\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

LA DECISIONE SINODALE SULLA FAMIGLIA (PER ORA ANCORA MISTERIOSA) BASATA SU PRINCIPI ROVINOSI

EUGENIO BERNARDINI E’ IL TERZO MODERATORE DEL XXI SECOLO

fotobibbiaLettura biblica

…confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, adiposity e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio. E dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, for sale avendo pregato e digiunato, medicine li raccomandarono al Signore nel quale avevano creduto”.

“Degno è l’Agnello che è stato immolato!” (Apoc.5:12)

Sì, Gesù, che si è offerto in sacrifico per i peccati del mondo; Gesù, Salvatore della Chiesa che è il suo corpo, Gesù, che ha fatto l’espiazione delle nostre trasgressioni, è degno di ricevere potenza, ricchezze, saggezza, forza, onore, gloria e lode.

Ma è anche degno di essere CREDUTO, preferendolo a Satana, al mondo e alle apparenze. Di essere AMATO, più di qualunque altro rivale. Di essere OBBEDITO, anche se ci comandasse di tagliare la nostra mano, o di togliere il nostro occhio destro. Di essere SEGUITO, in qualunque posto Egli ci conduca, nella buona e nella cattiva reputazione. Di essere PREFERITO alle nostre comodità, ai nostri piaceri, ai nostri beni, alla nostra salute, a tutto e a ognuno.

Gesù è degno di essere nostro modello, nostro confidente, nostro Re, nostro tutto. È degno di tutto ciò che egli esige e di tutto ciò che possiamo dargli, di tutto ciò che il suo popolo può aver fatto o sofferto per la sua causa.

Credete dunque alla sua Parola, obbedite ai suoi comandamenti, e date a Lui il primo posto nei vostri cuori. Che la vostra preoccupazione costante sia di portare i peccatori ai suoi piedi: Egli è degno di tutti i nostri sforzi.

Tratto dal libro di meditazioni quotidiane “The Daily Remembrancer” del pastore inglese James Smith (1802-1862).

DMS

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…confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, there e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio. E dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, buy information pills avendo pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore nel quale avevano creduto”.

 

“Degno è l’Agnello che è stato immolato!” (Apoc.5:12)

Sì, Gesù, che si è offerto in sacrifico per i peccati del mondo; Gesù, Salvatore della Chiesa che è il suo corpo, Gesù, che ha fatto l’espiazione delle nostre trasgressioni, è degno di ricevere potenza, ricchezze, saggezza, forza, onore, gloria e lode.

Ma è anche degno di essere CREDUTO, preferendolo a Satana, al mondo e alle apparenze. Di essere AMATO, più di qualunque altro rivale. Di essere OBBEDITO, anche se ci comandasse di tagliare la nostra mano, o di togliere il nostro occhio destro. Di essere SEGUITO, in qualunque posto Egli ci conduca, nella buona e nella cattiva reputazione. Di essere PREFERITO alle nostre comodità, ai nostri piaceri, ai nostri beni, alla nostra salute, a tutto e a ognuno.

Gesù è degno di essere nostro modello, nostro confidente, nostro Re, nostro tutto. È degno di tutto ciò che egli esige e di tutto ciò che possiamo dargli, di tutto ciò che il suo popolo può aver fatto o sofferto per la sua causa.

Credete dunque alla sua Parola, obbedite ai suoi comandamenti, e date a Lui il primo posto nei vostri cuori. Che la vostra preoccupazione costante sia di portare i peccatori ai suoi piedi: Egli è degno di tutti i nostri sforzi.

Tratto dal libro di meditazioni quotidiane “The Daily Remembrancer” del pastore inglese James Smith (1802-1862).

