\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

SEDUTE DEL SINODO VALDESE IRREGOLARI PER IL QUARTO ANNO – Lo dice il Regolamento

Il Sinodo Valdese riserva sempre sorprese. Sembrava che il massimo dell’opacità, seek della mancanza di trasparenza fosse stato raggiunto con la decisione del 2011 di impedire ai membri di chiesa, discount contro il Regolamento, di assistere ai lavori, in aperta violazione del Regolamento, anche per quanto riguarda le modalità di voto, poiché il voto “palese”, cioè per alzata di mano, è diventato segreto, visto che nessuno può vederlo. Ma il Sinodo 2014 ha fatto non uno ma due passi avanti (o indietro,a seconda di come la si vede): censurata la lettera del Papa, pure se menzionata e perfino celebrata, e – apprendiamo dalla lettera di Nikodemos – addirittura censurato il Sinodo stesso e la Commissione d’Esame.

Infatti, come abbiamo visto, la lettera fraterna di Papa Francesco non è stata mai pubblicata, ma ne sono solo stati citati alcuni stralci, per nascondere la clamorosa gaffe commessa dal Pontefice, o più probabilmente dal suo scribacchino, di invocare “l’intercessione di Maria Vergine” sui lavori della massima autorità della chiesa valdese, la quale crede che l’unico intercessore sia Gesù Cristo, oltre a dire qualcosa sulla “santità” che non è dato sapere, ma che Riforma ha comunque difeso. Ha rotto il silenzio solo il tweet di Roberto Davide Papini, subito ripreso da valdesi.eu. Poi anche Riforma ha dovuto ammettere la faccenda dell’intercessione, ma è davvero incredibile che di un fatto definito “storico”, e cioè la lettera del Papa al Sinodo Valdese, non si abbia il fatto, e cioè la lettera, ma solo stralci di essa. Speriamo ancora che il sito del Vaticano risolva il problema pubblicando la lettera papale, insieme alle altre: per ora non l’ha fatto, ma potrebbe ancora farlo.

Ma la lettera di Nikodemos ha aperto un caso, meno clamoroso perché non riguarda un personaggio famoso come Papa Bergoglio, ma più grave perché qui l’occultamento – se non fosse, ancora una volta, per noi di valdesi.eu – era totale, e nascondeva un fatto assai increscioso prodottosi all’interno della chiesa e del Sinodo stesso. Ecco i punti principali:

1)      L’ordine del giorno bocciato è stato presentato non da membri qualsiasi, da dalla Commissione d’Esame, eletta dal Sinodo 2013, che ha l’incarico di studiare tutta la documentazione che riguarda l’operato della Tavola e della Chiesa Valdese nel suo insieme, incontra i responsabili dei vari organismi a cominciare dalla Tavola. Conosce perciò la situazione meglio di chiunque altro. Infatti è talmente raro che una sua proposta venga bocciata che i diversi frequentatori del Sinodo che abbiamo interpellato hanno detto di non ricordare alcun caso in cui ciò sia avvenuto. Questo fatto, indipendentemente dall’argomento trattato, è clamoroso. Gli stessi numeri, 71 sì contro 77 no, indicano un contrasto fortissimo.

2)      Ancor più incredibile che nessuno degli organi di informazione ufficiale valdesi, le quattro sezioni di Riforma, i comunicati stampa del Sinodo, Radio Beckwith, l’agenzia NEV, e il sito ufficiale, abbia dato la notizia. Un vero e proprio occultamento.

3)      Nikodemos afferma che sono stati i pastori a voler bocciare il testo perché imponeva loro di rendere conto della loro attività ai concistori, cioè ai rappresentanti eletti della comunità. Nessuna smentita è finora giunta, e – in questi casi – chi tace acconsente.

4)      Va ricordato che il Sinodo è, da qualche decennio, dominato dai pastori che ne rappresentano la maggioranza dei membri, e almeno la metà degli aventi diritto al voto. A differenza di quanto accadeva tre secoli fa, quando la parola “democrazia” era patrimonio di qualche studioso di storia greca antica, ma i due terzi dei membri del Sinodo erano eletti dai membri di chiesa e solo un terzo erano pastori. Mai come nel caso di questo ordine del giorno, di cui sarebbe bello conoscere il testo, questa sproporzione si è dimostrata ingiusta e dannosa.

In sintesi:

–          la maggioranza del Sinodo è formata da membri non eletti, i pastori e qualche diacono, che sono tali perché hanno passato qualche esame tenuto da altri pastori, e non esitano a far pesare i loro numeri;

–          il Sinodo si svolge a porte chiuse, in violazione del suo stesso regolamento, e i voti sono in pratica sempre segreti;

–          non c’è alcuna trasparenza sui suoi lavori, tanto che non si può conoscere il testo dei documenti votati, approvati o bocciati che siano, ma solo alcuni, o parte di alcuni, scelti naturalmente da lor signori;

–          non c’è trasparenza sui componenti dell’assemblea: da nessuna parte trovate i nomi né dei pastori e diaconi con diritto di voto, né degli eletti dai membri di chiesa, né degli altri membri di diritto; solo nel 2012 si sono dati almeno i numeri, ma la cosa è stata in seguito abbandonata;

–          non c’è quasi mai l’esito delle votazioni e, ad esempio, nel 2010, si fece passare per “ampia maggioranza”, il 58% dei membri che votò per le benedizioni alle coppie dello stesso sesso.

