Nulla sia più forte della vostra fede

GIOSUÈ GIANAVELLO

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“VALDESI E UNIONI GAY: DECISIONE ROZZA E CONTRADDITTORIA. CHIESA VALDESE AL MARASMA”

 

“Sono riuscito a leggere il testo approvato dal Sinodo grazie a un sito gay, poiché al nostro sito dissidente è stato con tracotanza negato l’accesso alla seduta, mentre su quello della Chiesa Valdese ci sono solo titoli generici e in grande ritardo.
Nonostante gli appelli pacati e accorati alla prudenza, nonostante fino a poco tempo fa era ancora accreditata l’opinione che si sarebbe rinviata la decisione all’anno prossimo, si è imposta l’ala che fa delpolitically correct la propria Sacra Scrittura”.
Un’accelerazione fortemente voluta dalla Moderatora che, due giorni prima dell’apertura del Sinodo, aveva rilasciato un’intervista in cui - lei che è solo “organo amministrativo”, come dice il sito della Chiesa Valdese - prefigurava la decisione finale e anche i suoi tempi. Già solo questo sarebbe stato ragione sufficiente a decidere diversamente.Mentre il nostro annuncio a pagamento sul settimanale della Chiesa veniva invece affiancato da un pezzo affossatorio del direttore, molto vicino alla Moderatora, che sosteneva che persino le premesse dell’Appello erano insussistenti.
Siamo così giunti a una situazione paradossale: diamo il via libera alle benedizioni delle coppie gay, ma sulla famiglia resta in vigore un documento del 1971 totalmente rigoroso sulla visione di essa come formata da uomo e donna e fondata, ordinariamente, sulla procreazione. Ma è chiaro che le coppie gay vengono ammesse alla benedizione in quanto forma di famiglia - a meno che non si intenda introdurre la benedizione di qualsiasi cosa, dagli amici del bar alla squadra bocciofila. Una decisione perciò fortemente discutibile nel contenuto, ma certamente demenziale nella struttura dell’atto. E pensare che quest’anno il Sinodo è presieduto da un magistrato!

DON BARBERO PREVEDE CHE IL SINODO SOLLECITI A “ESPERIMENTARE” LE BENEDIZIONI ALLE COPPIE GAY

L’ex sacerdote cattolico ridotto allo stato laicale Franco Barbero, dopo aver “scomunicato” a sua volta l’Appello al Sinodo per la fedeltà alla Confessione di Fede, in quanto “tradizionalista”, scrive sul suo blog: “a mio avviso, il Sinodo [Valdese] potrebbe sollecitare le singole comunità (organi collegiali e pastore/a) ad esprimersi e ad esperimentare nuove forme Leggi Tutto »

DAL FORUM DELLA CHIESA VALDESE UN PASTORE CI ATTACCA

SIAMO “A CORTO DI ARGOMENTI” E VOGLIAMO “SOFFOCARE UNA DISCUSSIONE” Lucio Malan risponde: Ringrazio Roberto Papini per l’attenzione al nostro Appello. Mi dispiace lo definisca “sintomo di chiusura”. Si tratta di posizioni diverse nella Chiesa. Com’è che il manifestarsi di una, con un appello che chiede al Sinodo di tener Leggi Tutto »

NEWSLETTER n.1

PIÙ DI 50 FIRMATARI, DI CUI 21 VALDESI: C’È ANCHE UN PASTORE. SIGNIFICATIVI I 4 EX VALDESI. QUANTI ALTRI SONO STATI ALLONTANATI DALLA DERIVA DEGLI ULTIMI DECENNI ? Quando il 20 luglio partimmo per lanciare l’Appello al Sinodo per la Fedeltà alla nostra Confessione di Fede pensammo a quando a Leggi Tutto »

L’EX PRETE “DI BASE” FRANCO BARBERO DICE CHE IL NOSTRO APPELLO “RIFLETTE LA CULTURA ANTROPOLOGICA E TEOLOGICA DI DUE SECOLI FA”

Il sacerdote ” dimesso dallo stato clericale”, tra l’altro per aver celebrato matrimoni gay ci fa torto: il nostro riferimento è alla Confessione di Fede del 1655 e soprattutto alla Bibbia che è molto più vecchia. Altro che due secoli! Lui è certamente più alla moda di noi. Il sacerdote ” dimesso Leggi Tutto »

