Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

Che cosa c’è in un nome (Matteo 1:18-25) – Culto di Domenica 22 Dicembre 2019

Quarta domenica di Avvento
Il nome che portiamo spesso ci è stato dato in modo arbitrario o circostanziale. I miei genitori mi avevano detto che il mio nome, Paolo, lo avevano scelto guardando sul calendario quale nome, fra i santi riportati nel mese di giugno, piaceva loro maggiormente. Il mio secondo nome, Eugenio, lo avevano scelto perché quello era il nome del mio nonno materno. Gesù aveva ricevuto quel suo nome non perché era quello che piaceva di più a sua madre e a Giuseppe, ma perché così gli era stato dato per rivelazione, insieme al suo secondo nome, Emanuele. Erano nomi che portavano in sé un messaggio. Qual era? Lo troviamo nel vangelo secondo Matteo, al primo capitolo. Vediamo.
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Paolo Castellina

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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