\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

8° Studio biblico sull’epistola di Giacomo (anteprima)

di Nino Altavilla

Leggo in questi giorni sul settimanale Riforma alcune interessanti meditazioni del Pastore Paolo Ribet riguardanti Famiglia e Matrimonio. Nello specifico, page in questa mia riflessione, mi riferisco alla quarta - pubblicata sul n. 40 del citato settimanale.

Nella parte finale della sua meditazione, il Pastore affronta il problema della omosessualità sia dal punto di vista sociale sia biblico, lasciando però intravedere ‘aperture’ nei confronti di chi vive tale condizione, per i quali personalmente non ho alcuna avversione, se non nella loro richiesta, oggi sempre più pressante, di una sorta di riconoscimento scritturale che in qualche modo dovrebbe concretizzarsi in una benedizione della coppia, e infine poter liberamente davanti a Dio santificare la loro unione.

Mi sembra superfluo qui citare alcuni versetti della Scrittura dove l’omosessualità viene condannata inequivocabilmente; è lo stesso Pastore che ne fa menzione (senza però riportare i versetti) nel suo articolo:

1 Corinzi 6:9 : “Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti…” – Romani 1:27: “Similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.”

Tuttavia, il Pastore aggiunge un ma, in modo sommesso, sostenendo che, in materia di etica familiare e sessuale, “Sono cambiati i fondamenti culturali, per cui tentare di riprendere i vecchi schemi non è solo inutile, ma addirittura dannoso” e che quindi le Chiese, trovandosi di fronte a tali nuove situazioni, devono impegnarsi a dare risposte compatibili con il messaggio cristiano.

In verità penso che sia particolarmente difficile riuscire a trovare soluzioni a queste problematiche che siano davvero in sintonia con il messaggio evangelico, e lo sostengo non soltanto sulla base delle due pericopi sopra riportate, ma anche riallacciandomi alle considerazioni espresse dallo stesso Pastore, il quale sostiene anche: “Il dibattito degli ultimi anni ha fatto però emergere alcune evidenze, la prima delle quali è che le realtà condannate dalla Bibbia poco o nulla hanno a che fare con l’omosessualità di cui parliamo oggi. Allora si trattava generalmente di una violenza contro esseri umani che si voleva sottomettere o umiliare.”

È probabile che Ribet si riferisca all’episodio riportato in Genesi 19: “4 Non si erano ancora coricati, quand’ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. 5 Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». 6 Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, 7 disse: «No, fratelli miei, non fate del male! 8 Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto». 9 Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest’individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell’uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta»”. Personalmente, non credo che sia solo ed esclusivamente questa l’omosessualità che la Bibbia condanna. Questa è violenza, prepotenza, voler in effetti sottomettere e umiliare i due ospiti di Lot.

Inoltre, Ribet sostiene che “Oggi autorevoli istituzioni mondiali definiscono l’omosessualità come una condizione «naturale», tenendo presente che anche in natura esistono le sfumature e che non è sempre tutto in bianco e nero”. Esattamente quello che accadeva a Corinto, città estremamente licenziosa, di cultura greca, dove l’omosessualità veniva praticata senza alcun problema, e l’apostolo ne era perfettamente a conoscenza, tanto da avvertire in modo energico la comunità cristiana locale (1 Corinzi 6:9).

E, infatti, mi chiedo: cosa c’entra il cap. 7 della I Lettera ai Corinzi, che il Pastore riporta nella sua meditazione come riferimento biblico con la questione omosessuale?
Sentieri Antichi Valdesi pubblica una dura analisi del volantino sull’evangelizzazione prodotto dall’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi. Una lettura da non perdere, viagra molto dura con il testo prodotto dalla Chiesa Valdese.

Qualcuno dirà: “Quando la chiesa fa politica, look la criticate e dite che dovrebbe annunciare l’Evangelo, ora che fa evangelizzazione la criticate ancora di più”.

Certo, almeno sta occupandosi di ciò per la quale è nata. Ma deve occuparsene dando il messaggio del VERO Evangelo, non uno rielaborato, reinterpretato, al quale molto è aggiunto e soprattutto molto è tolto.

Non sappiamo quale successo stia avendo questa campagna di evangelizzazione, ma non abbiamo notizie incoraggianti. Del resto, il messaggio rischia di risultare freddo. Questo Dio che “ti ama… così come sei”, “ti perdona… sempre”, “ti salva.., gratis”, somiglia troppo ai metodi per dimagrire, “senza fatica, senza ginnastica, senza doverti privare di nessun alimento, senza cambiare il tuo stile di vita…” Quei metodi o sono semplici imbrogli che non fanno dimagrire per niente o sono farmaci non dichiarati come tali che ti fanno perdere davvero qualche chilo, ma magri ti scassano lo stomaco o il fegato.

