\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

La Bibbia ci parla ogni giorno – 1 Corinzi 15

Nel blog di una sorella è pubblicato uno studio del grande evangelizzatore Camillo Mapei, information pills Testimonianza di tre padri inquisitori, viagra 100mg sull’antichità dei Valdesi, assai maggiore del mercante lionese Valdo o Valdesio o Pietro Valdo, che oggi ne viene obbligatoriamente ritenuto il fondatore. Lo studio è incluso in un libro, reperibile in internet, che raccoglie i numeri della rivista evangelica L’Eco di Savonarola, pubblicata in italiano e in inglese a Londra. Negli anni intorno al 1850 l’Eco riporta numerosi articoli a proposito dei Valdesi. Essi sono visti come la prova che non è la Chiesa Cattolica Romana la detentrice della continuità apostolica, ma lo sono piuttosto i nostri predecessori/antenati.

Due elementi sono particolarmente importanti.

Secondo Camillo Mapei, fondatore e principale animatore dell’Eco di Savonarola, quello che per secoli si è chiamato Pietro Valdo, si chiamava in realtà Pietro, e gli fu aggiunto l’aggettivo Valdese, non Valdo, in quanto eretico. Secondo Mapei, infatti, gli scritti dell’epoca non riportano mai il nome Valdo ma solo l’aggettivo valdese. Diversi scritti dell’epoca ritenevano che questo Pietro Valdese fosse stato convertito da predicatori valdesi. Oggi, la storiografia ufficiale dice il contrario: egli si chiamava Valdo o Valdesio e il nome Pietro gli fu aggiunto in seguito per significare che era un secondo Apostolo Pietro. Bisognerebbe consultare le fonti accuratamente, ma certo che è sempre difficile pensare che valdesi medievali, cui persino i persecutori attribuivano di essere riconoscibili dal “non mentire”, abbiano falsificato la loro storia, inventandosi l’origine antichissima, e persino il nome di colui che comunque è stato il più grande valdese di ogni tempo.

Altro elemento ancora più interessante è che, secondo il Mapei, l’inquisitore Raniero Sacco, che scrive nel 1240, distingueva i Valdesi seguaci di Pietro Valdo di Lione, recenti, da quelli più antichi, i Leonisti, così detti perché traevano la loro origine dal buon Leone, che fuggì dalla corruzione di Roma ai tempi dell’imperatore Costantino (306-337). Già all’epoca, insomma, i Valdesi non sarebbero stati una cosa unitaria, ma distinti in diversi gruppi, tra i quali i seguaci di Valdo non sono i più antichi! Anche questa ipotesi appare molto interessante, e assai più idonea a conciliare i vari elementi che abbiamo rispetto al dogma secondo cui i Valdesi sarebbero saltati fuori dal nulla dopo la conversione del lionese Valdo…

Chissà se i leonisti approvarono un ordine del giorno contro i seguaci di Pietro Valdo per condannare l’uso non autorizzato del nome “valdesi”?
di DMS

Le centinaia di terrazzamenti che s’incontrano risalendo la montagna verso il Serre della Sarsenà (Bobbio Pellice) sono stupefacenti. I muri venivano costruiti ovunque, order anche sulle rocce o a fianco di esse, web per permettere di recuperare anche solo un metro di terreno. Il paesaggio è esposto molto al sole, viagra 60mg e gli alberi stessi non sono così rigogliosi come in altre zone dove il terreno è più profondo. La montagna sale ripida, tanto da permettere una visuale panoramica eccellente della valle sottostante.

Su questi terrazzamenti si coltivava, in altri tempi, il grano saraceno, che si presume sia stato introdotto dai Saraceni, dai quali, si dice, deriva il termine  “Sarsenà”, così chiamata la borgata costruita sulle rocce sovrastanti l’ampia valle. Il grano saraceno si diffuse sulle montagne a quote piuttosto alte, sopra i mille metri, per il suo ciclo di vita breve, dalla primavera all’autunno, che ne consente la coltivazione dove il frumento ed altri prodotti non riuscivano a giungere a maturazione. La polenta saracena costituiva, in alternanza con le castagne, il piatto unico per le famiglie locali.

I fiori del grano saraceno sono decorativi. È una pianta rustica, resistente ai climi freddi, e difficilmente attaccabile dai parassiti, era utile per sfruttare i terreni nei mesi estivi, nel periodo di riposo dopo il raccolto invernale di segala e patate. La coltivazione sui pendii o sui terrazzamenti è faticosa.

