\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Fatwa sinodale ‘contro ogni discriminazione’ verso gli omosessuali. Colpito l’apostolo Paolo (e noi)

 

E uscita la circolare di Sentieri Antichi Valdesi di giugno, capsule che invitiamo a leggere sul sito ufficiale di S.A.V., dosage dove trovate una versione da stampare e distribuire. Pubblichiamo qui il saggio di Paolo Castellina che ci spinge a una riflessione e a una decisione su cosa fare di fronte alla situazione in cui si trova la Chiesa Valdese istituzionalizzata.

Le “chiese storiche” come la chiesa valdo-metodista, sick sembrano ormai correre inarrestabili nel processo di corruzione ed apostasia che da tempo denunciamo. Sulla loro stampa ed anche sempre di più a livello locale, diverse comunità ora abbracciano e sostengono apertamente, senza più remore, anzi “con fierezza”, come paladine di malintesi diritti, le pretese del movimento sodomita, sostenendone ufficialmente manifestazioni come il “gay pride”, promuovendo l’ideologia gender e celebrando nei locali di culto unioni fra persone dello stesso sesso.

Tutto questo lo fanno in nome di un vangelo “riveduto e corretto” che pretendono autentico, abusando del concetto stesso di grazia e, quel che è peggio, del nome stesso del Cristo. Siamo di fronte non tanto ad errori di interpretazione ed abbagli, ma ad una vera e propria sovversione dei principi di base della fede cristiana, della sua antropologia e della sua soteriologia.

La nostra contestazione, infatti, non si incentra solo sulla “questione omosessualità” (come se fosse la nostra “ossessione”). La loro “apertura” verso l’omosessualità è, come ammettono essi stessi, lo sviluppo naturale, un frutto, del “metodo storico critico” di lettura della Bibbia, quello che da tempo è stato legittimato e determina il pensiero, l’insegnamento e la prassi di queste chiese. Questo metodo ha portato e porta alla messa in discussione ed alterazione di praticamente tutte le dottrine dell’ortodossia biblica che stanno alla base delle Confessioni di fede storiche della Chiesa. Lungi dall’essere un progresso, si tratta piuttosto di un regresso, un vero e proprio “revisionismo” che altera e modifica radicalmente la sostanza del cristianesimo stesso, la sua stessa identità.

La “questione omosessualità”, così, non è che una delle espressioni del progressivo allontanamento di queste chiese dal cristianesimo biblico e che riguarda molte altre questioni. Senza più una base normativa oggettiva (quella biblica, che secondo la confessione di fede millenaria della chiesa, è Parola di Dio) tutto diventa così possibile: chissà a che altro ancora dovremo assistere nel prossimo futuro! È un processo ineluttabile: quando l’autorità non è più la Parola di Dio (il cui stesso concetto viene alterato) ma il mondo, con le sue idee, filosofie, e tendenze più “alla moda”, tutto può essere legittimato.

La situazione di queste chiese è diventata ormai del tutto irriformabile, come pure vana ogni illusione di poterle cambiare, resistendovi, all’interno delle loro strutture. La misura è ormai colma e la paziente tolleranza (in attesa del prevalere di persuasioni diverse) o di un “risveglio”, si rivela di pregiudizio per la salute e la stessa vita spirituale di chi, credente fedele alla Parola di Dio, in quelle strutture, vorrebbe rimanervi ” per amor di pace” o per riportarle sulla retta via.

Non si rivelano più, infatti, chiese di Cristo, ma espressione esse stesse della Babilonia spirituale dalla quale Dio, nella Sua Parola, ci esorta a fuggire. Diventa così del tutto rilevante l’esortazione del libro dell’Apocalisse: “Uscite da essa, o popolo mio, affinché non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe” (18:4).

Questo appello è stato spesso utilizzato nel corso dei secoli come quello stesso rivolto da Cristo ai Suoi fedeli affinché si separino chiaramente non solo dallo stile di vita di questo mondo che orgogliosamente si contrappone a Dio ed alle Sue leggi morali, sfidandolo, ma anche come appello ad uscire da chiese corrotte ed idolatre che, pur portando impropriamente il nome di Cristo, si sono compromesse con il mondo abbracciandolo come fa una prostituta per vile guadagno – di diversa natura. Difatti siamo di fronte ad una prostituzione spirituale simile a quella in cui più volte era incorso l’antico Israele e che i profeti denunciavano.

(continua)

 
 

E uscita la circolare di Sentieri Antichi Valdesi di giugno, capsule che invitiamo a leggere sul sito ufficiale di S.A.V., dosage dove trovate una versione da stampare e distribuire. Pubblichiamo qui il saggio di Paolo Castellina che ci spinge a una riflessione e a una decisione su cosa fare di fronte alla situazione in cui si trova la Chiesa Valdese istituzionalizzata.

