La Chiesa Ortodossa Russa rompe le relazioni con le Chiese di Svezia e Francia: “Impossibile il dialogo con chi contrasta apertamente le norme della Bibbia”

Ecco il comunicato della Chiesa Ortodossa Russa a proposito della decisione della Chiesa di Scozia di una possibile ordinazione di persone gay che siano parte di una unione civile e di quella della Chiesa Protestante Unita di Francia sulla possibilità di benedire le cosiddette unioni di coppie dello stesso sesso.

“Queste decisioni hanno profondamente deluso la Chiesa Ortodossa Russa in quanto appaiono incompatibili con le norme della moralità cristiana.

Affermiamo con profondo dolore che oggi abbiamo nuove divisioni nel mondo cristiano non solo su problemi teologici, ma anche su questioni morali.

La Chiesa Ortodossa Russa mantiene la ferma posizione basata sulle Sacre Scritture e ha ripetutamente dichiarato che tali innovazioni sono inammissbili e vanno pertanto riconsiderate le proprie relazioni con le chiese e le associazioni che calpestano i principi della tradizionale moralità cristiana. Nel 2003 la Chiesa Ortodossa Russa ha sospeso i contatti con la Chiesa Episcopale degli USA per la consacrazione da parte di questa di un vescovo apertamente omosessuale. Simili ragioni hanno portato alla rottura delle relazioni con la Chiesa di Svezia nel 2005 quando essa decise di benedire le unioni dello stesso sesso.

Durante gli ultimi anni abbiamo osservato con attenzione i dibattiti nelle chiese di

Il Metropolita Hilarion

Scozia e Francia. Nel 2013 il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento del Patriarcato di Mosca per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne, mandò una lettera alla dirigenza dell’Assemblea Generale della Chiesa di Scozia nella quale espresse la propria ansia e preoccupazione per la possibilità di ordinare persone gay e espresse la speranza che tale questione sarebbe stata basata sulla tradizione apostolica. Purtroppo, queste speranze si sono dimostrate infondate e l’avvertimento non è stato ascoltato.

Guidato dalla risoluzione del Concilio dei Vescovi del 2008, la quale ha affermato che “le future relazioni con molte comunità protestanti dipende dalla loro fedeltà alle norme dell’Evangelo e della moralità apostolica mantenuta dai Cristiani per molti secoli”, e da quella del 2013 secondo la quale “un dialogo con le confessioni che contrastano apertamente con le norme morali della Bibbia è impossibile”, il Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne non vede alcuna prospettiva nel mantenere contatti ufficiali con la Chiesa di Scozia e la Chiesa Protestante Unita di Francia.”

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