La semina del grano saraceno avviene a spaglio (si gettano i chicchi a piccole manciate sul terreno arato) e la raccolta si svolge a partire dalla seconda metà di ottobre o poco più tardi. L’operazione è laboriosa. Con un falcetto si tagliano gli steli, si legano e si lasciano asciugare, poi si battono con un attrezzo fatto con due bastoni legati a una estremità. La farina di grano saraceno un tempo era considerata poco pregiata, buona soltanto per la cucina dei contadini.

Qui si racconta che la piantina di grano saraceno avesse bisogno di poca acqua e che, se veniva coltivata in un terreno fecondo, non avrebbe prodotto i chicchi. Tante volte anche noi abbiamo sete, passiamo per delle difficoltà e l’aridità si fa sentire, ma spesso è proprio in quelle condizioni che Dio ci usa per portare frutto.

J’ai soif de ta présence, / Divin chef de ma foi;

Dans ma faiblesse immense / Que ferais-je sans toi? 

Des ennemis dans l’ombre / Rodent autour de moi;

Accablé par le nombre / Que ferais-je sans toi?

Pendant les jours d’orage, / D’obscurité, d’effroi,

Quand faiblit mon courage / Que ferais-je sans toi

Chaque jour, à chaque heure, oh! j’ai besoin de toi.

Viens, Jésus, et demeure Auprès de moi.

(Innario “Psaumes et Cantiques”, n. 126).

 

Ho sete della tua presenza, divino Capo della mia fede; nella mia debolezza immensa che farei senza di te?

I nemici nell’ombra si aggirano intorno a me; oppresso dal loro numero che farei senza di te?

Durante i giorni di tempesta, di oscurità, quando vien meno il mio coraggio che farei senza di te?

Ogni giorno e in ogni ora, ho bisogno di te, Vieni, Gesù, e dimora vicino a me. 
Le centinaia di terrazzamenti che s’incontrano risalendo la montagna verso il Serre della Sarsenà (Bobbio Pellice) sono stupefacenti. I muri venivano costruiti ovunque, recipe anche sulle rocce o a fianco di esse, patient per permettere di recuperare anche solo un metro di terreno.

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La montagna sale ripida , tanto da permettere una visuale panoramica eccellente della valle sottostante.

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Ho seguito YouTube l’intervento da parte del pastore (non c’è il nome né l’indicazione del video cui ci si riferisce – n.d.r.) sulla decisione del Sinodo di benedire le coppie omosessuali e sui nuovi tipi di famiglia, approved che secondo il pastore la chiesa dovrebbe prima o dopo arrivare a riconoscere. Semplicemente – a mio parere – patetico, sale incoerente e disonesto l’intervento fornito, che invito chiunque a vedere.

Il pastore fa delle lunghe considerazioni di carattere sociologico sicuramente discutibili, e comunque elaborate senza un minimo di riflessione teologica, senza fare alcun riferiremo alla Bibbia e al cristianesimo in generarle. Si limita all’utilizzo della parola “chiesa” come se fosse un semplice partito o un associazione politica di discussione e di compromessi. La sintesi del pastore è che la società sarebbe cambiata in modo drastico (come se le nuove realtà dovessero dettare legge e fare la norma). A parere del pastore, molto dei documenti di studio teologico sulla famiglia redatti nel passato dovrebbe essere modificato. E ciò ha la sua logica, visto che – a quanto sembra – secondo lui si dovrebbero trasformare in documenti sociologici. In conclusione, secondo il pastore è la chiesa che deve adattarsi alle nuove realtà, indipendentemente dal fatto che possano essere espressioni di decadenza e non.

Naturalmente, per il pastore il concetto di decadenza non esiste, ma solo realtà diverse che debbono non solo essere conosciute ma anche riconosciute. In altre parole, la Bibbia non è parola di Dio infallibile, ma un semplice racconto di realtà passate, e pertanto deve essere riletta e interpretata con la massima libertà per adattarla alle deviazioni che si trovano nella società.

