\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

IL RITORNO DI ISRAELE NELLA SUA TERRA NEL CULTO INAUGURALE DEL SINODO VALDESE

Matteo 10:16-42

“Ecco, what is ed io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe. Ma guardatevi dagli uomini, perché vi trascineranno davanti ai loro sinedri e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe. E sarete condotti davanti ai governatori e davanti ai re, per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai gentili. Quando essi vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di che cosa dovrete dire; perché in quella stessa ora vi sarà dato ciò che dovrete dire; poiché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Ora il fratello consegnerà a morte il fratello e il padre il figlio; e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine, sarà salvato. Ora, quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra, perché in verità vi dico, che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo. Il discepolo non è da più del maestro, né il servo da più del suo signore. Basta al discepolo di essere come il suo maestro e al servo come il suo padrone. Se hanno chiamato il padrone di casa Beelzebub, quanto più chiameranno così quelli di casa sua! Non li temete dunque, poiché non c’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato e nulla di segreto che non debba essere conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce; e ciò che udite dettovi all’orecchio, predicatelo sui tetti. E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella Geenna. Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro. Ma quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri. Chiunque perciò mi riconoscerà davanti agli uomini, io pure lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, io pure lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». «Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre, tra figlia e madre, tra nuora e suocera, e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la ritroverà. Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato. Chi riceve un profeta nel nome di un profeta, riceverà un premio da profeta; e chi riceve un giusto nel nome di un giusto, riceverà un premio da giusto. E chiunque darà da bere anche un solo bicchiere d’acqua fredda a uno di questi piccoli nel nome di un discepolo, in verità vi dico, che egli non perderà affatto il suo premio».”

Queste sono parole che non avrebbero bisogno di parole per spiegarne ulteriormente il significato. Ma quanto siamo abili ad aggiungere e togliere in modo da dover essere poi obbligati  a fermarci, depositare i bagagli ingombranti (cioè i tanti insegnamenti falsi o superflui), per poter provar a ricominciare da zero!

Due, dunque, a mio avviso, sono i bagagli da abbandonare:

1) “La Bibbia non è Parola di Dio, ma la contiene.”

2) “La Bibbia è Parola di Dio, ma va suddivisa in periodi, perché certe parti non sono indirizzate a noi”.

Io penso che questi due modi di approccio alla Scrittura chiudano allo Spirito due possibilità di azione. Dio cerca di farci entrare nel Suo regno, cioè di farci capire che nel Suo dominio Egli non muta e il suo pensiero e la sua azione sono rivolti direttamente verso il suo popolo che Egli ha acquistato col sangue prezioso del suo amato Figlio. Il capitolo 10 di Matteo è dunque indirizzato in modo diretto ai suoi, a tutti coloro che fanno parte del suo gregge nei secoli dei nostri millenni. Sapete perché la penso così? Perché questo brano della Bibbia è l’esatta situazione di coloro che vivono alle dipendenze continue del Re, e non è solo la condizione di un certo popolo, in un certo periodo di tempo! Bisogna trovarsi a combattere il buon combattimento della fede sul campo di battaglia per rendersene conto!

“Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato” (Matteo:10;22).

Secondo certe interpretazioni, questa frase non può essere indirizzata a noi credenti del periodo della grazia, perché la salvezza è stata compiuta da Cristo in nostro favore una volta per sempre; ma, in realtà, io credo che la salvezza abbia delle conseguenze logiche; (e comunque qui non si parla di rinascita spirituale). Qui si tratta della salvezza della nostra comunione vitale con Dio che è legata alla vita dello Spirito, e non può durare senza perseveranza nelle sofferenze con Cristo. “Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne; perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo voi vivrete (…) Se siamo figli di Dio, siamo anche eredi; eredi di Dio, e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui” (Romani 8: 13;17).

Daniela

 

Ma, decease per l’8 per mille valdese, la Galilea non è Israele

La prima delle due letture bibliche del culto inaugurale del Sinodo Valdese a Torre Pellice era Deuteronomio 30:1-20. Ecco alcuni versetti:

