Pastore valdese sostiene le “unioni civili” ma evita di parlare di Bibbia (1)

Il giorno della festa civile valdese, il 17 febbraio 2016, il pastore Emanuele Fiume ha rilasciato una intervista al sito di informazione reporternuovo.it dal titolo «Io, pastore valdese, benedico le coppie gay». Basterebbe il titolo, ma va detto che il pastore Fiume passa per “conservatore”, anche perché nel tempio di via IV novembre a Roma, dove è pastore, legge durante il culto e fa studi sul Catechismo di Heidelberg, testo calvinista approvato nel 1563.Forse proprio per questo ha avuto bisogno di schierarsi in modo spettacolare sulla questione dell’omosessualità, diventata ormai sostitutiva di ogni altro articolo di fede. Tanto per cominciare il pastore Fiume, che pure afferma di non aver votato quell’ordine del giorno, dice che nel 2010 le benedizioni per le coppie dello stesso sesso furono approvate “con una maggioranza molto larga”, quando invece sappiamo che solo il 58% dei deputati si espresse a favore. Poi racconta che “Il patto della nostra chiesa è la libera discussione e il rispetto di tutte le posizioni. Anche di quelle minoritarie e critiche, senza scomuniche”, omettendo le censure a tutte le posizioni non schierate con chi comanda, inclusa ovviamente la deplorazione sinodale nei confronti di questo sito.

Un capolavoro di coerenza, poi, le due frasi, a poche righe una dall’altra:Non credo che la Chiesa debba fare da “mosca cocchiera” allo Stato, né dovrebbe dire al Parlamento cosa e come deve votare!eLo stato deve legiferare nel senso di una garanzia rispetto a queste unioni che nei fatti sono chiaramente esistenti”.

Segue l’affermazione che anche le coppie omosessuali sono famiglia perchéentità stabili di soccorso reciproco”. Dal che si deduce che anche le società di mutuo soccorso sono famiglie, così come un sindacato, una cassa mutua, un convento. E dovrebbero esserlo anche le nostre chiese. Si deduce allora che anche una società di mutuo soccorso dovrebbe poter adottare bambini, poco importa come. Del resto, proprio nella chiesa di cui il pastore Fiume è titolare il 24 maggio 2010 furono battezzati due bambini presentati da due uomini indicati come “genitori” (Fiume era assente ma verosimilmente informato). A giustificare questi spropositi arriva il consueto artificio di dire che la famiglia è cambiata negli ultimi anni: “La famiglia contadina del 1910 avrebbe avuto difficoltà ad immaginarsi la famiglia mononucleare delle città di oggi”. Di certo, non era difficile immaginarlo, anche nel 1910, per tutti coloro che leggevano la Bibbia, poiché tanto Giuseppe, Maria e Gesù, quanto Abramo e Sara si spostavano come “famiglia mononucleare”, senza portarsi genitori e nonni, nonostante, almeno nel primo caso, ve ne fossero di ancora in vita.

Ma il bello viene sul paragone con la Chiesa Cattolica, dove l’intervistatore chiede:Perché partendo dagli stessi testi arrivate a conclusioni così diverse”. Qui nonostante la domanda faccia chiaro riferimento alla Bibbia, il pastore fa finta di niente e evita, come del resto in tutta l’intervista, ogni riferimento alla Scrittura, definita nella Confessione di Fede Valdese del 1655, da lui solennemente sottoscritta non molti anni fa al momento della consacrazione, “divina e canonica, ciò è … regola della nostra fede e vita”.

(prima parte – continua)  

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