Confidare totalmente nel Figlio di Dio

Commento all’articolo 9 della Confessione di Fede sulla corruzione del genere umano

È sempre necessario per noi ricordare la nostra corruzione originale che non ci permetteva di avere un movimento verso la gloria di Dio. Il nostro presunto libero arbitrio ci ingannava, perché lasciarlo agire ci portava sempre in direzione dell’autonomia della propria vita da Dio, e dunque una vita schiava del peccato, proprio perché non sottomessa alla legge di Dio, e non può neppure esserlo. Solo la morte può liberarci da questa condizione e ciò è avvenuto sulla Croce di Cristo dove il peccato nella carne è stato condannato: “Infatti ciò che era impossibile alla legge, in quanto era senza forza a motivo della carne, Dio, mandando il proprio Figlio in carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, 4 affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito” (Rom. 8:3-4).

Dio può ora, per grazia, regnare in noi per mezzo di Gesù Cristo: “come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Rom.5:21). Amen!

La corruzione originale continua a rimanere in noi, perché “in me, cioè nella mia carne non abita alcun bene” questo lo diceva l’apostolo Paolo, lui diceva:”IO SO CHE IN ME, cioè, NELLA MIA carne non abita alcun bene; poiché IN ME si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no.” (Rom.7:20).

Perché ancora ci stupiamo di questa nostra incapacità, di questo conflitto in noi? È qualcosa che l’apostolo viveva in sé stesso. Ma non era quello il suo traguardo da raggiungere: egli imparò a confidare totalmente nel Figlio di Dio e nella Sua opera compiuta alla croce dove il vecchio uomo è stato crocifisso e noi, essendo stati totalmente uniti a Cristo in una morte simile alla sua (Rom.6:4-5), possiamo ora camminare in novità di vita.

Daniela Michelin Salomon

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