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Ma è anche degno di essere CREDUTO, preferendolo a Satana, al mondo e alle apparenze. Di essere AMATO, più di qualunque altro rivale. Di essere OBBEDITO, anche se ci comandasse di tagliare la nostra mano, o di togliere il nostro occhio destro. Di essere SEGUITO, in qualunque posto Egli ci conduca, nella buona e nella cattiva reputazione. Di essere PREFERITO alle nostre comodità, ai nostri piaceri, ai nostri beni, alla nostra salute, a tutto e a ognuno.

Gesù è degno di essere nostro modello, nostro confidente, nostro Re, nostro tutto. È degno di tutto ciò che egli esige e di tutto ciò che possiamo dargli, di tutto ciò che il suo popolo può aver fatto o sofferto per la sua causa.

Credete dunque alla sua Parola, obbedite ai suoi comandamenti, e date a Lui il primo posto nei vostri cuori. Che la vostra preoccupazione costante sia di portare i peccatori ai suoi piedi: Egli è degno di tutti i nostri sforzi.

Tratto dal libro di meditazioni quotidiane “The Daily Remembrancer” del pastore inglese James Smith (1802-1862).

DMS

Jens Hansen ne entra a far parte. Ecco qualche sua affermazione…

Dal Regolamento generale sul Sinodo (RG/1972) – Articolo 29B (modalità elezioni Tavola):

La nomina della Tavola si fa nel modo seguente:

a) il moderatore, viagra buy il vice-moderatore vengono dapprima eletti ciascuno mediante scheda separata;

b) vengono poi eletti tutti gli altri membri della Tavola tenendo conto delle disposizioni che stabiliscono il numero e la loro qualità.

Il rispetto di questa norma e di altre sarebbe stato chiaramente testimoniato se, conformemente al regolamento, i membri di Chiesa fossero stati ammessi ad assistere al Sinodo. Ma così non è stato. Voci provenienti dal tendone dove si potevano vedere le riprese televisive riferiscono, con qualche incertezza, che alle 11:30 sono state distribuite le schede per tutte le votazioni – quanto meno quelle per Moderatore, Vice e Tavola. Dunque la successione descritta chiaramente in questo articolo 29B non è stata rispettata. Si è fatto tutto insieme.

Saggiamente, però, l’articolo 30 prevede che le contestazioni possano essere fatte solo immediatamente dopo la lettura del risultato. Oggi, in ogni caso, l’elezione è da ritenersi valida anche se non ha rispettato il Regolamento, solo perchénessuno ha protestato. Resta il fatto che sarebbe più decoroso rispettare le proprie norme.

Il pastore Jens Hansen entra a far parte dell’esecutivo della Chiesa. È noto al nostro sito per aver accusato il nostro Appello al Sinodo del 2010 di essere senza argomenti e di voler soffocare la discussione. L’abbiamo poi letto in altre pagine del forum del sito della Chiesa ribattere a credenti che citavano passaggi biblici sull’omosessualità con argomenti per nulla scritturali, e quest’anno prendersela con un certo Gionatan, che si definisce omosessuale, e si domandava “Che senso ha presentarsi davanti a Dio due uomini o due donne e farsi benedire pubblicamente da un ministro di Dio? Per me, e mi scuso se offenderò qualcuno, è solo un capriccio, un gesto che vorrebbe imporre a Dio qualcosa che non abbiamo nessuna certezza e nessun fondamento che Egli approvi. Se noi omosessuali credenti vogliamo vivere seriamente la fede, allora seriamente avviciniamoci a Dio”. Gionatan dà per scontato che la Bibbia sia parola di Dio. Ma il pastore Hansen ribatte: “Non è torcere la Scrittura [fare le benedizioni delle coppie dello stesso sesso], anche perché la mia posizione la trovo condivisa nel confronto fraterno con altre sorelle e fratelli”.

Insomma, le opinioni proprie e dei propri amici prevalgono sulla Scrittura.

