\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

“A proposito della 4a meditazione di Paolo Ribet su famiglia, matrimonio e omosessualità” (1° parte)

29 ottobre 2012, information pills ore 22.00

Cari tutti,

al seguente indirizzo troverete la sesta puntata del mio studio biblico sull’epistola di Giacomo: “Favoritismo nella chiesa? “(Giacomo 2:1-13). Problemi tecnici ritardano la pubblicazione dello stesso studio su video, ma sarà inserito appena possibile.

http://paolocastellina.pbworks.com/w/page/60404206/giacomo06

Paolo Castellina

Ricordiamo che chi desidera partecipare è pregato di scriverci (paolocastellina@gmail.com oppure lettere@valdesi.eu) indicando il proprio indirizzo e-mail e nome utente di Skype  

La Chiesa valdese aveva già alle spalle secoli e secoli di fede evangelica

di Fabrizio Porro

“17. Sembra necessario che nelle anime del purgatorio di tanto diminuisca l’orrore di quanto aumenti la carità.”

“29. Chi sa se tutte le anime del purgatorio desiderano essere liberate, try a giudicare da un aneddoto che si narra riguardo ai santi Severino e Pasquale?”

“38. Tuttavia la remissione e la partecipazione del papa non deve essere disprezzata in nessun modo perché, medical come ho detto [v. tesi n°6], medicine è la dichiarazione della remissione divina.”

Queste sono tre delle 95 tesi affisse dal dottor Martin Lutero alla porta della chiesa di Wittenberg il 31 ottobre 1517, che viene considerato convenzionalmente la data di nascita della riforma protestante. Come si vede, non si trattava ancora di un maturo pensiero protestante. Eppure, a quella data, i valdesi esistevano da almeno 343 anni, se non da settecento o più come unanimemente gli storici ritenevano fino a 150 anni fa.

Sarebbe bene che noi valdesi ce lo ricordassimo, a cominciare dai professori della facoltà di Teologia, uno dei quali abbiamo visto indugiare sul fatto che “noi” siamo nati da un divorzio, facendo riferimento unicamente a Lutero. Come abbiamo scritto allora: “Certamente a questi signori fa molto più comodo convincerci che non siamo altro che un insignificante scampolo di quelle chiese riformate che vanno perdendo di pari passo fedeli e fedeltà alla Bibbia, mentre la nostra storia è molto più antica e complessa e ci impone responsabilità, se non altro storiche, assai maggiori.”

Accanto a tesi che oramai non sono più attuali, eccone altre che lo sono eccome:

“62. Vero tesoro della Chiesa di Cristo è il sacrosanto Vangelo, gloria e grazia di Dio.”

“90. Soffocare queste sottili argomentazioni dei laici con la sola autorità e non scioglierle con opportune ragioni significa esporre la chiesa e il papa alle beffe dei nemici e rendere infelici i cristiani.”

La numero 62 è e sarà sempre attuale. La 90 sembra attagliarsi ai nostri tempi nella Chiesa Valdese, dove si preferisce emarginare e condannare, ma non argomentare.

 

In tema di anniversari e numeri, ci piace constatare che, proprio oggi, i visitatori annui di questo sito hanno suprato in numero quelli del 2011 (81.694, pur mancando ancora due mesi alla fine del 2012. L’anno precedente ancora erano stati 33.447. Un grazie a tutti i lettori, ben sapendo che molti vengono a leggerci solo per trovare pretesti per attaccarci – in privato però, perché in pubblico si continua a far finta che non esistiamo, salvo che per una condanna sinodale.

di Nino Altavilla

Leggo in questi giorni sul settimanale Riforma alcune interessanti meditazioni del Pastore Paolo Ribet riguardanti Famiglia e Matrimonio. Nello specifico, information pills in questa mia riflessione, price mi riferisco alla quarta – pubblicata sul n. 40 del citato settimanale.

Nella parte finale della sua meditazione, viagra 40mg il Pastore affronta il problema della omosessualità sia dal punto di vista sociale sia biblico, lasciando però intravedere ‘aperture’ nei confronti di chi vive tale condizione, per i quali personalmente non ho alcuna avversione, se non nella loro richiesta, oggi sempre più pressante, di una sorta di riconoscimento scritturale che in qualche modo dovrebbe concretizzarsi in una benedizione della coppia, e infine poter liberamente davanti a Dio santificare la loro unione.

Mi sembra superfluo qui citare alcuni versetti della Scrittura dove l’omosessualità viene condannata inequivocabilmente; è lo stesso Pastore che ne fa menzione (senza però riportare i versetti) nel suo articolo: 1 Corinzi 6:9 : “Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti…” – Romani 1:27: “Similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento”.

Tuttavia, il Pastore aggiunge un ma, in modo sommesso, sostenendo che, in materia di etica familiare e sessuale, “Sono cambiati i fondamenti culturali, per cui tentare di riprendere i vecchi schemi non è solo inutile, ma addirittura dannoso” e che quindi le Chiese, trovandosi di fronte a tali nuove situazioni, devono impegnarsi a dare risposte compatibili con il messaggio cristiano.

In verità, penso che sia particolarmente difficile riuscire a trovare soluzioni a queste problematiche che siano davvero in sintonia con il messaggio evangelico, e lo sostengo non soltanto sulla base delle due pericopi sopra riportate, ma anche riallacciandomi alle considerazioni espresse dallo stesso Pastore, il quale sostiene anche: “Il dibattito degli ultimi anni ha fatto però emergere alcune evidenze, la prima delle quali è che le realtà condannate dalla Bibbia poco o nulla hanno a che fare con l’omosessualità di cui parliamo oggi. Allora si trattava generalmente di una violenza contro esseri umani che si voleva sottomettere o umiliare.”

È probabile che Ribet si riferisca all’episodio riportato in Genesi 19: “4 Non si erano ancora coricati, quand’ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. 5 Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». 6 Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, 7 disse: «No, fratelli miei, non fate del male! 8 Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto». 9 Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest’individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell’uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta»”. Personalmente, non credo che sia solo ed esclusivamente questa l’omosessualità che la Bibbia condanna. Questa è violenza, prepotenza, voler in effetti sottomettere e umiliare i due ospiti di Lot.

Inoltre, Ribet sostiene che “Oggi autorevoli istituzioni mondiali definiscono l’omosessualità come una condizione «naturale», tenendo presente che anche in natura esistono le sfumature e che non è sempre tutto in bianco e nero”. Esattamente quello che accadeva a Corinto, città estremamente licenziosa, di cultura greca, dove l’omosessualità veniva praticata senza alcun problema, e l’apostolo ne era perfettamente a conoscenza, tanto da avvertire in modo energico la comunità cristiana locale (1 Corinzi 6:9).

E, infatti, mi chiedo: cosa c’entra il cap. 7 della I Lettera ai Corinzi, che il Pastore riporta nella sua meditazione come riferimento biblico con la questione omosessuale?

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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