Infine, se qualcuno disturba, o fa notare queste cose, noi di valdesi.eu, per esempio, si becca una “fatwa sinodale”, non spiegata da nessuno, contro la quale non c’è possibilità alcuna di appellarsi.
Il Sinodo Valdese riserva sempre sorprese. Sembrava che il massimo dell’opacità, seek della mancanza di trasparenza fosse stato raggiunto con la decisione del 2011 di impedire ai membri di chiesa, discount contro il Regolamento, di assistere ai lavori, in aperta violazione del Regolamento, anche per quanto riguarda le modalità di voto, poiché il voto “palese”, cioè per alzata di mano, è diventato segreto, visto che nessuno può vederlo. Ma il Sinodo 2014 ha fatto non uno ma due passi avanti (o indietro,a seconda di come la si vede): censurata la lettera del Papa, pure se menzionata e perfino celebrata, e – apprendiamo dalla lettera di Nikodemos – addirittura censurato il Sinodo stesso e la Commissione d’Esame.

Infatti, come abbiamo visto, la lettera fraterna di Papa Francesco non è stata mai pubblicata, ma ne sono solo stati citati alcuni stralci, per nascondere la clamorosa gaffe commessa dal Pontefice, o più probabilmente dal suo scribacchino, di invocare “l’intercessione di Maria Vergine” sui lavori della massima autorità della chiesa valdese, la quale crede che l’unico intercessore sia Gesù Cristo, oltre a dire qualcosa sulla “santità” che non è dato sapere, ma che Riforma ha comunque difeso. Ha rotto il silenzio solo il tweet di Roberto Davide Papini, subito ripreso da valdesi.eu. Poi anche Riforma ha dovuto ammettere la faccenda dell’intercessione, ma è davvero incredibile che di un fatto definito “storico”, e cioè la lettera del Papa al Sinodo Valdese, non si abbia il fatto, e cioè la lettera, ma solo stralci di essa. Speriamo ancora che il sito del Vaticano risolva il problema pubblicando la lettera papale, insieme alle altre: per ora non l’ha fatto, ma potrebbe ancora farlo.

Ma la lettera di Nikodemos ha aperto un caso, meno clamoroso perché non riguarda un personaggio famoso come Papa Bergoglio, ma più grave perché qui l’occultamento – se non fosse, ancora una volta, per noi di valdesi.eu – era totale, e nascondeva un fatto assai increscioso prodottosi all’interno della chiesa e del Sinodo stesso. Ecco i punti principali:

1)      L’ordine del giorno bocciato è stato presentato non da membri qualsiasi, da dalla Commissione d’Esame, eletta dal Sinodo 2013, che ha l’incarico di studiare tutta la documentazione che riguarda l’operato della Tavola e della Chiesa Valdese nel suo insieme, incontra i responsabili dei vari organismi a cominciare dalla Tavola. Conosce perciò la situazione meglio di chiunque altro. Infatti è talmente raro che una sua proposta venga bocciata che i diversi frequentatori del Sinodo che abbiamo interpellato hanno detto di non ricordare alcun caso in cui ciò sia avvenuto. Questo fatto, indipendentemente dall’argomento trattato, è clamoroso. Gli stessi numeri, 71 sì contro 77 no, indicano un contrasto fortissimo.

2)      Ancor più incredibile che nessuno degli organi di informazione ufficiale valdesi, le quattro sezioni di Riforma, i comunicati stampa del Sinodo, Radio Beckwith, l’agenzia NEV, e il sito ufficiale, abbia dato la notizia. Un vero e proprio occultamento.

3)      Nikodemos afferma che sono stati i pastori a voler bocciare il testo perché imponeva loro di rendere conto della loro attività ai concistori, cioè ai rappresentanti eletti della comunità. Nessuna smentita è finora giunta, e – in questi casi – chi tace acconsente.

4)      Va ricordato che il Sinodo è, da qualche decennio, dominato dai pastori che ne rappresentano la maggioranza dei membri, e almeno la metà degli aventi diritto al voto. A differenza di quanto accadeva tre secoli fa, quando la parola “democrazia” era patrimonio di qualche studioso di storia greca antica, ma i due terzi dei membri del Sinodo erano eletti dai membri di chiesa e solo un terzo erano pastori. Mai come nel caso di questo ordine del giorno, di cui sarebbe bello conoscere il testo, questa sproporzione si è dimostrata ingiusta e dannosa.

