\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

LA STRANA BIBBIA DEL PASTORE PAOLO RIBET (2° parte)

dal sito “Saldi nella fede” (anglicani dissidenti)

rafforzailrestoPastori e dirigenti di chiese che promuovono la benedizione di unioni fra persone dello stesso sesso e consacrano ministri di culto che hanno relazioni omosessuali non sono “fratelli dai quali dissentiamo”, approved ma promotori di “un altro vangelo” (Galati 1:6-9). Essi sono falsi maestri che allontanano la gente dal ravvedimento e dall’opera redentrice di Cristo. Sono lupi da scacciare dal gregge… non fratelli che si possano lasciar parlare dal pulpito e dare così loro opportunità per diffondere il loro veleno spirituale.

“Ritrattate, see ravvedetevi oppure andrete incontro a misure disciplinari ed espulsione”, cheap questa è l’unica opportunità di dialogo che deve essere data a questa gente.

E ciò non perché noi si sia meschini, ma perché abbiamo un gregge da proteggere, e quel gregge non può e non deve esposto al rischio di essere manipolato da questi cosiddetti leader cristiani che vogliono avvalersi del pulpito per imbarcarsi in auto-giustificanti viaggi teologici che conducono in nessun posto.

Dando un pulpito e l’opportunità di parlare a questi falsi maestri, state dando aiuto e conforto al Nemico. State sovvertendo proprio l’Evangelo che affermate di sostenere.

Per amore della Chiesa che Gesù ama e per la quale è morto e risorto, proclamate Gesù Cristo, difendete la fede che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre, oppure dimettetevi”.

Vostro fratello in Cristo,

Matt Kennedy

LA BIBBIA CI PARLA OGNI GIORNO – I Samuele 8  


Allora tutti gli anziani d’ Israele SI RADUNARONO, price e andarono da Samuele a Rama per dirgli :” …stabilisci su di noi un re che ci amministri la giustizia…” (v.5)” “Allora il Signore disse a Samuele :”…essi non hanno respinto te, ma me, affinché io non regni su di loro“. (v.7)  

Costante attraverso i secoli, per il popolo di Dio (oggi la sua chiesa) è necessario avere, stabile come la roccia, la conspevolezza che solo Dio è il re, il quale amministra e dispone il suo governo attraverso i suoi ministri, che egli stesso stabilisce per i suoi figli. “Ma voi non vi fate chiamare “Rabbi”; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola é la vostra Guida, il Cristo.” ( Matteo 23: 8-10)

DMS

Abbiamo iniziato ogni lunedì sera alle 22:00, cure a cura del pastore Paolo E. Castellina, healing delle video-conferenze attraverso Skype. È uno dei modi migliori che abbiamo trovato per collegare e sostenere credenti soprattutto delle “chiese storiche” amareggiati per l’involuzione di queste chiese, spesso isolati, privi di un’autentica fraternità e desiderosi di “pane” e non di “pietre”.

Attualmente stiamo considerando il messaggio dell’epistola di Giacomo. Chi volesse unirsi a noi è pregato di comunicarlo a paolocastellina@gmail.com (o lettere@valdesi.eu), che provvederà a inserirlo nel gruppo. Nel prossimo futuro, valuteremo quale sia lo scopo per il quale il Signore ci abbia fatti incontrare, e quale sia la visione comune che ci unisce. Nel frattempo, preghiamo il nostro Dio che susciti il risveglio che già vediamo attuarsi fra noi. Il Signore benedica ogni lettore di questo sito.

