\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

“A proposito della 4a meditazione di Paolo Ribet su famiglia, matrimonio e omosessualità” (2° parte)

La Chiesa valdese aveva già alle spalle secoli e secoli di fede evangelica

di Fabrizio Porro

“17. Sembra necessario che nelle anime del purgatorio di tanto diminuisca l’orrore di quanto aumenti la carità.”

“29. Chi sa se tutte le anime del purgatorio desiderano essere liberate, store a giudicare da un aneddoto che si narra riguardo ai santi Severino e Pasquale?”

“38. Tuttavia la remissione e la partecipazione del papa non deve essere disprezzata in nessun modo perché, ask come ho detto [v. tesi n°6], è la dichiarazione della remissione divina.”

Queste sono tre delle 95 tesi affisse dal dottor Martin Lutero alla porta della chiesa di Wittenberg il 31 ottobre 1517, che viene considerato convenzionalmente la data di nascita della riforma protestante. Come si vede, non si trattava ancora di un maturo pensiero protestante. Eppure, a quella data, i valdesi esistevano da almeno 343 anni, se non da settecento o più come unanimemente gli storici ritenevano fino a 150 anni fa. Sarebbe bene che noi valdesi ce lo ricordassimo, a cominciare dai professori della facoltà di Teologia, uno dei quali abbiamo visto indugiare sul fatto che “noi” siamo nati da un divorzio, facendo riferimento unicamente a Lutero. Come abbiamo scritto allora: “Certamente a questi signori fa molto più comodo convincerci che non siamo altro che un insignificante scampolo di quelle chiese riformate che vanno perdendo di pari passo fedeli e fedeltà alla Bibbia, mentre la nostra storia è molto più antica e complessa e ci impone responsabilità, se non altro storiche, assai maggiori.”

Accanto a tesi che oramai non sono più attuali, eccone altre che lo sono eccome:

“62. Vero tesoro della Chiesa di Cristo è il sacrosanto Vangelo, gloria e grazia di Dio.”

“90. Soffocare queste sottili argomentazioni dei laici con la sola autorità e non scioglierle con opportune ragioni significa esporre la chiesa e il papa alle beffe dei nemici e rendere infelici i cristiani.”

La numero 62 è e sarà sempre attuale. La 90 sembra attagliarsi ai nostri tempi nella Chiesa Valdese, dove si preferisce emarginare e condannare, ma non argomentare.

 

In tema di anniversari e numeri, ci piace constatare che, proprio oggi, i visitatori annui di questo sito hanno suprato in numero quelli del 2011 (81.694, pur mancando ancora due mesi alla fine del 2012. L’anno precedente ancora erano stati 33.447. Un grazie a tutti i lettori, ben sapendo che molti vengono a leggerci solo per trovare pretesti per attaccarci – in privato però, perché in pubblico si continua a far finta che non esistiamo, salvo che per una condanna sinodale.
di Nino Altavilla

In realtà, prostate Paolo Ribet, nurse partendo da una lunga disquisizione sul matrimonio, more about in particolare sul problema dei matrimoni misti che l’apostolo Paolo dovette affrontare a Corinto, arriva anche ad affermare che l’apostolo, “nonostante il chiaro insegnamento del Signore”, fu costretto ad approvare il divorzio, argomento questo che servirà in seguito, alla fine della meditazione, come strumento dialettico per una sorta di apertura ecclesiale verso le coppie omosessuali, francamente non condivisibile, riferendosi nello specifico a Matteo 19: “3 Dei farisei gli si avvicinarono per metterlo alla prova, dicendo: «È lecito mandar via la propria moglie per un motivo qualsiasi?» 4 Ed egli rispose loro: «Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femminae che disse: 5 “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne“? 6 Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi». 7 Essi gli dissero: «Perché dunque Mosè comandò di scriverle un atto di ripudio e di mandarla via?» 8 Gesù disse loro: «Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandare via le vostre mogli; ma da principio non era così. 9 Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio».

Questi riferimenti biblici, queste argomentazioni, che tendono ad interpretare la Scrittura soltanto per ‘tutelare’ molti credenti le cui posizioni sono in conflitto con la Parola di Dio, mi sembrano una esasperata forzatura.

Infatti la replica ai farisei da parte di Gesù è chiara. Mosè non ‘comandò’, cioè non rilasciò un comandamento, bensì una concessione poiché si lamentava del popolo israelita dicendo che il loro collo si era indurito. Insomma una norma che tendesse a limitare gli eccessi, ma che non avrebbe mai cancellato quanto espresso in modo chiaro dal Signore. Deuteronomio 24: “1 Quando un uomo sposa una donna che poi non vuole più, perché ha scoperto qualcosa di indecente a suo riguardo, le scriva un atto di ripudio, glielo metta in mano e la mandi via. 

Concludendo, penso che guardare ad una moltitudine di credenti, ad un mondo in continua evoluzione (ma di involuzione si dovrebbe parlare) sia dal punto di vista sociale che spirituale, e porre attenzione alle diverse problematiche sin qui affrontate, non dovrebbe consentire a nessuna istituzione ecclesiale cristiana di sovvertire i fondamenti della Parola di Dio. Al riguardo possiamo citare la Dichiarazione sull’inerranza biblica di Chicago (1978), approvata da oltre trecento studiosi cristiani:

“Articolo 1:

Noi affermiamo che le Sacre Scritture debbano essere ricevute come autorevole Parola di Dio. Noi neghiamo che le Scritture derivino la loro autorità dalla Chiesa, dalla tradizione, o da qualsiasi altra fonte umana.”

 

Ovviamente, di questa importante dichiarazione la Chiesa Valdese non si è mai interessata, né i suoi organi di informazione ne hanno parlato. 

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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