 

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DMS
Stanno giungendo adesioni alla proposta di Sergio Rastello di un incontro di tutti i valdesi dissidenti dalle posizioni assunte dai vertici. Alcune riportano anche un commento:

Vogliamo una Chiesa protestante italiana

Stimati amici, viagra

non sono valdese anche se ho frequentato per anni una Vs. chiesa. Con che spirito vi incontrerete? I revisionisti depravati che hanno corrotto la Vs. chiesa hanno vinto e la maggior parte di loro ha radici nelle valli. Solo se guarderete a noi italiani potrete avere una platea, more about siamo stufi dei fenomeni di importazione, online vogliamo una chiesa in Italia o come disse il primo scozzese creato da Dio a Pietro: Uff ! Cosa darei per una chiesa quaggiù!

I pastori luterani prendono il loro stipendio dall’8 per mille ma non parlano e non officiano in italiano (ma l’otto per mille è dei contribuenti italiani), i valdesi aumentano a 50% la quota da destinare ad opere di beneficenza all’estero in un momento di dura crisi per la nostra nazione. Basta, vogliamo una chiesa protestante italiana, siamo più di quanti si possa pensare sparsi in tutta Italia e senza una chiesa di riferimento.

Se vi riunirete tenete conto di questo. Grazie.

Rosario Parisi

 

Basta farsi beffe dell’Evangelo

Gentile Redazione Valdesi.eu,

esprimo la mia più totale adesione a questa iniziativa. è ora che i valdesi conservatori escano e continuino l’opera e onorino i sacrifici profusi dai loro antenati che hanno dato la vita perché l’evangelo fosse accolto e divulgato… I Valdesi liberali che hanno (apparentemente) il coltello dalla parte del manico senz’altro subiranno un forte trauma tale da poter mettersi una macina da mulino sulle spalle e buttarsi che affrontare il giudizio di Dio. I neosadducei valdesi si crogioleranno e arrostiranno ai raggi del sole delle loro folli speculazioni neoumanistiche e saranno sostenuti solo da coloro che si fanno beffa dell’evangelo, ossia atei, omosessuali, la cultura fanatica del femminismo, gli esponenti dell’ex partito comunista e i centri sociali…

Il problema che molti pastori aderiscono al liberalismo non deve impedire che i gruppi dissidenti possano organizzarsi autonomamente. Questo è un principio battista: un pastore che vilipende i principi costitutivi dell’evangelo viene dimesso dalla carica per l’autorità della chiesa. Nelle chiese evangeliche non dovrebbero esserci i cosiddetti “laici” e “clericali” . Questa è una nomenclatura cattolica. Nel popolo evangelico esiste la regola che ogni credente è un sacerdote. E’ la chiesa autonoma che gestisce le cose sacre: si autodetermina, si autoamministra, si autofinanzia. Mandiamo a casa i vari… (seguono riferimenti, sia pure garbati, a singole persone, che preferiamo omettere n.d.r.)

Aderisco perciò alla richiesta di un convegno da parte del popolo valdese che dissente dalle ultime decisioni approvate dai Sinodi 2010-2012. Auguro che si possa formare una nuova Chiesa valdese che continui e onori la testimonianza dei loro padri che hanno dato la vita per l’evangelo.

Un fraterno saluto,

Paolo Brancè

 
Stanno giungendo adesioni alla proposta di Sergio Rastello di un incontro di tutti i valdesi dissidenti dalle posizioni assunte dai vertici. Alcune riportano anche un commento:

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I pastori luterani prendono il loro stipendio dall’8 per mille ma non parlano e non officiano in italiano (ma l’otto per mille è dei contribuenti italiani), i valdesi aumentano a 50% la quota da destinare ad opere di beneficenza all’estero in un momento di dura crisi per la nostra nazione. Basta, vogliamo una chiesa protestante italiana, siamo più di quanti si possa pensare sparsi in tutta Italia e senza una chiesa di riferimento.

Se vi riunirete tenete conto di questo. Grazie.

