Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

La centralità di Dio nel pensiero della Riforma (Apocalisse 7:9-12) – Culto di domenica 25 ottobre 2020

Ventunesima domenica dopo Pentecoste

Letture bibliche: Salmo 90:1-17; Deuteronomio 34:1-12; 1 Tessalonicesi 2:1-8; Matteo 22:34-46

L’ultima domenica di ottobre è designata tradizionalmente in molte chiese come la “Domenica della Riforma” in commemorazione di quanto è avvenuto, per la provvidenza di Dio, cinque secoli fa in Europa. Nel XVI secolo cristiani di tutt’Europa, con coraggio e determinazione, riscoprendo la Parola autorevole e normativa di Dio, contenuta nella Bibbia, cominciano ad opporsi al cristianesimo corrotto e adulterato del loro tempo, per riportarlo ina conformità con la volontà rivelata di Dio. Condotta, come suoi esponenti più noti, da Martin Lutero, Ulrico Zwingli, e Giovanni Calvino, i nomi più noti della Riforma, ma anche, per noi, da riformatori italiani come Pier Martire Vermigli, Vergerio, ed altri, le chiese ed i cristiani della Riforma si separano dagli errori del Cattolicesimo romano dominante e danno inizio a ciò che oggi conosciamo come il Protestantesimo. Non si tratta di una nuova religione, ma della riscoperta del cristianesimo puro e semplice, liberato dalle scorie che secoli di tradizioni alienanti e varie interferenze avevano accumulato su di esso.

La nota dominante

Qual era la nota dominante dell’antico Protestantesimo, e quale deve essere ancora oggi la nota dominante della fede e della testimonianza riformata, se essa vuole rimanere fedele allo spirito dei suoi fondatori?

Si tratta della nota dominante di tutto ciò che traspare dalla stessa Bibbia, e vorrei che la scoprissimo insieme a partire da un brano del libro dell’Apocalisse, al capitolo 7. Giovanni, autore di questo libro, vede profeticamente ciò che accadrà in cielo, quando finalmente tutto il popolo di Dio sarà riunito davanti a Lui per glorificarlo e per godere per sempre della Sua presenza.

“Dopo queste cose vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, coperti di vesti bianche e avevano delle palme nelle mani. E gridavano a gran voce, dicendo: “La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono e all’Agnello”. E tutti gli angeli stavano in piedi intorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si prostrarono sulle loro facce davanti al trono e adorarono Dio, dicendo: “Amen! La benedizione, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l’onore, la potenza e la forza appartengono al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen!” (Apocalisse 7:9-12).

La centralità di Dio

La grande folla degli eletti a salvezza, insieme alle creature celesti, loda e glorifica Dio, proclamando la Sua sovranità, gloria, sapienza, onore e potenza, ringraziandolo e benedicendolo.

Il popolo di Dio, così, è quello che proclama e vive la centralità di Dio…

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Radio Tempo di Riforma

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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