Le “chiese storiche” come la chiesa valdo-metodista, sick sembrano ormai correre inarrestabili nel processo di corruzione ed apostasia che da tempo denunciamo. Sulla loro stampa ed anche sempre di più a livello locale, diverse comunità ora abbracciano e sostengono apertamente, senza più remore, anzi “con fierezza”, come paladine di malintesi diritti, le pretese del movimento sodomita, sostenendone ufficialmente manifestazioni come il “gay pride”, promuovendo l’ideologia gender e celebrando nei locali di culto unioni fra persone dello stesso sesso.

Tutto questo lo fanno in nome di un vangelo “riveduto e corretto” che pretendono autentico, abusando del concetto stesso di grazia e, quel che è peggio, del nome stesso del Cristo. Siamo di fronte non tanto ad errori di interpretazione ed abbagli, ma ad una vera e propria sovversione dei principi di base della fede cristiana, della sua antropologia e della sua soteriologia.

La nostra contestazione, infatti, non si incentra solo sulla “questione omosessualità” (come se fosse la nostra “ossessione”). La loro “apertura” verso l’omosessualità è, come ammettono essi stessi, lo sviluppo naturale, un frutto, del “metodo storico critico” di lettura della Bibbia, quello che da tempo è stato legittimato e determina il pensiero, l’insegnamento e la prassi di queste chiese. Questo metodo ha portato e porta alla messa in discussione ed alterazione di praticamente tutte le dottrine dell’ortodossia biblica che stanno alla base delle Confessioni di fede storiche della Chiesa. Lungi dall’essere un progresso, si tratta piuttosto di un regresso, un vero e proprio “revisionismo” che altera e modifica radicalmente la sostanza del cristianesimo stesso, la sua stessa identità.

La “questione omosessualità”, così, non è che una delle espressioni del progressivo allontanamento di queste chiese dal cristianesimo biblico e che riguarda molte altre questioni. Senza più una base normativa oggettiva (quella biblica, che secondo la confessione di fede millenaria della chiesa, è Parola di Dio) tutto diventa così possibile: chissà a che altro ancora dovremo assistere nel prossimo futuro! È un processo ineluttabile: quando l’autorità non è più la Parola di Dio (il cui stesso concetto viene alterato) ma il mondo, con le sue idee, filosofie, e tendenze più “alla moda”, tutto può essere legittimato.

La situazione di queste chiese è diventata ormai del tutto irriformabile, come pure vana ogni illusione di poterle cambiare, resistendovi, all’interno delle loro strutture. La misura è ormai colma e la paziente tolleranza (in attesa del prevalere di persuasioni diverse) o di un “risveglio”, si rivela di pregiudizio per la salute e la stessa vita spirituale di chi, credente fedele alla Parola di Dio, in quelle strutture, vorrebbe rimanervi ” per amor di pace” o per riportarle sulla retta via.

Non si rivelano più, infatti, chiese di Cristo, ma espressione esse stesse della Babilonia spirituale dalla quale Dio, nella Sua Parola, ci esorta a fuggire. Diventa così del tutto rilevante l’esortazione del libro dell’Apocalisse: “Uscite da essa, o popolo mio, affinché non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe” (18:4).

Questo appello è stato spesso utilizzato nel corso dei secoli come quello stesso rivolto da Cristo ai Suoi fedeli affinché si separino chiaramente non solo dallo stile di vita di questo mondo che orgogliosamente si contrappone a Dio ed alle Sue leggi morali, sfidandolo, ma anche come appello ad uscire da chiese corrotte ed idolatre che, pur portando impropriamente il nome di Cristo, si sono compromesse con il mondo abbracciandolo come fa una prostituta per vile guadagno – di diversa natura. Difatti siamo di fronte ad una prostituzione spirituale simile a quella in cui più volte era incorso l’antico Israele e che i profeti denunciavano.

(continua)

 
Grazie al Tweet di un deputato siciliano, search apprendiamo che il Sinodo (per la quinta volta a porte chiuse, remedy in plateale violazione dell’articolo 9 del regolamento) ha approvato un atto “per la piena integrazione dei fratelli e delle sorelle omosessuali, invita le chiese a intraprendere e proseguire il cammino fin qui svolto, esprime preoccupazione perché ancora settori ampi, benché minoritari, dell’opinione pubblica italiana mantengono atteggiamenti di chiusura e di discriminazione omofobica, talvolta invocando a sostegno delle proprie posizioni anche una visione distorta dell’Evangelo, invita le Chiese a contrastare con forza ogni forma di discriminazione verso i fratelli e le sorelle omosessuali nonché di strumentalizzazione della Parola di Dio a questi fini”.

