\"NULLA SIA PIÙ FORTE DELLA VOSTRA FEDE\"

GIOSUÈ GIANAVELLO

Vergognarsi di Cristo e delle Sue parole? Una realtà

“Non entrare nel sentiero degli empi e non t’inoltrare per la via dei malvagi; schivala, sickness drugs non passare per essa; allontanatene e va oltre. Essi mangiano il pan dell’empietà e bevono il vino della violenza” (Proverbi 14; 19).

E quelli che passavano di là, doctor lo ingiuriavano, try scuotendo il capo e dicendo: “Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi giù dalla croce!” Così pure i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: “Ha salvato altri e non può salvar sé stesso! Se lui è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora , se lo gradisce, poiché ha detto sono: “Sono Figlio di Dio”. E nello stesso modo lo insultavano anche i ladroni crocifissi con lui” (Matteo 27: 39;44). Quelli che passavano di là e i capi sacerdoti con gli scribi e i ladroni crocifissi ingiuriavano Gesù, lo insultavano e si beffavano di Lui.

Chi entra nel sentiero degli empi, partecipa a una mensa di pane e vino, ma il pane consiste nell’empietà e il vino è quello della violenza. La signora Violenza vestita di empietà si beffa, ingiuria e insulta il Cristo in croce che soffre atrocemente e muore per i peccati. La signora Empietà vestita di violenza, annulla tutti gli effetti della giustizia derivanti dalla croce, perché empietà e giustizia non possono dimorare insieme. Le signore Empietà e Violenza non sarebbero così attraenti se non si rivestissero di esteriorità amorevole, come un bacio… un lungo bacio simile a quello di Giuda (Matteo 26:49), bacio di apparente accoglienza aperta ed inclusiva che però tradisce il Figlio dell’uomo.

E la domanda di Gesù riecheggia per coloro che passando di là annullano la giustizia con l’empietà dando un lungo bacio di tradimento: “Amico, che cosa sei venuto a fare?” (Matteo: 26:50).

Come sarà la nostra eternità dipende dalla risposta che daremo “passando di là” ed osservando attentamente.

La vita eterna è riservata a chi riconosce ed accetta che quell’Uomo non muore per un semplice atto di generosità verso l’umanità abbracciandola con un lungo bacio ingannevole, ma che “egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità” (Isaia 53: 5)…la nostra eternità dipenderà dalla risposta che daremo “passando di là”.

D.M.S.

 

 
“Non entrare nel sentiero degli empi e non t’inoltrare per la via dei malvagi; schivala, drugs non passare per essa; allontanatene e va oltre. Essi mangiano il pan dell’empietà e bevono il vino della violenza” (Proverbi 14; 19).

E quelli che passavano di là, lo ingiuriavano, scuotendo il capo e dicendo: “Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi giù dalla croce!” Così pure i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: “Ha salvato altri e non può salvar sé stesso! Se lui è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora , se lo gradisce, poiché ha detto sono: “Sono Figlio di Dio”. E nello stesso modo lo insultavano anche i ladroni crocifissi con lui” (Matteo 27: 39;44). Quelli che passavano di là e i capi sacerdoti con gli scribi e i ladroni crocifissi ingiuriavano Gesù, lo insultavano e si beffavano di Lui.

Chi entra nel sentiero degli empi, partecipa a una mensa di pane e vino, ma il pane consiste nell’empietà e il vino è quello della violenza. La signora Violenza vestita di empietà si beffa, ingiuria e insulta il Cristo in croce che soffre atrocemente e muore per i peccati. La signora Empietà vestita di violenza, annulla tutti gli effetti della giustizia derivanti dalla croce, perché empietà e giustizia non possono dimorare insieme. Le signore Empietà e Violenza non sarebbero così attraenti se non si rivestissero di esteriorità amorevole, come un bacio… un lungo bacio simile a quello di Giuda (Matteo 26:49), bacio di apparente accoglienza aperta ed inclusiva che però tradisce il Figlio dell’uomo.

E la domanda di Gesù riecheggia per coloro che passando di là annullano la giustizia con l’empietà dando un lungo bacio di tradimento: “Amico, che cosa sei venuto a fare?” (Matteo: 26:50).

Come sarà la nostra eternità dipende dalla risposta che daremo “passando di là” ed osservando attentamente.

La vita eterna è riservata a chi riconosce ed accetta che quell’Uomo non muore per un semplice atto di generosità verso l’umanità abbracciandola con un lungo bacio ingannevole, ma che “egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità” (Isaia 53: 5)…la nostra eternità dipenderà dalla risposta che daremo “passando di là”.

D.M.S.

