Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

Ignazio Di Lecce controreplica a Paolo Castellina: “Deluso dall’atteggiamento di rifiuto”

Purtroppo la replica del pastore Castellina mi ha profondamente deluso, soprattutto per l’atteggiamento di rifiuto di qualsiasi prospettiva di confronto, seppur da posizioni diverse e lontane.

Non nego certo di aver criticato la tesi del suo scritto, cioè che le posizioni di uno degli esponenti più noti in Italia del pensiero reazionario possano costituire un corroborante del Protestantesimo “classico” (chissà cosa vorrà poi dire “classico” riferito al Protestantesimo, se non idolatrizzazione  di una specie di “fermo-immagine” nello scorrere della Storia),  in modo da “ripensare in modo intelligente i principi della tradizione”.

Qualsiasi cosa significhi per il pastore Castellina “tradizione protestante” non sarà mai assimilabile al pensiero della “Tradizione” a cui si riferisce il Veneziani in decine di libri e che, come chiunque sa o dovrebbe sapere, va da De Maistre a Evola, attraverso innumerevoli nomi come Lamennais, de Bonald, Schmitt o Heidegger, tutti atei o cattolici tradizionalisti e nessuno protestante. Questa era e resta la mia critica. Si tratta di un fatto che chiunque può controllare su qualsiasi libro di storia o di storia della filosofia e a cui mi attendevo risposta controfattuale sul piano delle argomentazioni razionali. Quindi non ha senso che il pastore Castellina mi accusi di aver citato Evola a sproposito; altrimenti potremmo sospettare che non abbia mai letto i libri di Marcello Veneziani, che ha iniziato – e continuato – la sua carriera di pubblicista proprio con Julius Evola, di cui non è solo studioso, ma aperto e dichiarato ammiratore.

Dato un così scarso rigore argomentativo, nella replica del pastore Castellina non trovo che uno stravolgimento stizzito delle mie argomentazioni, e uno sforzo di etichettare il sottoscritto come “tipico esempio” di un movimento esecrabile perché (ritiene Castellina) sovvertirebbe ogni Articolo del Credo Apostolico.
Non vedo nessuna prospettiva di confronto, neanche polemico. A questo punto temo che il pastore Castellina non abbia mai avuto… nessuna intenzione di aprire confronti; in tal caso il mio intervento sarebbe da considerare sicuramente fuori luogo. Chiaro segno è quel termine “pseudo-ortodossia” riferito alle posizioni di Karl Barth che sconcerta qualunque semplice lettore di libri di teologia, trattandosi, con Bonhoeffer, del più grande teologo del XX secolo, riconosciuto universalmente, non solo dai “liberali” che ossessionano il pastore Castellina. Che il Castellina ignori che Barth ha criticato duramente proprio la teologia liberale o che egli si ritenga, nella sua compulsiva ricerca di purezza “neo-calvinista”, l’unico, nel nostro scellerato tempo, dotato di intelligenza teologica? (Ma dove vedrà poi questa grande espansione “neo-calvinista” oggi? La Sociologia della Religione ci fornisce solo i dati preoccupanti di un’unica forma di Cristianesimo avanzante nel mondo, quella carismatica-sincretistica).

Entrando nello specifico di ciò che scrive il pastore Castellina, osservo brevemente, per quel che può valere, che si ha l’impressione che egli, pur avendo colto perfettamente il mio riferimento a Plymouth, non ne abbia capito le motivazioni. Io intendevo solo dire che la Chiesa valdese, per profondità di tradizione storica, non è certo assimilabile a singoli momenti cristallizzabili fuori dal tempo come certe tendenze che hanno esaurito la loro parabola storica in meno di un secolo. Non volevo certo trovare modi “eleganti” per attribuire ad altri degli epiteti fastidiosi, come egli invece pensa.

Sorvolo sul fatto che il pastore Castellina sembra non conoscere il significato del termine “scientista”, oppure usarlo in un’accezione tutta ideologica, se mi attribuisce un’adesione a tale visione del mondo da cui, lo rassicuro, sono lontanissimo. Di certo ciò non farà mai di me un nemico della scienza, di cui riconosco tutta la funzione di liberazione dalle miserie delle condizioni materiali dell’esistenza. Del resto anche il pastore Castellina, se pubblica suoi scritti su Internet, si avvale delle conquiste scientifiche e tecnologiche, almeno quando accende la luce in casa, scrive sul suo computer, compie viaggi o, ahimè, magari è costretto, Dio non voglia, ad andare dal medico. Altra cosa, però, è lo scientismo.

