\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

LA MODERATORA BONAFEDE: “ALLARGARE IL CONCETTO DI FAMIGLIA”

lucio“Un Parlamento europeo dogmatico invade indipendenza Stati membri. Per l’Ordinamento valdese, order ed famiglia è quella tradizionale”

“I 342 deputati del Parlamento Europeo che hanno votato un documento in cui ‘ci si rammarica dell’adozione da parte di alcuni stati di definizioni restrittive di famiglia’ hanno dimostrato una visione dogmatica e intollerante e hanno invaso l’indipendenza degli Stati membri, i quali hanno ogni diritto di avere una propria definizione di famiglia. Costoro evidentemente ritengono che la loro definizione di famiglia sia quella buona e giusta e quella degli altri sia da condannare e da cambiare – non con i meccanismi democratici, ma con fatwe centraliste. In particolare, i deputati italiani che hanno votato in tal senso, dovrebbero sapere che è la Costituzione che dà la definizione di famiglia. Se a loro non piace, propongano di cambiarla, ma lo facciano in Italia – cosa che non risulta abbiano fatto. E non provino ad imporre un modello a tutti gli altri.

Personalmente, da valdese, mi rammarico che i mezzi di informazione abbiano recepito l’entusiastico sostegno da parte del pastore Giuseppe Platone alla decisione del Parlamento Europeo come posizione dell’intera Chiesa. Il Documento sul Matrimonio approvato dal Sinodo Valdese del 1971, coerente con molti secoli di storia e tuttora vigente, intende per famiglia quella formata da un uomo e una donna, sposati e dai figli da essi generati. Se poi Platone o altri lo rinnegano, se ne assumano personalmente la responsabilità”.
 

Dispaccio d’agenzia Ansa, stomach ore 15:04 del 14 marzo 2012

ROMA – Grande soddisfazione e’ stata espressa oggi da Giuseppe Platone, website pastore della chiesaGiuseppe_Platone valdese di Milano, in seguito al voto favorevole del Parlamento Europeo sui diritti delle coppie gay. Per il Parlamento europeo è inammissibile che alcuni governi ‘mettano in atto definizioni restrittive della definizione di ‘famiglia’ allo scopo di negare la protezione legale alle coppie dello stesso sesso e ai loro bambini’.

Non ha dubbi il pastore Platone che l’anno scorso celebrò nel tempio di Milano la prima benedizione di una coppia omosessuale dopo l’approvazione di un rispettivo ordine del giorno da parte del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste nel 2010: ‘Serve un solo matrimonio per tutti con gli stessi diritti e doveri – afferma -. Il matrimonio non è, per noi, un atto sacro, è semplicemente un negozio giuridico che prevede diritti e doveri nel costruire un rapporto di solidarietà, reciproco e responsabile. Per un credente questo negozio, questo ‘patto’, è una vocazione che Dio rivolge alla persona umana nella condizione naturale in cui e’ stata creata’.

Concludendo con una punta di amarezza, Platone aggiunge: ‘In una societa’ omofoba come la nostra, dopo secoli di culto della ‘sacra famiglia’, puntare all’ottenimento di un trattamento uguale per tutti a livello di contratto matrimoniale, è un’ardua corsa ad ostacoli’.

Nel 2011 il Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi, a partire dalla benedizione delle coppie di credenti dello stesso sesso, ha invitato le Chiese a proseguire la riflessione estendendola ai temi della famiglia e della genitorialita’.

(ANSA).

 

Questo comunicato stampa è pubblicato (con foto di due donne in abito bianco) sulla prima pagina del sito della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, con il titolo “Sì del Parlamento UE ai matrimoni Gay – Soddisfazione del pastore Platone

 
aei_logo_180x300pxL’agenzia Ansa, website alle 18, buy ha pubblicato questo comunicato stampa:La parità tra uomo e donna non sia appiattimento della famiglia

“… nel senso di un’antica parola biblica”, click che dice tutt’altro

Apprezzamento della moderatora valdese per la sentenza della Cassazione sulle coppie gay

Maria_Bonafede(NEV), see 21 marzo 2012 – A proposito della sentenza della Corte di Cassazione dello scorso 15 marzo, medications in cui si afferma che le coppie omosessuali hanno il “diritto alla ‘vita familiare’” e a “vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità di un “trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”, la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Sono convinta che fosse necessario allargare il concetto di famiglia ai diversi rapporti affettivi stabili e soprattutto che si allarghino i diritti ai soggetti di queste unioni, ad esempio quello alla reversibilità della pensione o quello di visita in ospedale o nei luoghi di detenzione. Mi rallegro quindi sia della decisione della Cassazione, sia di quella del Parlamento Europeo (vedi NEV 11/2012).