“REPUBBLICA” SI OCCUPA DI NOI, MA LA METTE IN POLITICA

Un articolo sulle pagine torinesi di Repubblica del 5 agosto parla del nostro appello, ma la mette in politica, parla di “destra” (ignorando che aderiscono persone di varie simpatie politiche) e pesa le firme sulla base del ruolo politico che hanno, attribuendo anche cariche inesistenti (Giorgio Mathieu non è un dirigente Leggi Tutto »

L’ECO DEL CHISONE PARLA DELL’APPELLO

Il settimanale di Pinerolo l’Eco del Chisone dedica un articolo al prossimo Sinodo Valdese dal titolo “‘Matrimoni Gay’, il Sinodo potrebbe spaccarsi”. Ben più di metà di esso è dedicato all’Appello per la fedeltà alla nostra Confessione di Fede, purtroppo citato con questo nome solo nel sito internet e non Leggi Tutto »

I VALDESI MEDIEVALI: UNA COALIZIONE DI ERETICI

Quando nel 1532 i Valdesi aderirono alla Riforma protestante, le persecuzioni li avevano ormai ridotti quasi esclusivamente ridotti all’area delle Valli Valdesi. In precedenza, però, la parola “Valdese” poteva indicare realtà piuttosto varie: da un francescano spirituale perseguitato dalla Chiesa di Roma e dai suoi “confratelli” conventuali a un cataro Leggi Tutto »

Appello al Sinodo per la fedeltà alla nostra Confessione di Fede

appello

Noi sottoscritti, membri della Chiesa Valdese,

 Casa Valdese di Torre Pellice

consapevoli che – come scrisse Giosué Gianavello nelle Istruzioni – “se la nostra Chiesa è stata ridotta in in” queste “contingenze, causa prima ne sono i nostri peccati, dobbiamo quindi umiliarcene quotidianamente e sempre di più innanzi a Dio, chiedendogli perdono”;

certi che la Confessione di Fede del 1655, mai mutata da alcun Sinodo, sia il fondamento incrollabile della Chiesa Valdese;

ribadendo, in particolare, con gli articoli 2 e 3 di essa, che “Iddio s’è manifestato agli huomini nelle sue opere della Creazione e della Provvidenza, di più nella sua Parola rivelata dal principio con oracoli in diverse maniere, poi messa in iscritto ne’ libri chiamati la Scrittura Santa” (“nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” 2 Pietro 1,20-21) e “che conviene ricevere, come riceviamo, questa Santa Scrittura per divina e canonica, ciò è per regola della nostra fede e vita; e ch’ella è pienamente contenuta ne’ libri del Vecchio e Nuovo Testamento” (“se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” Galati 1,9);

ritenendo che l'ordinamento valdese sia un prezioso strumento per custodire la buona dottrina che viene tramandata di generazione in generazione, da tempo immemorabile, poiché esso regola il nostro essere chiesa;

avendo a mente che la storia della Chiesa Valdese, di tanti uomini e donne che per secoli tutto hanno fatto, tutto hanno rischiato, tutto hanno dato, inclusa la vita, per restare fedeli alla propria fede, sia un patrimonio incomparabile, di cui è forse impossibile essere degni, ma che impone di fare del nostro meglio perché non paia vano;

rammaricandoci del fatto che da tempo la Chiesa Valdese, sola o insieme ad altre, impegna il proprio nome in iniziative, a volte anche lodevoli, almeno nelle intenzioni, che per la loro fallacia creano divisioni e non hanno nulla a che fare con ciò che essa deve essere: “la compagnia de’ fedeli” che “vengono ad unirsi per seguitare la Parola di Dio; credendo ciò ch’egli vi ci insegna e vivendo nel suo timore” (articolo 25 della Confessione di Fede);

