COME INFORMA RIFORMA ? (3a puntata)

COME INFORMA RIFORMA ?

LA REPLICA AL RIFIUTO DI PUBBLICAZIONE:

NESSUN ATTACCO PERSONALE – EVIDENTEMENTE IL CONTENUTO NON E’ GRADITO

(anche perché le dichiarazioni della Tomassone sono state tenute nascoste ai lettori di Riforma)

Gentile Direttore,

innanzitutto la ringrazio per la sua risposta, e anche per la franchezza.

Vedo però che le opinioni altrui La disturbano molto, e questo le provoca parecchi mali di pancia. Pensi il mal di pancia dei tanti membri di chiesa che ogni settimana devono leggere non una letterina ogni tanto, ma pagine e pagine di cose che non condividono!

  1. Prendo atto del fatto che lei decide non soltanto ciò che è pubblicabile come lettera, ma anche di ciò che è pubblicabile a pagamento. Un atteggiamento davvero aperto! Le motivazioni, poi, sono notevoli: le nostre lamentele per via della sua “doverosa precisazione” e le lamentele di chi non condivide l’appello. In primo luogo, le sue precisazioni erano del tutto infondate. Se lo fossero state, avrebbe dovuto segnalarcele, se l’obiettivo era quello di non pubblicare cose false. Se invece l’obiettivo era di danneggiare slealmente l’appello, ha fatto bene a comportarsi così. Comunque, ancora più notevole è la sua logica: visto che ci lamentiamo che si è tentato di affossare l’inserzione, la prossima volta non la pubblica per nulla. Complimenti! Poi, visto che le vestali del conformismo ecclesiastico si lamentano, uguale conclusione: non pubblicare! Pensi cosa direbbe se il direttore generale della Rai non facesse più parlare gli esponenti dell’opposizione nelle trasmissioni delle reti pubbliche per i seguenti motivi: a) si sono lamentati che il conduttore non li trattava equamente, b) estremisti della maggioranza hanno affermato che non bisognerebbe lasciarli parlare. I paragoni con Mussolini e Pinochet si sprecherebbero.
  2. Lei afferma che nella mia lettera ci sono attacchi personali alla pastora Tomassone. Ho riletto il testo con attenzione e non riesco davvero a trovare alcun attacco personale: ho citato le sue parole dette davanti a centinaia di migliaia di telespettatori, citando fatti privati e presentandoli come un esempio di ciò che significa essere valdese. Se io dicessi in televisione che “in quanto valdese ho nella mia camera da letto un altare votivo con la foto di Berlusconi”, lei non pubblicherebbe i commenti al riguardo perché quel che ho in camera da letto è un fatto privato? (A scanso di equivoci in camera non ho né foto né altari!). Sono poi colpito dal fatto che state “cercando di evitare al massimo gli attacchi personali”: non l’avevo davvero notato. Ad esempio, in risposta al nostro appello, lei ha pubblicato un’articolessa di attacchi di tal Sergio Ronchi, che ci definisce “ossessionati” e molto altro, e mi accusa di aver lanciato “urli a squarciagola” contro la senatrice Levi Montalcini e di aver fatto dichiarazioni razziste contro i rom. Le faccio notare che non solo queste cose sono totalmente false, come diverse altre che sono state dette sul mio conto, ma che non c’è nessun altro organo di informazione che le abbia riportate. Per cui: accuse false sì, citare le parole pubblicamente dette, no!
  3. Allo stesso modo, il suo sprezzante invito ad alzare il livello dallo “scandalistico” al problematico sarebbe offensivo, se lo prendessi sul serio. Scrive come se io mi fossi appostato fuori della casa della pastora e avessi “urlato a squarciagola” contro le sue frequentazioni. Ma lei sa bene come stanno le cose.
  4. Anche stavolta,come quando scrisse accanto al nostro appello smentendo che il pastore Esposito si fosse espresso contro la divinità di Cristo e la Trinità, “non le risulta” ciò che è evidente. Poiché 105 membri del Sinodo hanno votato l’ordine del giorno sulle benedizioni, è evidente che gli altri membri del Sinodo “non l’hanno votato”. L’ultimo capoverso del Comunicato Stampa ufficiale n. 1 del Sinodo 2010 annuncia l’apertura della “Assemblea sinodale, massimo organo decisionale dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi cui partecipano 180 membri con diritto di voto – pastori e “laici” in numero uguale”. Questo vuol dire che, oltre ai 9 deputati contrari e ai 29 astenuti, ben 37 deputati non hanno votato, per un totale del 41,7%. La verità viene sempre fuori.
  5. Prendo altresì atto che quando qualcuno manifesta un’opinione non gradita, le repliche vanno pubblicate contestualmente, il che vuol dire in condizioni di disparità, perché chi replica sa cosa ho scritto io e io non so che cosa ha scritto quell’altro. La regola vale naturalmente a senso unico: l’articolo con accuse false di Sergio Ronchi si può tranquillamente pubblicare senza farlo vedere alla vittima delle falsità.

A questo punto, prendo atto che lei non vuole pubblicare la mia lettera poiché non le garba il suo contenuto.

Non insisto pertanto nel chiederne la pubblicazione.

Le chiedo però le condizioni economiche e di contenuto per pubblicare piccole inserzioni (75×100 mm, una cosa molto discreta), una alla settimana per uno o due mesi, per segnalare l’esistenza del sito www.valdesi.eu. 

 

Intendo dire: qual è il prezzo dell’inserzione e quali sono le limitazioni al contenuto (ad esempio: no attacchi personali, no particolari irrilevanti ecc.). Fermo restando che resta ovviamente sua facoltà considerare nel concreto il contenuto che proporremo.

Lucio Malan

Questo messaggio è stato inviato il 3 maggio. Tre giorni dopo il direttore, pastore Luca Maria Negro, ha risposto di averlo “ inviato al consiglio di amministrazione chiedendo lumi sulla proposta di inserti pubblicitari per il sito valdesi.eu”, promettendo di rispondere “appena possibile”.
Né il settimanale Riforma, né il suo sito internet forniscono informazioni su chi componga questo Consiglio di amministrazione, cosa invero bizzarra.

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