenza di definire ciò che intendiamo per i termini che usiamo sulla base delle sempre attuali confessioni di fede della Riforma. Esse, infatti, come siamo persuasi, precisano autorevolmente e definiscono in consonanza con quanto è stato conseguito da quei cristiani che sono stati fedeli al messaggio ed ai presupposti del canone biblico attraverso i secoli. Naturalmente, per lo stesso clima in cui viviamo, vi sarà sempre chi, a gran voce, squalificherà e negherà la legittimità di questo nostro intendimento, ma questo non ci scoraggerà dal continuare a farlo, sicuri che i “contesti culturali” e chi ne è influenzato cambiano costantemente,  “…ma la parola del Signore permane in eterno. E questa è la Parola della Buona Novella che vi è stata annunziata” (1 Pietro 1:25).

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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