“Valdese al di là dell’ideologia dominante”

Nel suo libro Amici, Fratelli, Compagni (a cura di Erberto Lo Bue, 1996), Roberto Malan scrive:

Gli esponenti della Chiesa valdese sono stati giolittiani contro Giretti (un onesto liberale-radicale), sono stati con il fascismo contro il socialismo e la democrazia e, quando hanno visto che poteva affermarsi un comunismo, per quanto all’italiana, sono stati – e qualcuno lo è ancora – comunisti, con prese di posizione contro i tentativi e la ricerca di posizioni laboriste, liberaldemocratiche.
Anche adesso credo che una certa parte della Chiesa aspetti di capire cosa capiterà, per avvicinarsi al più forte, purché non cattolico romano. Forse non può essere diverso per una Chiesa che voglia sopravvivere dopo aver subito persecuzioni e martirio, ma io non ci sto. Io mi sento socialista mentre ritengo che nessuno dei partiti della sinistra italiana oggi lo sia; mi sento valdese mentre la maggior parte di chi dice di rappresentare i valdesi forse non lo è.
Questa è la mia posizione; per nulla al mondo baratterei la mia libertà di dirmi socialista e valdese in cambio della tranquillità e dei vantaggi garantiti da un’adesione conformista e acritica a qualsiasi ideologia dominante.”

Una analisi certo opinabile, senza dubbio interessante, anche a 17 anni di distanza. Al di là delle vicende elettorali contingenti, si potrebbe notare che “il più forte” cui avvicinarsi oggi è l’ideologia del politicamente corretto – quasi una religione che, proprio in questi anni, è particolarmente concentrata sulla questione gay.

3 commenti

  1. Sì interessante, ma oltre a sentirsi socialista e valdese come mai non compare “mi sento cristiano”? Essere valdese potrebbe anche essere semplicemente identificarsi con la tradizione valdese….a mio modesto parere a volte sembra di vedere più degli adoratori di libertá e democrazia che dei seguaci di Cristo. La democrazia é il male minore tra tutti gli altri sistemi imperfetti…e il Regno di Dio una monarchia…. alla questione gay non ci si é arrivati per caso ma proprio a causa di queste….”divinitá”.

  2. Io so di tantissimi che si definiscono cristiani e dimorano comunque nei loro ghetti fatti di varie denominazioni; come pure molti che si definiscono valdesi e si identificano semplicemente con la tradizione valdese. Il mio percorso mi ha portato a non essere né fra primi né fra secondi; io mi identifico (e non credo che sia una colpa, ma una necessità)come cristiana senza denominazione, ma valdese per quel che riguarda la mia storia che è tracciata sui sentieri antichi della Parola di Dio, per la quale, i miei antenati valdesi hanno dato la loro vita.
    Daniela Michelin Salomon

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