\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Gli alberi piantati da Dio

Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, this RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it.

Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la confessione di fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto non c’è alcun dubbio che la confessione di fede è più importante del regolamento del Sinodo.

 
Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, this RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it.

Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la confessione di fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto non c’è alcun dubbio che la confessione di fede è più importante del regolamento del Sinodo.

 

Lo dicono il Regolamento e il vocabolario italiano

Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, nurse RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, senza battere ciglio, hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione: “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it. Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012 e 2013 non sono validi, in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la Confessione di Fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale, senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? Del resto, non c’è alcun dubbio che la Confessione di Fede è più importante del Regolamento del Sinodo.
“Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, look sarà sradicata” (Matteo 15: 13).

“Le zizzanie sono i figli del maligno; il nemico che le ha seminate è il diavolo (…) cogliete prima le zizzanie e legatele in fasci per bruciarle” (Matteo 13: 38, view 39; 30).

Una volta i contadini piantavano gli alberi da frutta proprio in mezzo ai prati. Era un’abitudine di cui ancora oggi posso osservarne, abortion nella campagna, letteralmente i frutti, derivanti dal frutto di decisioni umane.

I meli non erano quelli che vediamo in giro nelle coltivazioni, ma erano alti e ombrosi, piantati nel bel mezzo dei prati, perché una volta si falciava l’erba “a mano” armati di falce e proprio lì, sotto l’albero, in mezzo alla gran fatica, ci si poteva fermare a martellare la falce all’ombra e mangiarsi un buon frutto sugoso. Fra questi alberi ancora in vita ce ne sono ancora di una qualità speciale: è il pero delle “toumette”; che sono delle pere sugose e tonde, e pure l’albero è di forma tondeggiante! Su un albero di “toumette” un contadino si divertì a fare un innesto e perciò in estate ci sono delle buonissime pere che dissetano, ma l’albero continua a portare il suo frutto anche in autunno con pere altrettanto sugose e gustose.

Ai giorni nostri questi alberi hanno dato un gran fastidio al contadino, che non usa più la falce, ma dei mezzi rumorosi e velocissimi per compiere il lavoro, e tali alberi in mezzo ai campi  intralciavano l’operato e così… tante di queste antiche qualità di alberi da frutta, sono state sradicate.

E’ nella facoltà decisionale dell’uomo piantare, innestare e anche sradicare e non sarebbe altrettanto così per il Dio che decide ogni cosa, e fa tutto ciò che gli piace? “Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace” (Salmo 115:3). Egli pianta e sradicherà ciò che non ha piantato; Egli toglie via ogni tralcio che non dà frutto e pota il tralcio che dà frutto (Giovanni 15:2)) e semina il grano (Matteo 13:37) e ordinerà pure di cogliere le zizzanie, che Egli non ha seminato, di legarle in fasci e bruciarle!

E noi, creati alla somiglianza di Dio, che con la nostra decisione piantiamo e sradichiamo, che abbiam da replicare se a Dio è piaciuto e ha deciso di “fare il mestiere dell’agricoltore”?

Daniela

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

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Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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