E non si tratta solo dei rapporti omoaffettivi a mio avviso. Conosco situazioni di persone che convivono da una vita perché sono amiche, o perché la vita le ha portate a condividere la loro solitudine, persone anziane che hanno trascorso dieci o vent’anni prendendosi cura una dell’altra e che non hanno mai potuto in nessun modo aver diritto di mantenere lo stesso contratto di affitto o percepire la reversibilità della pensione nel momento del decesso della persona con cui hanno ‘fatto famiglia’. Io non credo che si debba necessariamente ricorrere al matrimonio, ma un riconoscimento giuridico delle unioni stabili sì, è importantissimo proprio pensando ad una società in cui il concetto stesso di famiglia si è profondamente modificato e le situazioni affettive e di mutuo soccorso sono effettivamente diventate situazioni in cui si vivono sentimenti forti di tipo familiare. Nel senso in cui va una antica parola biblica che si riferiva ai viandanti confrontati con le difficoltà che comportavano i lunghi spostamenti a piedi: “Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz’avere un altro che lo rialzi!”(Ecclesiste 4,9-10). Il ‘viaggio’ della vita è spesso altrettanto difficile ed è una cosa buona poterla condividere in varie forme. E’ importante che il diritto riconosca le varie forme di unioni di tipo familiare che esistono e le tuteli.”

Nel 2011 il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, a partire dalla benedizione delle coppie di credenti dello stesso sesso, ha invitato le chiese a proseguire la riflessione estendendola ai temi della famiglia e della genitorialità.

Commentiamo

La famiglia à la carte: fino dove allargare?

Forse per chiarire che la posizione del pastore Platone non è un caso isolato, ma la posizione della chiesa, anche la moderatora, pastora Maria Bonafede, scende in campo a favore della famiglia à la carte: Scegli dal menu e prendi quel che ti piace: “diritti all’amatriciana, benedizioni in chiesa à la Platon, niente doveri che non li digerisco, insalata mista di sesso, pensione a volontà tanto la pagano gli altri, fedeltà solo un assaggino con l’aperitivo. Eppure non chiarisce proprio nulla: il sinodo è sovrano e sulla famiglia fa fede il Documento sul matrimonio da esso approvato nel 1971 che dice tutt’altro.E comunque, continuiamo a chiedere agli illuminati vertici della chiesa e della teologia “valdesi”: fino a quanto allargare ? Fino alla “famiglia incestuosa”, fino alla poligamia, fino al matrimonio multiplo ? Fino all’unione pedofila? Fino al matrimonio con un animale ? Assurdità ? Certo, ma se l’unico criterio è quello, suggerito anche dal pastore Platone, che fra due concetti di famiglia, quello “buono e giusto” è quello più largo, anche la fantasia della moderatora viene facilmente sconfitta da queste semplici ipotesi, alle quali molte altre possono aggiungersi. La cosa più penosa è la citazione mistificatoria della Bibbia, che parla di tutt’altro che di famiglia. Possibile che davvero si pensi che dove ci sono affetti umani, solidarietà, aiuto reciproco – tra l’altro gli atteggiamenti più consoni a un cristiano – la cosa vada per forza confusa con la famiglia e magari con i rapporti sessuali ? Con la parola “omoaffettività” si intendono rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso e, se due persone si vogliono bene bisogna parlare di famiglia. Eppure, al cristiano dovrebbe piacere la verità e non la confusione: “Dio non è un Dio di confusione, ma di pace (I Corinzi 14:33)”.