Caro Pastore, grazie per tutte queste considerazioni. Ma, personalmente, tutto questo da lei non mi interessa dal momento che, per simili riflessioni, posso consultare qualsiasi sociologo. Da lei avrei voluto una seria ed onesta lettura ed esegesi biblica indipendente da ogni possibile deviazione decadenza sociale con delle conclusione provenienti dal Dio cristiano di verità, saggezza e onesta a cui credo e non dal Dio di confusione e di incertezza che mi sembra lei coma altri abbia voluto creare e plasmare a suo piacimento dal testo biblico. Non è il caso di essere onesti con se stessi, con gli altri ed in particolare modo nei confronti di chi cerca onestamente la verità, e pensare forse ad una diversa professione lasciando spazio a chi seriamente vuole e sa esserre ministro di culto?

Chiedo scusa per la durezza ma ritengo l’onestà debba prevalere su possibili interminabili linguaggi diplomatici, spesso utilizzati nella chiesa Valdese, che rischiano solo di portare confusione e fare perdere tempo non avendo spesso alcuna sostanza.

Io non ho tempo ed energia per tutto questo. Non so voi.

Alessio Costa

 
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Il pastore fa delle lunghe considerazioni di carattere sociologico sicuramente discutibili, e comunque elaborate senza un minimo di riflessione teologica, senza fare alcun riferiremo alla Bibbia e al cristianesimo in generarle. Si limita all’utilizzo della parola “chiesa” come se fosse un semplice partito o un associazione politica di discussione e di compromessi. La sintesi del pastore è che la società sarebbe cambiata in modo drastico (come se le nuove realtà dovessero dettare legge e fare la norma). A parere del pastore, molto dei documenti di studio teologico sulla famiglia redatti nel passato dovrebbe essere modificato. E ciò ha la sua logica, visto che – a quanto sembra – secondo lui si dovrebbero trasformare in documenti sociologici. In conclusione, secondo il pastore è la chiesa che deve adattarsi alle nuove realtà, indipendentemente dal fatto che possano essere espressioni di decadenza e non.

Naturalmente, per il pastore il concetto di decadenza non esiste, ma solo realtà diverse che debbono non solo essere conosciute ma anche riconosciute. In altre parole, la Bibbia non è parola di Dio infallibile, ma un semplice racconto di realtà passate, e pertanto deve essere riletta e interpretata con la massima libertà per adattarla alle deviazioni che si trovano nella società.

Caro Pastore, grazie per tutte queste considerazioni. Ma, personalmente, tutto questo da lei non mi interessa dal momento che, per simili riflessioni, posso consultare qualsiasi sociologo. Da lei avrei voluto una seria ed onesta lettura ed esegesi biblica indipendente da ogni possibile deviazione decadenza sociale con delle conclusione provenienti dal Dio cristiano di verità, saggezza e onesta a cui credo e non dal Dio di confusione e di incertezza che mi sembra lei coma altri abbia voluto creare e plasmare a suo piacimento dal testo biblico. Non è il caso di essere onesti con se stessi, con gli altri ed in particolare modo nei confronti di chi cerca onestamente la verità, e pensare forse ad una diversa professione lasciando spazio a chi seriamente vuole e sa esserre ministro di culto?

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Io non ho tempo ed energia per tutto questo. Non so voi.

Alessio Costa

 
Ho seguito YouTube l’intervento da parte del pastore (non c’è il nome né l’indicazione del video cui ci si riferisce, visit NdR) sulla decisione del Sinodo di benedire le coppie omosessuali e sui nuovi tipi di famiglia, link che secondo il pastore la chiesa dovrebbe prima o dopo arrivare a riconoscere.

Semplicemente a mio parere patetico, viagra buy incoerente e disonesto l’intervento fornito che invito chiunque a vedere.

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A parere del pastore, molto dei documenti di studio teologico sulla famiglia redatti nel passato dovrebbe essere modificato. E ciò ha la sua logica, visto che – a quanto sembra – secondo lui si dovrebbero trasformare in documenti sociologici.

In conclusione, secondo il pastore è la chiesa che deve adattarsi alle nuove realtà, indipendentemente dal fatto che possano essere espressioni di decadenza e non.

Naturalmente per il pastore il concetto di decadenza non esiste ma solo realtà diverse che debbono non solo essere conosciute ma anche riconosciute.

In altre parole, la Bibbia non è parola di Dio infallibile, ma un semplice racconto di realtà passate, e pertanto deve essere riletta e interpretata con la massima libertà per adattarla alle deviazioni che si trovano nella società.