ECCO COME PARTECIPARE NEL MODO MIGLIORE ALLE NOSTRE VIDEO-CONFERENZE
1. Il lunedì sera alle 21.00 (o comunque prima dell’incontro video) guardate per conto vostro lo studio biblico preregistrato dal pastore Castellina su YOUTUBE e vi fatte le vostre riflessioni prendendo appunti.
2. Alle ore 22.00 andate in linea con SKYPE e potremo vederci e parlarci liberamente, scambiandoci idee sull’applicazione da darsi allo studio biblico e pregando insieme.
3. Sarebbe bello che invitaste qualcuno (familiare, amico, vicino di casa…) in casa con voi a guardare lo studio biblico e poi interagire in video, così moltiplicheemo i contatti senza appesantire la linea. Fate però il possibile per vedere il filmato prima dell’incontro!
LUNEDI’ 9 OTTOBRE 2012 guardate all’indirizzo http://paolocastellina.pbworks.com/w/page/59652209/giacomo03 la 3° puntata dello studio biblico, in cui potrete trovare anche tutto il testo scritto e le domande sulle quali poi si potrebbe parlare. Lì troverete pure il collegamento agli studi precedenti.


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1. Il lunedì sera alle 21.00 (o comunque prima dell’incontro video) guardate per conto vostro lo studio biblico preregistrato dal pastore Castellina su YOUTUBE e vi fatte le vostre riflessioni prendendo appunti.
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3. Sarebbe bello che invitaste qualcuno (familiare, amico, vicino di casa…) in casa con voi a guardare lo studio biblico e poi interagire in video, così moltiplicheemo i contatti senza appesantire la linea. Fate però il possibile per vedere il filmato prima dell’incontro!
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“Nella Bibbia c’è relativizzazione della famiglia”, story ma nei passi che cita vediamo il contrario

Nella scorsa puntata abbiamo visto come il pastore Paolo Ribet, viagra buy presidente della Commissione famiglia, matrimonio e coppie di fatto, nominata dalla Tavola esclusivamente fra coloro che sono allineati con la dottrina anti-famiglia voluta dai vertici, ha affermato che Genesi 2:24 “non mostra alcun segno di volersi esprimere in termini matrimoniali” benché ci siano l’uomo, la donna e Dio che li unisce. Forse, se invece di un uomo e una donna fossero stati due uomini o due donne, il nostro teologo avrebbe riconosciuto meglio gli aspetti matrimoniali della faccenda.

Il passaggio seguente della meditazione intende persuaderci che “l’Antico Testamento non si preoccupa di offrirci un particolare modello di famiglia. Semplicemente assume quelli presenti nella società”. E aggiunge che comunque la famiglia dell’Antico Testamento è “una struttura molto lontana dalla nostra sensibilità, non applicabile al nostro tempo”. La conseguenza esplicita di tale affermazione sarebbe: poiché oggi ci sono convivenze temporanee, coppie dello stesso sesso, aggregazioni varie, anche questi modelli sono “famiglia”. Ulteriore conseguenza implicita, probabilmente voluta anch’essa: la parola e il concetto “famiglia” perdono ogni significato. Sarebbe come definire “chiesa” qualunque gruppo di persone che si ritrovano ogni tanto: la “chiesa” che prende l’autobus, la “chiesa” del partito politico, la “chiesa” che partecipa a fiere e feste in piazza, la “chiesa” della curva dello stadio, la “chiesa” dei bagnanti sulla spiaggia e così via. E forse l’intenzione è anche questa: la chiesa dovrebbe riconoscersi in una Confessione di Fede e, essendo evangelica, questa dovrebbe essere basata sulla Bibbia. Poiché la Bibbia dà fastidio, meglio ritrovarsi senza troppi problemi, fare un po’ di politica, amministrare l’8 per mille e definirsi “chiesa”.