“… nel senso di un’antica parola biblica”, about it che dice tutt’altro

Apprezzamento della moderatora valdese per la sentenza della Cassazione sulle coppie gay

Maria_Bonafede(NEV), ed 21 marzo 2012 – A proposito della sentenza della Corte di Cassazione dello scorso 15 marzo, page in cui si afferma che le coppie omosessuali hanno il “diritto alla ‘vita familiare’” e a “vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità di un “trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”, la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Sono convinta che fosse necessario allargare il concetto di famiglia ai diversi rapporti affettivi stabili e soprattutto che si allarghino i diritti ai soggetti di queste unioni, ad esempio quello alla reversibilità della pensione o quello di visita in ospedale o nei luoghi di detenzione. Mi rallegro quindi sia della decisione della Cassazione, sia di quella del Parlamento Europeo (vedi NEV 11/2012).

E non si tratta solo dei rapporti omoaffettivi a mio avviso. Conosco situazioni di persone che convivono da una vita perché sono amiche, o perché la vita le ha portate a condividere la loro solitudine, persone anziane che hanno trascorso dieci o vent’anni prendendosi cura una dell’altra e che non hanno mai potuto in nessun modo aver diritto di mantenere lo stesso contratto di affitto o percepire la reversibilità della pensione nel momento del decesso della persona con cui hanno ‘fatto famiglia’. Io non credo che si debba necessariamente ricorrere al matrimonio, ma un riconoscimento giuridico delle unioni stabili sì, è importantissimo proprio pensando ad una società in cui il concetto stesso di famiglia si è profondamente modificato e le situazioni affettive e di mutuo soccorso sono effettivamente diventate situazioni in cui si vivono sentimenti forti di tipo familiare. Nel senso in cui va una antica parola biblica che si riferiva ai viandanti confrontati con le difficoltà che comportavano i lunghi spostamenti a piedi: “Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz’avere un altro che lo rialzi!”(Ecclesiste 4,9-10). Il ‘viaggio’ della vita è spesso altrettanto difficile ed è una cosa buona poterla condividere in varie forme. E’ importante che il diritto riconosca le varie forme di unioni di tipo familiare che esistono e le tuteli.”

Nel 2011 il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, a partire dalla benedizione delle coppie di credenti dello stesso sesso, ha invitato le chiese a proseguire la riflessione estendendola ai temi della famiglia e della genitorialità.

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La famiglia à la carte: fino dove allargare?

Forse per chiarire che la posizione del pastore Platone non è un caso isolato, ma la posizione della chiesa, anche la moderatora, pastora Maria Bonafede, scende in campo a favore della famiglia à la carte: Scegli dal menu e prendi quel che ti piace: “diritti all’amatriciana, benedizioni in chiesa à la Platon, niente doveri che non li digerisco, insalata mista di sesso, pensione a volontà tanto la pagano gli altri, fedeltà solo un assaggino con l’aperitivo. Eppure non chiarisce proprio nulla: il sinodo è sovrano e sulla famiglia fa fede il Documento sul matrimonio da esso approvato nel 1971 che dice tutt’altro.E comunque, continuiamo a chiedere agli illuminati vertici della chiesa e della teologia “valdesi”: fino a quanto allargare ? Fino alla “famiglia incestuosa”, fino alla poligamia, fino al matrimonio multiplo ? Fino all’unione pedofila? Fino al matrimonio con un animale ? Assurdità ? Certo, ma se l’unico criterio è quello, suggerito anche dal pastore Platone, che fra due concetti di famiglia, quello “buono e giusto” è quello più largo, anche la fantasia della moderatora viene facilmente sconfitta da queste semplici ipotesi, alle quali molte altre possono aggiungersi. La cosa più penosa è la citazione mistificatoria della Bibbia, che parla di tutt’altro che di famiglia. Possibile che davvero si pensi che dove ci sono affetti umani, solidarietà, aiuto reciproco – tra l’altro gli atteggiamenti più consoni a un cristiano – la cosa vada per forza confusa con la famiglia e magari con i rapporti sessuali ? Con la parola “omoaffettività” si intendono rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso e, se due persone si vogliono bene bisogna parlare di famiglia. Eppure, al cristiano dovrebbe piacere la verità e non la confusione: “Dio non è un Dio di confusione, ma di pace (I Corinzi 14:33)”.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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