Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

UNA TEOLOGA POLITEISTA? – Continuano le prove di un allontanamento radicale della chiesa valdese istituzionale dalle sue radici di fede

Seppure in modo strumentale, siamo stati accusati da coloro che ci trattano da nemici di fare attacchi personali a dei pastori, o addirittura “ai pastori”. Noi non abbiamo mai criticato le persone, ma le loro idee o le loro dichiarazioni. Semmai è dall’altra parte, da coloro che sproloquiano di accettazione del diverso, di accoglienza e così via, che ci sono stati attacchi personali, attribuendo anche fatti disonorevoli non veri e che comunque non hanno nulla a che fare con le nostre posizioni.

Tuttavia, vogliamo ribadire il nostro rispetto per tutte le persone, a maggior ragione se pastori. Anche per chi professa idee alle quali siamo del tutto contrari. Dove ci indigniamo è quando qualcuno mette insieme cose che insieme non possono stare. Un romano cattolico merita rispetto, un musulmano merita rispetto, un ateo merita rispetto. Ma un cristiano che pretendesse, restando tale, di essere guida spirituale islamica, o un ateo che volesse essere vescovo non riusciamo davvero a comprenderli o accettarli. Se poi qualcuno che afferma di essere valdese, o addirittura di parlare a nome dei valdesi, dice cose che stanno all’opposto di ciò che le chiese valdesi sono sempre state e ufficialmente dicono ancora di essere, sentiamo non il diritto ma l’urgente dovere di chiedere ragione e di dire le cose come sono.

Fatte queste premesse, nel preparare l’articolo sul libro blasfemo nel titolo e nel contenuto (Il … queer) pubblicato dalla casa editrice valdese Claudiana, abbiamo voluto accertare con cura i dati riguardanti la pastora Letizia Tomassone, che ne ha scritto la postfazione, nella quale aderisce totalmente al pensiero dell’autrice Marcella Althaus-Reid. Abbiamo così ritrovato il comunicato stampa del Sinodo Valdese del 2010 nel quale si dà conto della accettazione da parte del Sinodo della “nomina della pastora Letizia Tomassone come <<professore incaricata di Teologia pastorale ed esercizio dei ministeri nella chiesa>>, con particolare enfasi sulla problematica di generi e ministeri e prassi pastorale e tematiche di genere”. E abbiamo anche trovato la sua interessantissima scheda nel sito www.teologhe.org, del Coordinamento Teologhe Italiane.

Qui vediamo che è “Pastora della Chiesa valdese, consacrata nel 1984” (sottoscrivendo la confessione di fede la quale, fra l’altro, afferma l’unicità di Dio, “l’eterna et indubitabile verità della dottrina contenuta” nella Bibbia e che essa è “regola della nostra fede e vita”), dal 2006 al 2012 è stata vicepresidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, e che “[d]al 2010 ha ricevuto l’incarico di docenza e coordinamento dei corsi di <<Studi femminili e di genere>> presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma”. A quanto pare alla Facoltà di Teologia c’è una certa mobilità nella denominazione degli incarichi di docenza, ma la sostanza è quella contenuta nel comunicato stampa sinodale. Dunque: a tutt’oggi, la pastora/professore Letizia Tomassone è nel ristrettissimo numero di persone che insegna ai futuri pastori, valdesi, metodisti, battisti e altri ancora quel che un pastore deve fare, credere e proclamare nel suo ministero. Visto il suo articolo sul libro blasfemo c’è da rabbrividire. Ma non finisce qui: dalla scheda di teologhe.org si accede al Curriculum della docente, verosimilmente scritto da lei stessa. Nonostante la brillante carriera, la pastora si è limitata a una dozzina di righe, in cui si suppone abbia incluso ciò che per lei è l’essenziale. Qui troviamo che “[i]l suo interesse si rivolge soprattutto alla ricerca di un cammino di spiritualità che tocchi la concretezza della vita femminile: nella lettura della Bibbia, ma anche nella ricerca sulla Dea pre-patriarcale… Inoltre sostiene… le opportunità di dialogo interreligioso, nella convinzione che la verità e la Sapienza non appartengono a nessuna religione, ma che esse ispirano i cammini di tutta l’umanità.” Insomma, una donna, che istruisce e indirizza i futuri pastori e dovrebbe anche essere un punto di riferimento per quelli attuali, afferma tranquillamente di mettere sullo stesso piano la “lettura della Bibbia” (si noti la neutralità del concetto di “lettura”), e la ricerca su divinità pagane, che tra l’altro sono alla base di molto del culto mariano. Una dea generalmente ritenuta prepatriarcale, è l’egiziana Iside, le cui immagini con il figlio Horus sono il modello delle tante madonne con bambino, specialmente delle madonne nere. Insomma, un culto pagano, dal quale peraltro sono derivati gli eccessi mariani del cattolicesimo romano! Se c’era qualche dubbio, ecco la conferma: secondo la “teologa”  “la verità e la Sapienza non appartengono a nessuna religione”. Poiché non pensiamo che la professoressa in questione dica una cosa nei libri e nel suo curriculum e un’altra agli studenti di teologia, dobbiamo concludere che presso la Facoltà Valdese di Teologia si insegna, oltre all’ostilità alla Bibbia, il politeismo e il relativismo religioso. Che vergogna! Che bestemmia! Quanto fango sul nome “valdese”. Tutto ciò non ha più nulla di valdese, e nemmeno di cristiano.

5 Responses to “UNA TEOLOGA POLITEISTA? – Continuano le prove di un allontanamento radicale della chiesa valdese istituzionale dalle sue radici di fede”

  1. Nicola Pantaleo ha detto:

    Temo che il pensiero nitidamente evangelico di Letizia Tommassone sia stato completamente frainteso. Un attacco dunque assurdo e incomprensibile se non come espressione di un fondamentalismo cieco e sostanzialmente ignorante.

  2. Luca Zacchi ha detto:

    Nitidamente evangelico dire, anzi scrivere che la Verità e la sapienza non appartengono a nessuna religione? Forse qualcuno può affermarlo, non certo un cristiano e meno che mai un pastore.

  3. Giampiero Giancipoli ha detto:

    “espressione di un fondamentalismo cieco e sostanzialmente ignorante.”

    I vostri tratti farisaici sono sempre più evidenti.
    Come loro annullate la Parola di Dio per seguire la vostra tradizione, che si chiami metodo storico critico, o semplicemente amore per il proprio peccato.
    Come loro, che si vantavano abusivamente di essere “discepoli di Mosè” (Giovanni 9:28), voi vi vantate abusivamente di essere “discepoli di Calvino”.
    Come loro, come col cieco guarito da Cristo, ancora in Giovanni 9:34, ostentate saccenza e superiorità. Come osano dei “ciechi” e ignoranti come noi insegnare a voi che tutto vedete e tutto sapete?

  4. costantino ha detto:

    Che vergogna! Che bestemmia! Quanto fango sul nome “valdese”. Tutto ciò non ha più nulla di valdese, e nemmeno di cristiano.

    Non ho parole, ho letto la postfazione del libro, e mi dissocio assolutamente su tutto ciò che ha enunciato.

    Matteo 12:31

    Il peccato imperdonabile; la bestemmia contro lo Spirito Santo
    Mr 3:28-30; Eb 6:4-8; 10:26-29
    «Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.

    Qui siamo difronte all’anticristo!

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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