Certo, un padre, o una madre, ti ama anche “così come sei”, ma se tu sei depresso, insoddisfatto di te, magari dedito alla droga o alcolizzato, non vuole che tu resti “così come sei”, né lo vuoi tu, altrimenti non si capisce di che amore  si tratti. E il perdono serve al perdonante e non al perdonato, se quest’ultimo non si ravvede.

Una evangelizzazione che somiglia molto a quella di Papa Francesco, dal quale sentiamo spesso la parola “perdono”, ma assai assai di rado quella di “pentimento”, di “ravvedimento”, di “conversione”. E andrebbe ricordato che, accanto al “perdono” che si chiede (troppo spesso si pretende) da Dio, ci deve essere il “perdono” a chi ci ha fatto torto (menzionato nel volantino, e questo è un merito), come è detto con sublime semplicità nel Padre Nostro. Il rischio è di dare il messaggio: va tutto bene così, non devi cambiare, i torti semmai li hanno gli altri, continua a fare come fai ché anche Dio ti approva. Gli uomini e le donne di oggi sono già abbastanza convinti (anche se non soddisfatti) di fare come pare a loro e dare la colpa agli altri. Non c’è bisogno che glielo dica il Papa o la Chiesa Valdese.

Ma, si dirà, “Papa Francesco è popolarissimo: proviamo ad imitarlo”. Papa Bergoglio è certamente popolare, ma bisogna chiedersi: evangelizza o fa solo notizia? Non possiamo saperlo, ma telefonare a persone comuni, usare un’auto di piccola cilindrata, farsi fotografare con una maglia della squadra del cuore e parlare in modo semplice è ciò che fanno milioni di persone ogni giorno… che non pensano di certo per questo di fare evangelizzazione né di fare notizia. La “notizia” vera è Gesù Cristo, è l’acqua che disseta per sempre (Giovanni 4) affinché “non vi conformiate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio” (Romani 12:2). Altro che restare “cosi come sei”!

 
Sentieri Antichi Valdesi pubblica una dura analisi del volantino sull’evangelizzazione prodotto dall’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi. Una lettura da non perdere, viagra molto dura con il testo prodotto dalla Chiesa Valdese.

Qualcuno dirà: “Quando la chiesa fa politica, look la criticate e dite che dovrebbe annunciare l’Evangelo, ora che fa evangelizzazione la criticate ancora di più”.

Certo, almeno sta occupandosi di ciò per la quale è nata. Ma deve occuparsene dando il messaggio del VERO Evangelo, non uno rielaborato, reinterpretato, al quale molto è aggiunto e soprattutto molto è tolto.

Non sappiamo quale successo stia avendo questa campagna di evangelizzazione, ma non abbiamo notizie incoraggianti. Del resto, il messaggio rischia di risultare freddo. Questo Dio che “ti ama… così come sei”, “ti perdona… sempre”, “ti salva.., gratis”, somiglia troppo ai metodi per dimagrire, “senza fatica, senza ginnastica, senza doverti privare di nessun alimento, senza cambiare il tuo stile di vita…” Quei metodi o sono semplici imbrogli che non fanno dimagrire per niente o sono farmaci non dichiarati come tali che ti fanno perdere davvero qualche chilo, ma magri ti scassano lo stomaco o il fegato.

Certo, un padre, o una madre, ti ama anche “così come sei”, ma se tu sei depresso, insoddisfatto di te, magari dedito alla droga o alcolizzato, non vuole che tu resti “così come sei”, né lo vuoi tu, altrimenti non si capisce di che amore  si tratti. E il perdono serve al perdonante e non al perdonato, se quest’ultimo non si ravvede.

Una evangelizzazione che somiglia molto a quella di Papa Francesco, dal quale sentiamo spesso la parola “perdono”, ma assai assai di rado quella di “pentimento”, di “ravvedimento”, di “conversione”. E andrebbe ricordato che, accanto al “perdono” che si chiede (troppo spesso si pretende) da Dio, ci deve essere il “perdono” a chi ci ha fatto torto (menzionato nel volantino, e questo è un merito), come è detto con sublime semplicità nel Padre Nostro. Il rischio è di dare il messaggio: va tutto bene così, non devi cambiare, i torti semmai li hanno gli altri, continua a fare come fai ché anche Dio ti approva. Gli uomini e le donne di oggi sono già abbastanza convinti (anche se non soddisfatti) di fare come pare a loro e dare la colpa agli altri. Non c’è bisogno che glielo dica il Papa o la Chiesa Valdese.

