AMPIO ARTICOLO DI RIFORMA SU QUALCHE EVANGELICALE SVIZZERO CHE SI DISAFFILIA – CHI CI DICE QUALCOSA DELLE CENTINAIA DI VALDESI CHE SI CANCELLANO ?

Riforma del 24 gennaio, ha un ampio articolo su uno studio condotto in Svizzera da una tal Caroline Gachet, sociologa,  sulla disaffiliazione nelle chiese evangeliche di quel paese, fenomeno che lei stessa definisce “marginale”, tant’è vero che lo studio si occupa di soli diciassette casi.

“Analizzare perché certe persone decidono un giorno di lasciare il mondo evangelicale permette di reinterrogarsi sull’affiliazione da un altro punto di vista”, afferma la studiosa.

Interessante. Perché, però, oltre a interessarsi ai pochi casi di abbandono di chiese comunque in forte crescita, non ci si interessa a casi, anche massicci, di membri di chiesa valdese che se ne vanno? Si ha notizia di comunità dove le richieste di cancellazione hanno raggiunto il 40 per cento in due soli anni. Si noti bene: richieste di cancellazione. Cioè persone le quali, anziché abbandonare in silenzio ogni ruolo e ogni frequentazione nella chiesa, come fanno molti altri ancora, si sono dati la pena di prendere carta e penna per scrivere al concistoro di non essere più considerati membri di chiesa.

Se si dedicasse loro un minimo di attenzione, potremmo sapere – ad esempio – se la coincidenza di tutte queste cancellazioni con l’introduzione delle benedizioni per le coppie dello stesso sesso, che grandi mezzi di informazione hanno definito, non smentiti, “matrimoni gay”, è per l’appunto solo una coincidenza oppure no. Nei 17 casi studiati dalla Gachet sembra che la causa dell’abbandono sia la voglia di maggiore libertà. Nella chiesa valdese istituzionale, ultra “liberale” come è, non si dovrebbero avere problemi di libertà. E invece, proprio nella nostra chiesa, non si è più liberi, liberi di essere valdesi, come lo si era ancora quaranta o cinquant’anni fa, di credere in ciò in cui hanno creduto i nostri genitori o i nostri antenati di tre o quattrocento anni fa, di poter mandare i figli a una qualche forma di istruzione biblica e di fede senza il timore, o la certezza, che insegnino loro tutto il contrario, non si è più liberi di andare a un culto senza il timore – ampiamente giustificato – di trovarsi a un comizio politico o a una rassegna di luoghi comuni politicamente corretti.

Ora che Riforma ci ha spiegato perché, accanto alle migliaia di conversioni, c’è qualche pentecostale svizzero che se ne va, speriamo ci illumini sul perché, accanto alle migliaia di valdesi che sono tali solo nei registri delle chiese, altre centinaia scrivono nero su bianco che se ne vogliono andare!

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