Dichiarazione SAV sulla fede cristiana. Centralità di Dio. Ciò che invece prevale oggi

RITENIAMO importante confessare la fede cristiana in sintonia con le dichiarazioni del popolo di Dio di ogni tempo, ritenendo che le confessioni di fede della storia (in particolare quelle della Riforma protestante classica) non siano legate a particolari contesti storici (come molti affermano per squalificarle e ritenerle superate e quindi relative) ma rappresentino un eccellente sforzo per esprimere l’immutabile fede cristiana biblica.

LA CONFESSIONE DI FEDE VALDESE è teocentrica. Nonostante le dichiarazioni in senso contrario e le giustificazioni che vengono adottate, gran parte delle chiese cristiane oggi non è più teocentrica, ma antropocentrica, e questo vale sia per le chiese neo-liberali che evangelicali. A “dettar legge” e determinare ogni cosa sono quelli che vengono percepiti come i “bisogni umani”, i diritti, la libertà e le preferenze dell’essere umano, non Dio, la Sua sovranità, i Suoi diritti, le Sue leggi e le Sue prescrizioni. Una confessione della chiesa moderna non metterebbe più Dio e il servizio che dobbiamo rendere a Lui come primo articolo, ma l’essere umano, magari “Noi siamo al servizio dell”essere umano, della società, ecc”. Di fatto sarebbe la costituzione del movimento umanista, non della chiesa cristiana!

IL PENSIERO OGGI PREVALENTE, porta oggi spesso i predicatori e gli insegnanti della “chiesa valdese” dei nostri giorni, assieme agli esponenti della maggior parte delle “chiese storiche”, a mettere in questione praticamente ogni punto della confessione di fede valdese che essi pure sottoscrivono promettendo di rispettare. La stessa concezione biblica di Dio, per quanto fondamentale all’identità valdese e di ogni cristiano degno di questo nome non ne è esente.

Il tutto viene spesso negato oppure “re-interpretato” secondo le categorie e le filosofie delle accademie più accreditate dal mondo e che cambiano come le mode dell’abbigliamento. In certi circoli, essere aggiornati e progrediti vuol dire abbandonare le categorie bibliche come “superate” per abbracciare i mutevoli sentimenti e teorie dell’accademia. E’ soprattutto il cosiddetto “metodo storico-critico” che porta molte istituzioni accademiche cristiane (che dovrebbero servire la chiesa preservandone l’insegnamento) e quindi anche i predicatori e insegnati che le seguono, a negare l’autorevolezza della Bibbia per “spiegarne” il contenuto sulla base del razionalismo, del naturalismo anti-soprannaturalista e dello scientismo.

"RITENIAMO importante confessare la fede cristiana in sintonia con le dichiarazioni del popolo di Dio di ogni tempo, ritenendo che le confessioni di fede della storia (in particolare quelle della Riforma protestante classica) non siano legate a particolari contesti storici (come molti affermano per squalificarle e ritenerle superate e quindi relative) ma rappresentino un eccellente sforzo per esprimere l'immutabile fede cristiana biblica."

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