In sintesi:

–          la maggioranza del Sinodo è formata da membri non eletti, i pastori e qualche diacono, che sono tali perché hanno passato qualche esame tenuto da altri pastori, e non esitano a far pesare i loro numeri;

–          il Sinodo si svolge a porte chiuse, in violazione del suo stesso regolamento, e i voti sono in pratica sempre segreti;

–          non c’è alcuna trasparenza sui suoi lavori, tanto che non si può conoscere il testo dei documenti votati, approvati o bocciati che siano, ma solo alcuni, o parte di alcuni, scelti naturalmente da lor signori;

–          non c’è trasparenza sui componenti dell’assemblea: da nessuna parte trovate i nomi né dei pastori e diaconi con diritto di voto, né degli eletti dai membri di chiesa, né degli altri membri di diritto; solo nel 2012 si sono dati almeno i numeri, ma la cosa è stata in seguito abbandonata;

–          non c’è quasi mai l’esito delle votazioni e, ad esempio, nel 2010, si fece passare per “ampia maggioranza”, il 58% dei membri che votò per le benedizioni alle coppie dello stesso sesso.

Infine, se qualcuno disturba, o fa notare queste cose, noi di valdesi.eu, per esempio, si becca una “fatwa sinodale”, non spiegata da nessuno, contro la quale non c’è possibilità alcuna di appellarsi.
SEDUTE DEL SINODO VALDESE IRREGOLARI PER IL QUARTO ANNO – Lo dice il Regolamento

Articolo 9 dei regolamenti sinodali (RG/1972, medical RZ/1972):

“Alle sedute del sinodo possono assistere tutti i membri delle chiese e coloro che ne abbiano autorizzazione dal seggio.

Le norme per l’ammissione alle sedute del sinodo sono stabilite dalla Tavola o dalla Mesa.”

Le massime autorità della Chiesa, clinic senza battere ciglio, hospital hanno però pensato bene di riservare gli spazi che fino al 2010 erano assegnati al pubblico ad altri (pare “ospiti”, giornalisti…), mentre i membri di chiesa possono “accomodarsi” in un tendone – ben fuori dalla sala e dall’edificio sinodali – dove vengono proiettate le immagini dei lavori sinodali riprese da una o più telecamere con l’audio ripreso dai microfoni. Questo viene fatto passare per “assistere”. Vediamo che dice il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli:

Anche www.dizionario-italiano.it è chiarissimo, dando una sola definizione “essere presenti”. Stessa cosa il dizionario Hoepli: “essere presenti”. E così sapere.it.

Non si tratta di “vedere”, ma si tratta di “essere lì”. Tant’è vero che anche un non vedente può “assistere”.

Quella del Regolamento è una prescrizione importantissima. Assistere alle sedute del Sinodo è diritto di ogni membro di chiesa. Altri possono essere autorizzati dal seggio, e per loro non è un diritto, ma sembra che ora siano proprio questi ultimi ad accedere alle tribune nella sala. Il secondo comma assegna alla Tavola o alla Mesa (per il Sud America) di stabilire le modalità per l’esercizio di questo diritto, MA NON attribuisce la facoltà di annullarlo altrimenti il primo comma non avrebbe senso! Guardare la ripresa televisiva non è “assistere”, perché non è “essere presenti”. La ripresa televisiva mostra solo chi parla, e non sempre. Chi assiste vede tutti. Vede chi dei deputati e dei pastori è presente e chi no. Non solo: poiché non viene reso pubblico l’elenco dei membri del Sinodo, assistere è anche l’unico modo di vedere chi è deputato e chi no. La presenza dei membri di chiesa, i quali sono la fonte di legittimità dell’intero Sinodo, è una sorta di convalida dei lavori. Ricordiamo anche la modalità della consacrazione dei pastori: “avviene nel corso del culto mediante l’imposizione delle mani sul candidato da parte dei credenti… è necessaria la presenza di una delegazione del corpo pastorale.” Niente imposizione delle mani (ovviamente di presenza) niente consacrazione, niente presenza della delegazione, niente consacrazione. Il Sinodo è un organo importantissimo, più di una consacrazione: “la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (Discipline valdesi, Articolo 27).

Si potrebbe arrivare a dire che gli atti compiuti dai Sinodi 2011, 2012, 2013 e di quest’anno non sono validi in quanto le sedute si sono svolte a porte chiuse, il diritto dei membri di chiesa è stato impedito e le sedute non sono state convalidate dalla loro presenza. Ma, più che altro, le norme che ci si è dati e che si avrebbe la facoltà di cambiare, andrebbero rispettate. Un po’ come la confessione di fede. O anche in questo caso si ritiene che il regolamento del Sinodo viene approvato in generale senza “aderire ad ogni singola formulazione del documento” ? 

Del resto non c’è alcun dubbio che la confessione di fede sia più importante del regolamento del Sinodo. Eppure si ricorse a ogni sotterfugio, con tanto di interpretazioni acrobatiche del regolamento:

–          per non esaminare il nostro Appello per la fedeltà alla Confessione di Fede nel 2010;

–          per non esaminare il ricorso del 2012 contro la condanna espressa nel 2011;

–          per non esaminare l’analogo ricorso presentato nel 2013.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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