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Il problema che molti pastori aderiscono al liberalismo non deve impedire che i gruppi dissidenti possano organizzarsi autonomamente. Questo è un principio battista: un pastore che vilipende i principi costitutivi dell’evangelo viene dimesso dalla carica per l’autorità della chiesa. Nelle chiese evangeliche non dovrebbero esserci i cosiddetti “laici” e “clericali” . Questa è una nomenclatura cattolica. Nel popolo evangelico esiste la regola che ogni credente è un sacerdote. E’ la chiesa autonoma che gestisce le cose sacre: si autodetermina, si autoamministra, si autofinanzia. Mandiamo a casa i vari… (seguono riferimenti, sia pure garbati, a singole persone, che preferiamo omettere n.d.r.)

Aderisco perciò alla richiesta di un convegno da parte del popolo valdese che dissente dalle ultime decisioni approvate dai Sinodi 2010-2012. Auguro che si possa formare una nuova Chiesa valdese che continui e onori la testimonianza dei loro padri che hanno dato la vita per l’evangelo.

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Paolo Brancè

 

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La nomina della Tavola si fa nel modo seguente:

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Aderisco perciò alla richiesta di un convegno da parte del popolo valdese che dissente dalle ultime decisioni approvate dai Sinodi 2010-2012. Auguro che si possa formare una nuova Chiesa valdese che continui e onori la testimonianza dei loro padri che hanno dato la vita per l’evangelo.

Un fraterno saluto,

Paolo Brancè

 


 

 

Sono passati tre giorni dalla fine del Sinodo, dosage e ancora rimane misterioso il testo della decisione su (sarebbe più corretto dire contro) famiglia e matrimonio – se non per le sue linee generali e per l’intenzione di annientare il Documento sulla famiglia del 1971, view espressione di secoli di fedeltà biblica. Già due mesi fa, valdesi.eu ha denunciato la pericolosità del lavoro della Commissione nominata dalla Tavola per approfondire il tema “Famiglia, matrimonio e coppie di fatto”. L’unica certezza è il frammento riportato da agenzie di stampa: “Non esiste un concetto statico ed immutabile di matrimonio, né un nesso imprescindibile tra famiglia e matrimonio o tra famiglia e filiazione”. Riprendiamo dunque qualcosa di quanto abbiamo scritto sul comunicato della commissione [contro] famiglia e matrimonio, che speravamo il Sinodo avrebbe respinto o almeno radicalmente modificato.

Il relativismo sul concetto di famiglia e di sessualità è ormai arrivato a livelli di dogma, proclamato con incrollabile certezza.

Nel comunicato si legge infatti che “la famiglia non è una realtà immutabile, data in natura, ma è in continua trasformazione. È piuttosto una formazione che cambia… e che si arricchisce delle culture e delle fedi degli altri, cioè dei numerosi immigrati che sono ormai parte integrante della nostra società”. Parlare degli immigrati è sempre chic per i seguaci del politicamente corretto, purché però gli immigrati si conformino agli stereotipi: la varietà di costumi, le tuniche colorate, la spontaneità un tantino primitiva, magari “ancestrale”… che carini! Ma gli immigrati veri, in carne ed ossa, membri delle chiese valdesi, siano notoriamente quelli che più si sono opposti alle benedizioni alle coppie omosessuali, tanto da meritarsi apprezzamenti con inquietanti venature razziste nella relazione al Sinodo del 2011: le loro opinioni, era scritto, sono dovute ad ancestrale omofobia. Infatti, hanno una concezione di matrimonio e famiglia conforme a quella che da tempo immemorabile ha avuto la Chiesa Valdese, confermata con il documento sinodale del 1971, mai abrogato o modificato!