Abbiamo notato più volte che le coppie che convivono senza sposarsi, le coppie gay ecc. non sono certo state inventate nei decenni scorsi, ma, tornando alla meditazione, vediamo come il pastore dimostra che l’Antico Testamento sarebbe acritico rispetto alla famiglia. Secondo lui si passerebbe “da una “casa” che assomiglia a un clan e in cui un uomo poteva avere più mogli, a quella più strettamente monogamica dei tempi più vicini a Gesù”. E qui, torniamo ad altri errori (o mistificazioni) simili a quelli già visti nella scorsa puntata. Ricordiamo la falsa contrapposizione tra Bibbia come “codice di leggi” e Bibbia come “annuncio della grazia”. In primo luogo, non c’è necessariamente contrapposizione, in secondo luogo, più che di codice di leggi si dovrebbe parlare di insegnamento. Gli ebrei hanno sempre indicato quello che noi chiamiamo il Pentateuco, i primi cinque libri dell’Antico Testamento, come ???? (torah) che vuol dire appunto “insegnamento”. È perciò un libro da cui impariamo. Ad esempio, non tutti i modelli di famiglia che vengono mostrati sono di per sé buoni. Certo, Giacobbe/Israele aveva due mogli e ebbe figli anche dalle loro serve. Ma perché si ritrovò con due mogli? Perché il suocero l’aveva imbrogliato lasciandogli intendere che gli avrebbe dato in sposa Rachele, di cui era innamorato, e invece gli diede Lea, costringendolo a lavorare altri sette anni per avere quella che davvero voleva. Questa famiglia allargata funzionava bene? No, davvero: c’era rivalità fra le due mogli, ciò che le portò a ricorrere alle serve per vincere la gara di fecondità, i primi dieci figli per invidia vendettero schiavo l’undicesimo dopo aver pensato di ucciderlo, uno dei figli insidiò la madre di alcuni dei suoi fratelli, e molte altre ne combinarono. Davvero, non un esempio positivo. Anche il padre del profeta Samuele ha due mogli, anch’esse litigiose fra di loro al punto che quella più amata dal marito va in depressione. Anche Gedeone, un grande giudice, ha molte mogli che gli danno settanta figli, ma il figlio da lui avuto da una concubina li uccide tutti. Vogliamo sostenere che la Bibbia incoraggia alla poligamia e al concubinaggio? È proprio vero che a volte i teologi acquisiscono una tale dimestichezza con la Bibbia che non riescono più a trarne quell’insegnamento che le persone semplici percepiscono immediatamente. Sarebbe come dire che Manzoni, autore dei Promessi Sposi così come Dio è autore della Bibbia, “non ha un modello particolare di uomo di chiesa” visto che descrive il pavido Don Abbondio, tanto quanto l’eroico Fra’ Cristoforo o lo ieratico cardinale Federigo.

Nella sua strenua ricerca di modelli alternativi di famiglia, Ribet ricorre a quattro esempi. Il primo è Tamar, che “ha un rapporto con suo suocero pur di dare una discendenza al defunto marito e per questo viene lodata”. Peccato non sia vero che Tamar viene lodata! L’unica volta in cui si parla di lei, oltre all’asciutto racconto della sua vicenda e a tre menzioni nelle genealogie, è in Rut 4:12, dove il popolo loda Boaz, che ha preso in moglie Rut, e gli dice: “sia la casa tua come la casa di Fares, che Tamar partorì a Giuda”. Semmai, la lode è alla famiglia di Fares, figlio di Tamar, non a Tamar. L’esempio non funziona.

Secondo esempio di “relativizzazione della famiglia”: “Abramo viene invitato a lasciare il suo paese e la sua famiglia per rispondere alla vocazione che Dio gli rivolge”. Ma, se leggiamo Genesi 12:4, sappiamo che Abramo, quando riceve la chiamata, ha 75 anni, è sposato e non gli viene ordinato di lasciare la moglie, ma i genitori idolatri. La vocazione di Abramo, dal punto di vista della famiglia non è dunque altro che la conferma di Genesi 2:24 “l’uomo lascerà suo padre e sua madre…”.