1 «Così, quando ti saranno venute addosso tutte queste cose, la benedizione e la maledizione che io ti ho posto davanti, e tu le richiamerai alla mente fra tutte le nazioni, tra le quali l’Eterno, il tuo DIO, ti avrà scacciato, 2 e ritornerai all’Eterno, il tuo DIO, e ubbidirai alla sua voce, tu e i tuoi figli, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, secondo tutto ciò che oggi ti comando, 3 l’Eterno, il tuo DIO, ti farà ritornare dalla schiavitù, avrà pietà di te e ti raccoglierà di nuovo fra tutti i popoli, fra i quali l’Eterno, il tuo DIO, ti aveva disperso. 4 Anche se fossi stato scacciato all’estremità del cielo, l’Eterno, il tuo DIO, ti raccoglierà di là e di là ti prenderà. 5 L’Eterno, il tuo DIO, ti ricondurrà nel paese che i tuoi padri possedettero e tu lo possederai; ed egli ti farà del bene e ti moltiplicherà più dei tuoi padri… 9 L’Eterno, il tuo DIO, ti farà prosperare grandemente in tutta l’opera delle tue mani, nel frutto del tuo grembo, nel frutto del tuo bestiame e nel frutto del tuo suolo; poiché l’Eterno si compiacerà di nuovo nel farti del bene, come si compiacque nel farlo ai tuoi padri, 10 perché ubbidirai alla voce dell’Eterno, il tuo DIO, osservando i suoi comandamenti e i suoi statuti scritti in questo libro della legge, perché sarai ritornato all’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima.

Un passo forte e ricco di significato per tutti, ma senza alcun dubbio anche e soprattutto una delle più chiare tra le numerose (se ne contano circa duecento letterali oltre ad altre metaforiche) profezie sul ritorno del popolo d’Israele nella sua terra. Tra i teologi alla moda va forte però la teoria secondo la quale questo passaggio sarebbe stato aggiunto al libro del Deuteronomio dopo il ritorno dall’esilio a Babilonia. Sarebbe insomma la falsa profezia di un fatto già avvenuto quando viene scritta. Insomma: un imbroglio! Altro che parola di Dio! Siamo certi che alla Facoltà di Teologia Valdese di Roma non manchino di tali teologi, poco impressionati dal fatto che Gesù attribuisca chiaramente il Pentateuco a Mosè (Marco 12:24 e parecchi altri).

Tralasciamo il fatto, per loro trascurabile, che hanno sottoscritto solennemente una confessione di fede che definisce la Scrittura, tutta la Scrittura, incluso Deuteronomio 30 e Marco 12, “divina e canonica”, cosa poco compatibile con imbrogli e falsità. Ma ricordiamo a tali cervelloni, che questa descrizione ha poco a che fare con il ritorno da Babilonia, che è un solo paese, e non avrebbe senso parlare di “tutti i popoli”, né di “estremità del cielo” per il paese non così lontano, da dove peraltro veniva Abramo. Mentre è impressionante per come si attaglia a quanto è avvenuto nel secolo scorso.

Peccato che la chiesa, definita in un celebre libro Israël del Alpes, negli ultimi anni non perda occasione per dare addosso a quel popolo d’Israele che, dopo millenni di indicibili sofferenze, è tornato nella sua terra.

Ad esempio, nell’elenco degli interventi dell’8 per mille, per ciascuno è indicato il “paese” dove l’intervento viene effettuato. Si tratta sempre di stati sovrani con le sole significative eccezioni seguenti. In alcuni casi è indicato “Palestina” che non ha, neppure all’ONU lo status di stato sovrano, ma fin qui è comprensibile, poiché è da tutti riconosciuta l’amministrazione palestinese su determinati territori. In alcuni altri casi è indicato “ANP”, e “Gaza”. È noto che le laceranti divisioni tra palestinesi fanno sì che Gaza sia di fatto del tutto autonoma rispetto agli altri territori amministrati da palestinesi, ma sfugge la differenza tra “ANP” e “Palestina”. La cosa più sorprendente è che per due interventi non è indicato “Israele”, ma “Galilea”! Forse perché gli interventi sono destinati a donne arabe palestinesi, e gli estremisti palestinesi non riconoscono la sovranità di Israele su neppure un centimetro della loro terra? Chissà? Di sicuro la Onlus destinataria del finanziamento non evita in nessun modo di dire che è nello stato di Israele tanto che il suo sito e le etichette della sua produzione alimentare sono anche in lingua ebraica.

Sta di fatto che gli ebrei – adempiendo Deuteronomio 30 – sono tornati anche in Galilea, che fa parte dello Stato di Israele.

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One Response to “IL RITORNO DI ISRAELE NELLA SUA TERRA NEL CULTO INAUGURALE DEL SINODO VALDESE”

  1. Luca Zacchi ha detto:

    Già… per tanti valdesi Israele non esiste o è quantomeno imbarazzante…

Rispondi a Luca Zacchi Annulla risposta

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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