A Cambridge avevano le idee chiare sui Valdesi (5) ATTONE DI VERCELLI NEL X SECOLO MOSTRA CHE “ANCORA GLI ASPETTI ESSENZIALI DELLA RELIGIONE SUSSISTEVANO”

Seguiamo Pierre Allix nel suo libro del 1690 alla ricerca delle origini dei Valdesi.

Sempre parlando del decimo secolo, Allix si sofferma su Attone, vescovo di Vercelli dal 924 al 960, autore di opere di vario genere tra cui il Perpendiculum, trattato di morale politica in forma cifrata, nei cui scritti dottrinari si evidenziano dottrine ben diverse rispetto chiesa di Roma.

Ad esempio, Attone afferma che la Chiesa è fondata sulla confessione di fede, sussiste nella fede e nell’amore di Gesù Cristo, attraverso la ricezione dei Sacramenti e l’osservanza dei precetti del Salvatore  (cose ben diverse dalla gerarchia). Ritiene che i vescovi – contrariamente a quanto molti papi hanno fatto – non possano prendere le armi se non nello stretto interesse della chiesa, sostiene il diritto dei laici a giudicare il comportamento dei vescovi ed anche ad aver parte nella loro elezione, mentre  – egli sostiene – all’epoca venivano scelti con poco riguardo alla loro carità e dottrina, ma sulla base della nobiltà misurata sulle somme versate, giungendo ad elevare all’episcopato anche dei bambini.  Attone, secondo Allix, non riconosce il matrimonio come sacramento.

È particolarmente interessante notare che Attone riferisce della presenza dell’eresia manichea nella sua diocesi. I catari erano manichei e sono stati spesso confusi con i Valdesi, che certamente non lo erano, ma erano sicuramente più attenti di gran parte del clero a non farsi soggiogare dagli aspetti più materiali della vita, oltre ad essere presenti e numerosi nelle stesse aree dei catari e ad avere, come i catari, donne predicatrici. L’affermazione di Attone può essere dunque importante per noi Valdesi, poiché viene oltre duecento anni prima della conversione di [Pietro] Valdo, e dunque – secondo il dogma della storiografia recente – della esistenza dei Valdesi. Attone ha anche opinioni particolari su altre materie: ad esempio sostiene che le sacerdotesse donne di cui è fatta menzione nei canoni fossero antiche diaconesse e che fossero un tempo impiegate nel battesimo delle giovani e delle donne (e dunque pur sempre in ruoli propriamente sacerdotali, trattandosi di un sacramento).

Tutto ciò secondo Allix, testimonia che nel Nord Italia “verità e pietà iniziarono a calare… e che errore e superstizione, poco a poco, fecero presa, nonostante l’opposizione di colora che Dio aveva suscitato per fermarli: tuttavia, gli aspetti essenziali della religione ancora vi sussistevano, nonostante la crescente corruzione.

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