Il terzo esempio di “relativizzazione” scelto da Ribet è il fatto che “[a] Osea viene ordinato di sposare una prostituta sacra”. Probabilmente chi ha frequentato la facoltà si teologia sa  chissà come – che la moglie di Osea era una prostituta sacra, ma chi legge la Bibbia non lo sa. La parola usata e il comportamento scritto fanno più che altro pensare a una donna licenziosa e desiderosa di comodità: “io andrò a’ miei amanti che mi danno il mio pane… la mia lana e il mio lino…” (2:5): se proprio vogliamo definirla prostituta, è chiaro che lavora in proprio, non per un tempio, ma poco importa. Chiunque legga il libro di Osea percepisce i fortissimi aspetti metaforici della relazione tra Osea e sua moglie Gomer, paragonati a quelli tra Dio e l’infedele popolo d’Israele che va dietro agli idoli; e anche che il matrimonio con una donna infedele (ovvero “prostituta”, sacra o profana che sia) è mostrato in maniera paradossale e non certo come insegnamento. Tant’è vero che nell’ultimo capitolo c’è il tipico ammonimento: “Chi è saggio faccia attenzione a queste cose. Chi ha intendimento le comprenda.” In ogni caso viene esecrato il comportamento licenzioso di Gomer, la quale viene poi indotta al pentimento. Nulla, dunque, al di fuori della tradizionale concezione della famiglia e del matrimonio.

Il quarto esempio è che “a Geremia viene detto che non può sposarsi (16:1-4)”. Forse questa è la volta buona che troviamo questa agognata “relativizzazione della famiglia”. E allora andiamo a vedere Geremia 16:1-6: “Poi la parola del Signore mi fu rivolta dicendo: «Non prendere moglie né avere figli o figlie in questo luogo». Poiché così dice l’Eterno riguardo ai figli e alle figlie che sono nati in questo paese e riguardo alle madri che li hanno partoriti e ai padri che li hanno generati in questo paese: «Essi moriranno di morti atroci; non saranno rimpianti né sepolti, ma saranno lasciati come letame sulla superficie del suolo; saranno sterminati dalla spada e dalla fame, e i loro cadaveri saranno pasto per gli uccelli del cielo e per le bestie della terra».” C’è dunque una ragione precisa per cui Geremia non deve prendere moglie: sul suo popolo sta per abbattersi l’ira del Signore e a lui spetta il compito di annunciare la Sua volontà. Chi metterebbe al mondo dei figli davanti alla certezza rivelata direttamente da Dio di quale atroce sorte li aspetta di lì a poco? E chi ha mai dubitato che la volontà di Dio viene prima della famiglia, tanto più se, come Geremia, non si ha ancora una propria famiglia? Insomma, evidentemente il teologo Ribet è sfortunato perché su quattro citazioni non ce n’è una che dimostri una relativizzazione della famiglia, ma solo che ovviamente Dio è più importante della famiglia. Forse sarà più fortunato nelle ulteriori tre meditazioni sull’argomento che Riforma promette. Ricordiamoci tuttavia che, alla lunga, queste “decisive” prove sulla relativizzazione della famiglia dovrebbero convincerci che il Documento sinodale sulla famiglia del 1971, che parla di un uomo e una donna che si sposano e hanno dei figli, è obsoleto e che, come ha detto l’ex moderatora Maria Bonafede, le benedizioni alle coppie gay sono “bibliche al cento per cento”! Per ora siamo un po’ lontani dalla meta! Anzi, i passi citati ci convincono del contrario.

Intanto, però, apprezziamo che lo stesso Ribet si senta costretto ad ammettere – sia pure con evidente rammarico – che nella Bibbia “la famiglia ha certamente un ruolo centrale nella struttura della società” e, citando il professore di teologia e non solo, Giorgio Girardet ricorda come “non si trovi nell’Antico Testamento una riflessione critica sulla famiglia, o un qualche invito a rivederne le strutture fondamentali”. Certo, la citazione di Girardet prosegue con la faccenda della relativizzazione, ma abbiamo visto quanto evanescente si dimostri questo concetto quando si vadano a leggere i passi che lo dovvrebbero dimostrare.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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