A Cambridge avevano le idee chiare sui Valdesi (3) CLAUDIO, UN TEOLOGO RIGOROSO E CORAGGIOSO

Proseguiamo il nostro cammino accanto al pastore Pierre Allix nella sua ricerca delle radici valdesi.

Allix, nell’analizzare le forti differenze tra il cristianesimo del Nord Italia e quello di Roma, si sofferma su Paolino, vescovo di Aquileia, (morto nell’802) teologo e musicista, autore del canto Dov’è carità e amore che ancora oggi si sente nelle messe, venerato come santo dalla chiesa cattolica romana. Dai numerosi scritti che ancora ci restano, Allix trae la convinzione che non accettasse la dottrina dell’immacolata concezione, né della transustanziazione. E interpretava Matteo 16:18, “su questa roccia edificherò la mia chiesa” alla maniera protestante, cioè nel senso che non Pietro, ma Gesù è il fondamento della Chiesa. Di conseguenza, non accetta il vescovo di Roma come fonte dottrinaria. Ciò era molto gradito anche a Carlo Magno, che lo aveva chiamato tra i sette saggi della Schola Palatina. Va ricordato che Claudio, indicato ancora nel XIX secolo dai valdesi come iniziatore della vita separata dalla loro chiesa, fu stabilito come vescovo di Torino da Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, cosa che in se stessa indicava il mancato riconoscimento di una reale supremazia del Papa.

Secondo Allix, dalle 244 grandi omelie raccolte per incarico di Carlo Magno (ancora lui!) dal monaco e storico Paolo Diacono (Cividale nel Friuli 720 ca. – Montecassino 799) con il titolo Homiliarum, si ricava che gran parte delle dottrine che dividono la Chiesa di Roma da quelle protestanti, non erano riconosciute all’epoca. La raccolta comprende predicazioni Origene, Gerolamo, Agostino, Giovanni Crisostomo, Beda e altri.

Detto questo, Allix passa a parlare di Claudio, che – afferma – molti cattolici hanno in seguito tentato di screditare con accuse ingiuste, come quelle di nestorianesimo (dottrina secondo la quale in Gesù vi erano due persone: l’uomo e il Dio) o arianesimo (dottrina per la quale Gesù è di natura inferiore a quella di Dio, col quale non è consustanziale, dunque una concezione anti-trinitaria). In realtà – prosegue – la sua dottrina era in tutto ortodossa sulla base della Bibbia, di cui scrisse un gran numero di commentari, dai quali emergono chiare le sue idee, “assai vicine a quelle per le quali la chiesa romana ha condannato Lutero”. Dal suo commentario alla lettera ai Galati, infatti, emerge che per Claudio gli altri apostoli non erano subordinati a Pietro, la tradizione non può essere considerata fonte dottrinaria, l’unico capo della Chiesa è Gesù, la chiesa – in quanto non sempre è capace di seguire il suo capo – non è infallibile, ma soggetta ad errore, solo la fede, non le opere, è requisito per la salvezza, le preghiere dopo la morte non sono di alcun aiuto al defunto che le ha richieste. Colpiscono alcuni passi di Claudio, che Allix riporta per esteso come quello dove afferma che “l’Eterna Verità e Sapienza non esclude coloro che vengono ad essa per il loro gran numero e… non fa differenza di luogo… è vicina a tutti coloro che si volgono ad essa da ogni parte del mondo e l’amano, essa cambia e converte coloro che la contemplano, nessun uomo può giudicarla, nessuno può avere un giusto giudizio senza di essa”. La distanza da una chiesa che pretenda di essere l’unica fonte di salvezza è ben evidente.

Importante il passaggio in cui Claudio rifiuta il culto dei santi: “non dobbiamo adorare o fare oggetto di culto coloro che sono vissuti in modo religioso, non dobbiamo guardare a loro come persone che richiedono la nostra adorazione… dobbiamo piuttosto onorarli poiché meritano di essere imitati”. Quel vescovo di Torino afferma che neppure gli angeli possono essere oggetto di culto, tanto che essi stessi vorrebbero “che noi adorassimo insieme a loro l’unico Dio, la cui visione li rende beati, mentre noi non possiamo essere beati contemplando gli angeli”, dunque non dobbiamo costruire templi per loro. Claudio sa bene che molti avversano le sue buone dottrine, e che lui per essi è un rimprovero vivente, ma Dio “padre di misericordia e facitore di ogni consolazione ci ha confortato in tutte le nostre afflizioni… noi confidiamo nella protezione di Colui ci ha fortificato con la corazza della giustizia ed è il nostro scudo per l’eterna salvezza”. Coerentemente con ciò, Claudio ha anche scritto contro l’adorazione delle immagini, i pellegrinaggi, l’adorazione delle reliquie “e simili superstizioni”.

(3  – continua)

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