‘Riforma’ al di là delle ideologie politiche. Purché uno sia pro unioni gay

Il “settimanale delle chiese battiste, metodiste e Valdesi” Riforma è stato spesso accusato di essere pieno di politica, e nell’ambito della politica, schierato da una parte sola, anzi, all’estremo di una parte sola. Ora però sembra che ci sia una inversione di tendenza. Il 24 aprile, infatti, nella sola versione Internet, viene pubblicata un’ampia intervista al presidente di una associazione apertamente “di centrodestra”, le cui tesi non vengono contraddette né dall’intervistatore né da altri articoli sullo stesso argomento, che pure ci sono e numerosi.

Come si spiega ciò? Semplice: l’intervistato è Enrico Oliari, presidente dell’associazione GayLib, nel cui sito internet ci si può “iscrivere”, pagare la quota, ma non conoscere lo statuto. Nell’intervista Oliari esprime il suo forte sostegno al testo in discussione al Senato a firma della senatrice Cirinnà sulle cosiddette “unioni civili”, che egli definisce “un buon compromesso, che può essere anche accettabile e servire da base di partenza per le altre lotte”. Sarebbe interessante sapere quali sono “le altre lotte” visto che quelle unioni “civili” sono identiche al matrimonio su tutto tranne nel consentire sì le adozioni, ma “solo” dei figli del partner, cioè – nel 99% dei casi – privati premeditatamente del padre o della madre (con l’utero in affitto o “gravidanza surrogata” come pudicamente vogliono si definisca) allo scopo di consentire a due signore o due signori di farsi classificare come “le due madri” o “i due padri”.

Insomma, quando si tratta di portare avanti l’ideologia omosessualista, Riforma riesce persino a superare le barriere politiche create nei tanti anni in cui ha messo da parte Gesù Cristo, che unisce i credenti, a beneficio di varie ideologie, che dividono.

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