“Riforma” voce dell’Arcigay ?

Su Facebook, Luca Zacchi scrive:

Per l’ennesima volta, il settimanale Riforma si fa ‘voce’ (muta, nemmeno un

Una significativa pagina del sito di “Riforma”

commento dell’autore del pezzo) dell’Arcigay.

In effetti il pezzo non contiene neppure il tentativo di attribuire un qualsivoglia interesse “evangelico” all’argomento. Dunque Riforma lo pubblica esclusivamente in quanto esprime una ideologia omosessualista. E non si può neppure dire che dia chissà quali informazioni, ma i soliti luoghi comuni. Non spiega qual era il vero contenuto del referendum irlandese, dove si trattava solo di stabilire se chiamare “matrimonio” o “unione civile” un istituto che ha tutte le prerogative del matrimonio, incluse le adozioni. Anche se avesse vinto il “no” coppie di uomini o di donne avrebbero potuto continuare a “unirsi civilmente” con tutti i diritti del matrimonio e ad adottare bambini che hanno due “mamme” senza papà, o due “papà” senza mamma. C’è da stupirsi che il 38% di irlandesi si siano scomodati ad andare a votare “no”, anche perché tutti i partiti erano per il “sì” e persino molti esponenti cattolici, anche perché in difficoltà per lo scandalo dei preti pedofili, molto vasto in quel paese, si sono espressi per il “sì”.

In più l’articolo dice che il testo in discussione in Italia non introduce un matrimonio, ma non spiega che l’unica vera differenza è il nome.

Dice solo che l’Italia è”indietro” e Irlanda e altri sono “avanti”. Avanti verso dove, se buttiamo via la Scrittura?

 

 

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