Ma allora, chi sono gli immigrati di cui si parla nel comunicato della commissione “Famiglia, matrimonio, coppie di fatto”, dicendo che porterebbero trasformazioni del concetto di famiglia? Evidentemente, si tratta dei mussulmani poligami, gli unici, ci risulta, ad avere di matrimonio e famiglia un concetto significativamente diverso da quello tradizionale. Certo, sui gay hanno giudizi piuttosto drastici, la loro concezione delle donne non è per nulla paritaria e certamente nelle riunioni non dicono “tutti e tutte”, “benvenuti e benvenute”, non perché non hanno imparato la tiritera politicamente corretta, ma perché per loro le donne devono restare a casa e basta! Poco importa. Qui servono perché hanno una diversa concezione del matrimonio. Insomma, si esaltano gli islamici, purché conservatori e poligami, e si ignorano i valdesi, anche se africani immigrati.

La Commissione [anti] famiglia e matrimonio fa poi un lungo ragionamento sentenzioso. “Il protestantesimo invita a concepire qualsiasi famiglia come imperniata sulla vocazione…, la coppia diviene realtà primaria rispetto alla filiazione e a tale proposito non viene specificato l’orientamento sessuale… anche a partire dalla nuova ricerca   esegetica che consente di interpretare le Scritture in modo aperto e alla luce della Grazia”. Quante ferree certezze! Le certezze che un tempo venivano dalla Bibbia, oggi le si traggono dalle opinioni, queste sì figlie dei tempi, fatte passare per “nuova ricerca esegetica”. Che cosa significa “non viene specificato l’orientamento sessuale” della coppia ? Chi o cosa “non specifica” l’orientamento sessuale? Di sicuro, non la Bibbia in cui le coppie sono tutte uomo e donna, con qualche uomo che, eccezionalmente, costituisce più di una coppia con diverse donne, creando peraltro sempre problemi (le litigiose mogli di Giacobbe, la fratricida discendenza di Gedeone, l’adulterio con omicidio di Davide…). Ah sì, loro dicono: sono pregiudizi di una società patriarcale. Vengono in mente i Deutsche Christen nazisti che, indispettiti dai mille passi biblici in contrasto con la loro scellerata ideologia, affermavano che la Bibbia doveva essere de-giudaizzata. Oggi si dice: “liberarla dalle stratificazioni culturali”.

Ma non basta. Il documento afferma anche: “per il protestantesimo, i nuovi modelli e le nuove forme familiari (single con o senza figli, separati e divorziati, famiglie ricomposte, convivenze e aggregazioni di tipo familiare) non costituiscono un problema ma sono semmai una ricchezza per articolare una riflessione… sulla vocazione dei credenti, a partire dalle unioni attraverso cui si testimonia l’Evangelo nella società. Occorre continuare a vivere tutte (evidenziato nell’originale!) le forme di famiglia in modo cristiano, senza però ‘cristianizzarle’ ma mantenendo quella distanza critica che consente di relativizzare ogni (idem) modello di famigliaAll’interno della ricerca multiforme di relazioni coniugali e familiari, il credente trova uno degli spazi privilegiati di espressione della fede e dell’amore conosciuti in Cristo.

Ancora una volta, coloro che ci hanno condannato in Sinodo perché osiamo usare la parola valdesi, abusano in modo grossolano del nome di protestanti, in modo particolarmente protervo, perché attribuiscono le proprie recenti e discutibilissime teorie “teologiche” non a se stessi, come sarebbe giusto, non solo “ai valdesi”, che sarebbe ancora ingiusto perché la Confessione di Fede e l’ordinamento dicono tutt’altro, ma almeno possono rivendicare posizione maggioritarie in tal senso, ma addirittura al “protestantesimo”! Chi leggesse queste righe, dovrebbe pensare che Lutero e Calvino, e anche Gianavello e Amedeo Bert fossero per i matrimoni gay! Giustamente, si lamenta spesso l’ignoranza diffusa in Italia sui protestanti e gli evangelici, ma questa non è ignoranza, questa è mistificazione. La stragrande maggioranza di coloro che si definiscono protestanti nell’Italia di oggi la pensa in modo del tutto diverso dalla commissione nominata dalla Tavola. Chi legge questo sito lo sa, chi si fida della comunicazione ufficiale valdese no.

