“… empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 4)

Abbiamo parlato diverse volte dei “Campi gay” e dei “Campi lesbici” del “Centro Ecumenico” valdese di Agape (Prali), la cui “struttura appartiene alla Tavola valdese, un membro della quale presiede il Comitato Generale di Agape e il centro è inserito nell’ordinamento valdese”. Il centro è sostenuto dall’8 per mille valdese con 141.500 euro nel 2014. Anche quest’anno si tengono questi eventi, come sempre con qualche novità, come “Azzecca la lesbica (ispirato alla lesbo tombola CLR)”.

Ma la cosa più interessante è l’avvertenza pubblicata nel sito di Agape:

Desideriamo informarti sin d’ora che Agape, pur facendo particolare attenzione alle differenze di genere e al rispetto delle persone che frequentano i nostri campi, non è un luogo separatista, ma si impegna a garantire spazi e momenti di separatismo: tutte le attività del campo saranno riservate alle sole donne iscritte al campo, ma nella struttura saranno presenti anche alcuni uomini che, insieme ad alcune donne, con il loro lavoro volontario permettono ad Agape di vivere.

Un’avvertenza degna di un monastero di clausura! Ecco i bei progressi dell’ideologia ultra-liberal, che arriva a toccare l’estremo opposto.

E’ anche interessante notare che queste attività vengono stranamente taciute dagli organi di informazione ufficiali della Chiesa Valdese, che non mancano di farci sapere di eventi assai più piccoli. Non è che per caso alberga una certa ipocrisia e queste cose si fanno e non si dicono troppo per non scandalizzare i tanti, soprattutto anziani, che ancora contribuiscono alla chiesa e che magari hanno partecipato materialmente alla costruzione di Agape, avendo speranze ben diverse dalla realtà di oggi?

Qualunque cosa dici, cercheranno sempre un modo per svicolare e sostenere la legittimità di quelle pratiche contro ogni evidenza biblica. Alla fin fine è futile cercare di contestarli, perché vogliono vivere solo come loro ritengono opportuno, secondo la loro logica, la loro giustizia, quel che loro pare bene, utile e conveniente. Non c’è né Dio, né Bibbia, né chiesa che possa mettere in questione la loro determinazione in quel senso. Se possono distorcere le Scritture e assoggettare le chiese, servendo così i loro fini, lo faranno. Se non riescono a prevalere con le loro argomentazioni distorte, si avventeranno contro di te con ogni mezzo considerandoti un nemico indegno di essere ascoltato e qualunque cosa dirai non avrà per loro valore alcuno. Di fatto il nemico ultimo contro il quale combattono è il Dio vero e vivente che li condanna. Fondamentalmente sono degli empi e dei ribelli a Lui ed alla Sua Legge. Gli “omosessuali credenti” sono la specie peggiore della categoria, perché vogliono piegare la fede cristiana alla loro volontà creandosi un dio ed una religione compiacente che faccia loro comodo. Si rivelano così essere quelli che la Scrittura chiama “empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 4). L’apologeta cristiano ortodosso può solo presentare l’insegnamento biblico rispondendo alle contestazioni principali, ma senza ingaggiarsi in dibattiti senza fine perché cercare di persuaderli è futile come cercare di persuadere un ateo militante dell’esistenza di Dio. Alla fin fine solo lo Spirito Santo potrà fare breccia in loro.

Paolo Castellina

Dal sito www.riforma.info, ricchissimo di testi e approfondimenti

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