In cinque anni si è passati dall’ordine del giorno che affidava alle chiese locali (peraltro contro l’ordinamento valdese) la decisione se praticare o meno le benedizioni alle coppie dello stesso sesso, a un documento in cui si stigmatizza “ogni forma di discriminazione” verso gli omosessuali. Con la solita trasandatezza e approssimatività, o forse studiata ambiguità, non è che si è abrogato o modificato l’atto del 2010, per cui, formalmente, le chiese sono ancora libere di dire di no (qualcuna l’ha fatto, ma non se ne è avuta notizia negli organi di informazione ufficiali), ma contemporaneamente si prendono l’accusa, anzi il marchio di “omofobia” e “strumentalizzazione della Parola di Dio”.

Sembra anche chiaro che definire l’omosessualità “peccato” sia parimenti ritenuto “strumentalizzazione della Parola di Dio”, nonché “visione distorta dell’Evangelo”, accusa pesante nelle intenzioni, ambigua nei suoi dettagli. Sembra però chiaro che l’apostolo Paolo ricade nella fatwa sinodale.

Si compie così quanto scritto nel 1999 dalla pastora valdese Gabriella Lettini, nel libro “Omosessualità” pubbicato dalla casa editrice valdese Claudiana: “Chi proclama che uomini e donne omosessuali sono malati o peccatori ha il diritto di esprimere la propria opinione con lo stesso ‘diritto’ dei razzisti di disprezzare le persone che non appartengono alla razza bianca, o dei naziskin di insultare gli ebrei… La tradizione cristiana è complice in ogni episodio di violenza e discriminazione nei confronti di uomini e donne omosessuali. Finché i cristiani non diventeranno parte della soluzione a questo stato di cose, il cristianesimo sarà parte del problema.” Si è fatto persino di più di quanto la Lettini “profeticamente” chiedeva: il sedicente cristianesimo è diventato parte della soluzione, ma – visto che era parte del problema – si è eliminato il cristianesimo. Infatti, specialmente per noi riformati, se si rifiuta la Bibbia, che cristianesimo è? Qualcuno dira: “Seguiamo Cristo e basta”. Ma chi sa chi è e cosa diceva Cristo senza la Bibbia? Forse che a qualche teologo Egli è comparso in una sorta di Medjugorje?

Del resto, due anni fa un pastore, non certo fra gli estremisti (se è ancora possibile una distinzione), ha parlato di “brani biblici affetti da omofobia” citando il primo capitolo della lettera ai Romani, scritta appunto dall’apostolo Paolo. Poiché è chiaro che noi di Sentieri Antichi Valdesi rientriamo anche tra i bersagli della fatwa possiamo dire di essere in ottima compagnia.

Di fronte a questo passo estremo, nessun membro di chiesa, nessun valdese (abbiamo visto che non è detto che le due cose coincidano) può far finta di niente. O si adegua a una chiesa che dal Sola Scriptura è passata al Contra Scripturam o decide di fare qualcos’altro.

Non è più tempo di attendere.

3 Responses to “Fatwa sinodale ‘contro ogni discriminazione’ verso gli omosessuali. Colpito l’apostolo Paolo (e noi)”

  1. Assolutamente, non è più tempo di attendere. Questa gente sta sovvertendo ormai ogni cosa. E’ il mondo che si è impadronito di una chiesa e che pretende di parlare a nome di essa, infangando non solo il nome di Valdo e della Riforma, ma soprattutto il nome del Cristo delle Scritture (l’unico vero). Falsi profeti, falsi dottori, servi dell’anticristo, maestri di inganno che manipolano e sovvertono la verità rivelata come tramandata dal popolo di Dio attraverso i secoli. “«Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi” (Apocalisse 18:4).

  2. Luca Zacchi ha detto:

    Preghiamo che l’Eterno mantenga ognuno di noi fedele alla Sacra. Scrittura. E preghiamo ancora di più perché riconduca sul sentiero antico i nostri fratelli e le nostre sorelle.

  3. Alessio Rando ha detto:

    È chiara l’intenzione del Sinodo valdese: andare al di là della sacra Parola di Dio.
    Discriminazione degli omosessuali è “visione distorta dell’Evangelo”? A me sembra che siano loro a distorcere il sacro Vangelo di Cristo! Quindi Gesù, Paolo, Dio stesso avevano una “visione distorta dell’Evangelo”? E vogliono insegnarlo loro al Signore qual è la “corretta visione del Vangelo”? Sono più saggi di Dio? Oltretutto, definiscano “discriminazione”. Definire l’omosessualità “peccato” – in accordo con la testimonianza delle Scritture – non è “discriminazione”. Nessuno impedisce ad un gay di entrare in chiesa e di ascoltare la predicazione della Parola di Dio, però non possiamo neanche, per la sua salvezza, dirgli: “Continua così!” Il Signore è chiaro: gli omosessuali non erediteranno il Regno (cfr. 1Cor 6:9, 10).

    Io non sono valdese, però sono comunque sdegnato dal fatto che una Chiesa che si definisce “protestante” e fedele ai principi della Parola di Dio, si sia allontanata così tanto – per amore del mondo – dalla fede che professa, oltretutto, senza nemmeno (forse) accorgersene!

Rispondi a Alessio Rando Annulla risposta

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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