Con questo comunicato della Commissione [anti] “Famiglia, Matrimonio e Coppie di fatto”, si va persino oltre l’ala estrema della “teologia” pro-omosessualità. Abbiamo evidenziato altre volte che, nonostante l’unità di azione, vi sono due “scuole di pensiero” nella Chiesa Valdese.

Una è quella, ad esempio, del pastore Aldo Comba, quella “moderata” che dice: “omosessuali si nasce, così come si nasce neri o amerindi, mancini o rom”. Dunque non accettare la pratica omosessuale è come non accettare che uno abbia la pelle di colore diverso e dunque è una mostruosità. Di qui a benedire liturgicamente ce ne dovrebbe passare parecchio, anche perché nessuno pensa di benedire i mancini in quanto tali, ma meglio non sottilizzare troppo.

L’altra scuola di pensiero, è quella, ad esempio, della pastora e professora Letizia Tomassone, secondo la quale, grazie al fatto di essere valdesi, si ha la possibilità di “avere relazioni [sessuali/affettive] significative con uomini e con donne”. Dunque, par di capire, non è come dice Comba che non si può scegliere. Si può scegliere benissimo.

È comunque evidente che le teorie delle due “scuole” sono non solo diverse, ma in aperta contraddizione fra di loro. Questo però non è oggetto di alcun dibattito, ma solo di domande poste da questo sito. Perché? La modesta spiegazione che ci viene in mente è che in realtà le teorie non interessino né agli uni né agli altri. Quel che interessa è la presa di posizione pro-gay, che obbedisce ai dogmi e alla moda del politicamente corretto, e ha dei buoni riscontri nelle firme per l’8 per mille.

In ogni caso, il documento della Commissione va oltre entrambe le “scuole” su almeno tre punti:

  1. È proprio nella “ricerca multiforme di relazioni coniugali e familiari” che c’è uno spazio privilegiato di espressione della fede, dice la Commissione. Non è più una possibilità, ma è una opzione privilegiata. Chi, anziché fare ricerche di questo tipo si limita a cercare di applicare Genesi 2:24 (“Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne”) e il comandamento Non commettere adulterio e a fare crescere in quell’ambito l’amore che viene da Dio è un cristiano di serie B.
  2. Finalmente si risponde alla nostra domanda fatta fin dal 2010: se benediciamo le coppie dello stesso sesso, perché non benedire anche le unioni adulterine o incestuose (anch’esse proibite dalla Bibbia) o multiple o chissà come? La risposta della Commissione è chiara: dovremmo fare anche questo al più presto. Essa infatti afferma con sentenziosa certezza che si deve “vivere tutte le forme di famiglia in modo cristiano” e “relativizzare ogni modello di famiglia”, con tanto di corsivo per le parole “tutte” e la parola “ogni”.
  3. Ultima e micidiale novità: le multiformi relazioni “coniugali e familiari” (in pratica quelle sessuali, anche non molto durature, visto che si deve fare “ricerca”) non sono semplicemente una espressione di libertà. Sono molto di più: “spazi privilegiati di espressione della fede e dell’amore conosciuti in Cristo”. Siamo più o meno arrivati al “Non lo fo per il piacer mio, lo fo per piacere a Dio” la frase che si ritiene giustificasse le mogli nell’adempimento del “dovere coniugale” nelle epoche sessuofobiche che ci hanno preceduto. È proprio vero che gli estremi si toccano: in questo caso, entrambi sono stravolgimenti della parola di Dio, che non ha mai condannato il sesso, tanto meno ha mai benedetto quello fra persone dello stesso sesso.

Quanto sentito nella conferenza stampa fa pensare che le devastanti affermazioni di quel documento siano state tutte accolte dal Sinodo.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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