affermiamo la verità di quanto Gesù disse: “I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24,35), mentre sappiamo che le umane dottrine che oggi trionfano domani cadono nell’oblio o nel discredito, come tante volte abbiamo visto accadere, anche di recente; e riteniamo pertanto che la Chiesa possa sì prendere posizione su temi dove l'Evangelo indichi inequivocabilmente la strada; ad esempio, contro il razzismo o a favore della libertà religiosa; quanto, però, ad essere pro e contro partiti o specifiche iniziative, riteniamo che la prudenza debba essere massima per non nuocere, con scelte imprudenti, all’unica missione della Chiesa: essere testimoni di Gesù Cristo fino alle estremità della Terra (Atti 1,8) e cooperare a far risplendere la Luce nelle tenebre (Giovanni 1,5); resta sempre ai singoli membri di chiesa la possibilità di impegnarsi su qualunque tema, assumendosene personalmente le responsabilità, senza farsi scudo della Chiesa o, peggio ancora, della Parola di Dio;

constatiamo inoltre che nella Chiesa si affermano progressivamente interpretazioni sempre più personali di ciò che essa debba fare o 

credere: apprendiamo che un pastore nega pubblicamente la Trinità e la divinità di Cristo (in aperto contrasto con l’articolo 1 della Confessione di Fede);

apprendiamo anche che, facendosi forti di un documento sinodale che parla di “accoglienza” delle persone omosessuali, quello stesso pastore, con l’appoggio del Consiglio di Chiesa, ha celebrato a Trapani ciò che gran parte dei mezzi di informazione e lui stesso hanno definito “matrimonio” tra due donne, neppure appartenenti alla Chiesa Valdese, che egli ha poi affermato di essere consapevole che ciò “può provocare una spaccatura in seno alle nostre chiese” e “incrinare i rapporti ecumenici e inter-evangelici”, ma che “questa spaccatura può anzi deve essere provocata”, che la Moderatora, pur riconoscendo che “nelle nostre chiese si è” solo “cominciato a dibattere della possibilità di testimoniare anche a livello liturgico dell'accoglienza e del riconoscimento di unioni di vita di persone dello stesso sesso” ha difeso tale atto affermando che si era solo “pregato con convinzione e affetto per due persone che si impegnavano a vivere insieme la loro vita'', che a Roma un altro pastore ha amministrato il battesimo a due bambini su richiesta del padre di uno di loro e del suo compagno presentati davanti all’assemblea come “genitori”, benché la donna che aveva partorito i bambini fosse presente; autorevoli esponenti della Chiesa chiedono ora che il Sinodo “aggiorni” le norme in modo da rendere leciti, sia pure ex post, parte o tutti questi comportamenti;

ci appelliamo umilmente al Sinodo affinché:

non si allontani mai dalla Confessione di Fede e vegli perché essa non venga mutata nella lettera, o vanificata nei fatti con la tolleranza o il riconoscimento di comportamenti che la contraddicono;

ricordi qual è la ragion d’essere della Chiesa e sia attento a non gettare discredito sulla sua dottrina quando prende posizione su temi politici e di attualità;

prenda adeguati provvedimenti verso i comportamenti che violano l’ordinamento valdese, per evitare che la prassi del fatto compiuto e delle decisioni unilaterali sopprimano nei fatti quel modo di prendere le decisioni in modo collegiale e democratico, che si conservò anche nelle circostanze in cui il pericolo dell’annientamento totale era imminente;

esaminando la questione omosessualità, ricordi i numerosi passi biblici che la condannano e temperino la tendenza a ritenerli semplicemente riflessi di una società non abbastanza evoluta, considerando che il principale di questi passi, Levitico 18, che riassume tutti i divieti biblici in materia sessuale, ne include solo sei: incesto, rapporti durante il ciclo mestruale, adulterio, sacrificio dei primogeniti, omosessualità, accoppiamento con animali; ricordi altresì le parole del pastore Alessandro Esposito, secondo il quale questo argomento “può provocare una spaccatura in seno alle nostre chiese” e “incrinare i rapporti ecumenici e inter-evangelici” e valuti se è conforme ai nostri fondamenti creare quella spaccatura.

Possa la Grazia di Dio essere sempre su tutti noi e sulle nostre chiese e illuminare in particolare coloro cui sono affidate le decisioni più importanti.

CHI SIAMO

Siamo Valdesi certi che la Confessione di Fede del 1655 sia quella cui attenersi per poter dire di essere Valdesi. Rispettiamo coloro che hanno altre convinzioni o non ne hanno affatto. Ma non può dirsi Valdese chi non condivide la Confessione di Fede valdese. Noi siamo certi che l’ordinamento valdese Leggi Tutto »

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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