Caro Pastore, grazie per tutte queste considerazioni. Ma, personalmente, tutto questo da lei non mi interessa, dal momento che per simili riflessioni posso consultare qualsiasi sociologo.

Da lei avrei voluto una seria ed onesta lettura ed esegesi biblica indipendente da ogni possibile deviazione decadenza sociale con delle conclusione provenienti dal Dio cristiano di verità, saggezza e onesta a cui credo e non dal Dio di confusione e di incertezza che mi sembra lei coma altri abbia voluto creare e plasmare a suo piacimento dal testo biblico.

Non è il caso di essere onesti con se stessi, con gli altri ed in particolare modo nei confronti di chi cerca onestamente la verità, e pensare forse ad una diversa professione lasciando spazio a chi seriamente vuole e sa esserre ministro di culto?

Chiedo scusa per la durezza ma ritengo l’onestà debba prevalere su possibili interminabili linguaggi diplomatici, spesso utilizzati nella chiesa Valdese, che rischiano solo di portare confusione e fare perdere tempo non avendo spesso alcuna sostanza.

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Alessio Costa

 
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Il pastore fa delle lunghe considerazioni di carattere sociologico sicuramente discutibili, e comunque elaborate senza un minimo di riflessione teologica, senza fare alcun riferiremo alla Bibbia e al cristianesimo in generarle. Si limita all’utilizzo della parola “chiesa” come se fosse un semplice partito o un associazione politica di discussione e di compromessi. La sintesi del pastore è che la società sarebbe cambiata in modo drastico (come se le nuove realtà dovessero dettare legge e fare la norma). A parere del pastore, molto dei documenti di studio teologico sulla famiglia redatti nel passato dovrebbe essere modificato. E ciò ha la sua logica, visto che – a quanto sembra – secondo lui si dovrebbero trasformare in documenti sociologici. In conclusione, secondo il pastore è la chiesa che deve adattarsi alle nuove realtà, indipendentemente dal fatto che possano essere espressioni di decadenza e non.

Naturalmente, per il pastore il concetto di decadenza non esiste, ma solo realtà diverse che debbono non solo essere conosciute ma anche riconosciute. In altre parole, la Bibbia non è parola di Dio infallibile, ma un semplice racconto di realtà passate, e pertanto deve essere riletta e interpretata con la massima libertà per adattarla alle deviazioni che si trovano nella società.

Caro Pastore, grazie per tutte queste considerazioni. Ma, personalmente, tutto questo da lei non mi interessa dal momento che, per simili riflessioni, posso consultare qualsiasi sociologo. Da lei avrei voluto una seria ed onesta lettura ed esegesi biblica indipendente da ogni possibile deviazione decadenza sociale con delle conclusione provenienti dal Dio cristiano di verità, saggezza e onesta a cui credo e non dal Dio di confusione e di incertezza che mi sembra lei coma altri abbia voluto creare e plasmare a suo piacimento dal testo biblico. Non è il caso di essere onesti con se stessi, con gli altri ed in particolare modo nei confronti di chi cerca onestamente la verità, e pensare forse ad una diversa professione lasciando spazio a chi seriamente vuole e sa esserre ministro di culto?

Chiedo scusa per la durezza ma ritengo l’onestà debba prevalere su possibili interminabili linguaggi diplomatici, spesso utilizzati nella chiesa Valdese, che rischiano solo di portare confusione e fare perdere tempo non avendo spesso alcuna sostanza.

Io non ho tempo ed energia per tutto questo. Non so voi.

Alessio Costa

 

La fatica non è vana nel Signore

Perciò, information pills fratelli miei carissimi, sick state saldi, sempre abbondanti nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (v.58).

Avete mai provato a coltivare un orto in terra vergine? Quella è la mia passione! C’è chi dice:” L’orto vuole l’uomo morto!”; e in effetti c’è da sudare e piegar la schiena. L’umiltà è in ogni opera  l’ingrediente essenziale per estirpare rovi, ortiche e dissodare il terreno in fertili zolle, cui va dato il nutrimento con abbondante concime. E il piegar la schiena nuovamente è l’esercizio costante per formare con la zappa i solchi, dove cresceranno piantine e semi.

Fatiche, sudori, spesso pianti si incontrano nell’opera del Signore: “Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni” (Salmo 126: 6).

DMS

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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