LA CHIESA VALDESE È DEMOCRATICA, ANARCHICA, OLIGARCHICA O AUTORITARIA? (2a parte)

Anche se non è scritto in alcun documento ufficiale, tutti ritengono che la Chiesa Valdese sia democratica. Tant’è vero che nella pagina Organizzazione del sito si trova ricorrente il verbo o il concetto di “eleggere” e la parola “assemblea”. Anche per le Assemblee di Circuito, le Conferenze  Distrettuali e, soprattutto, nel Sinodo ci sono delle elezioni. La maggior parte delle chiese locali ha il diritto di eleggere il pastore, Moderatore e membri della Tavola sono eletti dal Sinodo, e così via.

Ma, perché ci sia democrazia, non bastano le elezioni. Ci vuole quello che – parlando di organismi politici – è lo “Stato di diritto”, senza il quale elettori ed eletti non hanno modo di far valere le proprie prerogative. Insomma, ci vuole il rispetto delle regole; e sanzioni, o almeno non premi, per chi non lo fa.

Invece, abbiamo visto recentemente un pastore negare pubblicamente articoli di Fede (che sono più di ciò che è la Costituzione in uno stato), come la divinità di Cristo e la Trinità, un altro dire che i pastori firmano la confessione ma se ne infischiano, molti altri mettere in pratica quel principio. E ancora: un pastore ha benedetto coppie gay prima che il Sinodo decidesse di farlo, un’altra ha detto di averlo fatto molto volte prima ancora, ed è diventata professora di teologia, un membro di chiesa ha chiesto di essere sanzionato per essersi reso protagonista di un atto contro il quale la Chiesa si è schierata come tale e non è accaduto nulla. Continuiamo: catecumeni vengono accettati come membri di chiesa pur negando apertamente e radicalmente la Confessione di Fede, vi sono non valdesi cui è affidato il precatechismo, lo stesso catechismo viene affidato talora senza seguire le procedure previste… e di ciò si vedono i risultati in certe Confessioni “di Fede”. Insomma, è l’anarchia.

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