“LE RAGIONI DELL’ALTRO”. IL CONFRONTO COME OCCASIONE DI TESTIMONIANZA – 2

Ecco la seconda parte dell’articolo di Alessandro Iovino, scrittore, storico, saggista, fa parte di una forte comunità pentecostale nella città di Napoli.

La sfera spirituale, invece, mi sta molto più a cuore. Nell’introdurre questo concetto, ho fatto un’affermazione: “La mia non è una Chiesa dell’Inquisizione”. Poi ho specificato che per la mia esperienza di fede ho compreso che Dio non fa un catalogo dei peccati, precisando quale sia quello più grave. Infatti “Gesù odia il peccato ma ama il peccatore”. Per tanto ho specificato che se in quanto cristiani dovessimo circoscrivere le nostre istanze civico-politiche solo alla questione dell’omosessualità, saremo sconfitti in partenza. La nostra è una battaglia spirituale contro ogni forma di licenziosità morale e sessuale. L’adulterio, la fornicazione, l’ipocrisia, la bugia, la corruzione, l’idolatria in tutte le sue forme – ed altro ancora – sono tutti peccati davanti a Dio, come quello di omosessualità. Quindi ribadisco il concetto secondo cui “Dio condanna il peccato, ma non il peccatore”, al quale per grazia è concesso il perdono. E per rafforzare il mio concetto, ho letto durante la discussione le parole dell’Apostolo Paolo:

Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio. (I Timoteo 6:9)

Non saprei fornire altra spiegazione, non essendo un teologo, che quella di presentare Dio per ciò che è: Amore. Dio è Amore. Da cristiano, per me l’amore non è un concetto astratto, vuoto e utopico. L’amore che conosco è quello per Dio, la mia famiglia, mia moglie, mia figlia, il prossimo e la vita in generale. Ed è l’amore per il prossimo che mi spinge a credere che Dio può ogni cosa. Infatti con i miei occhi ho visto, in alcuni viaggi missionari in India e Costa d’Avorio, che il cristianesimo è emancipazione, sia spirituale che sociale. Per questo ho rigettato quella visione (ahimè presente nella chiese valdese) secondo cui essere biblici, oppure “scritturali” come diremo noi pentecostali, significa essere arretrati e bigotti. Non è così. C’è un pericolo che serpeggia nella chiesa valdese, ma non solo, dal quale dovrebbero tutti ben guardarsi: l’inganno dell’illusione. Illudersi che Dio è cambiato; l’illusione che in nome del progressismo tutto è lecito; l’illusione che il modernismo possa superare ogni limite biblico. Come ho detto ad Alessandro Cecchi Paone, che ho apprezzato per aver ascoltato con interesse le mie posizioni (guarda il video), manifestando oltre che rispetto anche attenzione, da cristiano sento il dovere di non generare false speranze ed illusioni riguardo la verità biblica e il giudizio di Dio sul peccato.

Alessandro Cecchi Paone, in un punto della discussione, sorprendendomi per tale affermazione, riguardo alla mia fede in Dio e nella vita eterna, ha detto: “…questa è la parte che vi invidio … avere la convinzione che dopo c’è qualcosa ti cambia la vita …”. Ecco, la vita può davvero cambiare, se apriamo il nostro cuore all’amore e alla grazia di Dio.

Poiché Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito figlio sulla croce, affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16).

Alessandro Iovino

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