La famiglia “mista” dei Dema nella grande persecuzione del 1686

Catherine Dema era la figlia maggiore di Maria Dalmas, di San Giovanni Pellice (oggi parte di Luserna San Giovanni), e Hercule Dema. Quest’ultimo era assai verosimilmente di origine cattolica. Lo deduciamo sia dal fatto che era di Bibiana, fuori dall’area valdese, sia dai nomi non biblici di suo nonno, da cui prese il nome, e dei di lui genitori, Antonio e Olivia. Hercule e Maria si sposano nel 1641 a San Giovanni, dove poi abiteranno.

Catherine si sposa molto giovane per le abitudini valdesi, a circa quindici anni d’età, con Jean Turin, di San Giovanni. Hanno già tre figli all’epoca delle stragi del 1686, di cui Hercule è verosimilmente vittima. Non sappiamo come, i bambini sopravvissero, forse affidati a qualcuno di Bibiana. Catherine, sua madre, un fratello e una sorella, sono imprigionati in una fortezza dei Savoia, per non aver abiurato la loro fede. Le terribili condizioni di reclusione causano la morte di cinquemila degli ottomila prigionieri. Tra la fine del 1686 e il marzo 1687, grazie alle pressioni della diplomazia svizzera, i sopravvissuti sono liberati e indirizzati all’esilio in Svizzera dove Catherine ritrova il marito. Altri 300 muoiono di freddo e di stenti durante il viaggio. Giungono a Morges, cantone di Vaud, il 24 febbraio 1687, dove nell’anno seguente nasce il loro quarto figlio. Nell’agosto 1688 sono a Stoccarda e due mesi dopo a Sciaffusa. Dopo il Glorioso Rimpatrio rientrano a San Giovanni piuttosto tardi, perché nel 1691 erano ancora trattenuti a Chivasso. Dopo il ritorno Jean e Catherine avranno altri quattro figli per un totale di otto, che daranno loro quarantatré nipoti.

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