Per ‘Riforma’ immigrazione e politicamente corretto solo “la Parola”

Volevo vericare se Riforma , il “settimanale delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi”, finanziato con 264mila euro nel 2020 con l’8 per 1000 valdese, era sempre quello di una volta, nel senso degli scorsi anni, e avevo sott mano il numero del 19 febbraio. Ed ecco cosa ho trovato.

In prima pagina:

  • la lodevole iniziativa a favore dei senza casa, anche se alla fine ci viene detto che secondo la Genesi siamo chiamati ad essere guardiani dei nostri fratelli e delle nostre sorelle; affermazione biblicamente discutibile, anche se qui fatta con l’ottima intenzione di invitare a prenderci cura del prossimo;
  • articolo pro immigrazione;
  • articolo contro la violenza sulle donne, cosa orribile e degna di forte condanna e contrasto, che però qui è totalmente conforme alla versione politicamente corretta secondo cui il fenomeno è in drammatico, pauroso, preoccupante, esponenziale aumento; le uccisioni di donne, dal 2019 al 2020 sono infatti passate da 111 a… 113 e il loro numero è in lenta diminuzione dal 1992; e allora come si fa? si parla di enorme aumento perché la percentuale degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in totale è aumentata; il tutto nell’ottica secondo cui l’uccisione di donne è frutto della “società patriarcale”.

Seconda pagina: la rubrica “All’ascolto della Parola”, oasi di chi vorrebbe davvero sentire l’annuncio dell’Evangelo. Ma non si capisce di chi sia questa parola da ascoltare, visto che, partendo da Matteo 13:31-32, quelli della parabola del granel di senape, si fa una lunga tirata sulla “libertà” di un centinaio di righe, dove Dio è menzionato solo nelle ultime 13, e Gesù solo una volta. Bontà sua, l’autore del pezzo ricorda alla fine che è la grazia di Dio che ci fa liberi, ma lo dice così: “la libertà della grazia che ha accolto persone come noi che non avevano alcun documento in regola per essere accolti”, cioè il punto vero è accogliere gli immigrati, infatti “la libertà è finalizzata ad accogliere e ospitare”, e “la nostra libertà è messa in pericolo non dai flussi migratori, ma dalla nostra incapacità di fare della nostra libertà uno strumento di accoglienza”. Che l’albero nato dal granel di senape sia “la libertà” è in contrasto con i due versetti citati dove Gesù dice chiaro che “Il regno di Dio è simile a un granel di senape… che quand’è cresciuto diventa un albero”. L’albero è il regno di Dio, non la “libertà”, neppure quella di accogliere gli immigrati in gran parte musulmani.

Insomma: abbiamo sempre pensato che la domanda cui il predicatore deve rispondere fosse “cosa ci dice Gesù in questo passo biblico?”. Invece per taluni è: “partendo dal fastidioso brano biblico di oggi, come posso buttarla in politica e parlare di immigrati?”.

Terza pagina:

  • conflitto nel Tigray
  • appello a Biden della “Chiesa Unita di Cristo” (denominazione ultraliberale ma non tra le maggiori degli Usa), perché aumenti l’accoglienza di immigrati che richiedono asilo politico.

Per il resto, vita delle chiese e del territorio delle Valli.

In alto e in basso, in tutte le pagine, una striscia arcobaleno, guarda caso quello della bandiera LGBT.

Insomma: Riforma è quella che ricordavamo, e che non ci mancava.

Leonista

Lascia il primo commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*