Ma, si dirà, “Papa Francesco è popolarissimo: proviamo ad imitarlo”. Papa Bergoglio è certamente popolare, ma bisogna chiedersi: evangelizza o fa solo notizia? Non possiamo saperlo, ma telefonare a persone comuni, usare un’auto di piccola cilindrata, farsi fotografare con una maglia della squadra del cuore e parlare in modo semplice è ciò che fanno milioni di persone ogni giorno… che non pensano di certo per questo di fare evangelizzazione né di fare notizia. La “notizia” vera è Gesù Cristo, è l’acqua che disseta per sempre (Giovanni 4) affinché “non vi conformiate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio” (Romani 12:2). Altro che restare “cosi come sei”!

 

Su Riforma, information pills una pastora si indigna sul paragone tra Bibbia e teorie sul riscaldamento climatico. Per dire che il riscaldamento climatico è una cosa seria!

Tra le prove bibliche della Confessione di fede valdese sulla Fede, il testo del 1655 cita 1 Corinzi 2:9-10: “Le cose che occhio non ha vedute, ed orecchio non ha udite, e non son salite in cuor d’uomo, son quelle che Iddio ha preparate a quelli che l’amano. Ma Iddio le ha rivelate a noi per lo suo Spirito; perciocché lo Spirito investiga ogni cosa, eziandio le cose profonde di Dio.L’articolo “Stati Uniti. Cambiamenti climatici: la voce delle chiese deve farsi sentire”, a pagina 3 di Riforma del 1° novembre, ci dà una dimostrazione che ancora oggi, anche nel  mondo delle “chiese storiche” o “liberal”, c’è chi ha fede in “cose che occhio non ha vedute, e orecchio non ha udite”…

L’autrice di questo memorabile articolo è nientemeno che Muriel Schmid! E chi sarebbe costei, si potrà legittimamente chiedere? Evidentemente una persona di grande stima per finire su Riforma dritto-dritto dal dipartimento Lingue & Letterature dell’Università statale del lontano Utah. Si presume sia considerata una teologa, poiché nel 1998 ha ottenuto il dottorato - il “Ph. D.” – in teologia a Neuchâtel, con tesi su Elevazione e depravazione: l’evangelo (minuscolo nel curriculum della teologa) sotto la critica del Marchese (maiuscolo nel curriculum) de Sade”.

Definire “critica dell’evangelo” i libri del De Sade è davvero cosa degna di un piccolo approfondimento. Questo De Sade, da cui derivano le espressioni, “sadico”, “sadismo” e simili, ha scritto storie di fantasia il cui elemento principale sono personaggi dai comportamenti “sadici”. Non si tratta di cosette leggere, bensì storie di accanimento su individui - prevalentemente donne, ma anche uomini e bambine - talora consenzienti ma più spesso rapiti e poi oggetto di abusi sessuali di varia natura (rigorosamente mai del tipo che porta a procreare), fustigazioni e altre cruente torture che, non di rado, finiscono con la morte della vittima. Queste orribili pratiche sono accompagnate da strampalati ragionamenti pseudo-filosofici che ne teorizzano la totale liceità, sulla base della assoluta libertà personale del sadico (di solito – in quei racconti – un nobile facoltoso) di fare ciò che gli piace visto che ne ha il potere. Non mancano attacchi al cristianesimo, ritenuto un imbroglio fin dall’origine: Gesù è definito come un individuo che pratica trucchi da saltimbanco, e i suoi discepoli come individui rozzi che per ragione di potere ne proseguono l’opera.

Per queste turpi pagine la professoressa ha una particolare attenzione, tanto che, dopo la citata tesi di dottorato del 1998, saranno oggetto di sue pensose pubblicazioni anche nel 2000, 2001, 2003 e 2007. Il curriculum della teologa fornisce anche assicurazioni sul fatto che essa è adeguatamente filo-palestinese e anti-israeliana, doverosamente seguace della “teoria dei generi” (secondo la quale l’orientamento sessuale non ha nulla a che fare con il sesso di appartenenza,  coerentemente ogni tipo di unione sessuale vale quanto qualsiasi altro  e, meno coerentemente, tutte le più estreme rivendicazioni femministe sono da sostenere, nonostante essere “di genere femminile” sia – secondo la teoria – questione di opinione).

