\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

L’INTERVISTA DELLA MODERATORA A RIFORMA (1)

riforma2“Cresce la simpatia per noi”, symptoms ma scendono i membri e la partecipazione ai culti e alle assemblee. “Diritti e pluralismo”, ma non per chi dissente

Anche quest’anno, for sale in vista del Sinodo, il settimanale Riforma pubblica l’intervista “istituzionale” alla Moderatora, la pastora Maria Bonafede. C’è sempre il rischio che gli eventi programmati, quasi rituali, abbiano un contenuto un po’ scontato. Ma già l’anno scorso, la Moderatora, anticipò e in qualche modo forzò la decisione del Sinodo sulle benedizioni alle coppie omosessuali, nonostante il suo ruolo sia semplicemente quello di presiedere la Tavola, organo “eletto dal Sinodo ogni anno per la gestione corrente della vita ecclesiastica”; “essendo un incarico amministrativo… del tutto impropria è dunque l’espressione: “il papa dei valdesi”, che accade molto spesso leggere sulla stampa disinformata” (citiamo dal sito ufficiale delle Chiesa Valdese). Ma a chiedere di rispettare le regole c’è il rischio di passare per bigotti.

Quest’anno i colpi di scena sono più piccoli, ma significativi.

1) “Una serie di indicatori – ad esempio le firme per l’Otto per mille a nostro favore – ci dicono che l’area di simpatia e di solidarietà attorno alla nostra chiesa e alle sue battaglie civili si sta allargando.” Certo, i soldi dello Stato affluiranno copiosi, per questo non sarebbe male avere qualche informazione in più su molti dei progetti che vengono finanziati con l’8 per mille, un tantino vaghi. Intanto, però, gli indicatori principali sono in rosso. Membri di Chiesa -254 (come annunciato l’anno scorso al Sinodo), cioè -1,3% in un anno. Presenze al culto in calo nonostante fossero già bassissime. Partecipazione alle assemblee bassissima: basti dire che in comunità che sulla carta hanno centinaia di membri, eleggono deputati al Sinodo con meno di 20 voti.

2) L’intervistatore, il direttore del settimanale, pastore Luca Maria Negro, fa una domanda a proposito del fatto che “le chiese sono state impegnate particolarmente nel referendum sull’acqua – impegno che da alcuni è stato criticato come un indebito intervento di parte.” Nella risposta, la pastora evita accuratamente di parlare di referendum e, men che meno, di critiche, e parla invece di “affermare i diritti, difendere la laicità, costruire il pluralismo”. Ottimi propositi, ma all’interno della Chiesa valdese, come sono attuati ? I dissenzienti sono emarginati, in pratica estromessi dalla Chiesa dalle continue prese di posizione, politiche e non, prese da un vertice autoreferenziale. Proprio la “discesa in campo” sui referendum è un ottimo esempio. Insomma, niente diritti e niente pluralismo. Quanto alla laicità, cosa scriverebbe Riforma se il cardinale Bagnasco giustificasse uno dei suoi numerosi interventi, sia pure indiretti, nella politica italiana, come un elemento di  “laicità”?

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

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Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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