Sorvolo anche sul fatto che il pastore Castellina mi definisca del pari “molto entusiasta… degli sviluppi contemporanei della globalizzazione”. Evidentemente egli non crede, come me, che i grandi fatti della Storia vadano governati, per quanto si riesce, e si illude che basti condannarli o esorcizzarli per poterli bloccare o invertire.

Ciò che mi ha creato veramente un profondo disagio è l’invettiva finale, terminante nella profezia dello smascheramento del “falso evangelo”.

Avevo capito che il gruppo di valdesi raccolto attorno al sito www.valdesi.eu si sentisse vittima di un atteggiamento di chiusura da parte della nostra Chiesa, o meglio del suo Sinodo, e che il pastore Castellina, dall’esterno della Chiesa valdese, volesse sostenere questa legittima istanza di maggiore considerazione fraterna, nonostante il loro, altrettanto legittimo, atteggiamento critico verso la conduzione della Chiesa.

Ma se un episodio di chiusura c’è stato, si dovrebbe cercare di risolverlo mostrando con grande carità atteggiamenti di ascolto e di confronto, sia pur difendendo anche strenuamente le proprie posizioni. Almeno al catechismo mi hanno insegnato così.

L’impressione che se ne ricava è ben altra. Le invettive, le accuse di apostasia, le condanne per “falso evangelo” ci ricordano solo il buio, rischiarato da fiamme sinistre, di persecuzioni che vorremmo esserci lasciate alle spalle e non hanno nulla da insegnarci o da rammentarci. Non possono certo condurci a ritrovare gli “antichi sentieri valdesi”, se per disgrazia li avessimo perduti. Forse anche il pastore Castellina, se studiasse con più attenzione la storia valdese, se ne renderebbe conto.

Se alcuni gruppi di valdesi possono aver trovato ragioni di disagio o subito torti nel recente passato, non servirà a nulla adottare questi atteggiamenti. Meglio cercare un confronto aspro, se necessario, ma fra persone che si riconoscono come fratelli in Cristo, soprattutto per non lasciare scusanti ad eventuali momentanee sclerosi del tessuto vitale della Chiesa, piuttosto che limitarsi a gridare ai quattro venti un’immaginata apostasia della Chiesa valdese.

Per crederci meglio, almeno dal punto di vista metodologico, rileggiamoci certe polemiche sostenute in determinate situazioni da nostri padri come Miegge o Subilia. In modo preventivo, dichiaro che non mi importerebbe nulla se il Castellina li descrivesse come “pseudo-ortodossi barthiani”, e così mi aspetterei che fosse per ogni valdese, altrimenti nella formazione dei nostri membri di chiesa ci sarebbe qualcosa che non funziona.

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3 Responses to “Ignazio Di Lecce controreplica a Paolo Castellina: “Deluso dall’atteggiamento di rifiuto””

  1. Franco ha detto:

    Allora Lecce dovrebbe buttare la Bibbia dato che anche lì si parla di un falso vangelo e un falso Cristo.

    2Corinzi 11:4

    Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri.

    Galati 1:6

    Mi meraviglio che così presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo.

    Galati 1:7

    Ché poi non c’è un altro vangelo; però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.

    Quindi se il solo citare un altro vangelo rievoca “fiamme sinistre ” la Bibbia é un libro pericoloso.

    Quindi vediamo….i primi 5 libri di Mosé li buttiamo, le epistole sono pericolose, i vangeli in realtá non parlerebbero di Gesù come Dio…bhé…ho capito che Lecce si senta chiesa, chiesa nel nome di chi?

  2. Franco ha detto:

    Chiesa dell’uomo di certo. Certo pure non si tratti della Chiesa di Cristo.

  3. Audrey Taschini ha detto:

    “Qualsiasi cosa significhi per il pastore Castellina “tradizione protestante” non sarà mai assimilabile al pensiero della “Tradizione” a cui si riferisce il Veneziani in decine di libri e che, come chiunque sa o dovrebbe sapere, va da De Maistre a Evola, attraverso innumerevoli nomi come Lamennais, de Bonald, Schmitt o Heidegger, tutti atei o cattolici tradizionalisti e nessuno protestante.”

    Nessuno protestante….? Informatevi meglio su Heidegger, per favore!

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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