Presentata l’autrice, parliamo del contenuto, che parte da un articolo del matematico Benoit Rittaud su Le Nouvel Observateur, nel quale ritiene infondato l’ultimo rapporto del Gruppo Intergovernativo di esperti sull’Evoluzione del Clima (Giec). La Schmid non ritiene necessario spiegare che tale rapporto sostiene la teoria, oggi prevalente, secondo la quale sarebbe in atto un pericoloso riscaldamento senza precedenti del nostro pianeta e che la causa sarebbero le emissioni di anidride carbonica da parte delle attività umane: dall’automobile alle grandi industrie, dal caminetto di casa alle centrali termoelettriche. Per lei questo è ormai scontato. Ciò che suscita la reazione della professoressa Schmid, la quale ha svolto anche funzioni di pastore, nella chiesa riformata svizzera e negli Usa, è il passaggio dove Rittaud “prende a pretesto il riferimento diretto al racconto biblico del diluvio per definire ingannevoli le predizioni del Giec! La critica è chiara: prendere sul serio le conclusioni del Giec equivale adottare una lettura letteralistica del racconto della Genesi difendendo la realtà storica del diluvio”.

Questo paragone suscita la forte reazione della teologa/pastora/professora. Per difendere l’attendibilità del testo della Genesi? No di certo! In tal caso l’articolo non sarebbe mai stato pubblicato da Riforma! La Schmid difende l’attendibilità del rapporto del Giec, dando evidentemente per scontato che la Bibbia sia intrinsecamente inattendibile. Si dovrebbe dunque presumere che la professoressa, oltre ad essere una esperta delle deliranti depravazioni di De Sade, sia anche una esperta del clima terrestre o almeno che citi fatti scientifici. Niente affatto! Ecco i suoi argomenti: “In Svizzera, la Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (Fces) ha preso posizioni chiare riguardo al riscaldamento planetario e alla responsabilità etica delle chiese al riguardo, incoraggiando tra l’altro cambiamenti nella politica energetica del governo. La Conferenza dei vescovi svizzeri si è allineata sulle rivendicazioni della Fces”. Insomma, come un inquisitore qualsiasi, la professoressa Schmid ritiene che prese di posizioni di chiese e di vescovi valgano più delle argomentazioni, tutte schiettamente scientifiche, di Benoit Rittaud! Anzi, gli inquisitori accusavano Galileo Galilei di contraddire le Scritture, non la Conferenza dei vescovi svizzeri o qualche organismo politico-scientifico.

Per la videoconferenza del 12 Novembre 2012

In anteprima (il video non è ancora pronto), seek ecco l’ottava puntata dello studio biblico.

Ricordiamo che chi desidera partecipare è pregato di scriverci (paolocastellina@gmail.com oppure lettere@valdesi.eu) indicando il proprio indirizzo e-mail e nome utente di Skype.

Il giusto ubbidisce (Giacomo 2:21-26)

L’ubbidienza non è più oggi un valore generalmente riconosciuto, malady forse perché c’è una generalizzata crisi di fiducia nelle autorità alle quali dovremmo debitamente sottometterci. Siamo stati, information pills infatti, troppo spesso delusi dai politici che, invece di essere al nostro servizio, come dovrebbero, spesso servono soprattutto i loro interessi privati e ci sfruttano illudendoci con false promesse. Come si fa, infatti, dicono giustamente molti, ad avere fiducia ed ubbidire loro? Se vi ubbidiamo, allora, è così di malavoglia, temendo solo le conseguenze caso mai non lo facessimo. Che dire, poi, della fiducia nei medici, negli ospedali oppure dei ministri di culto e delle organizzazioni ecclesiastiche? Quanto spesso questa fiducia è tradita!

Gli abusi, però, non dovrebbero impedirci di riconoscere come l’ubbidienza alle autorità legittime che ci sono preposte è di per sé stesso un valore, sancito nella Parola di Dio. L’ubbidienza, infatti, in questa prospettiva, caratterizza la persona giusta, vale a dire la persona “in regola” verso la società di cui siamo parte e verso Dio. Essa ci dice, ad esempio: “Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto” (Efesini 6:1); “Servi, ubbidite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne; non servendoli soltanto quando vi vedono, come per piacere agli uomini, ma con semplicità di cuore, temendo il Signore” (Filippesi 3:22); “Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità” (Ebrei 13:17).

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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