Che cosa c’è in un nome (Matteo 1:18-25) – Culto di Domenica 22 Dicembre 2019

Quarta domenica di Avvento
Il nome che portiamo spesso ci è stato dato in modo arbitrario o circostanziale. I miei genitori mi avevano detto che il mio nome, Paolo, lo avevano scelto guardando sul calendario quale nome, fra i santi riportati nel mese di giugno, piaceva loro maggiormente. Il mio secondo nome, Eugenio, lo avevano scelto perché quello era il nome del mio nonno materno. Gesù aveva ricevuto quel suo nome non perché era quello che piaceva di più a sua madre e a Giuseppe, ma perché così gli era stato dato per rivelazione, insieme al suo secondo nome, Emanuele. Erano nomi che portavano in sé un messaggio. Qual era? Lo troviamo nel vangelo secondo Matteo, al primo capitolo. Vediamo.
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Paolo Castellina

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