 

 
Daniela sta esprimendo ciò che molti credenti frequentando la Chiesa valdese non si rendono conto ma è una realtà: vergognarsi di Cristo e delle sue parole.

Quando ci si vergogna? Adamo ed Eva si sono vergognati quando hanno scoperto di essere nudi. Caino si è vergognato di aver ucciso suo fratello. Davide si è vergognato quando ha riconosciuto la sua colpa davanti al profeta, healing a Dio e al popolo, for sale dopo aver abusato di Betsabea ed inviato suo marito soldato in prima linea perché fosse ucciso dal nemico. Si vergognava il peccatore degli evangeli quando pregava confessando a Dio le sue mancanze, mentre non si vergognava, anzi era fiero il fariseo di non essere come gli altri peccatori.

Ci si vergogna quando ci si sente in colpa e non ci si vergogna quando ci si sente giusti. Ci sono anche false colpe, come ci sono false giustificazioni. Ci si vergogna per non avere vestiti all’ultima moda. Mentre ci si sente a proprio agio quando si è vestiti dignitosamente. Ci si vergogna per non essere ricchi; mentre è felice chi si accontenta di quello che ha. Si vergogna chi non sa certe cose; mentre chi non sa accetta la sfida della ricerca perché sa di non sapere tutto. Ci si vergogna a tal punto dei propri errori da nasconderli; mentre chi ha il coraggio di confessarli è stimolato a non ripeterli.

Nel caso espresso da Gesù è tipico di chi vorrebbe essere come Lui, ma non ne ha pagato o non se la sente di pagare il prezzo. I discepoli molte volte, come noi, non capivano Gesù. Una cosa che non riuscivano ad accettare, quando era in vita, era quella che per fondare il nuovo Tempio, ovvero la Chiesa di oggi, bisognava che morisse prematuramente. Senza quella morte non ci sarebbe stato il fondamento incrollabile della Chiesa cristiana. Non ci sarebbe stata l’effusione dello Spirito Santo promesso; non ci sarebbero state così tante genuine conversioni a Pentecoste; non ci sarebbe stata un’assunzione di responsabilità da parte degli undici discepoli a cui Gesù Cristo aveva affidato il compito di far crescere, pur con tutte le debolezze umane, la neonata chiesa cristiana. Un giorno Gesù aveva detto “chi vuol seguire me deve accettare di prendere la sua croce” e in una altra occasione: “se hanno fatto così al maestro, faranno lo stesso ai discepoli”.

La vergogna di cui parla Gesù nasce proprio da questa ambiguità: voler essere cristiani e nello stesso tempo voler essere di questo mondo. Gesù diceva che un cristiano non può avere due padroni e invitava chiunque volesse seguirlo a tagliare i ponti con la mentalità o la filosofia di questo mondo. Il suo regno non ha niente da spartire con quello del mondo soggetto al suo principe, il diavolo. Essere in questo mondo, ma non essere radicalmente di questo mondo. Questa è stata la strada, che lo ha portato alla morte in croce e alla risurrezione. Ora regna alla destra di Dio. È di questa prospettiva che molti cristiani si vergognano perché è un argomento difficile da far capire perché in contrasto con le ambizioni della maggioranza. Per molti non è una priorità. Per Gesù Cristo invece lo era. Se vogliamo quindi fare la volontà del Padre e del Figlio non ci si deve vergognare di questo progetto; non ci si deve vergognare di quella strada indicata e percorsa da Cristo e da tutti i suoi discepoli. Il coraggio, come la vergogna è contagiosa. Il Signore Gesù Cristo vivente ci contagi col coraggio che ha avuto.

Sergio

 

2 Responses to “Vergognarsi di Cristo e delle Sue parole? Una realtà”

  1. Luca Zacchi scrive:

    Amen. Grazie Sergio.

    • Linar scrive:

      Che questa gente faicca orrore ormai credo sia sotto gli occhi di tutti. Di tutti, tranne quelli che proprio si ostinano a non voler vedere il baratro nel quale questi personaggi stanno trascinando il Paese. Per l’ennesima volta abbiamo potuto toccare con mano l’appiattimento dal punto di vista culturale, etico e critico dell’italiano medio; si ascolta qualcuno chiacchierare per strada e ci si rende conto che ripetono le frasi di Fede, di Berlusconi, di Gasparri, dicono che il padre della Englaro e8 un “assassino”. Pif9 che il comportamento di questi figuri e8 allarmante la facilite0 con cui la tv telecomanda l’opinione di tante persone che forse di opinioni non ne hanno avute mai. Qui tira una gran brutta aria.Certo, ci sono anche persone valide in questo Paese, ma ogni tanto sconcerta vedere che solo gli idioti sembrano aprire bocca. E dar fiato.

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Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Traduttore

Così dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

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